L’OPINIONE DI MAJO DOPO L’AVVIO UFFICIALE DELLA STAGIONE 2014-15: “IL PESO DEL FATTORE GHIRO”

(gmajo) – La stagione 2014-15 del Parma F.C. è dunque partita con il raduno di giovedì 10 luglio a Collecchio al quale non ha voluto mancare, o al quale era doverosamente presente, a seconda dei punti di vista, anche il presidente Tommaso Ghirardi che, nel corso di una drammatica conferenza stampa il 30 maggio scorso aveva annunciato le proprie dimissioni (peraltro mai formalizzare, e, coi fatti, auto-smentite dallo stesso Tom, che non ha mai rinunziato alla sua operatività, rappresentando il club ducale in Lega, nell’odiato Palazzo, dove, secondo lui, sarebbero state ordite oscure trame ai danni della sua squadra, a proposito della mancata concessione della Licenza Uefa) e la messa in vendita dell’intero pacchetto azionario del club (dunque non solo le sue quote, ma anche quelle dei suoi soci). Quella sua passerella, accolta da un tiepido applauso dei 200 stupiti sugli spalti, per raggiungere la panchina del campo principale del Settore Giovanile, dove i primi 29 donadoniani stavano prendendo di nuovo confidenza con il prato verde, a qualcuno è parso un segnale positivo (io, ad esempio, il giorno dopo, preso da un eccessivo entusiasmo sono caduto nell’errore di intendere il nuovo organigramma societario – che lo vedeva sempre in sella come Presidente ed Amministratore Delegato, e con la novità dell’ingresso di altri tre imageconsiglieri, due in quota ad Energy T.I. Group – apparso su fcparma.com, come una sorta di tangibile segnale di dimissioni rientrate, e dunque, magari, anche di offerta di vendita ritirata: poi, però, mi avrebbe riportato alla triste realtà l’A.D. Leonardi spiegandomi che l’organigramma pubblicato sul sito ufficiale rappresentava la nuova formazione del CdA dopo l’ingresso nel capitale del club della multinazionale dell’energia, ma imageantecedente ai fatti del 30 maggio scorso, e non successiva: insomma le dimissioni non erano rientrate), come una sorta di ritorno alla normalità; a qualcun altro, al contrario, ha dato fastidio, come, ad esempio, a Simone Lorini, direttore di Parma Live, fatto singolare perché di solito questi è piuttosto allergico alle polemiche (direi quasi come Prandelli). Ecco la trascrizione del passaggio in questione, tratto dal suo editoriale di venerdì 11 luglio: “Il caro ex presidente, ma ancora patron, potrebbe anche fare a meno di continuare a girare per Collecchio e rappresentare il Parma nelle occasioni ufficiali, visti i propositi di vendere prima possibile il club dopo l’esclusione dall’Europa League. Ogni posizione va rispettata, per cui nulla da dire circa le sue decisioni, ma visto che ha voltato le spalle al Parma sbattendo la porta, perché continua ad interessarsi in prima persona alla squadra negando però le proprie finanze al club che sette anni fa comprò per farlo risorgere?” . Espressioni, quelle di Lorini, che gli potrebbero valere la tessera ad honorem del club dei terroristi, di cui, ad esempio, io e Michele Angella di Calcio & Calcio siamo soci effettivi (agli occhi, logicamente, di imagechi pensa che il mondo si divida in buoni e cattivi) e Sandro Piovani acquisito, honoris causa, da qualche tempo a questa parte. Nel chiudere il suo servizio nel TG delle 14 di Teleducato di venerdì 11 luglio (da noi web registrato grazie all’amichevole opera di Alex Bocelli e disponibile cliccando qui) Angella significativamente si interrogava, o domandava esplicitamente a Ghirardi: “Ma il Parma è ancora in vendita oppure no?”. Va da sé che, attorno a questo interrogativo, ruotino le ambizioni, anche sportive, della società. Perché – è inutile nascondersi dietro un dito – se è in vendita, risulta difficile credere che ci possa essere l’interesse della proprietà nel reinvestire e rilanciare, come sarebbe logico attendersi secondo il proclama leonardiano “Andiamocela a riprendere”, logicamente l’Europa League, e non solo con i tentativi sinora rimasti vani nelle aule di svariati tribunali, ma appunto sul campo, quello stesso campo che aveva sancito il diritto del Parma, poi revocato (o meglio: mai assegnato) per motivi di natura tecnico-contabile da me volgarmente definiti come una “buccia di banana”. Dopo averlo ascoltato nella conferenza stampa di ritrovo, ho avuto la netta percezione che l’allenatore Roberto Donadoni condividesse la linea e gli obiettivi indicati dal Plenipotenziario (un po’ più guardingo, imagequest’ultimo con Sky, dove ha riciclato la solita solfa dei 40 punti e poi si vedrà), o per lo meno che questi gli dicesse – alla presenza di testimoni – che se si vogliono raggiungere determinati risultati servono giocatori di qualità. E che già sarà difficile sostituire Parolo. Anche se questi, secondo Donadoni, sarebbe l’unico finora ceduto dal Parma. Ragionamento che non fa una grinza se si riferisce ai calciatori di proprietà, ma se lui pensa a quelli che allenava, il cui cartellino, però apparteneva ad altre società, allora il ragionamento è diverso, visto che Molinaro si è accasato col Torino (già, proprio col Torino), e Gargano, Schelotto e Cassani sono tornati alla base, anche se per uno o due di loro c’è la concreta speranza che possano tornare a rivestire la maglia crociata. Per non sminuire troppo quella che è stata una impresa unica, andrebbe tenuto bene in mente gli sforzi profusi nell’annata del Centenario (che a me già erano parsi il classico passo più lungo della gamba) combinati con i flop di alcune delle celebri grandi del campionato: ingredienti che chissà se riusciranno a combinarsi di nuovo dodici mesi dopo. Insomma: razionalmente mi viene da pensare che sarà ben difficile replicare sul campo le storiche gesta della stagione centenaria. Ancor di più con l’incognita proprietà che continua a penzolare sul capo come una spada di Damocle. Il Sommo Dirigente, nelle stagioni precedenti alla numero 100, si era distinto per le classiche nozze con i fichi secchi, ma le cerimonie nuziali erano sempre andate a buon fine non solo per la sua indubbia abilità a districarsi al calciomercato, con carisma da vendere, ma anche perché poteva spendere il nome del Parma, società solida con alle spalle la famiglia Ghirardi-Pasotti. Proprietà che, teniamo sempre bene a mente, si è sempre impegnata nei documenti ufficiali di bilancio,a rispondere in prima persona nelle obbligazioni, cioè, in sostanza, a garantire. Il lavoro si complica, eccome!, sapendo del disimpegno della medesima. Perché l’equilibrio tra entrate ed uscite (che potrebbe anche rendere superfluo l’avere alle spalle chi garantisce) non è così facile da raggiungere se non ci si impegna davvero in un processo virtuoso di ridimensionamento delle spese (ma di conseguenza, almeno nell’immediato, anche degli obiettivi sportivi). E qui, di nuovo, appare in tutta la sua evidenza la larghezza della bocca della forbice tra la prospettiva di un campionato di alto livello (grazie a protagonisti adeguati) teorizzato da Leonardi e Donadoni e quello, invece, di una gestione in equilibrio, predicata da Ghirardi, magari dopo aver sistemato un po’ le cose. Se mi rimane misterioso come il Parma sia riuscito, nella stagione del Secolo, a saltarci fuori economicamente, malgrado gli sforzi profusi e le cessioni limitate al minimo, ancor di più mi stupirei se nella 101^ non si cedessero altri gioielli di famiglia – al di là del solo Parolo – ad un prezzo adeguato. Del resto ci sarebbero alcuni creditori istituzionali che parrebbero propensi a non essere troppo intransigenti nel rispetto delle scadenze a proprio favore, lasciando una estate di tregua, salvo poi ribussare alla porta a settembre quando il cassetto si sarà riempito di denari grazie alle operazioni di calciomercato. Ma per riempire il cassetto è appunto necessario vendere e non solo acquistare. Leonardi mi ha chiesto, l’altro giorno, se sapevo che il Parma aveva perfezionato dodici acquisti (rimarcando il fatto che si trattasse di una buona notizia, degna di esser opportunamente esaltata): ecco, se la cosa mi pare rassicurante dal punto di vista tecnico-sportivo, viceversa mi lascia qualche perplessità nell’ottica della gestione virtuosa e della continuità aziendale. Insomma: sarò impopolare, ma da buon Grillo Parlante debbo ricordare che se davvero si vuol dare un futuro di lunga gittata a questa società, soprattutto nell’ottica di una possibile autogestione senza continue trasfusioni di risorse da parte dei soci (peraltro su questo punto converge anche la ricetta del presidente di Energy T.I. Group Gaetano Tedeschi), si tratterà di calendarizzare cessioni di elementi come ad esempio Mirante che hanno ragionevolmente raggiunto il punto più altro della propria quotazione al mercato (anzi, qualcuno è pure in ribasso, e rispetto a qualche mese fa c’è da smenarci qualche centinaio di migliaia di euro). Penso che i tifosi del Parma, spesso commoventi, saprebbero capire l’esigenza, senza mai far venire meno il proprio sostegno, cosa che peraltro stanno facendo, nonostante il pasticciaccio brutto della mancata Licenza Uefa. Indicare, in modo trasparente, una strada univoca (da una parte si allude a nuove logiche, dall’altra si favoleggiano prospettive mirabolanti) credo sia un must al quale non ci si può a lungo sottrarre. Tra l’altro ho già avuto modo di definire piuttosto autolesionistiche alcune esternazioni ghirardiane che di certo non facilitano il difficile compito di Pietro Leonardi, peraltro sempre molto abile nell’attrare i consensi popolari e che ha un certo ascendente anche sui calciatori. Peraltro non ho ancora ben capito quei riferimenti al Sindaco e agli industriali di Parma “Saranno problemi loro”) pronunziati da Tom a Radio Rai ad inizio giugno: cosa c’entrano loro con la rabbia verso il Palazzo per via di quello che lui ritiene esser un torto subito per la storia della Licenza imageUefa? Intanto, come già avevamo segnalato, l’attento “valutatore” dei potenti, Andrea Marsiletti di ParmaDaily ha posizionato in netta ascesa tra le persone più influenti in città Pietro Leonardi, definito indispensabile, dopo il passo indietro di Ghirardi, il quale, contestualmente, è precipitato al 47° posto (ben 33 posizioni in meno rispetto al 14° del semestre precedente). Una prova della imagevalidità del teorema marsilettiano è un titolo apparso in home page su gazzettadiparma.it, versione on line del quotidiano della Confindustria locale, il giorno dopo il ritiro: “Nasce il Parma di Leonardi e Donadoni”, e, solo nel sottotitolo, in piccolo: “Ma a Collecchio passa anche Ghirardi”. Come se il Pres fosse già stato scaricato (esercizio che non è certo un inedito). Il Parma, tuttavia, fino a prova contraria, è ancora di Ghirardi, imageanche se affidato a Leonardi e Donadoni. Per ridare tranquillità all’ambiente, se possibile, ci vorrebbe il ritorno a un minimo di normalità: se proprio Ghirardi (magari più la sua famiglia di lui) preferisce disinvestire dal Parma, è bene che lo faccia, comunque, mantenendosi ben vivo e presente nella gestione fino all’atto d’addio, anziché favorire il volteggiare degli avvoltoi. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

21 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO L’AVVIO UFFICIALE DELLA STAGIONE 2014-15: “IL PESO DEL FATTORE GHIRO”

  • 12 Luglio 2014 in 18:23
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    Ma Piovani cosa ha fatto per entrare nel club dei terroristi? Ha tirato sotto con la macchina il gatto di Leonardi ?
    E i 12 acquisti quali sarebbero? Per me un acquisto è un titolare o al massimo un panchinaro, non una pedina di scambio.

  • 12 Luglio 2014 in 19:08
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    Temevo che certe mie considerazioni fossero dettate dall amarezza ma leggendo quelle su parmalive sono sicuramente meno solo, impossibile non mettere in evidenza che, allo stato attuale, sono stati chiusi i rubinetti. Speriamo che l auto sostentamento riesca anche in maniera così brusca. È giusto dire che non ci sono elementi certi sulla permanenza di Ghirardi ma tutti gli indizi inducono a pensare a quello. Se così fosse oltre a chiederci se il Parma è ancora in vendita ci si potrebbe anche domandare se la messa in vendita, con tutte le attenuanti possibili, sia da aggiungersi o meno alla categoria mal di pancia.
    Non capisco perché, a vari livelli, si voglia restare appigliati alla scorsa stagione, ci si era arrivati attraverso un certo percorso, anche rapido e brillante, ma ora secondo me bisogna riprendere a programmare prelavalentemente a medio termine altrimenti se capita un annata storta si rischia grosso. Il mio timore è che invece di andare verso un salutare rinnovamento, sempre ambizioso anche se non nell immediato, si cerchi di mettere pezze a una squadra che aveva dato tanto, che è già indebolita e che difficilmente potrebbe beneficiare nuovamente di alcune variabili positive dello scorso campionato.
    Chiaramente squadra e tecnico dovranno avere in ogni caso il massimo sostegno perché coi casini extra non c entrano nulla

    • 12 Luglio 2014 in 21:45
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      Al di la’ di certe considerazioni che posso condividere, ditemi ad oggi 12 luglio qual’e’ l’indebolimento della squadra?!?
      Unico partente Parolo; di Cassani, per me tra i migliori dello scorso anno e degno della maglia azzurra, ne parleremo se non ci sara’(e questo e’ tutto da vedere); Gargano ha giocato non molto e Acquah non lo ha mai fatto rimpiangere.
      Chi manca d’altri? Non ditemi Molinaro perche’ se diciamo che la squadra e’ indebolita dall’assenza di Molinaro non ci crede nessuno

  • 12 Luglio 2014 in 19:27
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    Nella lunga ed approfondita lettura dell’editoriale di Majo, sono stato profondamente colpito dal riferimento alle parole contenute nell’intervento del signor Lorini, che di seguito riporto : “Chiudo con un pensiero che forse sarà sgradito: il caro ex presidente, ma ancora patron, potrebbe anche fare a meno di continuare a girare per Collecchio e rappresentare il Parma nelle occasioni ufficiali, visti i propositi di vendere prima possibile il club dopo l’esclusione dall’Europa Leage. Ogni posizione va rispettata, per cui nulla da dire circa le sue decisioni, ma visto che ha voltato le spalle al Parma sbattendo la porta, perchè continua ad interessarsi in prima persona alla squadra negando però le proprie finanze al club che sette anni fa comprò per farlo risorgere?”

    Da queste parole traspare un certa acredine, in particolare quando si rileva che il presidente Ghirardi potrebbe anche fare a meno di continuare a girare ecc… A mio modestissimo avviso – modestissimo giacchè sono semplicemente di appassionato che vive Parma ed il Parma fin da bambino, da vicino e ogni domenica- ritengo che le affermazioni fatte siano fuori luogo. Senza offesa, e qui mi rivolgo direttamente a Lorini qualora ci leggesse, Ghirardi allo stato attuale è e rimane presidente proprietario del club e come tale ha il pieno diritto e dovere di rappresentare la società.Almeno fino a che non saranno formalizzate le sue dimissioni. Sul fatto poi che “starebbe negando le proprie finanze al club”, beh, questo è tutto da vedere e da dimostrare (oppure a noi del volgo sfugge qualche passaggio di cui Lorini è a conoscenza?)- il Presidente ha per ora soloparlato di “logiche diverse”, senza peraltro far capire cosa ciò implichi nel concreto e ponendosi in evidente antitesi con le tesi portate avanti da Leonardi. Ciò premesso, ritengo che al momento attuale tutti gli interventi vadano ponderati al massimo ed in attesa che si faccia la dovuta chiarezza in via ufficiale. Non vorrei che uscite come questa finissero per alimentare l’ennesima serie di dietrologie.

  • 12 Luglio 2014 in 19:55
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    Sul negare le proprie finanze da fuori è impossibile addurre elementi certi ma, considerate le precedenti sessioni, includere una percentuale sulla futura vendita di biabiany (dettaglio ricorrente mai smentito)nell operazione riscatto, non esserci mangiati Cesena e Bari su defrel e ceppitelli e il mancato riscatto di acquah, ad oggi, fanno propendere per quello. Meno male che si riesce a far lo scambio tozer rosi perché oltre a parolo anche il marchio l abbiamo già ceduto

    • 12 Luglio 2014 in 21:13
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      Sinceramente Gabriele, io non farei leva sulle argomentazione da te addotte: la percentuale da riconoscere alla Samp sulla futura vendita di Biabiany mi pare una prassi in uso anche presso societa piu blasonate, ed il mangiare Bari e Cesena francamente lo trovo un dato difficilmente quantificabile. La bonta dell’affare Ceppitelli la misureremo strada facendo, a prescindere che non conosciamo i dettagli dell’operazione e quelli dell’acquisto dell’anno passato. L’unico dato sul quale mi sento di convenire é l’operazione Acquah, posto che in piu occasioni il dg Leonardi ci ha spiegato come il Parma non ambisca a valorizzare talenti altrui. Staremo a vedere, ripeto per ora troppo pochi elementi concreti per giudicare. A questo punto cio che serve, al di la dei numeri sul mercato, é chiarezza sulle strategie. Basta con la dicotomia Ghirardi-Leonardi, non fa bene ai tifosi e soprattutto alla squadra. Donadoni vuole giocatori affamari, si, ma per cibarsi di cosa? Da Vissani oppure dal mitico Aldo in piazzale Inzani? Due menù saporiti, ma che richiedono un appetito diverso.

      • 12 Luglio 2014 in 22:36
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        Mah.. La percentuale la mettono anche club blasonati, ma non nello operazioni da un milione di euro..resto dell idea che il Parma degli scorsi anni avrebbe speso qualcosa in più senza percentuale.

  • 12 Luglio 2014 in 20:06
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    A me la società non sembra allo sbando, la squadra non mi sembra allo sfascio se certi pezzi grossi hanno deciso di restare e la presenza del Presidente il primo giorno di ritiro non mi sembra una metafora del “lavarsi le mani”. Consiglio a tutti quelli che sono incazzati, magari per via del tempo, e che sono metereopatici come me, di ascoltarsi l’ultimo rabbioso e fantastico album dei Linkin Park “The hunting party”, a tutto volume in cuffia. Direi che funziona per sfogarsi, almeno con me funziona. Magari può provare questo sistema di rilassamento anche il mite Lorini o qualcun’altro…

    • 12 Luglio 2014 in 20:19
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      La composizione di Lorini risale alla mezzanotte di ieri. Quando ancora non stava piovendo…

      Comunque né Lorini né il sottoscritto hanno parlato di società allo sbando e la squadra allo sfascio. Però serve chiarezza da parte di Ghirardi: non basta una fugace apparizione a Collecchio deve dire chiaro e tondo che intenzioni ha. Perché che la società è in vendita lo ha detto lui, non io o Lorini o qualcun altro.

      Io ho espresso l’idea che – per la tanto decantata continuità aziendale e gestione virtuosa della società – sia importante raccogliere quanti più soldi possibile dai calciatori che hanno già raggiunto un certo livello di maturazione e farne maturare altri. Io non sono così contento (dal punto di vista economico, non certo tecnico) della permanenza di Cassano e Amauri. E avrei preferito la partenza di un nuovo percorso. Perché oggettivamente il Parma di oggi non mi pare abbia la forza di fare un altro anno di grandeur.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 12 Luglio 2014 in 21:50
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        Sull’impossibilita’ alla grandeur sono in pieno accordo anzi proprio la ricerca della grandeur nell’anno del centenario ha forse spolpato un po’ troppo le finanze della famiglia Ghirardi/Pasotti e forse i Pasotti non sono molto propensi ad altri spolpamenti

  • 12 Luglio 2014 in 20:08
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    si ,ciao mamma guarda come mi diverto (Lorenzo Cherubini)

  • 12 Luglio 2014 in 20:17
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    Se mi associ Cherubini ai Linkin allora non sai un c…o di musica :-). Continua a studiare matematica, Assioma.

    • 12 Luglio 2014 in 20:23
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      io non associo niente a nessuno ,tu hai citato un testo dei linkin io un testo di jovannotti caro mio,mi sa che chi ha bisogno di relax (frankie goes to holliwood) sei tu 🙂

    • 12 Luglio 2014 in 20:26
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      sappi che sono cintura nera di chitarra classica 🙂 secondo DAN (harrow) 😛

  • 12 Luglio 2014 in 20:18
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    poi eventualmente saran problemi del sindaco e degli imprenditori di parma,nel senso del rilassamento intendo….

    • 12 Luglio 2014 in 21:51
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      Il sindaco e’ gia’ alla neuro…altro che rilassamento

  • 12 Luglio 2014 in 20:47
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    Nessuno ha parlato di squadra allo sbando o lavarsi le mani solo di virare bruscamente sull autofinanziamento.
    Fa piacere che tecnici e giocatori ripartano con entusiasmo, è l atteggiamento giusto

  • 12 Luglio 2014 in 20:58
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    No, veramente quello era il titolo dell’album, non un testo e la musica di Jovannotti mi ammoscia. Quindi meglio il punk metal, così mi rilasso come dici tu.

  • 12 Luglio 2014 in 21:07
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    Il bravissimo Tufano allenatore della squadra allievi,a parma da un solo anno,lascia la società’.Approda alla juventus.Complimenti a Palmieri.(pozzi e munari hanno un quinquennale…)

    • 12 Luglio 2014 in 21:54
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      Allora se a Tufano, che ritengo un ottimo allenatore, la Juve, mica lo Scacabarozzi, propone un contrattone che puoi fare? Vuoi pagarlo tu? A certe cifre si molla. Il Barcellona mollo’ al Napoli Maradona mica Scognamiglio ed e’ rimasto il Barcellona. Morto un Tufano se ne fara’ un altro

  • 12 Luglio 2014 in 21:26
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    Non c’è stato nessun errore il sito del parma ha aggiornato dopo tre mesi lei come noi che ne poteva sapere direttore e comunque si è data la notizia che nel cda ci sono stati dei cambiamenti.ghirardi dopo aver sentito l’intervista di Lucarelli credo ritornerà

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