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NEL MONDIALE DI RADIO RAI HA BRILLATO LA STELLA DI UGO RUSSO, IL CUI RACCONTO GENUINO, RUSPANTE E APPASSIONATO E’ BEN LONTANO DAL BECERISMO DEL CALCIO MODERNO

(Fabio Stellato) – Sono ormai andate in archivio 60 delle 64 partite di BRASILE 2014, e di conseguenza sono andate in archivio 60 radiocronache del primo mondiale dal tubo di RadioRai. Come abbiamo già scritto su queste pagine all’inizio della manifestazione iridata, nonostante la maggior parte delle radiocronache sia stata effettuata da Roma, per le ormai ben note vicende legate ai tagli imposti dai vertici della RAI, la qualità delle stesse è stata di rara eccellenza, grazie alla straordinaria bravura del team di voci allestito per l’occasione da Riccardo Cucchi; un team che ha saputo shakerare bene l’esperienza dei veterani, come Dotto e Delfino, la sicurezza dei giovani ormai affermati come Scaramuzzino e Barchiesi, la voglia di emergere degli esordienti, quali Fortuna e Graziani e le certezze di chi ha avuto la fortuna ed il privilegio di essere in loco, ovvero Repice e Bisantis.

ugo russoSu tutti però, a modesto parere di chi scrive, si è affermato Ugo Russo, radiocronista di razza con una lunga carriera alle spalle, che a Brasile 2014 è stato autore di cronache a dir poco sontuose; aiutato sicuramente da partite emozionanti e (quasi) mai noiose, come Costa D’Avorio-Giappone, Grecia-Costa D’Avorio o Germania-Algeria, il Demis Roussos di Radio Rai ha sempre brillato per ritmo ed intensità di racconto, dimostrando di saper riconoscere anche da un monitor, i più misconosciuti calciatori quali potevano essere giapponesi, honduregni o algerini.

Il racconto di Russo è un racconto genuino, ruspante, che non conosce quella sorta di artefazione spesso strillata che sta diventando caratteristica del racconto moderno; il racconto di Russo è contraddistinto dalla passione, quella passione vera, autentica, che era presente in ogni-dove nel bel calcio che fu e che, ahinoi, ha dovuto lentamente ma inesorabilmente cedere il passo al becerismo del calcio moderno, quello stesso becerismo che viene sempre più spesso confuso proprio con la passione.

Sempre puntuali e mai fuori luogo sono state anche le disamine tecnico-tattiche che Russo ha sciorinato non solo in cronaca, ma anche e soprattutto laddove è stato impegnato come seconda voce (vedi Olanda-Costarica), ruolo nel quale ha di sicuro qualcosa da insegnare ai tanti ex calciatori che oggi si cimentano al commento radiotelevisivo.

Non solo rose e fiori, però, nel mondiali della radio, ma anche qualche spina, anzi una sola spina, sempre la stessa, sempre fastidiosamente presente ad ogni partita; stiamo parlando degli inutili e spesso intempestivi interventi dell’opinionista di turno, nel bel mezzo della radiocronaca, e che troppo spesso spezza il ritmo e la vivacità della radiocronaca.

Se può avere un senso l’intervento di un Tardelli da studio nel corso di una radiocronaca da studio, laddove il tutto riesce ad assumere le sembianze di una cronaca a tre o quattro voci, non si comprende invece il senso di interrompere una radiocronaca, che sia da studio e che sia da stadio, per ascoltare in collegamento telefonico, l’opinione (e qui ci sta anche un bel chissenefrega) del Cucci o del Grassia di turno. Al di la dei contenuti, che talvolta sono anche condivisibili, dei loro interventi, ciò che lascia perplesso l’ascoltatore è la durata e l’intempestività degli stessi interventi, che in più di un’occasione sono andati a coincidere con fasi di gioco tutt’altro che spente.

Tuttavia quest’unica nota stonata del mondiale di Radio Rai (che peraltro si trascina dietro dal Sudafrica), non influisce minimamente su una valutazione più che ottima per l’intera squadra di capitan Riccardo Cucchi, che è riuscita davvero ad offrire agli ascoltatori un servizio pubblico degno di questo nome. Fabio Stellato

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

Un pensiero su “NEL MONDIALE DI RADIO RAI HA BRILLATO LA STELLA DI UGO RUSSO, IL CUI RACCONTO GENUINO, RUSPANTE E APPASSIONATO E’ BEN LONTANO DAL BECERISMO DEL CALCIO MODERNO

  • Al di là della qualità, direi veramente apprezzabile, delle radiocronache, dal vivo o dal tubo, offerte da Radio Rai nel corso del mondiale, ciò che mi ha impressionato più di ogni altra cosa è che tutte, e dico tutte, sembravano fossero prodotte in loco, cioè in Brasile. Un bravo, in questo senso, va rivolto ai tecnici dell’emittente di Stato, che hanno saputo trovare un punto di equilibrio pressoché perfetto tra il volume della voce di chi raccontava la partita e quello degli effetti provenienti dagli stadi brasiliani. Ripeto, sembravano tutte prodotte dal vivo, tant’è vero che io solo grazie a questo articolo ho appreso che, al contrario, gran parte degli incontri sono stati raccontati dalla Capitale.

    Complimenti, sinceri, a Radio Rai.

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