lunedì, Luglio 22, 2024
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PARMA F.C., VOGLIA DI NORMALITA’ TRA LE VENTILATE, MA NON FORMALIZZATE, DIMISSIONI DI GHIRARDI E LE VOCI DI MERCATO (SPESSO INCONTROLLATE) – Editoriale di Gabriele Majo

(gmajo) – Al Parma Calcio avrebbero tanta voglia di normalità, anche se è difficile poterla respirare dopo il cul de sac nel quale ci si è infilati con il pasticciaccio della Licenza Uefa negata (dai previsti tre gradi di giudizio della giustizia sportiva nazionale e senza lo sperato ribaltone del primo grado di quella amministrativa) che ha avuto come effetto indesiderato le dimissioni ventilate, ma ancora non formalizzate del presidente Tommaso Ghirardi, il quale, nella medesima drammatica conferenza stampa, aveva pure annunciato la volontà di mettere in vendita la società, che è l’aspetto più preoccupante della vicenda. A far da scudo alle dichiarazioni a mio modo di vedere piuttosto autolesionistiche di Tommaso, ci hanno pensato quelle viceversa forse un po’ troppo ottimistiche (come se nulla nel frattempo fosse successo) di Pietro Leonardi, il quale ha assunto sulle sue spalle l’onere di gestire il club in questa fase, diciamo così, di transizione. Transizione verso cosa? Non è dato a sapersi, anche perché imagegattopardescamente tutto potrebbe rimanere immutato: il presunto presidente dimissionario, infatti, non ha dato seguito, con i previsti atti formali davanti a CdA e all’Assemblea dei Soci, al proposito di mollare le redini della società. Il 30 giugno scorso si è chiuso l’esercizio precedente e, come è nella logica delle cose, sarà lui a firmare il bilancio una volta che sarà approvato, dal momento che fino all’ultimo mese ha guidato la società, condividendo l’operato dell’A.D. Pietro Leonardi. Per l’approvazione del bilancio sono previsti sino a quattro mesi: dopo quest’atto le cariche sociali saranno naturalmente decadute, essendo arrivato al termine il triennio 2011-2014, in attesa della nomina del nuovo CdA. D’accordo i 120 giorni di tempo (ricordiamo che l’attuale direttivo era stato nominato ad ottobre del 2011), però se davvero avesse avuto tutta questa fretta di uscire il prima possibile dal mondo del pallone del quale si è schifato, avrebbe cercato di accelerare i tempi (cosa che comunque potrebbe anche accadere) per arrivare il prima possibile alla approvazione del bilancio scorso – che, ribadisco, è giusto firmi lui – e voltare definitivamente pagina. Invece, come riferito da bene informate fonti un-official, non c’è stata neppure una convocazione e c’è la possibilità che passi l’intera estate senza accadimenti ufficiali. Il simbolo della continuità aziendale è rappresentato, comunque, da Pietro Leonardi (anche se non va mai dimenticato che lui stesso è in decadenza, anche se non dovrebbero esserci problemi circa la sua conferma quale A.D. – al limite potrebbe venire un po’ depotenziato, e in tal caso sarebbe meno calzante lo stranòm di Plenipotenziario che gli avevo significativamente affibbiato – mentre è ancora a lungo legato contrattualmente come Direttore Generale dopo il recente ravvicinato rinnovo) il quale, nonostante il nuovo esercizio, quello teoricamente del post-Ghirardi iniziato ieri (Giovanni Schinelli, che avevamo ipotizzato potesse essere già nell’immediato una sorta di “presidente di garanzia”, magari in questo lasso di tempo resterà soltanto una sorta di controllore del Leo, nel nome degli interessi di famiglia, comunque esercitando il suo ruolo di membro del CdA: se tra settembre e ottobre il mal di pancia ghirardiano non sarà ancora terminato con un ritorno a tutti gli effetti sulla plancia di comando, allora potrebbe tornare di moda il suo nome, magari in ballottaggio con quello di Gaetano Tedeschi, espressione della minoritaria Energy T.I. Group, segnale questo, però, che potrebbe essere indicativo di eventuali mutamenti di forze interne), prosegue la sua indefessa opera di mantenimento delle potenzialità economiche e tecnico sportive del capitale Parma, al di là delle difficoltà derivanti dalle esternazioni ghirardiane (la peggiore fu quella a Radio Rai, in cui sancì che saranno semmai problemi del Sindaco e degli Industriali di Parma, frase che non ho mai capito e che stona con l’avversione alle istituzioni, a suo dire colpevoli di uno sgarro al Parma per via della negata Licenza Uefa) che hanno sortito l’effetto delle picconate. Lo “squalario”, neologismo per definire il luogo dove si trovano gli squali in cattività, della serie A, indubbiamente cercherà di accaparrarsi i gioielli di famiglia a prezzo di saldo, ma dovranno passare sul corpo di Leonardi (cit) cosa che non è affatto semplice, poiché nonostante tutto, questi continua ad avere in pugno la situazione, motivato a fare bene – come indubbiamente ha fatto, sul piano dei risultati sportivi, in questi cinque anni (un suo grande merito è quello di essere riuscito a prenotare, grazie alla continuità dei piazzamenti, media 8,8, una fetta più larga dei diritti tv: proiezioni della GdS parlavano, in questi giorni, di ben 52 ml di possibili entrate, più realisticamente dovrebbero attestarsi tra i 38-40 che sono sicuramente di più rispetto a quelli che il Parma introitava prima dell’arrivo del manager ex Udinese) – del resto non si spaventa di certo nel dover fare le nozze coi fichi secchi, sport, diciamo così, al quale è avvezzo da anni. Se togliamo la stagione della grandeur, quella del Centenario – in netta controtendenza rispetto alle precedenti, per le aumentate ambizioni nell’immediato (motivo per cui si scelsero calciatori maturi, pronti a vincere – qualcuno anche fuori taglia –, e non mele verdi da valorizzare) – anche in passato Leonardi aveva saputo allestire squadre comunque competitive per l’obiettivo fissato (la tranquilla salvezza, poi tradotta con la media attorno al 9° posto annuo) riuscendo a fare del player trading (ovvero la vendita dei calciatori dopo averli valorizzati, realizzando delle plusvalenze) uno dei punti di forza della gestione del Parma, senza dover intaccare (troppo) le risorse. Sulla carta il passaggio all’obiettivo che Ghirardi aveva indicato a dicembre, sul Monte delle Vigne, e cioè una sana autogestione del club, con entrate che pareggino le uscite, non dovrebbe esser troppo lontano, anche se permane la preoccupazione per le possibili tensioni di liquidità (ergo: la mancanza di moneta sonante nel cassetto) alle quali aveva sempre sopperito la garanzia di provvedere alle obbligazioni della proprietà (impegno sottoscritto, secondo quanto riferito dal commercialista Luca Marotta, dinnanzi all’Assemblea, fino a tutto il 31.12.2014). Probabilmente è quest’ultimo punto quello che al momento potrebbe far più preoccupare: se l’attuale proprietà, infatti, intende solo mantenere e non investire, in vista della cessione, ovvero del disinvestimento, è difficile che mantenga la volontà del dire: tranquilli, ci siamo sempre noi. A questo proposito, per l’immediato prossimo futuro, il club può contare sul rientro economico che sarà garantito da qualche dismissione eccellente (Parolo è la prima, e potrebbero essercene, ragionevolmente, ancora un paio) che però, con coscienza, il tifoso consapevole sa che si tratta di passaggi obbligati nella logica di una gestione virtuosa che non può prescindere dalla commercializzazione dei migliori prodotti, in attesa della formazione di altri da immettere sul mercato (e in questo caso la materia prima non dovrebbe mancare, per via della famosa pesca a strascico, che qualche effetto benefico ce l’avrà pure, no?). Leonardi, in sostanza, è chiamato a reggere il filo di un delicato equilibrio tra le esigenze economico-finanziarie e quelle tecniche: queste ultime, poi, dovrebbero coincidere con le ambizioni dei tifosi, i quali è giusto che siano consapevoli, ma non possono certo rinunciare alla speranza che la propria amata società sia la migliore del mondo e la propria squadra la più forte del campionato…Se si vuol mantenere un certo valore del patrimonio Parma Calcio è logico che la squadra non possa essere oltremodo depotenziata: ma non mi pare ci sia una volontà del genere all’orizzonte: vanno, in questo senso, salutate positivamente operazioni come l’acquisizione dell’intero cartellino di Belfodil e di Biabiany, che alla fine è persino costato al Parma qualcosina in più rispetto a quanto pianificato. Tutta colpa dello strombazzamento sui media di un presunto interesse dei nerazzurri (che alla luce dei fatti non è parso così reale) che ha fatto alzare le pretese del neo presidente doriano Ferrero, il quale non le ha abbassate, neppure parlando lo stesso slang di Leonardi. Così come il gioco dell’informazione e della controinformazione (capite perché non mi piace il calciomercato sui giornali? Non so quanti colleghi potrebbero incappare nell’inside trading con la propria condotta, facendo il piacere a questo dirigente o a quel procuratore nell’inserire nel circolo mediatico le voci più disparate, le quali fanno alzare o abbassare le quote di mercato) ha fatto sì che spuntasse la pista del presunto interesse del Monaco per Antonio Mirante. Leonardi giura che non c’è dietro nulla e secondo lui non ne saprebbe nulla pure Martina, il suo procuratore: a chi giova, dunque, mettere in giro l’indiscrezione? Qualcuno suggerisce che possa far comodo allo stesso Parma (in effetti una vendita del genere avrebbe la sua bella logica dal punto di vista economico-finanziario, e io stesso non avrei difficoltà a benedirla, nell’ottica dell’inevitabile rinnovamento cui si deve per forza di cose andare incontro), ma nello stesso tempo al Parma dà fastidio perché contribuisce ad alimentare quell’aria di smobilitazione, che, nonostante tutto, mi pare decisamente immotivata. E’ chiaro che sapremo solo alla fine che Parma ci sarà, e quanto potrà essere ambizioso: ma ora sapere che, al di là dei tanti giovani che si controllano, c’è la possibilità di annoverare tra le proprie fila elementi di proprietà come i già ricordati Biabiany e Belfodil penso sia un segnale decisamente confortante. Ciò non toglie che di qui al 30 agosto, come per tutti gli altri, se arriveranno offerte decenti potranno essere valutate. Per quello che sarebbe il mio ideale percorso di ricostruzione e rinascita del Parma F.C. del prossimo triennio, direi che ci sono perfino degli sprechi, altro che low cost o squadra in demolizione! Io, ad esempio, sarei ripartito con un altro allenatore, da blindare con un triennale, poiché nello stesso lasso di tempo Donadoni difficilmente potrà continuare a restare a Parma, specie se dovesse confermare il trend dei suoi anni alla guida dei crociati. Dunque si trattava di mettere le mani avanti con la programmazione anche scegliendo un tecnico di prospettiva: il rischio è che con Donadoni non possa che essere una stagione di transizione, nella quale difficilmente potrà, assieme ai superstiti e ai nuovi, “andarsela a riprendere” (la qualificazione sul campo alla E.L.). Così come mi pare un lusso mantenere la ciliegina sulla torta del Centenario Cassano. La continuità aziendale, al netto della volontà di Ghirardi di disimpegnarsi, potrebbe essere maggiormente garantita con l’abbattimento dei costi del monte ingaggi, andando a limare le voci più alte di questo tipo di uscita. Non mi pare, dunque, che ci sia aria di smobilitazione in atto: da conservatore dico che mi pare un Parma anche troppo conservativo: una programmazione razionale per il prossimo triennio avrebbe potuto comportare una maggiore rivoluzione. Evito, in questa sede, volendo fare il propositivo, ogni tipo di commento sulle vicende TAR, TAS, Consiglio di Stato e via dicendo: penso che la società faccia bene – anche moralmente parlando – a giocarsi fino in fondo ogni possibile tipo di chance legale, anche se il pasticciaccio andava evitato in origine, così come ribadisco il mio totale dissenso sulla indicazione di altri responsabili (leggi nemici) per questa situazione. Stesso motivo per cui non mi allineo ad alcune delle motivazioni mosse per spronare la gente di Parma ad abbonarsi: lo sprone non deve essere quello di dare una risposta civile alle istituzioni (che di questa triste storia non hanno alcuna colpa) o far tornare Ghirardi (il quale farebbe bene a comportarsi da persona matura, capendo che non può mollare tutto, rischiando di rimetterci oltre al cotto e al crudo anche il culatello, la culaccia, e via dicendo, e finendo per danneggiare indirettamente quei commoventi tifosi sempre ben disposti a capirlo e a comprenderlo), quanto quello di dare un concreto sostegno, manifestando interesse, alla squadra di calcio cittadina. Gli stessi Boys, anziché richiedere di poter caricare i voucher sulla “Away”, farebbero bene (centralone del CEN di Napoli permettendo…) a convertirsi (tanto non sono più obiettori…) alla Tessera “vera”, nel nome del proprio amore per il Parma, che dovrebbe venire prima di tutto, anche delle battaglie ideologiche, specie se ormai abbondantemente superate. Gabriele Majo

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

35 pensieri riguardo “PARMA F.C., VOGLIA DI NORMALITA’ TRA LE VENTILATE, MA NON FORMALIZZATE, DIMISSIONI DI GHIRARDI E LE VOCI DI MERCATO (SPESSO INCONTROLLATE) – Editoriale di Gabriele Majo

  • Forse che dice aspetta il verdetto del tas?

    • Non penso che la decisione del Tas possa influire. Ma tutto è possibile. Io non mi ci capacito poiché sono per le cose razionali, e in questa storia, viceversa, c’è molto di irrazionale…

      E’ chiaro che il punto chiave è che Ghirardi, co-artefice con Leonardi delle strategie del Parma dell’ultima stagione, debba firmare il relativo bilancio dell’esercizio chiuso al 30.06.2014. Una volta approvato decadrà come tutti gli altri membri eletti nel 2011 (la durata del mandato è triennale): non ha senso che si dimetta prima della firma sul bilancio, per approvare il quale sono previsti, normalmente, fino a quattro mesi. Da qui a ottobre, però, la nuova stagione sarà abbondantemente partita…

      Cordialmente

      Gmajo

      • Mi scusi signor Maio, ma sulle faccende societarie mi sembra un approssimativo: dove sta scritto che debba per forza essere Ghirardi a firmare il bilancio 2013 – 2014? Certamente non lo prevede il Cod Civ, a meno che lei non ne abbia una copia aliena. In qualsiasi azienda è tranquillamente previsto che il CEO o il Presidente del CdA (come nel caso di specie) si possano dimettere in qualsiasi momento dell’anno (e ci mancherebbe il contrario!) quindi senza alcun obbligo, civilistico e/o penale, di sottoscrivere il bilancio dell’esercizio in corso che, infatti, verrà poi firmato dal nuovo CEO o dal nuovo Presidente a seconda che si opti per un amministratore unico o per un CdA.
        Naturalmente, in caso di verifica, ad esempio della GdF, nulla vieta che l’ex Presidente venga chiamato a rispondere di problematiche emerse anche nel bilancio dell’anno in cui si è dimesso, ma questa è un’ovvietà.
        Quindi il caro Ghiro può dimettersi, concretamente, quando vuole, la questione bilancio non c’entra un fico secco.
        Stia bene.

        • Se scrivo qualcosa, di solito, mi scusi la presunzione, è perché so. E le posso assicurare che la questione di chi firma il bilancio, a quanto mi risulta, è oggettivamente determinante per la questione delle dimissioni del Ghiro. Le risulta, però, che io abbia indicato obblighi, che abbia citato articoli del codice che lo impongano? Mi perdoni, lei mi accusa di essere approssimativo, ma anche la sua lettura del mio testo la è. Non ho tirato a mano alcun obbligo: è solo una questione di opportunità.
          Saluti
          Gmajo

          • scusate se mi intrometto, ma mi sembra di capire che dietro le mancate dimissioni effettive del Ghiro, ci possa essere la difficoltà, più o meno imprevista, di trovare qualcuno disposto a subentrare al Presidente ma, soprattutto, a ratificare, firmandolo, il bilancio 2013, scaturito dalla gestione Ghirardi? Andiamo bene allora!!!!!

          • Buonasera Eraldo,

            a scanso di equivoci vorrei subito chiarire che non ho parlato di alcuna difficoltà a firmare il bilancio da parte di terze persone (che peraltro magari manco sono state interpellate) e se è vero, come vero, – come chiarito dal nostro lettore Biagio – che non c’è alcun tipo di obbligo affinché sia il Ghiro a firmarlo, è altrettanto vero che questioni di opportunità suggeriscono che sia proprio lui, che è stato al timone per 11 mesi su 12, prima delle improvvise dimissioni per ora solo verbali e mai formalizzate, ad autografare il bilancio dell’esercizio chiuso al 30.06.2014.
            Operazione, quella di chiusura, che potrebbero, come consolidata consuetudine, slittare a dopo le ferie estive: la differenza, rispetto alle altre annate, è, però, che ballano le famose dimissioni di Ghirardi, il quale, in prima persona, aveva indicato la dead line del 30 giugno. Come da ricerca di stadiotardini.it, in quella data è decaduto (ma resta in servizio fino all’approvazione del bilancio) il CdA, come da naturale scadenza del triennio 2011-2014.
            Il discorso è: da un lato c’è tutto il tempo necessario per approvare il bilancio (120 giorni, che alle volte sforano in 180, vedi il recente caso del Cesena), ma dall’altro ci sarebbe fretta per dare una nuova governance al club, stante l’intenzione manifestata, mai mai formalizzata, di Tommaso Ghirardi di farsi da parte. Probabilmente non c’è alcuna fretta di giungere all’atto finale, giacché tra gli obiettivi dello stesso Leonardi (indicato da Ghirardi quale uomo della continuità del progetto, in attesa della cessione della società) ci sarebbe quello di farlo ricredere e tornare sui suoi passi.
            Quindi chiarisco in modo chiaro ed inequivocabile di non aver scritto che ci sarebbero difficoltà a trovare qualcuno che firmi il bilancio: dico solo che è giusto che lo firmi lui. Poi il prossimo si vedrà…
            Cordialmente
            Gmajo

  • Io spero che Ghirardi rimanga eppure se decidesse di abbandonare sarei d’accordo con lui, perché fare calcio a Parma è impossibile, se vuoi mantenere una squadra in serie a ci perdi molti soldi, figuriamoci se vuoi toglierti delle soddisfazioni tuttavia non avendo un bacino di utenza grande i soldi dei diritti tv coprono solo una parte delle spese. Poi aggiungiamoci che Ghirardi ogni cosa faccia è sempre sbagliata… Prende Cassano e fa un miseria di abbonamenti, anzi gli dicono pure che è vecchio e piantagrane, investe sui parametri zero con successo e questi calciatori vengono definiti bidoni senza neanche conoscerli,prendi Gargano è ti fanno la morale perchè lui scrisse parma me… Su Twitter. Cosa aggiungere? Hai il giornale locale “un po’ di parte” a cui si aggiungono varie testate che sparano critiche random poi c’è un pessimismo cosmico che porterebbe anche a me a rinuncia di investire a Parma.

    • Mi sembrano valutazioni molto campate per aria. Da che mondo e mondo il calcio porta a disquisizioni per cui un tot di persone possono essere d’accordo su una data operazione e altrettanti no. Non credo ci sia da stupirsi e i dirigenti dovrebbero saperlo senza fare i permalosi dalla pelle sottile specie in una piazza soft come parma. Daila’… gmajo

    • Ghirardi è un imprenditore e ha scelto di venire a Parma, non è stato costretto. Quando arrivò Cassano c’erano 3000 persone al Tardini e in pochi giorni si fecero 6000 abbonamenti. I numeri di Parma sono in linea con le altre città simili, forse anche meglio. Ghirardi non mi pare sia mai stato granchè criticato… il tifo organizzato e il “tifo” unofficial non lo criticano a prescindere e la stessa cosa vale praticamente anche per Gazzetta e TV Parma. Come tifoseria/città non abbiamo criticato neppure quando siamo andati in B ne ora, nonostante ci sia stata negata la licenza UEFA (x cui avevamo gioito), perchè la nostra società non ha adempiuto (secondo la Figc, il Coni e il TAR – mentre aspettiamo Consiglio di Stato, TAS/CAS e Tribunale Europeo) i criteri x averla.
      Di più cosa dovremmo fare? Tornare in piazza a ringraziare anke se non andiamo in UEFA? Applaudire sempre? E tieni presente ke nonostante le sentenze, Boys, Coordinamento, Gazza e imprenditori locali continuano a menarla ke è stata un’ingustizia e ke siamo viddime di un gombloddo. Ma co ghema da fer ed pu?
      Autoflagellarci per convincerlo a rimanere? Fare come i bonzi e darci fuoco? No ma dai la colpa è nostra, soprattutto cmq di Majo.

  • Leggendo la notizia che copio incollo di seguito mi tornano in mente i casi Giuseppe Rossi e Arturo Lupoli stelle della squadra allievi campione d’Italia di qualche anno fa. Lei cosa ne sa direttore a tale proposito?
    cordialmnete enzo

    Luca Pacitto, agente di Francesco Silipo, giovane attaccante della Primavera del Parma grande protagonista nello scorso torneo di Viareggio, ha parlato a Calciomercato.com del futuro delsuo assistito, che sarà lontano dall’Emilia: “Il giocatore si libererà a costo zero dal Parma perché ci sono stati problemi con la società e con la sua gestione e quindi il Parma con cui abbiamo un ottimo rapporto ha acconsentito perché il ragazzo possa lasciare il club. Ovviamente ci sono tante squadre che lo cercano. A partire dalla Lega Pro, dove ho già ricevuto delle proposte da squadre che vorrebbero farlo giocare titolare nella prossima stagione, passando alla serie B dove anche qui ho ricevuto tante proposte, fino ad alcune squadre di Serie A

    • Scusa ma hai mai visto giocare la Primavera ed appunto il soprascritto Silipo? Se non lo hai mai fatto ti invitoa non fare paragoni blasfemi.
      Pepito era gia’ grande allora da piccolo.
      Di Lupoli si son perse le tracce e onestamente, con tutti gli auguri che gli posso fare per unluminoso avvenire, anche Silipo non mi pare possa avere chanches mondiali

  • Io in ottica mercato sono un po’ preoccupato e se guardiamo in maniera concreta la squadra sta già cambiando non poco.
    Tra i giocatori in prestito abbiamo riscattato solo Acquah reduce da una grande stagione, ma i vari Gargano,Schelotto e Cassani non sono stati riscattati .
    Su Gargano posso capire, il giocatore è andato a fasi alterne e per lo stipendio che prendeva ci può stare di non investire su di lui e di puntare al giovane Acquah.Invece mi ha stupito il non riscatto di Cassani , reduce da una stagione importante ,il Parma perde una pedina fondamentale.
    Su Schelotto me l’aspettavo visto che il riscatto era molto alto,probabilmente le porte sono ancora aperte sperando di far abbassare le pretese dell’Inter.

    • Cassani ha un ingaggio troppo alto per il nuovo Parma e credo che i dibloni di Squinzi lo porteranno a Sassuolo.
      Per Schelotto e’ una partita tutta da giocare.
      Io invece scommetto che la grande rivelazione futura sara’ proprio il Sassuolo che mi pare possa ripercorrere la strada del primo Parma di Scala. Ma li si sa ci son gli sghei

      • Il Sassuolo si sta muovendo molto bene.
        Se guardiamo ai soli cartellini sono due anni che spende come le grandi squadre, se non di più. Beati loro che hanno quel tipo di disponibilità.

        • Quando lo dissi io, un anno fa, venni preso per i fondelli da tutti…

          • L anno scorso ne hanno buttati parecchi, ci sta. A gennaio hanno rischiato e con la salvezza in tasca è un altra musica, ora mi sembra che si muovano in modo più ragionato

      • Alessandro D.

        Per come la vedo io, potrei anche sbagliarmi ben inteso, il problema non penso che sia l’ingaggio del giocatore quanto il costo del cartellino. Il ragazzo va a scadenza di contratto nel 2015 con la Fiorentina ed il prezzo dovrebbe essere abbordabile, tuttavia credo che la Fiorentina -complice la stagione ultrapositiva disputata a Parma- giochi al rialzo. Sarà una situazione risolvibile fine mercato, secondo me…

        • Qualche giorno fa ho fatto un ragionamento simile, credo anche io che il Parma abbia puntato a non avvalersi del riscatto ma a rinegoziare la cifra (condivisibile). Il problema è che se arriva qualcuno coi soldi per la fiorentina e cassani è dura..

  • Scusi Majo se mi intrometto con un argomento che non riguarda la discussione, ma ho notato che sul canale 613 del digitale è ora presente Parma Channel. Ha notizie al riguardo ?

    • Veramente è già da qualche mese che sono iniziate le trasmissioni sperimentali sul 613, come peraltro avevamo già scritto mesi fa. Piuttosto bisognerà vedere ae resterà in onda la prossima stagione. E io nutro qualche dubbio al riguardo. Cordialmente gmajo

  • Grazie. In realtà pensavo che fossero presenti solo le trasmissioni via web, tanto che mesi fa quando lessi la notizia sul suo sito non mi risultavano presenti le trasmissioni sul 613 dove mi comparivano le “anime per cristo”. Pensavo che fossero passati solo da poco dal web alla tv, ma evidentemente mi sbagliavo.
    Grazie per la precisazione. Saluti

  • vedo che sta ricominciando il mercato random,giustamente a 300 non ci siamo ancora arrivati

  • Uscendo fuori argomento, credo il mercato del Parma si stia muovendo in una direzione abbastanza chiara, visto i nostri “acquisti” abbiamo Mendes, Ceppitelli e Belfodil ossia due centrali difensivi e una punta, mentre abbiamo perso due terzini… evidentemente Donadoni punta a tornare al 3-5-2.

    • Cassano belfodil per capacità e compatibilità potrebbe rivelarsi una delle migliori coppie del campionato ma in partenza, inutile nasconderlo, sono due punti di domanda grossi come una casa

      • chi vive sperando.citofonare ausilio

      • Magari fossero solo due punti di domanda. Secondo me, messi insieme, diventano due bombe ad orologeria. Del caratterino di Cassano, tutti sappiamo…ma non scordiamoci di quello di Belfodil, e non scordiamoci di quel ditino esibito all’Olimpico….

        Oltretutto non mi pare che Donadoni avesse un gran feeling col medicinale…mah…

        • Ho scritto la stessa cosa quando è stato riscattato e sono passato per quello mai contento.. a Donadoni aggiunga pure Mazzarri e il ct dell’Algeria.
          Su Cassano, oltre al caratterino, dovrà continuare a far segnare -10 al peso senza i mondiali sullo sfondo

  • Alessandro D.

    @ASSIOMA

    Sarà pure un mercato random, non discuto, tuttavia mi limito a citare qualche pedina di valore “pescata” con il cosidetto mercato random-pedine che potrebbero risultare utili alla causa:
    Iacobucci, portiere tra i migliori dell’ultima B
    Ceppitelli, vedi sopra per la difesa
    Mazzotta
    Biadoui
    Ishak
    Cascione, ceduto al Cesena credo in plusvalenza.
    Ristovski
    Cordaz
    Pigliacelli
    …. e potrei continuare…
    tutto sommato al momento la stagione di pesca qualche risultato lo ha prodotto…

  • Interessante il dott. Tedeschi, molto ben sintonizzato sui vari argomenti. Avrà parlato anche nel proprio interesse, come è normale che sia, ma l approccio generale mi è piaciuto.
    Io francamente spero che come risultato commerciale non sia troppo ottimista perché a livello di piccoli consumatori credo che faticherà parecchio a ottenere risultati.
    Ha comunque parlato di pausa di riflessione di Ghirardi, ero rimasto alle dimissioni irrevocabili.

    • Studio Tecnico

      Sono elencate solo le udienze.

    • Come ti ha già risposto anche StudioTecnico nella sezione news appaiono i casi risolti, poi c’è l’elenco delle prossime udienze nelle quali il Parma non appare poiché da quando il Parma ha consegnato il proprio ricorso a quando viene recapitato alle contropartite possono passare una ventina di giorni… Almeno, così dicono alcuni utenti…

      Cordialmente

      Gmajo

  • Grazie ad entrambi per la risposta, sperèma bén….

  • Sulla Gazzetta di Parma ho letto di Cerri in prestito al Crotone e di Bajza che andrebbe a giocare l’EL col Nova Gorica, dal quale arriverebbe Cordaz. Mi piace che il portiere slovacco vada a farsi le ossa in Slovenia (dove, peraltro, ci son tante belle donzelle), ne ha bisogno; mi incazzo se Cerri finisce in prestito al Crotone: secondo me, deve essere uno degli attaccanti titolari della prossima stagione. Cassano, a suon di assist, potrebbe permettergli di sfondare anche in Serie A. Spero che Leonardi, in tal senso, ci pensi bene prima di liberarsene.

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