martedì, Maggio 28, 2024
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TERMOMETRO MONDIALE / COMTE, KITTEL, APOLLO E DIONISO: TANTI VOLTI NEL CUORE DI BRASILE-GERMANIA

(Luca Savarese) – Ci siamo, ancora pochi minuti e i desideri di una stirpe anelante di calciofili e calcioccasionali da mondiale (se ne scoprono di nuovi, che non avevano mai preso in considerazione la vita del pallone ed ora, incuriositi, vogliono anche loro partecipare al carrozzone del grande mondial brasilensis…) saranno esauditi. A Belo Horizonte infatti dentro la pancia dello stadio Mineirao, alle 22 italiane, le 17 locali, andrà in onda la prima semifinale della corsa brasiliana iniziata il 13 giugno. E, l’orizzonte, oltre che bello, sarà avvincente. Da una parte il Brasile, dall’altra la Germania, come andare a mangiare e trovare un menù che parla da solo. Insieme, le due super squadre, fanno 8 titoli mondiali conquistati: 5 i pentacampeao brasiliani, 3 i inpost_brasile_germaniapanzer tedeschi. Apollo tedesco, contro Dioniso brasiliano, Nietzsche ne capirebbe qualcosa. Ordem e Progresso recita il segno di riconoscimento della bandierà nazionale brasiliana, coniata su una frase del positivista Auguste Comte: “L’amour pour le principe e l’ordre pour la base, le progres pour le but”. L’amore per principio e l’ordine per fondamento, il progresso per scopo. Come si legge bene sul tempio positivista di Porto Alegre. Anche se spesso, guardando la geografia pittoresca del Brasile, sembra di trovarsi dentro un disordine ed una rivoluzione continua di colori, di punti di vista, di orizzonti, dove il basso delle favelas e l’alto, con intensi rimandi al buon Dio, non sono mai stati così vicini, così uniti come nella costante incarnazione immaginifica e concreta brasileira, dove trova spazio tutto ed il contrario di tutto. L’importante è riuscire ad armonizzarlo bene. Per un compito così, nella Seleçao, ci penserà Scolari, chiamato ad armonizzare tutto questo, assenza del totem Neymar in primis, in un pomeriggio. Manca o Ney d’accordo, ma questo ha ancora di più cementato l’unione del Brasile attorno alla sua nazionale. Low, piuttosto che di armonia, ha bisogno di far tenere alta la concentrazione dei suoi, che anche quattro anni fa arrivarono a questo appuntamento, ma si fermarono ad un gol di testa dello spagnolo Puyol, che portò gli iberici in finale a Johannesburg ed i tedeschi a fare, e poi vincere, la finalina contro l’Uruguay. Sognatori contro realisti? Può darsi, anche se i primi romantici furono gli sturmer, giovani di sangue ed identità tedeschissima. Ma, guarda caso, lo stesso francese Auguste Comte con le sue teorie, arbitro culturale della sfida, rassicurò lo spirito tutto d’un pezzo tedesco, quando alcuni anni più tardi, nella prima metà dell’ottocento, si diffonderà nella nazione tedesca il motto positivista: keine metaphysik mehr, basta con la metafisica, che divenne il grido che risuonava in Germania in quegli anni. Quindi tra il Brasile e la Germania, non solo c’è di mezzo l’oceano, ma anche Auguste Comte. Positiva e non positivista la corsa della Germania in questo torneo, 11 gol fatti ( 5 dei quali del suo sognatore pragmatico Muller), 3 subiti, che proprio nel rash finale vorrà essere simile al connazionale velocista Marcel Kittel, che tre ieri ed oggi, ha sprintato due volte e bene, primeggiando negli arrivi londinese e di Lille del Tour de France. A tratti positiva, più sospinta dalle preghiere della sua nazione che convincente sul campo, il cammino di David Luiz e compani, con 10 gol all’attivo ( 4 di Neymar) e 4 al passivo. L’ultima volta che si sono trovate di fronte in un mondiale, fu la finalissima del mondiale asiatico del 2002, quando una doppietta di Ronaldo, ei fu fenomeno, mise ai ferri corti la Germania. Quindi churrasco o wurstel e crauti? Indipendentemente da chi sarà la prima finalista ad accomodarsi al Maracanà in attesa di gustare l’altro piatto forte di domani, Argentina-Olanda, e di vedere chi avrà la meglio, anzi la maglia per l’ultimo atto, grazie a Brasile e Germania per animare di calcio un martedì sera di inizio luglio. Obrigado, oppure Danke, fate voi. Luca Savarese

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

2 pensieri riguardo “TERMOMETRO MONDIALE / COMTE, KITTEL, APOLLO E DIONISO: TANTI VOLTI NEL CUORE DI BRASILE-GERMANIA

  • Notizie da losanna?qnt ci vuole ancora majo?grazie

  • 1-7. Risultato giusto, ma solo a metà. La Germania è forte, siamo d’accordo; ma non fortissima come ci direbbero i sei gol di scarto inflitti all’avversario. Il Brasile, al contrario, è così mediocre che i sette gol che ha incassato, non mi stupiscono affatto. Si fa presto a dire “grande squadra”, “grande giocatore”…in realtà, prima di classificare grande quella squadra o quel giocatore, bisognerebbe sforzarsi di capire in quale contesto e contro quali avversari quella squadra e quel calciatore hanno giocato. Il Brasile, nella gara inaugurale, ha superato la Croazia solo grazie all’arbitro; ha frenato col Messico e vinto in scioltezza contro il Camerun che non è più il Camerun di Italia ’90; agli ottavi avrebbe meritato di perdere col Cile, nei quarti, lo riconosco, ha superato, a pieni voti, l’esame Colombia…ma si è trattato di una Colombia in tono minore rispetto a quella ammirata durante la fase a gironi e contro l’Uruguay. Al primo vero ostacolo, la nazionale verdeoro si è sciolta come un gelato al sole…ma non eran loro i grandi favoriti e quelli che giocavano un calcio spumeggiante???

    Lo stesso discorso vale per certi giocatori che in Italia (per esempio) fanno i fenomeni, ma che poi al mondiale fanno una sola rete…e se gli dice bene, la fanno su calcio di rigore.

    Certi aggettivi teniamoceli buoni per chi li merita sul serio…

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