I METEORismi di Lorenzo Fava / LO STRANO CASO DI STEFANO FERRARIO, UN ‘NORMAL ONE’ MAI RISCATTATO DAL PARMA, NONOSTANTE UN MATCH DA ‘MVP’ CONTRO LA JUVE

(Lorenzo Fava) – A due anni e mezzo dalla sua fugace apparizione a Parma dobbiamo ancora spiegarci il motivo del suo arrivo e del suo mancato riscatto. Visto che Stefano Ferrario, statuario difensore di 190 centimetri, in crociato non ha giocato molto, ma quelle poche apparizioni sono state fatte più che dignitosamente. Ma partiamo dal primo quesito: come si è arrivati a far sì che il suo destino si incrociasse con la piazza di Parma? Il centrale di difesa, all’epoca 27enne e di proprietà del Lecce, era alla sua seconda stagione di Serie A con i salentini, dove aveva fatto intravedere buone cose. E il Parma – che in quella stagione poteva far conto sull’inaffidabilità di Brandao, Santacroce e Feltscher –, sapendo che l’inossidabile trio Zaccardo-Paletta-Lucarelli non poteva essere immune da acciacchi fisici e copiosi cartellini gialli, aveva deciso di cautelarsi affidandosi ai piedi del difensore nativo di Rho. Un «normal one» come tanti altri, un calciatore mai abituato alle luci della ribalta, ai grandi palcoscenici e a piazze prestigiose come quella di Parma.  Fino ad allora Ferrario, nella sua carriera, il calcio che conta lo aveva visto praticamente da sempre dalla televisione: prima di Lecce, tanta gavetta in provincia in un’altalena di esperienze tra C1 e Serie B.

Gli inizia, nel 2004-2005, sono nel Como – club nel quale è cresciuto a partire dal 1998 –, reduce dal doppio salto carpiato all’indietro: dalla Serie A alla C1 nel giro di appena due campionati. Ai tempi 19enne, il debuttante Ferrario mette insieme 17 presenze e pure una rete (la prima da professionista) in una sola stagione con i Lariani; ben presto arriva il momento di mettersi il fagotto in spalla e lasciare definitivamente casa: la chiamata dell’ambiziosa Ternana (che aveva tra le sue fila gente del calibro di Federico Peluso, Luis Jimenez, Mario Frick, Davide Dionigi e un giovanissimo Antonio Candreva) non si può proprio rifiutare. Purtroppo per le Fere rossoverdi l’anno 2005-2006 culmina con un amaro 20° posto, che significa retrocessione. Dopo appena 12 mesi (in cui scende in campo 14 volte), Ferrario ritrova la C1 che così volentieri aveva lasciato. Con altrettanto entusiasmo, però, decide di sposare la causa della squadra umbra per provare a riportarla dove le compete, ma dopo ulteriori 18 presenze nella terza divisione per ordine di importanza dei campionati italiani la sua avventura a Terni si conclude. E così si arriva all’estate 2007 nella quale, per Ferrario, si ripropone il leitmotiv di due anni precedenti: stavolta la proposta è del Ravenna, club neopromosso che disputerà Serie B per la 7^ volta nella sua storia e a più di vent’anni di distanza dall’ultima precedente. Ferrario saluta Terni e ad è subito pronto per la nuova avventura.

Sarà un fallimento. La squadra, completamento allo sbando, complici le staffette in panchina – con Dino Pagliari e Franco Varrella che si daranno il cambio due volte a testa – terminerà la stagione con 35 punti. Non sufficienti per salvarsi. Oltre il danno, la beffa: la peggiore difesa del campionato di Serie B 2007-2008 sarà proprio quella del Ravenna, che si vedrà perforata in ben 75 occasioni. In molte di queste circostanze il nostro Ferrario guardava le imbarcate subite dai compagni dalla panchina: nonostante le sole 7 presenze, il giocatore segna pure una marcatura (la prima tra i cadetti): con lui più spesso tra i titolari si capisce che sarebbe stata tutta un’altra musica. Il ritorno in C1 (nel frattempo passata sotto il nome di Lega Pro Prima Divisione) non lo spaventa. Lui resta e prova riconquistarsi quella Serie B che si era visto sfuggire pochi mesi prima. Ferrario diventa una delle star del gruppo (segna pure 2 reti e gioca tanto) e l’annata 2008-2009 per i leoni romagnoli è davvero strepitosa: gli uomini guidati da Gianluca Atzori si piazzano al terzo posto e si arrendono ai playoff, ad un passo dalla Serie B, solo di fronte al più blasonato Padova.

L’annata successiva il miracolo non si ripete; lui non sembra più intoccabile e la squadra arriva 13^. Quella del 2008-2009, quindi, con quei playoff andati male per un pelo, sarebbe stata l’ultima grande stagione prima di una lenta ed inesorabile decadenza. Nel gennaio 2010, dopo 2 stagioni e mezzo, 42 presenze e 3 reti in giallorosso, il difensore di Rho dice addio alla Romagna (un anno più tardi il club avrebbe dichiarato fallimento e sarebbe finito, addirittura, a breve giro in Promozione; oggigiorno milita nel campionato di Eccellenza romagnolo) per trasferirsi nel Salento: la Serie B chiama di nuovo. La parentesi di Lecce inizia nel migliore dei modi, con la squadra che conclude vincendo in solitaria il campionato e il calciatore spesso protagonista sul terreno da gioco.

Nel club pugliese è confermato anche nella massima serie, con cui, finalmente, all’età di 25 anni, può confrontarsi: mister De Canio lo lancia fin dalla prima giornata tra i titolari: il 29 agosto 2010 Stefano è al centro della difesa nella disfatta del Meazza: 4-0 per il Milan, prima scoppola per i salentini. Viene da pensare che in quella stagione la squadra dello stadio di via del Mare possa disputare il ruolo di vittima sacrificale e invece i ragazzi di Gigi De Canio riescono a tirare fuori l’orgoglio necessario per conquistarsi la salvezza sul campo. Tra quei volti c’è anche quello del debuttante Ferrario, uno dei protagonisti grazie alle sue 20 presenze.

Nel campionato 2011-2012 lo troviamo dove lo avevamo lasciato, al centro della retroguardia leccese. Tuttavia, dopo 8 presenze, condite anche dalla gioia della prima rete in Serie A (in un Lecce-Lazio finito 2-3, nel video al minuto 2.20), qualche ingranaggio inizia a rompersi: le cose con il giovane mister Di Francesco non vanno benissimo, la squadra è sul fondo della classifica e a gennaio il club vara la rivoluzione.

Qui entra in gioco il Parma – e allora possiamo dare una risposta alla domanda precedentemente posta – che cerca un difensore “di spessore” per arricchire il parco centrali, ma che ha bisogno di sfoltire la rosa cedendo giocatori, come Manuele Blasi, che con il coach Colomba (esonerato agli inizi di gennaio) non trovavano spazio e che anche con il successore (Donadoni) avranno vita breve. La trattativa viene imbastita e viene portata a termine il 25 gennaio 2012: il difensore arriva in prestito con diritto di riscatto della metà in cambio dell’intero cartellino dell’ex centrocampista di Napoli e Juventus.

imageA Parma Ferrario sa di non essere titolare con Zaccardo, Paletta e Lucarelli davanti; però Donadoni dimostra fiducia nei suoi confronti e, vista l’assenza di Paletta, lo schiera nella partita più importante dell’anno, nel match serale al Tardini contro la Juventus, valido per la 2^ giornata di ritorno. È un successo. Il match termina reti inviolate anche grazie alla stretta marcatura riservata dal neo crociato a Vucinic e soci: con ogni probabilità è l’MVP (most valuable player: dizione in auge nella NBA per valutare il migliore in campo, nda) di serata. Anche se, forse, il compito più difficile di quella fredda serata di gennaio era stato non farsi distrarre e accecare dalle sgargianti magliette rosa della formazione di Torino…

imageConsiderato il convincente esordio, Donadoni lo ripropone nell’undici titolare anche alla 4^, alla 5^ e alla 6^ giornata. Gli avversari non sono proprio gli ultimi della classe: nell’ordine, Fiorentina, Roma e Genoa. I crociati portano a casa due pareggi (entrambi per 2-2) contro i Viola ed il Grifone, mentre contro i Capitolini perdono per la rete dell’ex Borini. Le pagelle sono soddisfacenti: Ferrario è promosso senza debiti. Poi, anche a causa di qualche malanno fisico, fino al imagetermine della stagione non troverà più spazio. Il prestito termina con la fine del campionato e la sua esperienza si conclude con quelle 4 dignitose presenze. Si dice che l’arrivederci sia solo momentaneo: infatti, il suo club di appartenenza, retrocesso sul campo in B, è costretto a iscriversi in Lega Pro per illecito sportivo. Insomma, il futuro per Stefano sembra essere di nuovo a Parma; lo lasciano presagire anche le sue dichiarazione riportate da TuttoMercatoWeb il 16 giugno 2012: «Credo che questa settimana ci sarà il riscatto da parte del Parma, inoltre vedo troppa confusione a Lecce».

imageIl riscatto tarda però ad arrivare e lo stesso calciatore, il 18 luglio, sempre a TMW, dichiara che il Parma «ha deciso di aspettare e di rimandare. Il riscatto non c’è stato per altre problematiche che non riguardano l’aspetto tecnico». Le speranze dell’ex Como, Ternana e Ravenna di tornare in Emilia e di riabbracciare la Serie A s’infrangono ben presto: Ferrario è costretto a restare nell’inferno della Lega Pro. Gioca le prime partite stagionali nei primi due turni di Coppa Italia e nel match perso per 4-2 contro il più forte Torino sigla pure un autogol. La stagione, iniziata già col piede sbagliato, si conferma essere iellata: s’infortuna e non gioca più fino a fine dicembre. A causa della sua assenza prolungata il nuovo patron del club pugliese, Savino imageTesoro, lo accusa di «rubare lo stipendio» alle casse della società. Gira voce che Donadoni lo abbia espressamente richiesto nel mercato di gennaio 2013 (riportiamo l’articolo del portale Libero.it, nda), non se ne fa nulla. E nel frattempo salta pure la trattativa che aveva ben avviato con il Pescara. Alla fine del campionato 2012-2013 il gigante Lecce, super favorito per tutta la stagione, cede ai playoff contro il piccolo Carpi, che trionfa in Puglia e fa esplodere il Via del Mare in un “mare” di contestazioni, atti di violenza e invasioni di campo. Ferrario – che aveva raccolto 9 gettoni in campionato – saluta baracca e burattini e rescinde il suo contratto il 22 luglio.

Sulla testa del calciatore pende la spada di Damocle del discorso calcioscommesse (che già aveva portato alla retrocessione del club salentino): per l’inquisito Ferrario il procuratore federale Stefano Palazzi chiede 3 anni e 6 mesi; il 2 agosto Ferrario verrà condannato a “soli” 6 mesi di squalifica in primo grado per omessa denuncia. La pena sarà ulteriormente ridotta in appella a 4 mesi. Risultano tutto a un tratto più chiare quelle «problematiche che non riguardano l’aspetto tecnico» che hanno fatto saltare il suo ritorno a Parma.

imageTerminato il periodo di squalifica, Stefano Ferrario, lo scorso 4 dicembre 2013, si è accordato siglando un contratto biennale con la Virtus Lanciano, formazione che sotto la guida del tecnico Baroni ha sorpreso tutti gli addetti ai lavori, sfiorando per un pelo la qualificazione ai play off. Dopo le 12 apparizioni della passata stagione, ci aspettiamo di rivedere Ferrario – quel difensore di 190 centimetri che tanto aveva fatto bene in quelle sporadiche partite in crociato, e mai riscattato per motivi probabilmente non di natura tecnica – protagonista con la maglia dei Frentani nel campionato cadetto. Il ritiro agli ordini di mister D’Aversa è già iniziato da qualche settimana: Ferrario c’è. Lorenzo Fava


LE PRECEDENTI PUNTATE DE “I METEORISMI DI LORENZO FAVA” 2014

1. ARTEAGA (01.06.2014)

2. PERNA (08.06.2014)

3. SICIGNANO (15.06.2014)

4. CAMARA (22.06.2014)

5. LOFQUIST (29.06.2014)

6. MONTAÑO (06.07.2014)

7. CIARAMITARO (13.07.2014)

8. ROSSINI (20.07.2014)

9. KADER (27.07.2014)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “I METEORismi di Lorenzo Fava / LO STRANO CASO DI STEFANO FERRARIO, UN ‘NORMAL ONE’ MAI RISCATTATO DAL PARMA, NONOSTANTE UN MATCH DA ‘MVP’ CONTRO LA JUVE

  • 4 Agosto 2014 in 00:38
    Permalink

    a volte è difficile caopòire come certi giocatori(normal-one)possano dignitosamente disimpegnarsi in srie A e in un attimo diventare personaggi qualsiasi da lega pro(con tutto il rispetto)è capitato a tanti probabilmente i motivi sono molteplici e disparati, xro’ ……

    • 4 Agosto 2014 in 12:49
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      Vero, ma pensiamo anche alle follie che fanno i grandi club per i calciatori che fanno bene ai mondiali…

    • 4 Agosto 2014 in 13:22
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      In linea generale posso anche convenire, anzi concordo sulla questione posta. Tuttavia nel caso di specie, credo che i motivi della regressione del Ferrario, che tra l’altro a me non era dispiaciuto per nulla, sia da imputarsi a motivi ben evidenti e che nulla hanno anche vedere con questioni di tipo tecnico.

      • 5 Agosto 2014 in 18:52
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        Siamo sulla stessa lunghezza d’onda, Alessandro. All’interno dell’articolo si può facilmente capire che qualche simpatia “tecnica” per ferraio la nitrissi. Le buone prestazione offerta da lui in crociato, d’altronde, erano sotto gli occhi di tutti. Chiaramente, fosse dipeso solo dalle partite giocate, probabilmente Ferrario sarebbe tutt’ora nella rosa del Parma…

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