L’INTERVENTO / L’AVVOCATO PAOLO MALVISI A TOMMASO GHIRARDI: “PRESIDENTE, FORZA: UN ATTO DI CORAGGIO. LEI CHE E’ PER IL RINNOVAMENTO DEL CALCIO, TOLGA L’APPOGGIO A TAVECCHIO”

(Paolo Malvisi) – Ringrazio il Direttore di StadioTardini.it Gabriele Majo per avermi concesso lo spazio per poter intervenire, all’indomani della notizia ANSA ove veniva confermato, da parte del Direttore Generale del Parma FC, l’appoggio a Carlo Tavecchio, quale candidato alla presidenza della FIGC.

Ma chi è Carlo Tavecchio?

Ci aiuta, nel suo identikit, la sempre utile enciclopedia on-line Wikipedia, dalla quale riporto alcuni stralci:

“Esponente della Democrazia Cristiana, diplomato in Ragioneria ed ex dirigente bancario presso la Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Brianza, all’età di 33 anni diventa sindaco di Ponte Lambro (suo comune di nascita, in provincia di Como) conservando la carica per quattro mandati consecutivi, dal 1976 al 1995. Nel 1974 è tra i fondatori della Polisportiva di Ponte Lambro e, in ambito calcistico, per sedici anni diventa presidente dell’ASD Pontelambrese, società dilettantistica che durante la sua gestione arriva a disputare anche il campionato di Prima Categoria. La sua carriera dirigenziale all’interno di Federcalcio inizia con l’incarico di consigliere del Comitato Regionale Lombardia della Lega Nazionale Dilettanti (LND) mantenuto dal 1987 al 1992, diventando poi nei successivi quattro anni vice presidente della LND e venendo eletto nel 1996 al vertice del medesimo Comitato Regionale Lombardia. Il 29 maggio 1999, a seguito delle dimissioni del suo predecessore Elio Giulivi, a causa dell’affaire Rieti – Pomezia, è votato presidente della Lega Nazionale Dilettanti.

Dal maggio 2007 diventa vice presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio assumendone la funzione di vice presidente vicario nel 2009.

Durante la sua pluridecennale carriera, Tavecchio è stato anche consulente del Ministero dell’Economia per le problematiche di natura fiscale e tributaria riguardo alla sfera dell’attività sportiva dilettantistica e componente della Commissione Ministeriale, presso il Ministero della Salute, per le problematiche dell’impiantistica nazionale. Inoltre nel biennio 2002/2004 riceve la nomina di esperto in materia di problematiche riferite al calcio dilettantistico e giovanile e ai campi in erba artificiale e, dal 2007, viene designato dall’Uefa membro effettivo della Commissione per il calcio dilettantistico e giovanile. Scrive anche un libro per spiegare il calcio ai più piccoli, dedicandolo alla nipote Giorgia, dal titolo «Ti racconto… Il Calcio».

È tifoso dell’Inter, squadra di cui è stato anche membro del consiglio di amministrazione sotto la gestione di Massimo Moratti”.

Ma il dato più interessante (o più sorprendente) è il curriculum giudiziale del Tavecchio il quale annovera, nel proprio palmares …, ben cinque condanne:

4 mesi di reclusione nel 1970 per falsità in titolo di credito continuato in concorso; 2 mesi e 28 giorni di reclusione nel 1994 per evasione fiscale e dell’Iva; 3 mesi di reclusione nel 1996 per omissione di versamento di ritenute previdenziali e assicurative; 3 mesi di reclusione nel 1998 per omissione o falsità in denunce obbligatorie; 3 mesi di reclusione nel 1998 per abuso d’ufficio per violazione delle norme anti-inquinamento, più multe complessive per oltre 7.000 euro.

Una norma della Federcalcio rende incandidabile a cariche federali chi ha “riportato condanne penali passate in giudicato per reati non colposi a pene detentive superiori ad 1 anno”; il cumulo delle cinque condanne ricevute in passato dal presidente in pectore superava la soglia (1 anno 3 mesi e 28 giorni) ma il numero uno della Lega dilettanti ha poi chiesto ed ottenuto la riabilitazione e il suo certificato del casellario giudiziale risulta intonso.

Così, le sue cinque condanne – arrivate tra il 1970 e il 1998 – per la loro natura non compaiono più nel casellario giudiziale. In punta di diritto, quindi, è incensurato. Anche se il dubbio sulla candidabilità o meno era venuto allo stesso Tavecchio al momento della sua prima corsa a presidente dei Dilettanti, nel 1999. Ma il parere della Corte Federale fu favorevole, dando inizio al regno incontrastato di “re Carlo”.

Il 30 luglio ultimo scorso i deputati del Movimento Cinque Stelle hanno richiamato il punto 11 del Codice di comportamento sportivo del Coni (“tutela dell’onorabilità degli organismi sportivi”) che prevede la sospensione per coloro i quali, nell’esercizio del loro ruolo, “sono stati condannati” o che “sono stati sottoposti a misure di prevenzione o di sicurezza personale”. “È paradossale che tale misura possa essere applicata anche nei confronti di quanti non siano stati ancora condannati in via definitiva, ma non verso chi si accingerebbe a ricoprire un ruolo federale con cinque condanne nel suo curriculum. Queste sono, al di là delle parole e delle posizioni non condivisibili espresse da Tavecchio, le ragioni che, a monte, dovrebbero far sfumare la sua candidatura”. Il profilo della contestazione è valido, ma di fatto tutto è stato cancellato e non esistono norme ammazza-candidatura.

Orbene quest’uomo, seppur tecnicamente incensurato, potrebbe diventare Presidente della FIGC.

Pochi giorni fa lo stesso Tavecchio pronunciava, durante l’assemblea estiva della Lega Dilettanti, questa frase: "L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Poba (nome di fantasia n.d.r.) è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree (ndr, come se fosse un cane …)".

Il 28 luglio la FIFA ha chiesto alla FIGC di aprire un’indagine sul caso, ricordando alla Federcalcio come la lotta contro il razzismo sia obiettivo di massima priorità ed affermando di aver allertato Jeffrey Webb, presidente della Task Force internazionale contro il razzismo e la discriminazione.

Oltre alle banane, alle frasi di stampo sessista sulle calciatrici “handicappate” e a Barbara Berlusconi ben vista dal numero uno della Lega nazionale dilettanti alla guida del Milan femminile ….!, resta, dunque, “solo” la questione etica legata a “Optì Poba” e alle frasi sessiste che hanno smosso l’opinione pubblica e parte della politica. Fifa, Unione Europea e Uefa hanno messo in chiaro la loro posizione. Una parte di presidenti di serie A e B ha fatto un passo indietro (ultimi, in ordine di tempo, Corsi dell’Empoli e Urbano Cairo del Torino) ed Elisa Zizioli, capitano del Brescia femminile, si è detta offesa “come donna e come calciatrice”. E il presidente dell’Assoallenatori Renzo Ulivieri è stato lapidario: “Peggio di lui sono le frasi dei suoi soccorritori”. Al di là di programmi, questione anagrafica, fedina penale ripulita e mangiatori di banane ora titolari nella Lazio, ecco un altro passo falso prima della partenza. Il cancro italico del “così fan tutti” diventa motivo di assoluzione da parte di chi appoggia Tavecchio nella corsa al rinnovamento del calcio. La probabile prossima presidenza è immacolata penalmente ma ha innumerevoli macchie di altra natura, che all’estero fanno già risuonare il ritornello “Pizza, pasta, mandolino e Optì Poba”.

Carlo Tavecchio è appoggiato (con un recente articolo dal titolo “Perché Tavecchio è meglio di Albertini” sul quotidiano “Libero” ha avuto l’investitura anche di un certo Luciano Moggi…), tra gli altri, da Galliani e Lotito; e Galliani e Lotito ci sanno fare, la Lega è cosa loro e la federazione non è mai loro stata ostile.

Impresentabile, Tavecchio, ma non certo per la battuta sulle banane o per l’età, 71 anni. Impresentabile prima di tutto perché rappresenta una realtà in gran parte finta e quindi da abolire come quella dei Dilettanti, con un peso elettorale assurdo (34% dei delegati) e una ragion d’essere solo a livello giovanile. Impresentabile perché nell’ultimo ventennio ha condiviso le scelte dei presidenti di turno, dall’indistruttibile e sempre potentissimo Carraro (che infatti lo difende) ad Abete, senza nemmeno smarcarsi formalmente come ha fatto, con più furbizia, Albertini. Impresentabile perché non ha una sola idea, nemmeno di quelle fumose da campagna elettorale, che faccia pensare ad una svolta nel calcio italiano. A meno che sia definibile ‘idea’ quella di costringere la Juventus o la Roma ad istituire una sezione femminile. Impresentabile perché la forma è anche sostanza e Tavecchio non solo non ha la forma, ma non ha nemmeno la sostanza.

Ora, anche tralasciando le condanne, che al sottoscritto qualche dubbio sulla sua adeguatezza lo farebbero venire, non posso fare a meno di chiedermi come si possa ricoprire una carica così alta, una posizione che dovrebbe essere super partes per eccellenza, che dovrebbe dare continuo esempio in senso antirazzista, di fairplay, di onestà e di trasparenza, quando poi si decide di esporsi pubblicamente con una frase dai potenti connotati razzisti. Significa forse che quest’uomo non ha la minima idea del ruolo che vorrebbe ricoprire? Oppure vuol dire che non si rende conto della gravità delle sue parole? O forse crede che chi lo ascolta non faccia caso a quello che dice?

Quando si è accorto che invece lo si ascoltava eccome, tanto che anche la stampa estera gli ha dedicato qualche riga, allora è corso a scusarsi agli stessi microfoni della sopracitata dichiarazione. Sostiene che non si è colto il succo del suo discorso, quello dei mangiabanane non è il punto, lui si riferiva alla professionalità, che c’entrano ora queste banane? «Le banane? Non mi ricordo neppure se ho usato quel termine, e comunque mi riferivo al curriculum e alla professionalità richiesti dal calcio inglese per i giocatori che vengono dall’Africa o da altri paesi»

Problemi di memoria? Sarà perché è Ta-vecchio?

Come può uno che pronuncia una frase simile, aver fatto tanta strada?

Come può il Parma FC appoggiare la candidatura alla Presidenza della FIGC di un individuo simile? A questo punto, urge, a mio parere, l’intervento del Presidente Ghirardi che tolga l’appoggio della società alla candidatura Tavecchio; un uomo che, come riferito, ha, nell’ultimo ventennio, condiviso le scelte del presidente di turno, anche dell’ultimo, Abete, così osteggiato dal Parma Fc stesso durante tutta la vicenda legata al mancato rilascio della Licenza Uefa. Sarebbe contraddittorio, per non dire incoerente, che ora il Parma Fc, dopo aver gridato al complotto e alla congiura, appoggi proprio un uomo organico all’apparato e alla burokrazia; proprio quell’apparato che avrebbe, secondo loro, ordito la congiura contro la società ducale.

Presidente, forza, un atto di coraggio, tolga l’appoggio a Tavecchio. Proprio Lei che ha sempre e correttamente invocato al cambiamento del calcio italiano, non si mischi con quest’uomo e con chi lo sostiene. Non si mischi con chi ha a cuore solo interessi personali e di bottega e con chi ha ridotto il calcio italiano in questo stato. Paolo Malvisi (avvocato membro dell’AIAS, Associazione Italiana Avvocati dello Sport)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “L’INTERVENTO / L’AVVOCATO PAOLO MALVISI A TOMMASO GHIRARDI: “PRESIDENTE, FORZA: UN ATTO DI CORAGGIO. LEI CHE E’ PER IL RINNOVAMENTO DEL CALCIO, TOLGA L’APPOGGIO A TAVECCHIO”

  • 4 Agosto 2014 in 22:24
    Permalink

    L’alternativa Albertini dichiara : : “Non basta più il campionato Primavera, ci vuole una seconda squadra, come in Spagna e nelle altre nazioni. Un Juve 2 o Inter 2 che possano giocare nei Dilettanti o in Lega Pro”. In pratica al servizio delle grandi società per togliere spazio a formazioni dei centri minori.

    • 4 Agosto 2014 in 23:15
      Permalink

      Mi pare che le seconde squadre fossero un cavallo di battaglia di Pietro Leonardi, il quale ha dichiarato di appoggiare l’altro candidato, Tavecchio.

      Cordialmente

      Gmajo

      • 5 Agosto 2014 in 00:14
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        Visto che a Parma ci sono più antijuventini che tifosi dei Crociati, la piazza dovrebbe essere mediamente soddisfatta di questa presa di posizione ufficiale: in fondo ci siam collocati sulla riva opposta a quella occupata, insieme alla Roma, dalla Juventus…si può essere più antijuventini? Non credo.

  • 5 Agosto 2014 in 11:38
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    si può essere entrambi: tifosi del PARMA e antigiuve.
    l’amore per la maglia và al di là della condivisione o accettazione di tutte le scelte societarie come ad esempio da antigiuve l’accettazione di giocatori gobbi che sono venuti a giocare da noi, il PARMA oltre ogni cosa, pertanto, si può non condividere l’appoggio a tavecchio pur restando tifosi del PARMA.

    • 5 Agosto 2014 in 11:45
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      Ciao anthony, grazie per la segnalazione di ieri sera…

  • 5 Agosto 2014 in 12:20
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    de nada Direttore.

    tornando all’argomento.. forse si potrà realizzare la sua ipotesi che tra i 2 litiganti (tavecchio & albertini) un terzo (il commissariamento) goda..

  • 5 Agosto 2014 in 14:16
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    Beh allora con lui se ci saranno dubbi sull interpretazione della normativa fiscale potrà dare tutte le risposte corrette

    • 5 Agosto 2014 in 14:29
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      sì, ma i dubbi interpretativi sulla normativa fiscale non dovrebbero essere risolti dal commissario d’esame, bensì dal candidato… E pretendere che sia il membro interno a darti la soluzione del compito in classe mi pare oltremodo pretenzioso…

  • 5 Agosto 2014 in 17:00
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    Quello che dovrebbe far riflettere è che tutto il polverone si è alzato dopo che la FIFA ha condannato l’episodio e si è creata una cassa di risonanza a livello internazionale.
    Prima di allora si parlava di uscita poco felice da parte di un candidato alla presidenza.
    Sarebbe stato esemplare da parte di Tavecchio ritirare ,per motivi di natura etica, la sua candidatura.
    Le frasi di stampo razzista sono , a mio parere, figlie di una pessima gestione della comunicazione che non devono appartenere ad un candidato ad una carica istituzionale di qui la sua inadeguatezza.

    Christian

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