L’OPINIONE DI MAJO DOPO L’INTERVISTA DI GHIRARDI DI IERI A RADIO BRUNO: “POSITIVO IL SUO PROGRESSIVO RIAVVICINAMENTO AL CLUB, MA LACUNOSO SUI TEMI CALDI. AD ESEMPIO IL TAS…”

(gmajo) – A spizzichi e bocconi avevo già avuto modo di chiosare a caldo ieri, nello spazio commenti di StadioTardini.it, dialogando con i lettori, alcuni degli argomenti toccati dal presidente Tommaso Ghirardi nella intervista esclusiva che ha concesso a Radio Bruno, emittente ufficiale del club, poi rilanciata attraverso fcparma.com che ne ha proposto la completa trascrizione: l’articolo di approfondimento odierno a freddo si propone la finalità di essere un po’ più ordinato ed esaustivo. Partiamo intanto specificando che l’intervista è stata realizzata dalla giornalista Sara Gelli della redazione centrale del network, coordinatrice del Giornale Radio per quanto concerne le edizione di Parma. Il particolare non va sottovalutato: dall’anno scorso, infatti, l’emittente di Carpi si serve, per confezionare i servizi sul Parma Calcio (radiocronache incluse), della stessa struttura comunicazionale della società che gli aliena i diritti di trasmissione radiofonica in ambito locale, e in particolare di Luca Bertelli, il telecronista di Parma Channel. Se in passato ho avuto modo di rimarcare come questo tipo di situazione sia a mio avviso anomala (il commento, a mio modo di vedere, su una emittente privata non di proprietà del Parma, ma solo licenziataria, dovrebbe essere affidato a giornalisti indipendenti), trovo assai confortante che in questa occasione a dialogare con il presidente crociato sia stata persino la capo-redattrice dell’emittente, anche se ho avvertito, ascoltando la registrazione (clicca qui per scaricare l’audio mp3) che l’ospite fosse a conoscenza delle domande poste dalla anchor-woman che mi sembrava le leggesse. Penso, tuttavia, che Tommaso Ghirardi farebbe un deciso passo avanti se accettasse di confrontarsi, in modo propositivo, anche con giornalisti non appartenenti a strutture convenzionate con il Parma, imageo in un qualche modo amiche, avendo il coraggio di affrontare cin personalità anche i temi più delicati o le domande più scomode. Indubbiamente, oltre ad essere un segnale di maturità e trasparenza, lo sarebbe per certi versi anche di forza. Il suo colloquio con Radio Bruno, infatti, non mi è parso risolutivo su quelle che sono le principali questioni aperte dal 30 maggio scorso, allorché, in una drammatica conferenza stampa passata alla storia, rassegnò le sue dimissioni, annunziando la messa in vendita della società: insomma, è sempre dell’idea di tornare al suo paesello, mollando il mondo della pedata che tanto lo ha schifato (per via della mancata concessione della Licenza Uefa) oppure ha intenzione di continuare a metterci il suo impegno in prima persona, allontanando gli spettri di una caduta libera (inquietanti i suoi riferimenti, in una intervista concessa ad inizio giugno a Radio Rai in cui sentenziò che sarebbero stati problemi del sindaco e degli industriali di Parma; a distanza di mesi non ho ancora capito il senso di imagequella sua infelice uscita) della società? La sensazione che ho è che Tom di mollare tutto non abbia alcuna intenzione, se no alle parole sarebbero seguiti i fatti: e i fatti dimostrano che lui ha continuato a rappresentare la società in Lega, ovvero nel Palazzo che avrebbe ordito le oscure trame per farci stare fuori dall’Europa conquistata sul campo, ha continuato a seguire la squadra (il primo giorno di ritiro o sugli spalti di Birmingham) e ha persino concluso operazioni di mercato, come la cessione di Ceppitelli al Cagliari. Le famose dimissioni, dunque, che senso hanno? Le spiegazioni che ha fornito in proposito a Radio Bruno – confermando di essere “dimissionario” (“La mia è una posizione di grande coerenza, perché non mi sembra giusto, dopo due mesi, tornare sui miei passi senza aver combinato nulla”), ma lasciando capire (e questo è assai positivo) che potrebbe ben presto tornare visto che ora il Presidente federale è Carlo Tavecchio nel quale lui nutre moltissima fiducia e del quale è stato un grande elettore – non mi paiono per nulla convincenti: “Sono dimissionario, perché credo di aver subito un torto. Ritengo sia più corretto oggi essendo appunto in contrasto con la Federazione e con il Coni (vorrei ricordare che noi stiamo facendo una dura battaglia legale con queste due entità) avere una posizione dimissionaria per manifestare la mia grande delusione per l’ingiustizia subita”. Cosa ci sia di corretto ad avere una posizione dimissionaria, poiché è in imagecontrasto con FIGC e CONI, sarò de coccio, ma io proprio non lo capisco, vieppiù se con le stesse – al di là delle tante battaglie legali in corso (a proposito: perché non spiega ai tifosi che fine ha fatto il ricorso al TAS che non è stato calendarizzato neppure nel mese di Agosto, e intanto i preliminari sono stati giocati dal Torino…) – si sono mantenuti rapporti al punto tale che il nuovo Re Sole (Tavecchio) è stato votato come da precisa indicazione delle leghe. Non solo: egli ha menzionato, durante la chiacchierata radiofonica di ieri, il presidente della Lega Beretta dicendo che ha svolto un lavoro prezioso. Ma come? Non si annidavano proprio in Via Rosellini coloro che avevano disseminato di tagliole il cammino del Parma verso l’Europa? Boh: io ci trovo delle contraddizioni: ma Ghirardi le contraddizioni, in proposito, le vede in quei suoi colleghi presidenti (tipo quello della Juventus esplicitamente menzionato) che prima unitariamente avevano sostenuto Tavecchio, salvo cambiare idea dopo. (“E’ sinonimo di disordine, perché non è corretto che si faccia un lavoro prezioso in Lega, si stili un progetto da far sostenere a un candidato, si scelga sostanzialmente un candidato, poi il giorno dopo alcuni presidenti parlino in autonomia contraddicendosi, contrastando le idee sviluppate nelle assemblee. Questo non va bene. Il Parma ha agito in maniera coerente, ha approvato questo programma e lo ha appoggiato sino alla fine. Siamo, quindi, soddisfatti che il nostro candidato con il nostro programma abbia raggiunto l’obiettivo di diventare presidente federale”). Ma lasciamo perdere le contraddizioni proprie ed altrui e veniamo al Parma: Ghirardi, di vendita della società non ne ha più parlato. Neppure ieri, rivendicando il diritto, quale proprietario, di poterlo andare tranquillamente a seguire anche in trasferta: “La proprietà del Parma è mia e della mia famiglia. Non c’è nulla di strano, quindi, se vado a vedere un’amichevole o un allenamento. Il Parma è una società per azioni dove la mia famiglia è la maggior azionista e dove io ho dei forti interessi. Sarei stupido a non seguire i miei interessi. Questo non vuol dire, come ho sempre detto, che la mia posizione a oggi, fino all’approvazione del bilancio, rimane dimissionaria. imageDopodichè vedremo se, con la nuova Federazione guidata da Tavecchio e con questi cambiamenti che verranno messi in atto, questo mondo mi darà ancora soddisfazioni per mettermici di nuovo in prima persona. Fare polemiche o illazioni perché vado a vedere un’amichevole o un allenamento, mi sembra stupido, perché il club è mio e giustamente cerco di tutelarlo e di seguirlo il più possibile”. Non so se il Ghiro si riferisse a StadioTardini.it, o al suo direttore: in ogni caso, come ampiamente spiegato anche in precedenti occasioni, trovo che sia un nostro preciso dovere – al lume delle sue dichiarazioni del 30 maggio e seguenti, relative alla sua teoricissima uscita di scena – rimarcare come segnali di speranza (altro che polemiche o illazioni!: ma è possibile che il solo dibattere civilmente su un certo tema debba poi sempre esser contrabbandato per una polemica o illazione?) ogni sua presenza al seguito del Parma, e continueremo a farlo, sperando così di smuoverne le ultime reticenze affinché riprenda in mano il timone tempestivamente e ritiri l’insano proposito di uscire di scena. Magari senza aspettare l’approvazione del bilancio d’esercizio (che lui stesso, comunque, ritiene giusto firmare: “questo bilancio l’ho gestito io da presidente ed è giusto lo chiuda io”) con il rinnovo delle cariche sociali, comunque decadute, come da statuto, dopo il triennio 2011-2014. Evito di dilungarmi sulle speranze che il Pres ripone in Tavecchio (“Mi auguro, con questa nuova Federazione, di trovare nuovi stimoli, di trovare supporto e magari di poter tornare al mio posto. Se non ci saranno dei cambiamenti, però, non ci tornerò”), poiché se contiamo su quelle (anche se per lui quella di Tavecchio è stata una “svolta forte”), secondo me, stiamo freschi, non trattandosi certo di quell’uomo nuovo, fuori dal sistema calcio, che si auspicava potesse salire sul soglio per risolverne i problemi. Ma il Ghiro lo ha scelto e voluto, dunque speriamo che tra qualche mese non ci dica che non torna poiché deluso da Tavecchio… Secondo me, poi, Ghirardi pecca di presunzione allorché sostiene “il can can mediatico che abbiamo fatto e che abbiamo subito credo possa avere influito su questi cambiamenti in Federazione”, in quanto i cambiamenti in Federazione sono derivati dal fallimento della missione della Nazionale a Brasile 2014 con le dimissioni di Abete e Prandelli e non certo dalla buccia di banana sulla quale è scivolato il Parma in sede di compilazione della Licenza Uefa.

imageNella parte finale dell’intervista a Sara Gelli, Ghirardi ha toccato il tema della pesca a strascico, alias quelle circa 200 transazioni di un anno fa concluse dal Parma –fenomeno rimarcato prima di tutti, un anno fa, proprio da StadioTardini.it che sollecitarono non pochi interrogativi e critiche, tra cui quella del tabloid inglese Daily Mail, cui accenna direttamente il pres-dimiss: “Siamo stati massacrati per un anno sia mediaticamente che da certe entità importanti della Federazione come coloro che commerciavano giocatori alla stregua del bestiame. Anche questa è stata una situazione vergognosa che mi ha portato a fare riflessioni. Noi abbiamo cercato di dar lavoro a tante persone, le abbiamo pagate tutte. Perciò dovremmo essere ringraziati dall’associazione calciatori e dagli enti che tutelano i calciatori, mentre siamo più volte stati additati come scorretti. E’ stata una critica vergognosa, che ci ha portato a riflettere, a ridurre in maniera importante il numero di nostri giocatori e ad aumentare il numero di disoccupati. Saranno contenti coloro che non avranno più un contratto, che non potranno più giocare a calcio. Dovranno andare a ringraziare chi dice di tutelarli. Una riflessione e una scelta che ci ha fatto fare meno mercato, perché se è una critica aver molti giocatori, investire sui giovani e cercare di fare collaborazioni con società satellite, bene Parma riduce i suoi giocatori e cercherà di fare una politica solo nell’interesse del Parma e non più di altri”. Io, al contrario del Ghiro, non trovo affatto vergognoso, se trovo qualcosa di strano o di inusuale, pormi e porre delle domande, e magari esprimere un giudizio (sempre nel rispetto altrui, of course): trovo, al contrario, che sia vergognoso sperare che qualcuno non lo faccia facendo passare tutto sotto silenzio. Così come mi pare un tantinello pretenzioso pretendere sempre un consenso assoluto sul proprio operato e sulla propria persona, senza la possibilità di un minimo confronto. Le critiche alla pesca a strascico, dunque, non sono state solo mediatiche: Ghirardi ha rimarcato come entità importanti della Federazione (immagino il solito Abete: sta a vedere che non ci hanno fatto andare in Europa per farci pagare quello… Del resto l’Unità ad inizio giugno ipotizzò che dietro l’esclusione del Parma dalla E.L. ci fosse un transito di carne trasformata in plusvalenza) avessero avuto da ridire su questa iperattività che il Parma ha avuto dodici mesi fa e che ora vorrebbe interrompere, proprio per via delle contrarietà incontrate. Beh: se il Parma è convinto di avere agito non solo correttamente, ma addirittura facendo filantropicamente del bene al sistema (dando da lavorare a dei disoccupati), perché ora abbandonare la strategia? Se uno è convinto delle proprie idee dovrebbe portarle avanti, non mollar tutto così, di fatto dando ragione a criticava… Ghirardi ha fatto riferimento anche ai sindacati, (coloro che dovrebbero tutelare i giocatori affinché non siano disoccupati): evidentemente aveva bene in mente il disappunto espresso al Corriere della Sera, a febbraio, da Damiano Tommasi, presidente dell’Assocalciatori, sconcertato da operazioni tipo quella del Parma con il Nova Gorica all’estero o il Gubbio e Savona in Italia. Giova ricordare che Assocalciatori ed Assoallenatori, nella partita per la presidenza FIGC, hanno votato per Albertini, l’avversario di Tavecchio, voluto e sostenuto, invece, da Tommaso Ghirardi e dalla stragrande maggioranza dei presidenti del nostro calcio. Coloro che a parole vorrebbero cambiarlo, ma che nei fatti gattopardescamente fanno sì che tutto resti come è. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO L’INTERVISTA DI GHIRARDI DI IERI A RADIO BRUNO: “POSITIVO IL SUO PROGRESSIVO RIAVVICINAMENTO AL CLUB, MA LACUNOSO SUI TEMI CALDI. AD ESEMPIO IL TAS…”

  • 13 Agosto 2014 in 18:23
    Permalink

    sono orgoglioso di avere un ex presidente cosi’ importante,
    nota di servizio : ma la gazza spara acquisti ad minchiam ?

    • 13 Agosto 2014 in 18:31
      Permalink

      Si, kone ha le visite con l udinese

    • 13 Agosto 2014 in 18:35
      Permalink

      Konè? Mica lo avevano dato per ufficiale… Se io e te andiamo al mercato del pesce e notiamo un bel branzinone, ma è uno solo, o lo compro io o lo compri tu. Se l’Udinese aveva adocchiato Konè e il Parma pure, poi questi è andato a chi lo ha potuto/saputo prender prima… Piovanone, probabilmente, aveva avuto anche una buona imbeccata, ma se il Parma aveva rimandato a dopo il ferragosto l’idea di fare acquisti, mentre i friulani avevano più fretta (e non dovevano aspettare di vendere…). Insomma: d’accordo che i giornalisti hanno tutte le colpe, ma se il Parma arriva alle spalle dell’Udinese per la corsa a Konè la responsabilità è di chi ne aveva ipotizzato l’acquisto?
      Forse, però, al di là di Piovani, che appunto aveva parlato di ipotesi, l’infortunio della Gazzetta di Parma – se proprio lo vogliamo trovare – è nel titolo, giacché quel “Non solo Lodi, ecco De Ceglie e Kone” dava l’idea di tre operazioni concluse (invece mi pare che anche sulle altre due non ci siano certezze al momento…).
      Cordialmente
      Gmajo

  • 13 Agosto 2014 in 18:37
    Permalink

    A me ormai non interessano gli ulteriori sviluppi della vicenda ma mi ha comunque colpito sentire il pres dire dimostreremo di aver ragione( dove? Quando?), credevo fosse in atto un tacito abbandono

  • 13 Agosto 2014 in 18:53
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    Le spiegazioni riguardo al “mercato delle vacche” , come lo aveva definito il Daily Mail , non stanno nè in cielo nè in terra.
    Quando si parla di disoccupati, poi , nel mondo del calcio , secondo me bisognerebbe avere più sensibilità verso chi davvero un lavoro non ce l’ha.
    Penso che il silenzio avrebbe fatto meno danni….

    Christian

    • 13 Agosto 2014 in 19:04
      Permalink

      Beh, in effetti io stesso rabbrividisco nel sentire Ghirardi parlare di disoccupati,,, sarà che mi trovo a far parte di quella categoria da quando non sono più al parma…

  • 13 Agosto 2014 in 19:20
    Permalink

    insomma alla fine la morale della favola e’ questa: al fine di incentivare la “transumanza” di una decina di vacche si trovarono a non avere piu’ foraggio per i pascoli svizzeri,settembre andiamo e’ tempo di ripartire,anzi no partiamo il 31 agosto piadina e squaquerone, astenersi sangiovese.

  • 14 Agosto 2014 in 01:16
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    Gentilissimo direttore, mi potrebbe dare la sua versione sulla vicenda ricorso TAS di Losanna?Penso che ormai siamo alle barzellette. E’ stato fatto? E se non è stato fatto perché si è detto il contrario? Sinceramente non capisco e mi lascia sconcertato.

    • 14 Agosto 2014 in 06:51
      Permalink

      In effetti fa specie che la sentenza in merito al ricorso del Barcellona avverso la squalifica di sei mesi a Suarez per il morso dato a Chiellini sia attesa per oggi , mentre del ricorso del Parma non se ne sappia nulla. Il dubbio che incomincia a farso largo nella testa non tanto ottusa della gente di Parma è che non sia mai stato fatto e ci abbiano preso per il culo.

      • 14 Agosto 2014 in 12:31
        Permalink

        Nel dispositivo del Consiglio di Stato, secondo gradino della giustizia amministrativa che ha respinto l’istanza del Parma, si legge che il club ducale “ha adito il Tribunale arbitrale di Losanna, ancorché l’appellante tenda a sminuire questa circostanza (in spregio al divieto di venire contra factum proprium), sostenendo di avere promosso la controversia per mero tuziorismo”. Quindi si evincerebbe che il Parma, pur non credendoci fino in fondo, ma per sentirsi più protetto (mero tuziorismo difensivo da tutus = sicuro, protetto, a cui è aggiunto il suffisso latino “ior” che indica il superlativo relativo. Tutior, dunque, significa più sicuro, più protetto. Tuziorismo, nel legalese, significa perciò che l’avvocato, per puro scrupolo e solo per essere “più protetto” nelle sue difese, quantunque non ve ne sia bisogno – “mero tuziorismo” -, espone un’ulteriore tesi difensiva – in questo caso più che un’altra tesi difensiva si è rivolto ad un altro tribunale -. Essa, solitamente, è una difesa dedotta in via subordinata o costruita per assurdo sulla base degli argomenti portati da controparte) si sia rivolto al TAS, se c’è un accenno nero su bianco su una sentenza del Consiglio di Stato.
        Il Parma Calcio, che su questa vicenda non mi è parso particolarmente trasparente, penso abbia il preciso dovere di dire chiaramente – magari con pezze alla mano – dove sta l’intoppo.
        Al fine di evitare l’accusa di essere contro il Parma o contro questa dirigenza (che tanto poi c’è sempre il Claudio di turno che viene a scriverlo lo stesso, diffamandomi) ho per lungo tempo accuratamente evitato di dedicare articoli su questo tema, astenendomi, il giorno dell’esordio nel Preliminare del Torino, di scrivere che avremmo potuto, salvo bucce di banane, esserci noi. Dopo certe interviste di Ghirardi, però, che si è ben guardato dal fornire spiegazioni in merito, non ho potuto evitare di risollevare la questione, così come mi era capitato di farlo spesso anche nello spazio commenti (che so perfettamente che a Collecchio divorano lo stesso).
        Insomma: non dovrebbe essere il solito Grillo Parlante a stimolare chiarezza sulla questione, quanto la società a farlo di sua sponte. Se no si arriva alle conclusioni colorite cui è giunto il lettore Enzo. E non penso sia carino…
        Cordialmente
        Gmajo

    • 14 Agosto 2014 in 12:52
      Permalink

      Caro Gianluca,

      nella posizione nella quale mi trovo, e con il lavoro che faccio, non sono nella condizione di esprimere la mia versione sulla vicenda ricorso al TAS di Losanna, per evitare di riferire illazioni al lettore. Non è per astenermi, ma, come ho già scritto molte volte, non ho in mano elementi di giudizio precisi per poter dire “così è”, senza il “se vi pare”.

      Non ho “prove provate” dirette di un effettivo ricorso al Tas di Losanna da parte del Parma F.C., ma, come scrivevo prima in risposta ad Enzo, visto che se ne parla addirittura all’interno di una sentenza del Consiglio di Stato, deduco che sia stato presentato.

      Indubbiamente, però, è curioso che non sia stata calendarizzata l’udienza neppure nel mese di Agosto, con i preliminari di Europa League già iniziati. Ho già ricordato nei giorni scorsi come il Rostov abbia avuto ragione dal tribunale arbitrale di Losanna in appena 15 giorni (ricorso presentato il 6 giugno, sentenza a favore il 23), così come oggi, appunto, viene esaminato il fattaccio del mondiale della mozzicata a Chiellini.

      Il portale toro.it aveva insinuato che il Parma non avesse pagato le spese di istruzione della pratica: Leonardi, al telefono con me, affermò che il sito ufficiale avrebbe pubblicato la ricevuta del pagamento, ma poi fcparma.com pubblicò un comunicato vagamente minatorio nei confronti di toro.it, ma senza la pezza d’appoggio a me preannunciata da Leonardi.

      Successivamente ho cercato di informarmi sull’importo delle spese di istruzione c/o il TAS per il valore della causa in discussione e le stesse dovrebbero essere di circa 25.000 franchi svizzeri, pari a circa 17.000 euro.

      La società Parma F.C., attraverso il proprio collegio legale, aveva riferito dell’esito dei precedenti giudizi, annunziando, l’ultima volta, persino un ricorso in Cassazione (“giudice della giurisdizione”). Ma del TAS, al di là del presunto ostruzionismo del Torino lamentato da Leonardi (sia pure rintuzzato dalla controparte), non ha più fatto menzione, e sì che proprio quella poteva essere l’unica aula che avrebbe potuto (anche se razionalmente le speranze di ribaltare il verdetto erano lo stesso ridotte al lumicino) ormai ridare la possibilità al Parma di giocare in Europa League. Penso che al tifoso della battaglia legale per ottenere solo un risarcimento danni possa interessare fino lì (magari, invece, alla società incassare dei soldi senza spenderne per le trasferte potrebbe anche fare comodo): quello che poteva interessare era, appunto, poter vedere in campo la propria squadra nella competizione continentale.
      Non penso che alcun tifoso pretendesse che il Parma si rivolgesse a tutti i tribunali dell’orbe terraqueo per tentare di avere ragione, ma dal momento che liberamente la società ha voluto farlo, ne consegue che sia legittima la voglia di sapere come stano andando le cose.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 14 Agosto 2014 in 10:21
    Permalink

    a forza di tirare poi la corda si spezza,dopodiche’ andatevela a riannodare !

  • 14 Agosto 2014 in 12:29
    Permalink

    quoto enzo con la certezza che ci abbiano preso per il culo….se le spese di avvio pratica erano stimate itorno ai 17,000 euro,,,,mi pare di aver letto su qualche commento non ricordo di chi….e ….non mi viene data una sentenza dopo aver pagato …m incazzo e pretendo una risposta dopo tutto il casino fatto nei vari tribunali……….il silenzio invece sta iniziando a racontare che su toro.it non avevano scritto una palla………l unica replica fù di leonardi che doveva anche esibire una ricevuta…..bè allora gli suggerisco di esibirla di nuovo per chiedere la restituzione dei soldi almeno…..visto che se paghi e non ottieni il servizio…..ma forse l avranno persa i commercialisti del parma fc che si sà,sono un pò “approssimativi” nel loro lavoro…tanto da consigliare la società a pagare dopo le ritenute irpef che tanto non succede niente………..eeh leo leo……fatti una fotocopia degli scontrini non ti fidare mai!!

  • 14 Agosto 2014 in 14:47
    Permalink

    Concordo sulla coer-enza, coer-taro e coer-baganza. Sempre ke non siano limacciosi anke loro. Per ki interessato: dimostrerò di aver ragione in uno stambuzzino a Ghiare di Berceto, oggi alle 14:36, ki c’è c’è. In quell’occasione mostrerò anke la ricevuta dei campari makkiati, ke poi si autodistruggerà come in Mission Impossible. Per kui lo stambuzzino dovrà essere evacuato entro le 14:37.
    Anke la mia posizione rimane dimissionaria, perchè l’avete fatta grossa (direi un delitto perfetto). Voi ce l’avete con me perchè ho preso più rugaterra di voi…. Ke poi Io quando faccio la pesca al Maretto non ho neppure il bilancino, figuriamoci lo strascico o la dinamite. Unica cosa mi fa ben sperare Tavecchio, visto ke godo le gallerie oldies. Per cui potrei anke tornare… o non sono mai andato via?

    • 14 Agosto 2014 in 14:59
      Permalink

      commento del 3 giugno
      …. Ghirardi può sembrare un ragazzino x l’aspetto ma non lo è, è un imprenditore con una solida famiglia imprenditoriale attono. Opinione mia, ma non credo all’insonnia e al colpo di testa. Mi sembra tutta una sceneggiata, un teatrino per cercare di trarre comunque il massimo (almeno mediaticamente) da una situazione che difficilmente può aver stupito chi ci era dentro. Tutto comprensibile, resta da vedere qual’è il finale che hanno programmato.

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