AMARCORD di Alessandro Dondi / VITALI, VITALI, PER SEMPRE VITALI…

(Alessandro Dondi) – In questa puntata riannodiamo i fili di un racconto che avevamo interrotto qualche settimana fa: siamo nell’ottobre del 1987 quando Ernesto Ceresini – dopo un’estate memorabile costellata dai successi sul Real Madrid (in amichevole) e Milan (eliminato dalla Coppa Italia) – visto il pessimo avvio in campionato, decide di rompere gli indugi ed esonera Zeman. La scelta del nuovo allenatore ricade su Giampiero Vitali, milanese, classe 1940. Vitali, dopo le giovanili e gli esordi nel Fanfulla e nella Triestina, spicca il volo verso i campi della serie A, dove mette assieme 81 presenze e due goal con le maglie di Lazio, Fiorentina e Brescia, per poi scendere in serie B nelle fila di Spal e Massese. Nel campionato cadetto totalizza 124 presenze e 9 reti. E’ proprio a Massa, nei pressi della Versilia, quella che diventerà la sua terra di adozione, che chiuderà la carriera nel 1977, risultando ancora oggi il giocatore con il maggior numero di presenza in campionato, 245, con la maglia della Massese.

foto 3 (6)Appese le scarpette al chiodo, intraprende la carriera di allenatore, collezionando dal 1978 al 1983 ben due promozioni: con l’Empoli dalla C1 alla B – la prima storica per i toscani – e con la Lucchese dalla C1 alla C2. In seguito guida Perugia, Varese, Sambenedettese e Campobasso, sempre in serie B. Come detto, il 26 ottobre 1987 subentra a Zeman alla guida della squadra gialloblù, partita ad inizio stagione con ambizioni di alta classifica e che si trova invece incagliata nei bassifondi della classifica del campionato cadetto. L’esordio del nuovo tecnico è oltremodo positivo, i gialloblù sconfiggono il Piacenza con uno scoppiettante 3-0 grazie alle reti di Zannoni – doppietta – e Turrini. Le successive gare risultano invece meno brillanti, foto 4 (4)pareggio con Taranto, Sambenedettese e Bari, oltre ad una sconfitta per 2-1 a Udine, dove peraltro il Parma passa in vantaggio grazie ad una rete di Amedeo Carboni. Il cammino della banda di Vitali prosegue comunque in modo positivo, tanto che alla fine del girone di andata saranno 15 i punti conquistati in 12 partite, frutto di quattro vittorie, sette pareggi e una sola sconfitta, con 14 reti segnate e solo 6 quelle subite. Una media punti assai simile a quella di due anni prima, quando con Arrigo Sacchi in panchina il Parma sfiorò la promozione. Il pubblico di Parma ha, come si sa, il palato fine ed il gioco impostato da Vitali pare non accontentare foto 2 (13)l’esigente tifoseria, giacché improntato prima di tutto al “non prenderle”. Nel girone di ritorno la compagine gialloblù rallenta in maniera evidente la propria corsa, concludendo la stagione con 38 punti, per un decimo posto che comunque significa salvezza senza affanni. Da notare, a riprova delle grandi aspettative con cui la stagione aveva preso il via in estate, che quell’anno la media spettatori al Tardini si assesta sull’incredibile dato di 10.140 unità, addirittura leggermente superiore a quella della stagione 1989/90 quando il Parma di Nevio Scala conquisterà la storica promozione in serie A. L’annata foto Csuccessiva, stagione 1988/89, si apre con la conferma dell’allenatore, uomo stimato per la sua concretezza, che si è imposto per la grande esperienza grazie alla quale ha tenuto a galla la nave. Ciononostante le cronache riferiscono di una conferma assai discussa anche a livello dirigenziale, proprio a causa della scarsa spettacolarità offerta e dei numerosi pareggi di conseguenza ottenuti dalla squadra. Anche la campagna acquisti – che vede le partenze di Pasa, Cervone, Zannoni, Baiano, Gambaro, Rivolta e Melli (in prestito) – sembra non riscontrare il gradimento della piazza. Sul foto 5fronte degli arrivi si registrano gli ingressi di Marco Rossi, Verga, Giandebbiagi, Paleari, Salvatori, Di Bin, Zanutta ed il ritorno di Impallomeni da Cesena. La squadra, eliminata al primo turno di Coppa Italia in Agosto, disputa un campionato comunque dignitosissimo, nel quale si mette in evidenza Lorenzo Minotti, autore complessivamente di ben sette reti. Una squadra che tuttavia fatica estremamente ad andare in goal, offrendo spesso prestazioni eccellenti dal punto di vista tattico, ma assai povere di emozioni. Non inganni questa considerazione, l’apporto di Vitali alla causa gialloblù è degno di nota: un uomo carismatico, che dalla panchina sembra quasi foto 1 (19)dimenarsi, come fosse un vero dodicesimo uomo in campo. Saranno gli stessi tifosi a tributare – nell’ultima in casa contro il Brescia – un emozionante saluto al tecnico, destinato a lasciare Parma per fare posto a quel Nevio Scala, nuovo tecnico già scelto a primavera dal neo DS Pastorello. Gli striscioni – che recitano “Vitali, Vitali, per sempre Vitali”, “insieme si può tornare grandi, mister non ci lasciare” – esposti nell’occasione dell’ultima al Tardini, foto Atestimoniano di una traccia indelebile lasciata dal tecnico milanese nei cuori dei tifosi gialloblù che va oltre ogni considerazione di carattere tecnico. E’ evidente la commozione del mister al termine di quella partita quando, attorniato dai tifosi scesi in campo, si appresta ad un ultimo giro di campo prima di imboccare per l’ultima volta il tunnel che porta agli spogliatoi dell’Ennio. Dopo Parma, Vitali siederà sulle panchine di Como, Empoli, Taranto, Modena, Palermo (in due circostanze), Pistoiese e Carrarese. E’ proprio a Carrara che Vitali, dopo oltre 500 partite da allenatore, decide di passare dietro ad una scrivania foto(2)nel ruolo di Direttore Tecnico. Ma in quella stagione i risultati sul campo della squadra toscana sono pessimi ed alla fine del girone di andata la Carrarese si trova ultima, con soli 10 punti in classifica. La Società riesce a convincere Giampiero Vitali a prendere in mano la squadra. Grazie alla grande esperienza e all’abilità nel preparare le gare, gli azzurri raggiungono una salvezza miracolosa, raccogliendo ben 32 punti in 19 partite. Conquistata la salvezza, il mister ritorna al suo ruolo di Direttore Tecnico. A settembre del 2000, a coronamento foto Bdi una carriera esemplare, la FIGC gli affida il ruolo di coordinatore tecnico del settore giovanile under 16. Ma il destino è beffardo e crudele, un male incurabile sta già minando il fisico di Vitali, che si spegne il 20 maggio del 2001, a soli 61 anni di età. A ricordo di un grande allenatore, ma soprattutto di un maestro di calcio, nel 2002 nasce il Memorial Giampietro Vitali, dapprima torneo per rappresentative giovanili, poi trasformatosi in competizione amichevole tra squadre professioniste, quest’anno giunto alla sua 13^ edizione, vinta per 0-2 dall’Empoli sulla Lucchese, entrambe in passato allenate da Vitali. Siamo certi che da lassù Giampiero stia ancora tifando per tutte le sue squadre, ed anche per il suo Parma. Quel che possiamo dire è che Parma non lo dimenticherà mai, avendo egli contribuito a gettare parte delle basi che porteranno i gialloblù in paradiso quel 27 maggio 1990. Ma quella è un’altra storia. Ciao Giampiero. Alessandro Dondi

LE PRECEDENTI PUNTATE DI AMARCORD DI ALESSANDRO DONDI

1. CARLO ANDREA BOCCHIALINI, PARMIGIANO DI NASCITA E PRODOTTO DELLA CANTERA GIALLOBLU’ CROCIATA (04.07.2014)

2. I TORTI DI CASA NOSTRA: PARMA-BARI 3-0, LA NEBBIA E L’ARBITRO PEZZELLA… (11.07.2014)

3. L’INDIGESTO BISCOTTO DI PARMA-VERONA 1974/75 (18.07.2014)

4. HARRY BARBIERI: LA DURA VITA DA “TIFOSO STRAJE” NEGLI ANNI 60 E QUEL LAZIO-PARMA 0-1 CON GOL DELL’INFORTUNATO CORRADI SU RILANCIO DEL PORTIERE RECCHIA (25.07.2014)

5. GISO TOSCANI, UNA VITA DI SACRIFICIO E DEDIZIONE FORGIATA DALLA GUERRA (01.08.2014)

6. LE INDELEBILI ORME DI ARRIGO SACCHI (08.08.2014)

7. I DIFFICILI ANNI ’60: QUEI DERBY COL SAN SECONDO, LA PARMENSE E LA VITTORIA DI VAREDO… (15.08.2014)

7 bis. AMARCORD (STRAORDINARIO): 18 AGOSTO 1987, QUANDO IL PARMA DI ZEMAN BATTE’ IL REAL MADRID (18.08.2014)

8. QUANDO COSTACURTA AZZOPPO’ IMPALLOMENI… (22.08.2014)

8 bis. SOTIRIS NINIS E’ GIA UN AMARCORD… (23.08.2014)

9. IL PORTIERE POLIGLOTTA ANDREA GUATELLI, CRESCIUTO NEL VIVAIO CROCIATO, SOGNA DI POTER TORNARE A VESTIRE LA MAGLIA DEL PARMA (29.08.2014)

9.bis AMARCORD STRAORDINARIO (E A RICHIESTA): A PROPOSITO DI ARLIA, ECCO A VOI MARLIA… (31.08.2014)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 56 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

3 pensieri riguardo “AMARCORD di Alessandro Dondi / VITALI, VITALI, PER SEMPRE VITALI…

  • 5 Settembre 2014 in 08:20
    Permalink

    Un grande uomo prima di tutto.
    Se parliamo di calcio beh onestamente si vedevano partite orribili

  • 5 Settembre 2014 in 13:22
    Permalink

    Alfredo,
    con il suo commento ha perfettamente centrato quella che per me è una possibile “morale” da ricavare da questa storia di AMARCORD, ovvero che nel calcio gli attestati di stima e fiducia verso un allenatore possono e dovrebbero a volte prescindere da considerazioni meramente estetiche.
    Saluti

  • 19 Settembre 2014 in 13:59
    Permalink

    Buongiorno Alessandro,
    vorrei semplicemente ringraziare per il ricordo su mio padre che avete pubblicato. A distanza di anni è bello accorgersi che certe persone non dimenticano e questo significa che qualcosa di importante è rimasto e che delle emozioni sono state trasmesse.
    Credo che Parma sia stata una delle squadre che è rimasta più a cuore per Lui e questo tributo gliene rende merito.
    Un cordiale saluto anche a Gabriele.

    Enrico Vitali

I commenti sono chiusi.

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