LA CONFERENZA STAMPA DI LEONARDI CON IL BILANCIO DEL MERCATO E LA PRESENTAZIONE DI PAOLO DE CEGLIE – Video e fotogallery amatoriale; la trascrizione integrale

LA CONFERENZA STAMPA DI LEONARDI CON IL BILANCIO DEL MERCATO E LA PRESENTAZIONE DI PAOLO DE CEGLIE (video amatoriale)

 

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LA TRASCRIZIONE DELLA CONFERENZA STAMPA DI PIETRO LEONARDI CON IL BILANCIO ALLA SESSIONE ESTIVA DI MERCATO, a cura di Vito Aulenti per ParmaLive

La mancata cessione di Biabiany può creare dei problemi economici per la gestione della società?
"Abbiamo fatto un cambio repentino in riferimento alla cessione: finché non si firma, non c’è mai la certezza, allora bisogna pensare a tutte le eventualità. Per noi è stato fondamentale aver fatto l’uscita di Amauri, che colgo l’occasione per ringraziare come uomo e giocatore. Per noi toglierci Amauri è stato molto pesante, soprattutto a livello umano, era una presenza importante. E’ stato un giocatore che nell’anno topico – e non dobbiamo dimenticarlo – si è preso sulle spalle la squadra portandola alla salvezza. I tifosi devono sempre avere un ricordo del giocatore assolutamente positivo, perchè c’era anche la volontà di Amauri di restare, ma noi avevamo l’obbligo di far quadrare i conti. Vedendo anche il poco utilizzo, abbiamo fatto una scelta razionale. Premetto anche che questa cessione non è stata fatta da me, perché io non ho avuto voglia di confrontarmi col Torino. Ho una mia dignità. La scelta di togliere Biabiany da quel tipo di trattativa è stata sostituita con l’uscita di Ama".

E’ andato via Amauri, ma è andato via anche Cerri:
"Questo era già contemplato. Per Cerri era indispensabile andare a giocare, perché non è che Cerri veniva privato della possibilità di giocare perché c’era Amauri. Cerri deve fare un processo di sviluppo, secondo noi, attraverso dei passaggi che abbiamo fatto tutti: possono venirmi in mente gli Immobile, gli Inzaghi, i Toni. Tutti i più grandi centravanti, acquisiscono dimestichezza giocando. Tra l’altro in quella posizione da noi c’è un giocatore importantissimo che è Cassano. A seguire c’è Belfodil, che può giocare anche esterno, ma anche Pozzi, che è in fase di recupero e che sarebbe stato difficile cedere, proprio per quello che gli è successo. In più c’è anche Coda. La situazione Cerri-Coda era una situazione già valutata da tempo: abbiamo deciso, nonostante le richieste, di tenere Coda perché secondo noi poteva darci più esperienza rispetto a Cerri, che invece sarà molto importante in prospettiva. Non sarebbe servito a nulla tenerlo qui per fargli fare dieci partite. Lui è un nostro patrimonio, tornerà con un’esperienza superiore. E’ stato cresciuto e coccolato dal nostro ambiente, ma ora ha bisogno di andare a farsi le ossa, a capire cos’è il calcio professionistico. Quanddo gli ho prospettato quest’ipotesi, il ragazzo ha accettato".

Come giudichi la campagna acquisti riguardo il reparto di centrocampo?
"Noi abbiamo detto che volevamo fare delle valutazioni. E’ chiaro che i giocatori li prendiamo se pensiamo che possano migliorare quello che si ha. Avevamo la necessità di dover sfoltire, e in questo mercato qui per sfoltire bisogna lasciarsi degli spazi, che sono quelli del ‘ti do un calciatore e ne prendo un altro per me utile’. Per questo abbiamo aspettato. Poi leggo che non ho trovato l’accordo con Gonzalez, ma non è così. Con lui ci ho parlato cinque minuti e avevamo già risolto tutto. Il vero problema è che siamo arrivati lunghi per la storia di Biabiany che ci ha danneggiato non poco. E’ stata una situazione pesante: con Zaccardo avrò parlato almeno per qualche ora… Io sono da solo, questa storia mi ha spiazzato. Siamo arrivati all’ultimo e c’era da trovare l’accordo con la Lazio. Lo abbiamo trovato, così come abbiamo trovato quello col giocatore. Abbiamo cercato di inviare i documenti, ma purtroppo le regole sono chiare: fa fede l’orario di arrivo. Voglio bene a tutti, anche alla Lazio, ma non è vero che non abbiamo trovato l’accordo. L’accordo è arrivato dopo, ma firmato da tutte le componenti. Non ci siamo riusciti, ci rimettiamo a quelle che sono le regole".

Mariga è nuovamente a Parma:
"Era una situazione che avevamo già in mente, ma che non avevamo affrontato, proprio perché c’era la necessità di lasciarci quei famosi spazi: se io prendo un giocatore a secco, mi tolgo l’opportunità di togliermene uno che non mi occore, perciò abbiamo pensato di parlare di Mariga appena finito il mercato. Mariga, che per me è un motivo d’orgoglio, non accettato nulla, vuole confrontarsi nel Parma. Per me è il giocatore ideale per caratteristiche, però lo stiamo valutando soprattutto a livello fisico. Ritengo che, dopo i primi sondaggi, il ragazzo sia finalmente a posto. Penso che, se è tutto come noi ci auguriamo, questo sia un grande acquisto".

Non avete mai pensato di presentare ricorso per la situazione legata a Gonzalez?
"No, il regolamento parla chiaro: fa fede l’orario d’arrivo. Alle 22.58 abbiamo inviato i documenti, ma purtroppo questi in Lega sono arrivati alle 23.05. Sono un po’ fatalista, forse doveva andare così. E’ arrivato Mariga e forse abbiamo fatto ancor meglio da questo punto di vista. Non sono preoccupato, Gonzalez era una cosa in più".

Il Milan aveva già pubblicato la foto di Biabiany con al collo la sciarpa rossonera:
"Figurati che succedeva se facevamo noi una gaffe del genere… Con tutto il rispetto, ma non si può far la foto ad un giocatore che non ha ancora firmato. Noi passiamo sempre per quelli che danno le notizie in ritardo, ma questa è una mia prerogativa, anche perché noi non dobbiamo dare lo scoop, essendo una società di calcio. Noi dobbiamo dare l’ufficialità. E comunque Biabiany non è che sia partito da Parma con la sciarpa del Milan, gliel’hanno messa: Biabia ha responsabilità zero in riferimento a questo. Addirittura è uscita fuori sta storia di Zaccardo, ma noi non abbiamo nessun problema con Zaccardo circa debiti pendenti, tant’è vero che Zaccardo pur di venire a Parma, a differenza di quello che si dice, è stato più di due ore con me. Io non gli ho offerto un euro in meno rispetto a quello che lui prendeva al Milan, ma aveva altre pretese che hanno fatto sì che, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda il Milan, non potevano essere soddisfatte. Avremmo avuto una penalizzazione troppo forte nel perdere Biabiany. A questo punto ci teniamo stretti il francese. E’ giusto criticare, ma questa è una squadra che ha mantenuto i punti forti, e mi riferisco a Mirante, Biabiany, Paletta, per il quale non ho mai ricevuto un’offerta, neanche dalla Roma. Penso che questo sia un segnale importante. L’opinione pubblica e i tifosi potevano pensare qualcosa di diverso, però ricordo che ci sono squadre che hanno venduto Immobile e Cerci, Balotelli. Noi obiettivamente abbiamo venduto Parolo, perché per quella fascia d’età era giusto vendere. Abbiamo ceduto Amauri e Marchino, che per me è come un figlio o un fratello minore. Però si tratta di 34enni. Abbiamo abbassato l’età media della nostra rosa, mantenendo i punti di forza e aggiungendoci altre situazioni. Se la squadra si è rafforzata o indebolita, lo dirà il tempo. Se io vado a prendermi degli articoli di settembre scorso, c’erano sempre dei giudizi negativi sul mercato… Se fosse andato via Biabiany non è che saremmo rimasti uguali. Avevamo già pianificato qualcosa d’importante – nomi che non erano stati scritti -, però è rimasto Biabiany, perciò per noi è importante Biabiany".

Come si può stimolare ora Biabiany?
"Lui è un ragazzo strepitoso, ormai c’ha il callo di ‘ste robe qui. Ha capito perfettamente la situazione ed è molto più carico di quello che si può pensare. Quando c’è una trattativa, se una squadra vuole, la porta a termine. In quel momento lì è bastata un’occhiata tra me e lui per dirci: ‘Ritorniamo a casa, via’".

Buona parte dei tifosi ritiene deludente il mercato del Parma. Secondo lei perché?
"La domanda dovresti porla ai tifosi. Per quanto mi riguarda, ho fatto il massimo. Se la domanda la poni a me, ti dico come la penso: nel girone di ritorno, la squadra ha giocato davanti con Biabiany-Cassano-Schelotto, e con tutta la stima che ho per Schelotto, ritengo che con Belfodil e gli altri l’attacco sia più importante, e non solo dal punto di vista tecnico: abbiamo solo giocatori di nostra proprietà. Per ciò che concerne il centrocampo, c’è il recupero di Galloppa, c’è da rivalutare Jorquera, c’è Lucas che deve farsi conoscere. Anche quando sono arrivati Pellè e Paletta i tifosi sono delusi, ma è normale, perché ci si aspetta il nome. Abbiamo sostituito Marchionni con Lodi, abbiamo confermato Acquah e Mauri. Ci inventeremo qualcosa, come abbiamo sempre fatto. Per la difesa, abbiamo preso De Ceglie al posto di Molinaro, abbiamo fatto uno sforzo per Cassani e confermato il reparto della passata stagione, aggiungendoci Costa e Mendes. Io non voglio parlare di positività o delusione, ma ritengo di aver allestito una squadra competitiva. Certo, se ci si aspetta di migliorare la posizione dell’anno passato, il mercato è deludentissimo. Però noi dobbiamo non dimenticare quello che ci è successo a maggio, e quello che è stato detto a maggio, ossia che si sarebbe dovuto fare di necessità virtù. Dopo Cesena i tifosi sono stati meravigliosi, hanno fatto il tifo e sono stati lì composti: hanno dimostrato di aver colto il mio messaggio. Le critiche sono lecite, ma il mercato lo faccio io e non mi faccio influenzare da nessuno. Chiedo ai tifosi di aspettare la fine dell’anno. Io obiettivamente ho fatto quello che potevo fare, ma devo ringraziare la società che, nonostante questo tipo di situazione, mi ha dato l’ok anche all’ultimo per Gonzalez, Mariga, per la permanenza di Biabiany e Mirante. Se si pensa che queste non sono cose importanti, allora forse non si era recepito quello che era il messaggio di maggio. Io sono fiducioso, ma sono molto più preoccupato dell’approccio alla partita, e questo l’ho detto a voi e ai giocatori, perchè a Cesena secondo me dovevamo dare una risposta diversa in campo alla gente e alla proprietà. Le partite si perdono o si vincono, ma non si affrontano in quel modo. Loro lo sanno. Dall’altro lato, c’è anche da dire che un giocatore può sbagliare una partita dopo una stagione strepitosa. Ho visto troppi giudizi forti, pesanti".

Non è previsto l’acquisto di uno svincolato per rimpolpare il reparto offensivo?
"No, l’unico reparto che poteva essere rinforzato era quello di centrocampo, e l’abbiamo fatto con Mariga. Per la prima punta, probabilmente ci si dimentica di quanto visto nel girone di ritorno dell’anno scorso. Noi abbiamo come prima punta Cassano, e non so quante altre squadre possano avere uno come Cassano. Poi abbiamo Belfodil, Coda e Pozzi: per la nostra competitività ritengo che ne abbiamo abbastanza. In più il nostro allenatore ha dimostrato più volte di avere delle intuizioni. A tal proposito sottolineo che Jorquera ha sempre giocato da mezz’ala e trequartista, quindi a Cesena non ci sono stati esperimenti a riguardo. In attesa di prendere Lodi, abbiamo verificato se poteva fare anche quel ruolo lì. Il cileno è un giocatore multifunzionale, ritengo che non abbia fatto una cattiva prestazione a Cesena. In difesa siamo pure troppi, perciò ritengo che siamo completi. Questa delusione secondo me non dipende molto dal mercato, bensì più dalla nostra prestazione di Cesena".

Tornando a Biabiany, non si poteva prevenire questo genere di situazione?
"Io non so quante telefonate di Zaccardo ho ricevuto, mi ha sempre esternato il desiderio di tornare a Parma, così come lo ha esternato al Milan, quindi nessuno poteva pensare che Zaccardo potesse creare quel tipo di problema. Se permettete, nel momento in cui c’è un rilancio da parte sua – che è lecito -, io mi faccio i miei calcoli. Biabiany si vende, ma non si svende: a quei numeri lì, il giocatore rimane a Parma".

Considerando il rilancio di Zaccardo, non si sarebbe potuto chiudere l’operazione senza contropartite tecniche?
"Io sono l’ad del Parma, non del Milan. A noi sarebbe andato bene chiudere anche senza contropartite tecniche, ma ci hanno fatto quella proposta… Probabilmente in uscita tra i rossoneri c’era solo Zaccardo, ma Zaccardo all’Atalanta non ci andava, perciò era inutile proporlo (ride, ndr). Fosse andata a buon fine l’operazione, avremmo sacrificato un’alternativa della nostra difesa e avremmo preso un giocatore importante al posto di Biabiany".

Il nome?
"Eh, chi vivrà vedrà. Però era importante. In ogni caso siamo contenti che sia rimasto Biabia".

(Pietro Leonardi, conferenza stampa del 03.09.2014 – Trascrizione a cura di Vito Aulenti per ParmaLive)

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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