L’OPINIONE DI MAJO SUL RITORNO IN SELLA DI GHIRARDI: “LEONARDI E’ RIUSCITO NEL SUO INTENTO. DECISIVO ANCHE IL RUOLO DI ENERGY T.I. CHE HA PERSO TRE PREZIOSI MESI DI TEMPO”

(gmajo) – Qualcuno, ieri, non accontentandosi di quella che gli era parsa una semplice cronaca, mi ha chiesto un commento sul ritorno in sella di Ghirardi: in realtà io, a caldo, ho cercato di proporre un resoconto commentato della giornata, già esprimendo qualche opinione, tuttavia, dopo tre mesi di turbolenze, ora che è tornato il sereno, in effetti si può aggiungere qualche considerazione in più. Intanto, comunque siano andate le cose durante la vacanza del Ghiropardo, bisogna ringraziare per la gerenza il Plenipotenziario Pietro Leonardi, costretto ad agire – e ieri lo ha onestamente ammesso anche il Pres che si era auto-disarcionato – con una certa difficoltà per l’intero periodo di mercato, perché, pur essendo assai abile a fare le nozze coi fichi secchi, se i fichi secchi vengono a mancare è un guaio. E per certi versi se manca anche lo imagesposo… Appuntavo, ieri, che secondo me non era casuale che le dimissioni, peraltro solo virtuali e mai formalizzate, di Tommaso Ghirardi coincidessero con il mercato: a mio modo di vedere, infatti, in un qualche modo la proprietà potrebbe aver voluto ulteriormente responsabilizzare l’uomo forte al comando, in pratica costringendolo ad agire senza alcun tipo di supporto (economico, ma non solo) da parte loro. Il motivo? Beh, la famosa “pesca a strascico”, benché ieri Ghirardi rivendicasse come il Parma sia stato il primo, poi imitato da altri (alcuni dei quali, in realtà, arrivati prima, anche se in modo più soft), probabilmente non era stata particolarmente “goduta” dai suoi datori di lavoro per l’effetto antipatia, diciamo così, che si è venuto a creare a livello federale (c’è chi pensa che il sistema, in un qualche modo, avesse voluto farci pagare la sfrontatezza delle porte girevoli di un anno fa negando la Licenza Uefa, considerazione, a mio avviso, fallace, poiché se il Parma avesse ottemperato a tutte le richieste del Manuale avrebbe vinto il concorso, superando l’esame, pur senza avere dalla sua un membro interno amico) e soprattutto poiché i riscontri economici (ma non avrebbe potuto essere altrimenti dopo appena un anno dall’esperimento poi rinnegato) non erano tali da giustificare lo sforzo. Durante la tempesta estiva, infatti, spesso Ghirardi aveva dichiarato che quel tipo di strategia sarebbe cambiata e nei fatti, in effetti, è andata proprio così, giacché pur essendoci in orbita ancora di versi calciatori (molti dei quali ancora in giro tra satelliti e club amici) si è considerevolmente ridotto il numero di quelli iscritti a libro paga del Parma. Probabilmente anche questo tipo di obiettivo poteva essere contemplato nel tacito accordo tra il Plenipotenziario e Ghirardi, allorquando il primo si è sobbarcato l’onere (più che l’onore) di mandare avanti la baracca senza l’armatore. Secondo me, poi, al di là degli strali lanciati verso le istituzioni del calcio, il patron (e la sua famiglia, soprattutto) può essere che fossero giustamente inalberati per come era andata a finire la richiesta della Licenza Uefa: per raggiungere questo tipo di obiettivo – che interessava. Eccome! – la società (per bocca dello stesso Ghirardi, anche ieri) avrebbe versato un qualcosa come 14 milioni di euro (spesi, soprattutto, per saldare i debiti con l’estero, conditio sine qua non per ottenere la Licenza, giacché per iscriversi alla serie A non è un requisito indispensabile, lo sarà solo dalla prossima stagione), per cui deve essere girato un po’ le scatole a chi quei soldi ce li ha messi (o a chi li ha garantiti alle banche) non aver ricevuto il “lasciapassare” per una bazzecola (bazzecola, non per i comuni mortali, of course) come 240.000 euro. Io ho sempre sostenuto che il Parma fosse scivolato su di una buccia di banana, e continuo ad esser convinto di questo, poiché credo che si sia trattato solo di un tragico errore. Indubbiamente il club avrà avuto le sue buone ragioni nel ritenere di non dover versare l’Irpef su incentivi all’esodo (alle volte ci hanno detto che erano “prestiti”, ma immagino fosse solo una strategia legale per cercare di salvare il salvabile) per sette giocatori (a parte che prima erano 280.000 per 9, ma con le cifre il Ghiro, quando parla a ruota libera, è sempre un po’ approssimativo) che peraltro non hanno giocato un minuto nel Parma, però, in proposito, è altrettanto chiaro il Manuale della Licenza Uefa quando enumera e rimarca in rosso i requisiti da rispettare in date inderogabili (l’unico modo per poter aver ragione, ma secondo me è una ricostruzione ex post dei legali che se ne sono accorti, è quanto anche sancito dall’Alta Corte del Coni – assist, peraltro, non trasformato in gol dinnanzi la giustizia amministrativa – cioè dell’incongruenza, o dell’ingiustizia del testo sacro che da una parte prevede che uno possa aprire un contenzioso col fisco, ma dall’altra non te ne lascia l’effettiva possibilità). Insomma: dopo che l’Alta Corte aveva ribadito il no alla concessione della Uefa, vanificando il sesto posto sul campo (raggiunto grazie ad investimenti ben superiori al normale e cambiando la strategia precedente per cui si puntava su giovani di qualità da far maturare per poi rivendere ricavandone ricche plusvalenze, mentre per il Centenario si erano scelti giocatori maturi “pronti a vincere”) era logico che il padrone potesse essere piuttosto inalberato e che ce l’avesse col mondo intero (inclusi i propri uomini). A questo proposito ricordo perfettamente una imageconversazione telefonica tra me e Leonardi, del 29 maggio scorso, subito dopo la sentenza dell’Alta Corte del Coni, e prima della drammatica conferenza del giorno successivo, quando mi disse che la sua nuova missione sarebbe stata quella di convincere Ghirardi a restare nel mondo del calcio. Missione che, tre mesi dopo, possiamo dire che è compiuta. Un po’ grazie al tempo che è il migliore dei medici, un po’ grazie al calore propagato dai tifosi e da tutto l’ambiente Parma e non solo che ha solidarizzato con lui, e un po’ grazie anche a Pietro Leonardi che evidentemente ha svolto in modo soddisfacente il compito assegnato, peraltro conducendo un mercato che magari avrà fatto storcere il naso a qualche tifoso, ma che era particolarmente virtuoso secondo la linea dettata dal committente che in parte ha potuto recuperare risorse particolarmente utili dopo la grandeur di un anno fa. Diciamo che l’uscita di scena poteva servire (anche se in una piazza come Parma non ce n’era assolutamente il bisogno, per via della commovente fedeltà di gran parte dei tifosi, specie gli organizzati) anche per giustificare un mercato al ribasso, giacché chi avrebbe trovato da ridire qualcosa nel contesto di una proprietà col presidente dimissionario e il proposito di vendere il club? Non a caso si è servito di questo paravento lo stesso Leonardi, in occasione della sua ultima conferenza stampa, allorquando aveva spiegato che forse non si era ben compreso il messaggio del 30 maggio scorso (cioè appunto l’assenza di una proprietà attiva). Peccato, però, che se non si era capito era perché lui aveva cercato di fare quadrato riunendo tutti attorno a quella che per me era, e resta, nonostante il ritorno di Ghirardi (che pure potrebbe valere due piazzamenti in più nella teorica imageclassifica finale…) una splendida utopia, cioè l’ “andiamocela a riprendere”. In questo senso mi ha fatto un po’ specie vedere nella fotogallery di ieri di Marco Vasini di Parma Repubblica il Ghiropardo ostentare la maglietta del CCPC con impresso lo slogan estivo leonardiano. Insomma: se, come immagino, il Parma in futuro dovrà esser risparmioso (significativo il grafico – elaborato dal dottore commercialista Luca Marotta, esperto lettore di bilanci di società sportive – nottetempo proposto da StadioTardini.it, con l’impennata dei debiti vs. fornitori) difficilmente potrà imageproporre campionati esaltanti come l’ultimo, soprattutto se doverosamente è stata un po’ ridimensionata la squadra (anche se si poteva ridimensionare ancor di più, nella logica del contenimento dei costi e soprattutto di una rifondazione, che poteva avere come fondamento la dismissione di tutti, ma proprio tutti, i top player per la costruzione di un nuovo ciclo vincente, con radici un po’ più solide, dopo aver fatto respirare le casse sociali). Ieri sera, un nostro lettore col quale ogni tanto imageinterloquisco tramite WhatsApp mi ha rispedito il copia incolla di una nostra conversazione del 4 giugno scorso in cui lui argomentava così l’uscita di scena di Ghirardi: “Magari è solo un modo per tornare nel Parma da paladino, spinto dall’amore, invece di parlare dell’errore del Parma. E magari, poi, appunto mollare con più calma. E magari giustificare il ridimensionamento della rosa.” Al che io chiosai: “Appunto. giustificare il ridimensionamento della rosa”… Profetico. Ho elencato prima una serie di componenti che possono aver favorito il ritorno in sella di Tommaso: tra queste bisogna aggiungere proprio quelle di cui ieri avevo chiesto, durante la conferenza, allo stesso Pres, e cioè il cambiamento in seno agli organi federali, con l’elezione di Tavecchio, di cui il Ghiropardo è stato un grande elettore, e l’effetto Energy T.I. Group. Ieri, Tommaso, nel rispondermi, ha ammesso che in effetti Roberto Giuli, l’AD della multinazionale dell’energia che detiene il 10% delle quote del Parma F.C. Spa, è stato tra i consiglieri che più gli hanno chiesto di ritornare sui suoi passi. E c’è anche da capirlo. Mettiamoci nei panni di questa società che sceglie di venire ad investire su questa squadra di pallone una somma spropositata (signori miei, 25 milioni di euro, sia pure diluiti in dieci anni, non sono bruscolini e, a mio modo di vedere, sia detto senza offesa, è decisamente da pazzi, se non si ha la sicurezza di recuperarli penetrando sul territorio in modo capillare, soprattutto con utenze importanti, tipo Barilla, per intendersi): era il 30 aprile quando vennero presentati in pompa magna (io in quei giorni ebbi la sensazione che non stesse entrando il classico piccolo socio di minoranza, ma qualcosa di ben più importante): ebbene, 30 giorni dopo, nella stessa sala stampa, si consuma il dramma di Ghirardi, socio di maggioranza del club, che urla ai quattro venti (in mondovisione) che molla tutto e se ne torna al suo paesello. E il piano industriale dei nuovi soci? A farsi benedire… Nuovi soci che, visto che lui aveva deciso di mettere in vendita il pacchetto azionario totale della società, a propria volta si dichiarano disposti a non mettere il bastone tra le ruote ad eventuali trattative, cedendo la propria parte appena rilevata. Confesso che ad un certo punto avevo persino pensato che Energy T.I. potesse tentare una scalata interna, ma evidentemente loro stessi, rimasti spiazzati dall’uscita di scena del Ghiro, non erano pronti a sobbarcarsi l’intero peso del club, anche perché, come ci aveva dichiarato il presidente Gaetano Tedeschi, la politica gestionale, comunque, rimarrebbe la stessa annunciata da Ghirardi sul Monte delle Vigne, cioè quella dell’autogestione nel nome del fair play finanziario: tanto si guadagna, tanto si spende. Insomma: prendersi totalmente in carico il fardello Parma sarebbe stato assai impegnativo per chi comunque il proprio contributo lo sta già dando oltre ogni possibile tipo di logica (secondo voi riusciranno mai a pareggiare 25 milioni di euro di investimenti in dieci anni?). Indubbiamente il coup de théâtre‘ del Ghiro ha fatto perdere – invero creando anche un certo danno – tre mesi di preziosissimo tempo ai nuovi partner, tra l’altro nel pieno di una campagna abbonamenti che avrebbe dovuto far fare loro il pieno di utenze. Prima di Parma-Livorno erano già state distribuite le banconote da 101 euro, pari allo sconto per gli abbonati crociati che avrebbero cambiato gestore; poi, sì, durante la presentazione della campagna abbonamenti qualche accenno a questa opportunità c’era anche stato, ma il massimo dell’attenzione era stato fagocitato dalla leonardiana promozione “Porta un amico”, per cui dello sconto di Energy T.I., in effetti, quanti avranno beneficiato? Lo sconto di 101 euro è finito in sordina, sicuramente complice questa situazione turbolenta in seno al club, anche se non poche responsabilità sono proprie della stessa Energy T.I. Group che non ha ancora aperto (anche se mancherebbe poco) la preannunciata sede di Parma con sportelli operativi (pare che possano insediarsi nella riqualificata zona Stazione ferroviaria), per cui la presenza in città è ancora fantasma. Tra l’altro ci si potrebbe domandare come mai Energy T.I. anziché entrare nel capitale sociale della controllante (come di sovente avviene) ha deciso di farlo direttamente nella controllata (cosa che, mi dicono esperti imprenditori, non è per nulla usuale). Una razionale risposta potrebbe risiedere in quello che era il piano iniziale, che poi, ahinoi, si è arenato, appunto per l’ultimo doloroso mal di pancia del Ghiro: la strategia iniziale, infatti, prevedeva che si creasse una newco di cui fossero soci sia il Parma F.C. Spa che Energy T.I. Group, apposta per ridistribuire le finanze alla società di calcio, guadagnate attraverso le nuove utenze (il meccanismo lo aveva ben spiegato Tedeschi in un collegamento telefonico a Calcio & Calcio). Questa “terza gamba” del progetto è rimasta inattuata, ad oggi, ma, col ritorno della normalità, potrebbe esser ripresa in mano: le altre “due gambe del tavolino” sono l’ingresso di Energy T.I. Group nel capitale sociale del Parma F.C. (secondo l’A.D. Giuli per questa operazione sarebbero già stati versati 5 milioni di euro), e la sponsorizzazione decennale (secondo Giuli, fonte sempre l’intervista rilasciata a Maria Chiara Perri di Repubblica pochi giorni fa per un valore di circa 18 milioni di euro), che il club potrà, magari, (sempre ammesso non lo abbia già fatto) farsi scontare da qualche istituto bancario per fronteggiare eventuali esigenze. Gabriele Majo 
CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO DELLA CONFERENZA DEL RITORNO DI GHIRARDI (upload by COMeSER technology)

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO SUL RITORNO IN SELLA DI GHIRARDI: “LEONARDI E’ RIUSCITO NEL SUO INTENTO. DECISIVO ANCHE IL RUOLO DI ENERGY T.I. CHE HA PERSO TRE PREZIOSI MESI DI TEMPO”

  • 13 Settembre 2014 in 14:05
    Permalink

    Credo che se la prima partita di questo campionato fosse stata in casa ( e possibilmente contro una Big ,meglio ancora il Milan…) Ghirardi avrebbe anticipato il suo ritorno al timone.
    Con ancora un giorno di mercato disponibile , il lunedi 1° settembre.
    Facendo cadere alcune “dietrologie”.
    Con rispetto, ma in parziale disaccordo,

    Enzo Dallai

    • 13 Settembre 2014 in 14:22
      Permalink

      Non male anche la sua come dietrologia. Lw ricordo tuttavia che il parma aveva esplicitamente chiesto e ottenuto di giocare la prima in campo avverso, per teorici lavori di adeguamento del tardini. Lavori che peraltro non mi risulta ci siano stati, tranne l’ulteriore esilio verso la curva sud dei giornalisti essendo stata sacrificata l’ultima porzione residua in centrale a favore di nuovi spazi vip per l’upper class.
      Cmq se vuol rispettare
      rispettare, come dice, le mie opinioni eviti di screditarle come dietrologie. Sono, infatti, semplicemente, delle razionali valutazioni fatte infilando con una certa logica varie tessere del puzzle.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 13 Settembre 2014 in 15:47
    Permalink

    Direttore, mi scuso se si e’ sentito svilito da mio uso del termine dietrologia , del resto io credo di essere permaloso ancor piu’ diLei , e per un poco mi limitero’ a leggere i suoi articoli senza commenti pubblici. Diciamo che mi do’ alcune giornate di squalifica …..ricordo che fra’ il Mulino Bianco e il Mulino Nero……ci sono anche tante sfumature di grigio.
    Ma lascio a Lei l’ultima parola.
    Apprezzo molto l’impegno che mette nel Suo lavoro.
    Buon Campionato a Tutti.
    Enzo Dallai

  • 13 Settembre 2014 in 15:57
    Permalink

    Buon giorno Sig. Majo. In anzitutto la ringrazio per l analisi più dettagliata della conferenza. a questo punto avrei un paio di domande da porle. La prima è relativa all inizio del suo articolo, dov e presume che il ghiro (o ghiropardo) abbia volutamente mettere in difficoltà leo relativamente la campagna acquisti, decidendo appunto di tornare sella solo ora, facendo pagare tra virgolette la pesca a strascico. Se così fosse non crede che a questo punto i rapporti tra i due si siano deteriorati? l a seconda domanda e relativa alla licenza uefa. Secondo lei perché ghirardicontinua ancora oggi a sostenere che non ha ancora capito il vero motivo del l esclusione? se veramente è sufficientenon aver versato per tempo le famose ritenute IRPEF, perché secondo lei continua a non ritenerla una motivazione plausibile quando sembra così lampante? Non è che veramente c è sotto qualcosa altro? M a cosa mi chiedo? la ringrazio anticipatamente. Saluti
    siimone

    • 16 Settembre 2014 in 15:25
      Permalink

      Salve Simone e mi scusi se rispondo solo ora.

      A scanso di equivoci, specifico che quella che Ghirardi avesse inteso “responsabilizzare” Leonardi – dopo pesca a strascico e vicenda Licenza Uefa – è una mia sensazione, sia pure suffragata da molteplici indizi che ho messo insieme anche grazie ai miei talponi: il fatto, però, che il Ghiropardo sia tornato al suo posto significa che la presunta crisi diplomatica tra i due è da intendersi superata. Il nostro “mercatologo”, che a propria volta è bene informato, sostiene che il Plenipotenziario, a gennaio, ci saluterà, o massimo massimo prima della prossima sessione estiva. Io, invece, sono convinto del contrario e cioè che resterà qui. Anche perché se se ne andasse ce ne verrebbe una gamba. Quindi, la risposta è che i rapporti non mi paiono deteriorati.

      Sul fatto della Licenza Uefa, purtroppo noto che il Ghiro continua a tirarla a mano, a mio modo di vedere un po’ a vanvera (anche ieri sera a Bar Sport). Immagino che loro possano essere convinti delle loro ragioni, ma leggendo le sentenze, pur non essendo un avvocato, mi pare sia abbastanza chiaro che non è vero che nessuno abbia deciso, ma anzi in tutti i casi le buone ragioni del Parma non hanno portato all’anelato rovesciamento del primo verdetto (e siamo già al quinto grado di giudizio, mentre il sesto, quello del Tar, si è deliberatamente scelto di non chiedere la misura cautelare (che avrebbe snellito la procedura, e lì non poteva esserci ostruzionismo del Toro, perché dipendeva solo dal Parma).

      Che ci sia dietro anche qualcos’altro non lo so: quello che so è che quel requisito tassativamente richiesto ad una certa data il Parma non ce l’aveva, e dunque non poteva superare il concorso. Poi perché quel requisito (cioè l’Irpef sugli incentivi all’esodo non versati alla data fatidica) non ci fosse non lo so: non mi piacciono le illazioni, per cui voto per un tragico errore. Al Parma, però, sostengono di avere deliberatamente scelto così, perché a loro avviso non andava versata: ma questa interpretazione, era evidentemente troppo rivoluzionaria…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 13 Settembre 2014 in 17:39
    Permalink

    Non capisco perchè il Genoa ogni anno puó rivoluzionare la squadra ogni anno senza alcun problema e noi dobbiamo stringere la “cinghia”… Alla fine le entrate sono simili. Sarà che sono io che penso sempre male peró il Parma ha trovato l’ennesima scusa per spendere poco, il primo anno di presidenza Ghirardi ha speso tanto e male, dopo con la scusa del buco “retrocessione” abbiamo speso poco e incassato tanto per 2-3 anni, l’unico mercato soddisfacente è stato l’anno scorso, poi quest’anno abbiamo avuto la scusa del presidente dimissionario, scusa “casualmente” durata in contemporeana del calcio mercato.

  • 13 Settembre 2014 in 21:31
    Permalink

    Io ho sentito dire che Energy TI aprirà un corner al Parma Store. Se è vero, mi aspetto che la promozione venga ricordata dallo speaker dello Stadio già questa domenica.

  • 14 Settembre 2014 in 09:02
    Permalink
    • 14 Settembre 2014 in 11:31
      Permalink

      Tatyana, il suo messaggio è arrivato in bianco: voleva dire qualcosa?
      Saluti
      Gmajo

      • 14 Settembre 2014 in 11:33
        Permalink

        chi tace acconsente

  • 14 Settembre 2014 in 11:33
    Permalink

    finalmente qualcuno che sa aprire i corner a parma……..

    per il momento sto rimpiangendo quelli di mongardi

    • 14 Settembre 2014 in 14:38
      Permalink

      Non sono davanti al pc. Trattandosi di risposta un po’ articolata preferirei darla non dal cellulare…

  • 18 Settembre 2014 in 08:28
    Permalink

    Sempre, in ogni caso , noi tifosi siamo considerati dei limoni da spremere…la sponsorizzazione la dobbiamo ripagare con le nostre utenze….incredibile, che dirigenza lungimirante , si fa carne da macello di noi tifosi.

  • 18 Settembre 2014 in 17:19
    Permalink

    Scusate ma io leggo un po’ ovunque che questi 5 milioni Energy TI “dice” di averli messi. Ma sarà possibile un dato oggettivo? O dobbiamo sempre fidarci delle parole dell’AD Roberto Giuli? Dopo l’articolo di repubblica sui furbetti del gas e gli altri contenziosi viene fuori un profilo molto meno illustre da parte di questo sponsor e azionista. A pensare male si fa peccato però spesso ci si azzecca, diceva qualcuno. Cordialmernte, Esterino.

I commenti sono chiusi.

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