UN UOMO IN DUE MAGLIE / MATTEO BRIGHI TRA CHIEVO VERONA E PARMA

(Luca Savarese) – Una vita da mediano, a recuperar palloni, cantava Ligabue riferendosi a Lele Oriali, mediano dell’Italia del Mundial ‘82 e ora una sola cosa in campo e nei vari stadi, con Antonio Conte. Una vita da mediano è quella che ha svolto, e sta ancora svolgendo, Matteo Brighi, da Rimini, nato il giorno di San Valentino del 1981, secondo di quattro fratelli, tutti calciatori. Primum vivere deinde filosofare dicevano gli antichi, invece l’adagio del giovane Matteo, sembra essere primo studiare poi giocare a calcio. Ed in effetti lo studio manterrà una priorità , poiché si diplomerà in ragioneria, ma con la palla sempre attaccata ai piedi, anzi quasi nello zaino, perché quando si va all’oratorio, basta aprirlo quello zaino ed il gioco è fatto, anzi, la palla esce, e via a sognare, andare dietro ad un pallone a farsi la corteccia. Il ragazzo è uno degli ultimi virgulti prodotti dalla sana e fertile palestra parrocchiale, perché gli oratori e le palestre, prima che venissero spodestati e messi a tacere da infinite società satelliti affiliate alle grandi squadre, era la fucina, una valida scuola di teatro per giovani, che con la loro classe, sarebbero poi arrivati sul grande schermo, alias la massima serie. Nella squadretta della Grotta Rossa, la domenica, prima della partita, non c’è il ritiro, ma la messa. Come dire prima irrobustire lo spirito, per poi poter fare esprimere bene il corpo. Brighi si forma in questa realtà e resta molto amico dei suoi sacerdoti. Il ragazzino ha stoffa e ce la può fare. La polisportiva Stella San Giovanni lo aggrega nelle proprie fila per il campionato IMG-20140919-WA0001allievi. E’ forte Matteo, non ce n’è. Così il Rimini decide di inserirlo, quando ha quindici anni, nel proprio settore giovanile. Passo dopo passo, pallone recuperato su pallone recuperato, ed anche rilanciato, non solo gioca con continuità nella squadra della città di Fellini, ma uno così, con dei valori così e con un avvenire tecnico radioso, non può non finire nelle mire della Juventus, che lo fa suo. Il 2000 è iniziato da poco, e Brighi è già alla Juve, bagnando il suo esordio in A, a 19 anni al crepuscolo di Juventus-Napoli, del 30 settembre 2000. Entra al posto di un certo Filippo Inzaghi, gioca accanto a gente come Zinedine Zidane ed Alex Del Piero. Forse però la Juventus non è la sua collocazione perfetta, ma un buonissimo trampolino di lancio: la provincia è pronto ad accoglierlo a braccia aperte. A Bologna, con Francesco Gudolin in panca, Brighi diventa il motorino del centrocampo felsineo, contribuendo alla settima piazza finale dei rossoblù, e ricevendo il premio quale miglior giovane della serie A. Finisce il prestito, torna a Torino; il tempo di vincere la Supercoppa Italiana nella finale sabbiosa di Tripoli contro il Parma e proprio al Parma finisce nell’ambito dell’operazione che porta Marco Di Vaio in bianconero. Con Prandelli in panchina, Brighi in campo andrà 22 volte, segnando un gol, il primo nel poker rifilato al Toro, in casa loro, datato 1 dicembre 2002, aprendo le danze che saranno poi potenziate dalla doppietta di Mutu e dal sigillo finale di Adriano. Gioca anche in Coppa Uefa, tre delle quattro gare della sfortunata spedizione continentale di quell’anno: con il Cska all’Ennio e le due sfide contro i polacchi del Wisla Cracovia, che eliminarono i ducali. La parentesi col Parma finisce qui. Lo attende un’altra provinciale, il Brescia, che riesce a salvare con il gol salvezza realizzato in quel di Siena. Per un mediano così non c’è stabilità, ma veloce in campo a spezzare trame, veloce fuori ad abituarsi a nuove realtà. La Juve vuole Emerson e spedisce il fido Brighi alla Roma, la quale lo spedisce a sua volta a Chievo per far spazio nel centrocampo romanista a Perrotta. Qui, a Verona, nella città di Romeo e Giulietta, fa rinnamorare del Chievo molti tifosi clivensi, che dopo il miracolo Chievo prodotto da Del Neri, con Pillon in panca ottengono addirittura di più: uno storico quarto posto, che vuol dire preliminare di Champions poi perso contro i bulgari del Levski Sofia. Come spesso accade certe eliminazioni premature, poi lasciano pessime tracce; il Chievo non si ripete e precipita in B. Quando però uno lotta sempre, e con generosità non si tira mai indietro quando c’è da dare, allora anche la carriera ad un certo punto paga e con gli interessi: Brighi torna a Roma, questa volta per non far posto a nessun altro, ma a se stesso. Vive quattro anni ad altissimo livello, e con Spalletti prima e Ranieri poi, sfiora il titolo. Le sue soddisfazioni se le ha tolte, può sereno tornare in provincia. Prima a Bergamo, poi al Toro ed infine al Sassuolo, dove Di Francesco farebbe bene a contare anche su di lui per mettere un grimaldello al centrocampo. Una vita da mediano, (ma con dei piedi non malaccio se le sue cifre dicono 31 gol, mica roba da tutti i mediani) a recuperar palloni, anche con le maglie di Parma e Chievo. Luca Savarese

LE PRECEDENTI PUNTATE DI UN UOMO IN DUE MAGLIE, di Luca Savarese

1. MASSIMO AGOSTINI TRA CESENA E PARMA (30.08.2014)

2. FEDERICO GIUNTI TRA PARMA E MILAN (13.09.2014)

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.