A PALLA IN TRIBUNA LEONARDI HA RACCONTATO LA SUA “STORIELLA STRUMENTALE” SULL’ANDIAMOCELA A RIPRENDERE E HA RISPOSTO A BONI: “IO NON VADO VIA, NON SONO UN VIGLIACCO”. La chiosa di Majo

image(gmajo) – Ieri sera il Saltimbanco Enrico Boni aveva chiesto in diretta su Calcio & Calcio a Pietro Leonardi  di smentire le voci che lo danno in procinto di passare alla Sampdoria: il Plenipotenziario, in passato così avvezzo alle sue irruzioni telefoniche nel programma condotto da Michele Angella, ha però preferito non alzare la cornetta iersera per telefonare a Teleducato e rispondergli direttamente, bensì ha replicato quest’oggi attraverso i microfoni di Radio Parma, nel corso della trasmissione Palla in tribuna, seguendo un po’ la tattica schianchiana che quando si è trattato di ritrattare un proprio articolo non lo ha fatto attraverso la Gazzetta dello Sport su cui aveva scritto le proprie affermazioni poi rivisitate il giorno dopo, ma appunto telefonando all’antenna cittadina. Posto che non ho potuto ascoltare direttamente la trasmissione, mi servo della trascrizione di Vito Aulenti di Parma Live, che in calce troverete integrale. Ecco, comunque, il imagepassaggio di Leonardi sul suo futuro: “Se resto anche in caso di B? In B non ci andiamo, perché non ci dobbiamo andare. Dicono tutti che io vado via, ma questa è una storia che va avanti da sei anni. Se dovessi andar via da Parma, non sarebbe una scelta che ho fatto ora o che farò a breve termine. Io sto bene a Parma. Ci sono anni in cui funziona tutto e anni in cui non va bene nulla. Il calcio è un qualcosa che dà gusto a tutti per due motivi: si vivono emozioni e sofferenze. Io sono abituato a soffrire, non mollerò nemmeno una virgola. Sono troppo attaccato a questa realtà. Io non vado via, non sono un vigliacco. La gente deve stare tranquilla”.

Il Sommo Dirigente, che ha ritrovato la parola dopo due settimane di black out (l’ultima volta era stato dopo Parma-Genoa, allorché disse che aveva trovato la medicina giusta…) ha anche disinnescato la bomba ad orologeria che Ghirardi aveva piazzato sotto il sedere dell’allenatore. Se il Pres, infatti, un po’ incalzato dai tifosi, aveva detto che sarebbero state decisive le prossime due partite, secondo il capo-macchina, invece, la fiducia è incondizionata: “Se ci fosse davvero il pensiero di dare due partite di tempo al tecnico, mettendo in allarme la squadra, allora dico che sarebbe stato giusto agire già a partire da oggi. Ma se oggi c’è Donadoni, significa che il Parma ha massima fiducia in Donadoni".

andiamocela a riprendereLa ricostruzione, infine, che Leonardi ha fatto del suo motto “andiamocela a riprendere” non corrisponde affatto alla reale dinamica delle cose. Ecco la sua versione a Radio Parma di oggi, che peraltro ribadisce quanto da lui già detto in precedenti occasioni: 

Il motto ‘Andiamocela a riprendere’? La storiella è molto strumentale, l’ho smentita fin dalla prima giornata di campionato. Io non ho mai detto pubblicamente una cosa del genere, il che non vuol dire che non mi prenda le mie responsabilità. Quella frase l’ho pronunciata ad una festa con i tifosi perché un ragazzino piangeva per il mancato accesso all’Europa. Per onestà, bisogna andare a risentire quello che ho detto dopo la partita di Cesena, ossia che ero molto preoccupato e che bisognava solo pensare a salvarsi. Se si vuole criticare Leonardi per quella frase detta ad un ragazzo, va bene. L’importante è salvarsi. L’ho promesso a me stesso e l’ho promesso alla gente che vuole davvero bene al Parma".

Allora: Leonardi non ha affatto pronunciato quel claim, come sostiene lui, parlando con un ragazzino privatamente a una festa dei tifosi: o se lo ha fatto, non è certo stata l’unica occasione, dal momento che quando io l’ho ascoltata, lui stava parlando pubblicamente, non l’ho origliata dal buco della serratura. Del resto, però, se uno si riguarda tutte le sue conferenze estive o si riguarda le trasmissioni tv, forse non troverà esattamente il motto andiamocela a riprendere, però sentirà suoi discorsi e argomentazioni perfettamente sintetizzabili con quello slogan, che certo io personalmente ho contribuito a divulgare con lo scopo, da Grillo Parlante, di far aprire gli occhi alla gente, perché era palese che il tentativo di ripetere la passata stagione sarebbe stato velleitario. Però la gente se l’era talmente bevuta che il Centro di Coordinamento Parma Club ne aveva ricavato una t shirt simbolo, appunto con quella frase, che evidentemente pure loro avevano recepito come sintesi della stagione che di lì a poco sarebbe partita. Non solo: un tifoso leonardiano doc come Paolo Conti, da me intervistato a Varese quale opinionista per un giorno, aveva rivendicato quello slogan perché ci credeva, avendo visto gli occhi della tigre. Insomma: comodo fare marcia indietro adesso, come aveva fatto marcia indietro qualche mese fa, quando aveva cercato di ritrattarlo, diluendone la portata nel tempo. Infine: lo stesso presidente Ghirardi, dopo che era già assai chiaro che avremmo sofferto oltremodo visto il ridimensionamento della squadra, aggravato dalle operazioni di Cassani e Paletta e quando già si sapeva che Biabiany aveva avuto quel problema al cuore, non aveva avuto remore a mostrarla al fotografo che glielo aveva chiesto e che lo ha immortalato. Io sono abituato ad avere il coraggio delle mie idee – di cui vado orgoglioso – e delle mie azioni, e infatti non le rinnegherò mai, e se mi sbaglio, semmai, lo ammeto chiedendo scusa. Perché è così che fanno gli uomini con coscienza. E all’andiamocela a riprendere, infine, ci avevano creduto i giocatori (rileggetevi  le dichiarazioni estive di Lucarelli e Felipe o riguardatevi la conferenza show di Cassano): se poi oggi i soldati non hanno più fiducia nei propri ufficiali credo sia capibile… Non si può dire tutto e il contrario di tutto…

LA TRASCRIZIONE DEGLI INTERVENTI DI PIETRO LEONARDI, a cura di Vito Aulenti per ParmaLive.com

Intervenuto ai microfoni di Radio Parma nel corso della trasmissione Palla in Tribuna, l’amministratore delegato ducale Pietro Leonardi ha analizzato la delicata situazione che sta vivendo la squadra crociata: "Non è il momento più delicato da quando sono a Parma. Quello l’ho vissuto dopo Parma-Bari: allora c’erano davvero poche possibilità di salvarsi, adesso invece abbiamo ancora 90 punti a nostra disposizione. Ci sono delle difficoltà, ne siamo consapevoli, ma dobbiamo per forza venirne fuori. Confronti con gli ultras? Io non ho parlato a muso duro con loro, ho solo espresso i miei concetti, come sempre. Non so chi ha detto questo. Quello che conta è quello che dico io, non quello che dicono gli altri di me. Il motto ‘Andiamocela a riprendere’? La storiella è molto strumentale, l’ho smentita fin dalla prima giornata di campionato. Io non ho mai detto pubblicamente una cosa del genere, il che non vuol dire che non mi prenda le mie responsabilità. Quella frase l’ho pronunciata ad una festa con i tifosi perché un ragazzino piangeva per il mancato accesso all’Europa. Per onestà, bisogna andare a risentire quello che ho detto dopo la partita di Cesena, ossia che ero molto preoccupato e che bisognava solo pensare a salvarsi. Se si vuole criticare Leonardi per quella frase detta ad un ragazzo, va bene. L’importante è salvarsi. L’ho promesso a me stesso e l’ho promesso alla gente che vuole davvero bene al Parma".

Nella parte centrale del suo intervento sulle frequenze di Radio Parma, l’ad gialloblù Pietro Leonardi, tra le altre cose, ha anche fatto il punto sulla situazione relativa a Jonathan Ludovic Biabiany e sul futuro di Donadoni: "Biabiany sta facendo un percorso obbligato di verifica del problema che è venuto fuori. Questo non significa che il problema è risolto. Se ci saranno dei miglioramenti, le speranze saranno tantissime. Ma questo percorso terminerà solo nel mese di novembre. Le prospettive sono buone, però siccome non faccio questo mestiere, ritengo che sia corretto aspettare quelli che sono i termini prestabiliti. Se resto anche in caso di B? In B non ci andiamo, perché non ci dobbiamo andare. Dicono tutti che io vado via, ma questa è una storia che va avanti da sei anni. Se dovessi andar via da Parma, non sarebbe una scelta che ho fatto ora o che farò a breve termine. Io sto bene a Parma. Ci sono anni in cui funziona tutto e anni in cui non va bene nulla. Il calcio è un qualcosa che dà gusto a tutti per due motivi: si vivono emozioni e sofferenze. Io sono abituato a soffrire, non mollerò nemmeno una virgola. Sono troppo attaccato a questa realtà. Io non vado via, non sono un vigliacco. La gente deve stare tranquilla. Donadoni? Noi dobbiamo ricordare che Donadoni ci ha portato in Europa e ci ha fatto togliere tante soddisfazioni con dei record importanti. È semplicistico dire che la colpa è di Donadoni: la colpa è di tutti. Se ci fosse davvero il pensiero di dare due partite di tempo al tecnico, mettendo in allarme la squadra, allora dico che sarebbe stato giusto agire già a partire da oggi. Ma se oggi c’è Donadoni, significa che il Parma ha massima fiducia in Donadoni".

Nell’ultima parte del suo intervento ai microfoni di Radio Parma, Pietro Leonardi si è infine espresso sul rapporto Parma-tifosi, sulla situazione finanziaria della società e sulla questione Europa League, che a suo parere non si è ancora chiusa del tutto: "Carenze sugli esterni e nel reparto offensivo? Sicuramente dobbiamo prenderci delle responsabilità e ammettere le nostre colpe, ma se parliamo di esterni parliamo di infortunati come Cassani, Biabiany e Bidaoui. Se invece parliamo di attaccanti, consideriamo un attimino che abbiamo fuori gente come Palladino e Pozzi. È vero, adesso è tutto giusto, siamo ultimi, inutile girarci intorno. Le critiche sono giuste, ma dobbiamo reagire con quelli che abbiamo. Il mercato è chiuso. Poi se il problema è Leonardi, Leonardi va via. Ma adesso non è il momento di fare questi discorsi, bisogna stare uniti. Ghirardi ha rimproverato ai tifosi di non esserci stati quando il Parma è stato escluso dall’Europa? Questo è un atto di rammarico dopo una sconfitta e non un rimprovero. Il presidente ha sempre rimarcato la grande civiltà della piazza di Parma. Questo è un altro messaggio che va mandato alla gente: noi non abbiamo ancora finito i giudizi. Quando sarà finito anche l’ultimo giudizio, mi prenderò la mia responsabilità. Vedremo alla fine di tutti i giudizi, se c’è stato l’errore o meno. Adesso non ha senso parlarne. Società in difficoltà? Io ho un solo problema nella testa: non mi piace essere ultimo in classifica, è l’unico mio pensiero. Ogni mio impegno sarà profuso nei riguardi dei giocatori, dell’allenatore e di me stesso. Se la gente vuole fischiare, è giusto che fischi. Non voglio tranquillizzare nessuno, però si parla di tutto tranne di una cosa: il Parma deve venir fuori da questa situazione. Fallimento in caso di retrocessione? Ghirardi dalla B è tornato in A in un solo anno… Ma noi ora non dobbiamo pensare a questo, dobbiamo lottare. Qua mi sembra che tutto l’ambiente ci dia già per retrocessi. Noi non siamo retrocessi e lo dimostreremo. Parlare così all’ottava giornata è assolutamente inopportuno, così si disamorano le persone. Cerchiamo di avere un barlume, pensando che ci mancano 37 punti al traguardo. Farò di tutto affinché si arrivi al traguardo minimo. Poi se si va oltre, alcuni saliranno sul carro dei vincitori, come al solito. Situazione finanziaria delicata? Io ho già detto che il mio pensiero va solo a domani sera. Adesso tutti di colpo sono tutti analitici finanziari, avvocati, commercialisti. Il tifoso va rispettato e onorato. Veder soffrire la gente è una cosa bruttissima per me, però sento sempre queste storie da sei anni. Il Parma sta dimostrando di rispettare i propri impegni. Non tirate in mezzo altre cose, perché create solo delle problematiche. Pensiamo solo all’aspetto sportivo. Se domani stringerò la mano a Cairo? No, non stringerò la mano a nessuno. Mi ritengo un signore, e la mia società è composta da signori. Non ho nessuna voglia di salutarlo. Se vinco cosa faccio? Ritorno a casa più contento, più sollevato, ma con ancora in testa il problema".

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

19 pensieri riguardo “A PALLA IN TRIBUNA LEONARDI HA RACCONTATO LA SUA “STORIELLA STRUMENTALE” SULL’ANDIAMOCELA A RIPRENDERE E HA RISPOSTO A BONI: “IO NON VADO VIA, NON SONO UN VIGLIACCO”. La chiosa di Majo

  • 28 Ottobre 2014 in 16:56
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    Ghirardi ha detto che le uniche persone a cui devono delle risposte sono i tifosi. Non essendo Boni un tifoso del Parma, Leonardi non doveva rispondere a Boni.

    • 28 Ottobre 2014 in 17:01
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      A me queste frasi, sempre nel lecito, checché se ne dica, sembrano delle grandi stronzate.

      E comunque Ghirardi è Ghirardi e Leonardi è Leonardi. O c’è la nmitologica figura del GhiLeo inventata da Parmigiano?

      Ghirardi, da persona civile, le risposte le dovrebbe a tutti, per il ruolo che ha, soprattutto ai giornalisti professionisti, anche se un po’ rompipalle.- Altro che circuire i tifosi, va là…

  • 28 Ottobre 2014 in 17:05
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    …Dicono tutti che io vado via, ma questa è una storia che va avanti da sei anni. Se dovessi andar via da Parma, non sarebbe una scelta che ho fatto ora o che farò a breve termine. Io sto bene a Parma…
    excusatio non petita, accusatio manifesta…
    vale a dire che se cambierà aria, in questo momento storico l’ha già deciso.
    Del resto è un suo pieno diritto da professionista quale è.

  • 28 Ottobre 2014 in 17:34
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    Sarebbe anche il momento di darci un taglio con sta storia dell’andiamocela a riprendere lo ha detto boh ha detto una minchiata chi se ne frega

    • 28 Ottobre 2014 in 17:59
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      Non è così semplicistico il discorso, caro Pederzani. Nella vita bisognerebbe avere il coraggio delle proprie azioni e delle proprie affermazioni: e allora anche oggi, anziché rivoltare la frittata il buon Leo avrebbe potuto dirci, sì ho detto una minchiata e chiuderla lì. Ma far passare che la minchiata l’ha ripresa qualcun altro (cioè io) dal buco della serratura, è l’ennesima mossa scorretta che ha fatto nei confronti del sottoscritto e della nostra gente.

      Come scrivevo anche prima: basta riascoltarsi tutte le conferenze e dichiarazioni rilasciate in estate per vedere come la sintesi fosse: “andiamocela a riprendere”. Del resto se il CCPC l’ha messa sulle proprie t shirt vorrà dire qualcosa. E non penso che il CCPC sia una falange dei terroristi, ma in modo commovente fedele e allineato al governo…

      Saluti

      Gmajo

  • 28 Ottobre 2014 in 17:35
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    Salve sign Majo…..vedo che anche da voi …in fatto di contare frottole siete messi bene….noi abbiamo urbano cairo artista in materia ..ma anche a parma nel rivoltare le frittate il signor Leonardi non e’ secondo al nostro beneamato editore alessandrino….secondo me’ farebbero una bella coppia….lo sa’ che il parma ha permesso il tesseramento del nostro bruno peres all’ultimo giorno di mercato con il classico giochetto del giovane extracomunitario ceduto all’estero? Secondo me’ tutto questo astio tra’ le due societa’ e’ solo di facciata….un’altra presa in giro x le due tifoserie…..che skifo il calcio italiano…

    • 28 Ottobre 2014 in 17:40
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      Salve Deo,

      non sono un grosso esperto di mercato, ma segnalo la dritta al Mercatologo e vediamo che ci dice…

      Per il resto io non mi stancherò mai di rimarcare, fin che avrò la forza di tenere aperta questa finestra di libera informazione, cosa non molto semplice di questi tempi, le incongruenze di chi governa il Parma. Ovviamente sempre senza assestare colpi sotto la cintura…

      Cordialmente

      Gmajo

      • 28 Ottobre 2014 in 20:47
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        Abdulai Muniru, svincolato ghanese comprato dal Torino e rivenduto direttamente al HNK Gorica per liverare il posto a Peres.

      • 28 Ottobre 2014 in 20:57
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        Badate bene che l HNK Gorica NON e’ il Nova Gorica che allena Apolloni, in Slovenia, ma una squadra Croata di serie B o C. Non c’entra nulla con il Parma quindi

  • 28 Ottobre 2014 in 17:45
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    A me’ e’ stata riferita da un giornalista ….di un nostro giornale locale…sono curioso di saperne di piu’ da lei ….grazie e’ sempre un piacere discutere con lei…..

  • 28 Ottobre 2014 in 17:50
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    mi sembra molto strano. Bruno Peres è stato acquistato dal Torino già nello scorso mese di maggio. Oltre tutto è stato pagato oltre 2 milioni di euro e non mi pare che il Parma avesse fatto una spesa di quel tipo.
    Stando a notizie in giro sul web, non c’è mai stato alcun interessamento da parte del Parma ( si parla di Napoli, Roma e Udinese), men che meno alcun acquisto con successiva rivendita.
    A supporto allego notizia tratta da TMW del 22 maggio 2014
    Bruno Peres sarà un giocatore del Torino. Ne è certo Tuttosport, secondo cui il ds Gianluca Petrachi ha chiuso l’operazione col Santos per una cifra di circa 2,2 milioni di euro. L’ufficialità arriverà entro domenica, con il terzino classe ’90 pronto a volare in Italia i primi giorni di giugno per le visite mediche e la firma sul contratto fino al 2019.
    Ma se il lettore conosce diversi retroscena, li ascoltiamo volentieri per verificarli
    Il Mercatologo

  • 28 Ottobre 2014 in 18:13
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    Caro Massimiliano, hai travisato il senso delle parole di Deo.
    Brevemente, il Torino in estate aveva bisogno di liberare un posto da extracomunitario per fare entrare Peres.
    Vero che Peres e’ arrivato ad inizio mercato, pero’ non e’ stato possibile tesserarlo fino all’ultimo o penultimo giorno.

    Ci sono due ipotesi riguardo al posto di extracomunitario.

    1) E’ stato liberato con la cessione di Vesovic al Rijeka.
    Il problema e’ che la cessione pare sia avvenuta in prestito e non e’ chiaro se questo permetta di liberare un posto.

    2) Il Torino ha concluso un “falso acquisto” di un giocatore che ha immediatamente schierato all’estero. Su un sito del Toro era anche apparso nome che, pero’, non ricordo.
    Il problema con questa seconda ipotesi e’ che non c’e’ traccia di questo trasferimento lampo nei registri dei siti online.

    Ora dovresti avere maggiori informazioni su cui indagare, per quel poco che puo’ interessare 🙂

  • 28 Ottobre 2014 in 18:17
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    Per completezza. Il Torino ha acquisito 3 extracomunitari nella scorsa sessione di mercato: Martinez, subito tesserato; Peres, arrivato subito ma tesserato a fine mercato come scritto sopra; Sanchez Mino, arrivato subito ma tesserato a fine mercato dopo avergli fatto ricevere la cittadinanza italiana per avi calabresi.

    Stendiamo un velo pietoso su quest’ultima manovra, tanto diffusa quanto ipocrita.

  • 28 Ottobre 2014 in 18:18
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    Se il Leo partecipa al “Festival delle sparate” diventa campione del mondo. Da censurare l’annuncio che non stringerà la mano a Cairo: caro Leonardi vogliamo crescere e dare dei segnali positivi al calcio italiano o dobbiamo sempre gettare benzina sul fuoco e incentivare asti e conflitti? Cos’ha fatto di male il Torino? Pensa a quello che hai fatto tu con la Licenza UEFA e con la gestione del Parma piuttosto.
    Ps la mano di Cairo non ti piace, ma i suoi bonifici si vero? Perchè gli avete ceduto Amauri? Se volevate fare la guerra al Toro bisognava evitare qualsiasi rapporto.

  • 28 Ottobre 2014 in 18:21
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    Potremmo modificare lo slogan in “andiamo a prendercela” (alla luce di alcune recenti gare) e chiudere la polemica.

  • 28 Ottobre 2014 in 18:51
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    Il problema non è aver detto andiamocela a riprendere ma aver indebolito una squadra vecchia che aveva dato molto senza alcun tipo di rinnovamento. E sulla costruzione della squadra non mi pare che abbia detto nulla, forse lo farà in futuro, a bocce ferme, quando, a detta sua, dovrebbe finalmente spiegare il discorso licenza uefa.
    Il discorso delle 2 partite di bonus a Donadoni è del Presidente, e ancora una volta deve intervenire l’ad a dire l’opposto ed è la cosa più sensata perchè una cosa del genere non si dice pubblicamente, ci si limita a esonerare se e quando è ora.
    Il discorso di andare via da Parma l’ho capito al contrario di chi mi ha preceduto, ossia che è prematuro.
    L’extracomunitario liberato per il torino potrebbe rientrare nell’operazione amauri, l’ingaggio era un problema per le nostre casse. Poi quando ci fai affari è inutile dire non stringerò la mano a Cairo

    • 29 Ottobre 2014 in 13:51
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      Non sono d’accordo, Gabriele. Il fatto di aver detto Andiamocela a riprendere è un problema più serio dell’indebolimento della squadra, per il semplice fatto che ridimensionarsi era fisiologico dopo la grandeur del Centenario: e il fatto di ammetterlo e spiegarlo sinceramente alla nostra gente sarebbe stato meglio che non dispensargli l’oppio dei popoli…

      Sul discorso della incoerenza di Leonardi su Cairo ti quoto al 100%, così come le valutazioni sugli otto giorni a Donadoni.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 28 Ottobre 2014 in 19:13
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    Secondo me si vede benissimo ke le maliette sono taroccate e forse proprio da Majo e Dondi, Angella è probabile, Malvisi forse, il commercialista MarMotta non pervenuto.
    Se notate bene in una foto la maglietta è indossata proprio dal Mullah (Dondi), mentre in un’altra foto la indica sorridendo come quando fa il rasta-dan. Se guardate bene la foto il Mullah ha la bocca aperta e dal labiale sembra dica: l’ho scrita mi. Mi sembra una prova schiacciante, etor ke il plastico fatto con il pongo da Vespa.
    Nella foto dove c’è Ghirardi (dio lo abbia in glory days, oh yeah) la malietta è all’arversa (nn la capitale del Belgio) e quindi il Ghiro non poteva sapere cosa c’era scritto su, xchè anke se l’avesse letta l’avrebbe letta scaravoltata, quindi: !erednerpir a alecomaidna, ke è evidentemente incomprensibile.

    Sono anke completamente d’accordo e più di qualsiasi altro (ke si sappia!!!) con Leonardi, x tenere il MUSO al Cairo, ke se ci fai il cavillo-del-complotto-perfetto-del-sistema-limaccioso-del-delitto e ki più ne ha più ce ne metta, dopo non puoi pretendere ke ti diciamo arrivederci-amore-ciao-le-nubi-sono-già-più-in-la. INSIEME A TE NON CI STO PIU’. CONTRO URBANO UN COMPORTAMENTO INURBANO!!!! MUSI E LINGUACCE

  • 28 Ottobre 2014 in 20:28
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    quando dice le bugie ..gli si allunga il sigaro….

    alla fine del discorso asintassico che ha fatto oggi ,mi ricordo solo un “e se perdiamo ricominciamo da quella dopo e se perdiamo di nuovo ricominciamo da quella dopo ancora mancano 30 partite ci sono 90 punti in palio” al che ,visto che ero in macchina da solo ,mi e’ partito un borgo d’io d’altri tempi

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