martedì, Maggio 28, 2024
Carmina ParmaNews

CARMINA PARMA / DAL CROSS DI BRIENZA PER LA TESTA VELENOSA DI RODRIGUEZ AL CROSS DI TAIDER PER LA TESTA ESIZIALE DI FLOCCARI NULLA E’ CAMBIATO DAL 31 AGOSTO AL 25 OTTOBRE

(Luca Savarese) – Quando anche il Sassuolo viene nel vicino Ennio e fa man bassa, sfornendo una prestazione, forse per omaggiare il Real vincente nel clasico, galattica, certo dinanzi agli zombi crociati, allora la situazione, già molto critica prima dell’aperitivo delle 18 del sabato, diventa grave. Si, il malato Parma è peggiorato, di colpo, in novanta minuti la sua cartella clinica si è infoltita di brutte nuove ed il codice è diventato rosso, colore che accompagna i casi più gravi. I suoi parenti, alias i suoi tifosi, possono, nell’orario consentito alle visite, andare a trovarlo, ma DSC00001possono e devono, suggerire al primario, alias il presidente, dei cambiamenti di cura, dei consigli, qualcosa che possa interrompere questa emorragia disperata. In campo il Parma parte benino, dove il benino di ora, ed è già qualcosa, vuol dire con un pizzico di spirito combattivo: quell’anima della provinciale, sembrava, nei primi minuti, vedersi un pochino. L’asse micidiale che parte dal cross di Taider e finisce con la testa del rimpianto (chi non lo è, soprattutto tra i punteros?) Floccari, fa mestamente finire quello spirito, quella iniziale combattività. Ci risiamo, il solito difetto. Sembra che dalla sera del 31 agosto, prima giornata del torneo in quel di Cesena, ad ieri, tardo pomeriggio del 25 ottobre, ottava giornata al Tardini, non sia cambiato nulla. Nulla di nuovo sul fronte occidentale, o meglio ducale. Dal cross di Brienza per la testa velenosa di Rodríguez al cross di Taider per la testa esiziale di Floccari. Tutto uguale, tutto perfettamente uguale, come l’immobilità stile bradipo di Mirante, come una difesa in ritardo e senza nemmeno avere il concetto della concentrazione. Due mesi, nei quali tutte le squadre hanno, anche magari chi poco, fatto un passo in avanti, mentre il Parma è rimasto inestricabilmente incartocciato nei suoi errori di grammatica, che a furia di ripetersi, stanno facendo diventare analfabeta l’intera retroguardia, ignorante il centrocampo e sterile l’attacco. Devo essere sincero, ieri per la prima volta mi sono accorto che la situazione della squadra è davvero grave. Fino a prima della gara contro i neroverdi, per l’occasione blu sassolesi, c’era un clima pesante. Ieri la pesantezza ha lasciato il passo alla gravità. Basti per capire, vedere durante la sfida i volti dei tre senatores, ben inquadrati dai puntuali primi piani offerti da Sky. Donadoni sembra l’alienata con la monomania del gioco dipinta da Gericault, Ghirardi un dipinto angosciante di Munch e Leonardi ricorda l’andare ramingo del pastore errante dell’Asia di leopardiana memoria. La broncopolmonite il Parma l’ha forse presa nelle due gare terminate con lo stesso esito, zero punti, negli tessi minuti, quelli finali, contro il Genoa e contro l’Atalanta; lì il Parma si è ammalato così, li ha contratto questa bruttissima febbre. Le accuse tattiche che pendono come spada di Damocle sulla testa di Donadoni, sono molteplici. Il mister è anch’egli confuso, quell’ibrido schieramento iniziale, mal decifrato anche dai giornalisti, la dice lunga sullo stato di sofferenza sua e dei suoi ragazzi. Vedere Rispoli costretto a fare l’ala destra e quasi mai preso in considerazione dai suoi compagni, mi è sembrato come chiedere ad un cameriere di improvvisarsi chitarrista. Si fa, partita dopo partita, e débâcle dopo débâcle, sempre più chiaro che a monte c’è una gestione deleteria di molti aspetti, se non di tutto. Il caso Uefa, non tanto che è accaduto, ma come lo si è mal gestito. Un presidente che si dimette, poi ritorna, creando solo una grande ansia. I gioielli, su tutti Parolo, il caviale che se ne va e degli snack per sostituirlo, quando forse, almeno delle buone mele c’erano sulla piazza in sede di mercato estivo. E quando tutto questo è stato compiuto, convulsamente si è poi cercato di dare panem et circenses, tenendo uniti, specialmente a livello mediatico, i pezzi di un puzzle che ormai era rotto, di mettere il vinavil su delle crepe ed ostinatamente, quasi turandosi le orecchie. si è andato avanti, ma quando ormai tutta la segnaletica, diceva di andare da un’altra parte. Tutto questo lassismo, ha finito per incanalare, nella già modesta truppa, una pochissima voglia di sporcarsi le mani. Ora siamo al capezzale del Parma, ci stiamo senza la presunzione di sapere e di capire tutto, le malattie, in  fondo, non si capiscono mai completamente, ma stiamo al capezzale, con la volontà di capire davvero come vanno le cose e possibilmente, come sono realmente fin qui, andate. Le cinque sconfitte consecutive sono un pugno che non si registravano dai tempi della coppia più bella del mondo: Passarella-Sabella. 16 dicembre 2001, Atalanta-Parma 4-1. Dopo quella tempesta, quasi in silenzio, si diede la squadra ad un signore, che in rosa faceva il preparatore dei portieri e che già aveva preso le redini di quella formazione agonizzante, per una partita interna, vittoriosa sul Perugia, prima che la premiata coppia argentina, prendesse il posto di Renzaccio Ulivieri. Quest’uomo ci portò non solo a salvarci, ma a vincere la nostra ultima coppa Italia, nel 2002, trofeo nel quale, siamo ancora in corsa, non avendo, quest’anno, ancora debuttato. Di nome faceva Pietro, con lui il Parma non guardò più indietro, di soprannome Gedeone, di cognome Carmignani. La storia, diceva Cicerone, è maestra di vita. Nel male, ma anche nel bene. E se la ricetta per uscire dal codice rosso, per non essere più grave, per tornare a casa, nella casa di un campionato di lotta e di sudore, fosse, come quei piatti che per venire bene hanno bisogno della medesima amalgama, ancora lui, Pietro Gedeone Carmignani,  da queste parti, molto più che un traghettatore. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

33 pensieri riguardo “CARMINA PARMA / DAL CROSS DI BRIENZA PER LA TESTA VELENOSA DI RODRIGUEZ AL CROSS DI TAIDER PER LA TESTA ESIZIALE DI FLOCCARI NULLA E’ CAMBIATO DAL 31 AGOSTO AL 25 OTTOBRE

  • Giancarlo Pecora

    Donadoni ieri doveva mettere in panchina cassano, se voleva giocare con una punta. Non puoi fare il 451 e mettere unica punta una non punta, ok quando fa il falso nove ma ai lati ha due ali ma ieri non aveva nessuno e il sassuolo ci ha schiacciato sin da subito. Ci voleva una punta di peso o magari un 442

    • Ci mancava solo Cassano in panchina… Va bene sparare corbellerie, però come cavolo fai a dire che avrebbe dovuto mettere Cassano in panchina?!?!?!? Poi che Donadoni non abbia scelto (o potuto scegliere) partner diversi da affiancargli è un altro discorso. Ma cerchiamo di far funzionare il cervello.

      Saluti

      Gmajo

  • Giancarlo Pecora

    Allora dobbiamo giocare alla colomba 4411 con cassano dietro a coda o belfodil. 451 con cassano unica punta ci giochi quando devi difendere un risultato nei minuti finali non dal primo contro il SASSUOLO. Secondo lei è giusto tenere in panchina due centravanti in un momento come il nostro?

    • Secondo me no. Ma Donadoni ha detto che Coda ha recuperato solo sabato da un infortunio peraltro mai dichiarato, e che Belfodil aveva la febbre e non se la sentiva di entrare, tant’è che ha messo Ghezzal (quando forse avrebbe proprio voluto mettere il Medicinale). Ma se uno ha la febbre che ci va a fare in panchina a prendere del freddo? Lo tenessero chiuso in infermeria a non diffondere batteri e germi! E poi a me questa febbre sembra diplomatica, del tipo: non mi hai fatto giocare fino adesso e mi metti su ora che stiamo perdendo? Almeno, questo si può pensare sapendo anche di quella discussione un po’ animata riferita dai radiocronisti di radio rai prima che Donadoni inserisse Ghezzal.
      Comunque il problema principale non è il modulo o che: serve una sterzata per cambiare la mentalità.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Giancarlo Pecora

    È evidente che lo spogliatoio non è più quello tarallucci e vino dell’anno scorso, giocatori come lodi e belfodil non ci stanno a fare panchina (più belfodil) e alllora la colpa è di chi ha riportato certa gente e ha pensionato pilastri dello spogliatoio come marchionni. La sterzata per cambiare mentalità la si dà facendo capire ai giocatori che la società appoggia il mister al 100% e che quindi devono rispettarlo e seguirlo pena vai a giocare con la primavera. Leonardi deve essere chiaro e dire DONADONI NON SI TOCCA. Se delegittimi il tuo allenatore è l’inizio del declino e fai il gioco di quei calciatori che hanno il mal di pancia.

    • Giancarlo Pecora

      Da queste situazioni se ne esce in 2 modi: o cambi subito l’allenatore o lo difendi a spada tratta. Io spero la seconda perché una società seria è questo che fa. Vedremo se abbiamo imparato dai nostri errori o se sarà un colomba bis.

      • Una società seria non esonera l’allenatore in una situazione non drammatica come questa.

        L’esonero di Colomba fu un errore perché il tecnico stava dando quello che ci si poteva lecitamente attendere da lui (ché se pensavano fosse Mourinho è un altro discorso: ma se io compro la 500 e poi pretendo di andare in Formula 1, forse non sono molto a posto…), e la squadra non era mai stata sotto la linea di galleggiamento, anzi, ben distante, e venne cacciato per la consueta arroganza dei nostri vertici poco propensi al sentimento della gratitudine, dopo che Colomba salvò la categoria, bene preziosissimo, dopo la disastrosa gestione Marino voluta in prima persona dall’esimio plenipotenziario.

        Donadoni non va mandato via per i suoi errori (che non sono pochi), ma perché in questa situazione non basta più neanche il massaggio cardiaco, e ho dubbi persino sul defibrillatore!

        Saluti

        Gmajo

    • Donadoni non è un pilota adatto quando l’aereo sta precipitando.

  • Giancarlo Pecora

    Sono tutte cavolate queste. Giocare per il pane o per il filetto cambia zero per dobadoni. Non è che sta allenando il real madrid, quando è venuto a parma non eravamo il barcellona e ora il canicattì, se abbiamo fatto progressi sotto l’aspetto della mentalità vincente è grazie a Donadoni. Per favore, le frasi fatte no!

    • Le frasi fatte le sta usando lei, ma che cavolo di mentalità vincente ha il Parma? Ma lo vede dov’è? E’ ultimo, zio cantante, con 3 punti grazie al quarto d’ora di gloria col Chievo, dopo otto partite e sette sconfitte. Mentalità vincente un cavolo, dailà! E poi dice a me delle frasi fatte!
      Giocare per il pane o per il filetto è ben diversa. E grazie alla mentalità vincente di Donadoni, applicata su un materiale umano un po’ diverso da quello dei sogni, siamo dove era logico che fossimo!

      Saluti

      Gmajo

      • Giancarlo Pecora

        Se siamo andati in europa e prima ancora abbiamo fatto record su record di vittorie non è certo grazie ai campionissimi messigli a disposizione…se siamo andati a giocarcela a viso aperto, e con un certo equilibrio, con tutte è solo grazie a donadoni. Il materiale dei sogni non c’é mai stato…ora le sta provando di tutte i colori, ieri abbiamo giocato con 6 difensori e non e bastato.

        Ps non se la prenda, frasi fatte mi riferivo alla frase del pilota quando l’aereo sta precipitando.

        • Io non me la prendo per le frasi fatte, che alle volte uso per farmi capire, pur non essendo un amante dei luoghi comuni.

          Il problema è che va estirpato dalla mentalità dei giocatori e dei tifosi del Parma esattamente quello che lei ha scritto: dei record su record (quelli del primo anno era stati sterili e non portavano a niente, diversi quelli dell’anno passato, grazie a cui siamo arrivati sul campo in Europa League, poi persa per motivi di scrivania, e non certo per un cavillo o per una ingiustizia come ci è stato contrabbandato) oggi come oggi non ce ne deve fregare più un cavolo. E men che meno di essercela giocata a viso aperto con tutti, se poi adesso non siamo capaci di giocare a viso aperto né con il Sassuolo, né con l’Atalanta, né con il Genoa!

          Donadoni è adatto a guidare una squadra che non ha problemi di testa e che sia tecnicamente di tasso superiore all’attuale.

  • Giancarlo Pecora

    Su colomba sono d’accordo e infatti cerchiamo di non ripetere gli stessi errori. É ora di finirla che a pagare sia sempre l’allenatore, cerchiamo di cambiare questa mentalità…uno come ghirardi, che vuole rinnovare il calcio, deve dare un segnale forte e difendere il mister.

    • Se non fossimo a 3 punti dopo 8 giornate sarei d’accordo, ma mi creda, adesso, non rimane che l’esonero.

  • Giancarlo Pecora

    Ma lei crede che crespo o nicola o sbirulino potrebbero far meglio? Ma ha visto con chi giochiamo? Con tutto il rispetto ma da rispoli, felipe, lucarelli (che ormai è alla frutta) souza e compagnia cantante cosa si aspetta?

    • In questo momento chiunque potrebbe far meglio di Donadoni. Serve una sterzata. Non è in discussione il valore dell’uno o dell’altro allenatore. Serve cambiare. Cambiare aria. E l’unico che può esser rimosso è Donadoni. Forse lo meriterebbe di più Leonardi (il quale, comunque, a propria volta ha notevoli alibi), ma se dal punto di vista sportivo potrebbe servire per una scossa, sarebbe oltremodo pericoloso per il versante economico-finanziario, visto che è lui l’amministratore delegato che ha operato in questi anni, e difficilmente si potrebbe trovare qualcuno in grado di mettere le mani in quel tipo di lavoro. L’unico sarebbe Imborgia, se proprio vogliamo…

      Io sono contrario alla promozione di Crespo: basta sventolare quella bandiera nei momenti di difficoltà per coprire le proprie vergogne! E poi non sarebbe affatto pronto per una missione impossibile come quella di salvare il Parma. Il nome giusto è quello di Apolloni, che è altrettanto amato, ma che ha molta più esperienza specifica di lui. Non serve un nome. Serve uno di buon senso. E ricordo che se il Parma si salvò a Bologna nello spareggio è perché assieme a Carmignani c’erano anche lui e Zoratto a sistemare tecnicamente e tatticamente le cose…

      Il materiale umano a disposizione è sufficiente per potersi salvare (se non ricordo male era stimato persino adatto per andarcela a riprendere)…

      Saluti

      Gmajo

  • Giancarlo Pecora

    Apolloni è un buon nome.

    • Appunto: a me piace essere razionale: Apolloni è il nome giusto perché costa relativamente poco ed è già più o meno a libro paga crociato, giacché è stato esonerato dai cugini del Nova Gorica, è un nome amato, e ha già maturato difficili esperienze in zona retrocessione salvando incredibilmente il Modena (che non è che avesse molti più campioni degli attuali).

      Crespo sarebbe il solito sventolare la sua bandiera, ma rendiamoci conto che sta facendo fatica in primavera, e comunque non è da bruciarsi in una situazione drammatica come questa.

      Lascio perdere altre scelte sempre per via del discorso economico. (Anche se la permanenza in A vale ben di più di qualche centinaio di migliaia di euro da destinare a un allenatore).

      Saluti

      Gmajo

      • Giancarlo Pecora

        Anche a me piace essere razionale: Donadoni non è il male del Parma.

  • Giancarlo Pecora

    In più Apolloni, aspetto da non sottovalutare, conoscerebbe a menadito tutto il parco di giocatori a COSTO ZERO che a gennaio potrebbero tornarci utili, dando continuità a quel progetto sfortunatamente e superficialmente definito “progetto manzo” da quel giornalista inglese.

  • francamente siamo gia’ spacciati,grazie bombolone di mamma’ ,il primo presidente al mondo a retrocedere ad ottobre.
    e’ ora che qui qualcuno si svegli e cominci a pensare che sia tutto pianificato

    • Ma pianificato cosa, Assioma, dailà? Uno non pianifica il proprio bagno di sangue… Smettiamola con delle tesi assurde. Dailà. Cerchiamo di essere razionali. Ghirardi è l’ultimo ad avere interesse che il Parma vada giù.

  • sei te che continui a chiamarlo bagno di sangue mica io,e’ li il peccato originale,bagno di sangue sara’ per i suoi creditori

    • Guarda che il maggior creditore di Ghirardi è lui stesso e la sua famiglia: i debiti vs fornitori, nell’ultimo bilancio, erano abbastanza sostenuti, ma non come i debiti vs la controllante. Poi ricordo che sono già stati spesi i soldi anticipati per i diritti tv anche della prossima stagione… Se vai giù quei 35 ml non li prendi, ma intanto li hai già spesi… Non c’è nulla di pilotato, credi a me.

  • ok va bene,ma questa e’ un aggravante 🙂

  • ricordati che se il parma fc deve dei soldi a eventi sportivi-brixia incipit come creditore privilegiato si pappa il centro di collecchio e i soldi in lega compresi i 12,5 maglioni di euri di paracadute,ta miga penser che ien di nador chilor

  • christian

    Donca, sono un parmigiano strajè da 10 anni e so tutto quello che accadde tra Carmignani e Ghirardi, e Savarese non lo sa? Che si vada a leggere gli archivi di Stadiotardini.

  • christian

    Per quanto riguarda la questione nuovo allenatore, bisogna chiedersi: “chi può cavare il sangue dalle rape?”. Uno alla Guidolin che fece segnare 7 e 8 reti a due attuali panchinari in Serie B come Lanciafiamme e Gozinov.

  • visto che maio mi ha fatto ghirardizzare vi dico,e chi ce li mette i soldi per il nuovo allenatore voi ?

    a forza di darci del di chi ce li mette i soldi fra di noi sto gia’ organizzando la trasferta di chiavari,chissa’ chi sara’ il presidente del parma da ringraziare che se non ci fosse lui giocheremmo con l’entella

  • Cristian il tuo tono non mi piace proprio, poi a me, crociato di como, non piace chi insulta i bravi articolisti di stadiotardini. Savarese, ottima firma, ha fatto solo una sua proposta. Cerchiamo di non farci prendere dal clima penoso della nostra squadra e proviamo a non lasciarci andare ad accuse gratuite. Un saluto

  • christian

    Insultato? Ho invitato Savarese a leggersi i post arretrati di Stadiotardini per rendersi conto che l’opzione Carmignani è pura utopia.

    • In effetti anche secondo me c’è stato un po’ di eccesso di zelo da parte di fabio s. poiché anch’io non ho riscontrato toni sconvenienti di Cristian nei confronti di luca savarese, che da direttore avrei difeso qualora ci fossero stati gli estremi. Peraltro trovo legittimo il richiamo di cristian poiché ha ragione a ricordargli i precedenti non idilliaci tra il mitico gede e il ghiro. Se è per quello, però, vale lo stesso ragionamento per guidolin con leonardi… Cmq oggi come oggi il gede sarebbe improponibile e lo spunto di savarese un po’ troppo romantico, tanto è vero che appositamente non ho titolato su quello, malgrado luca ci avesse tenuto.
      Cordialmente
      Gmajo

  • Gianfranco

    Stare a speculare su quanto possa essere l’esborso derivante dal cambio di tecnico mi sembra abbastanza sconveniente. L’ingaggio di un tecnico che possa almeno tentare di salvare il Parma (Guidolin o Reja, non vedo altri in gradi di compiere un impresa del genere), credo sarebbe una goccia nel mare rispetto a quanto verrebbe a costare una retrocessione. Il mercato di gennaio sarà un mercato di scambi (parole del presidente) e se anche arrivi al 31 gennaio con 7/8 punti in classifica non ti salveresti neanche comprando Messi, Ibrahimovic e Cristiano Rolando. L’unico rimedio è cambiare il tecnico subito. Dal mio modesto punto di vista poi, se il mio allenatore mi chiedesse di andare a parlare con il presidente della Lazio, gli risponderei accomodati pure e rimani là in ogni caso. E’ chiaro che le ambizioni di Donadoni non trovano più in Parma la loro sede naturale.
    Saluti

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