DONADONI SEMBRA ORMAI CONVINTO DI PASSARE AL 3-5-2 MA GROSSI GLI INSINUA UN DUBBIO: “E SE L’ATALANTA SCHIERA IL 4-3-3?”

image(gmajo) – Ormai pare abbastanza acclarato che Roberto Donadoni si sia convinto a optare, finalmente, per il 3-5-2, vestito tattico che meglio si adatta alle caratteristiche del materiale umano a disposizione. Significativo, in questo senso, non solo il fatto che lo avesse rispolverato, la scorsa settimana, nel test contro lo Shakhtar Donetsk, ma anche il prosieguo degli esperimenti. Paolo Grossi, inviato della Gazzetta di Parma ieri a Collecchio, ha scritto: “Ieri Donadoni ha nascosto le sue prove portando la squadra a lavorare sul terreno sintetico, il più lontano possibile dagli sparuti tifosi accorsi sul terrazzo della ex club house. Un supporter armato di binocolo (quasi avesse previsto la situazione o fosse reduce da un’escursione di bird watching) ha però assicurato di aver scorto nella partitella una difesa a tre centrali con Mendes, Lucarelli e Felipem la stessa, cioè che ha affrontato lo Sthakhtar nel secondo tempo giovedì scorso”. Penso sia doverosa una chiosa: io sono mica così convinto che Donadoni abbia portato sul sintetico per nascondersi da occhi indiscreti, come insinuato dalla prima firma calcistica del giornale dell’Upi, a maggior ragione tenendo presente la testimonianza dello stesso Grossi che riferiva di sguardi di sparuti tifosi: viceversa il fatto di allenarsi sul sintetico potrebbe essere una logica conseguenza delle precipitazioni torrenziali dei giorni scorsi, le stesse all’origine dei gravi problemi che hanno colpito la fascia appenninica della nostra provincia e il capoluogo a valle, con le drammatiche conseguenze che stiamo vivendo in questi giorni. E’ ovvio che anche in previsione del lungo inverno, oltre che per l’impraticabilità del presente, il tecnico possa aver optato per lavorare sul sintetico, che meno risente di queste problematiche. Simpatica la battuta sul bird watching del supporter munito di binocolo: ma siamo sicuri che fosse reduce dalla sessione? Non è che la stesse iniziando in quel mentre?

Ma proseguiamo con la lettura del suo reportage; “Il tecnico sta insomma collaudando questo nuovo/antico sistema del 3-5-2 sperando che metta più a loro agio diversi elementi a sua disposizione, a partire dai centrali difensivi per finire con i vari Belfodil e Ristovski”. Bene, bravo Grossi, è proprio per questo che da settimane lo andiamo predicando… Però…

“Però potrebbe esserci un problema: Colantuono nell’ultima partita, quella persa a Genova contro la Sampdoria, a metà gara ha cambiato due uomini e l’assetto passando a un 4-3-3 con Cigarini, Carmona e Baselli in mezzo al campo, Moralez, Boakye (poi rilevato da Bianchi) e Denis in avanti. In questo modo la squadra s’è ritrovata e ha disputato un’ottima frazione, mettendo sotto gli avversari pur non creando grandi occasioni da gol. Se il 4-3-3 fosse confermato nella sfida casalinga contro i gialloblù, una gara che l’Atalanta deve provare a vincere a tutti i costi e che potrebbe dunque legittimare un assetto più offensivo del solito, il Parma potrebbe ben presto trovarsi costretto ad abbassare gli esterni e giocare così con una difesa a cinque, cosa che metterebbe in difficoltà i centrocampisti già poco aiutati, in fase difensiva, da Cassano”.

Ma Paolooooooooooo, Paolooooooooooo, sbraierebbe quel Saltimbanco di Boni: proprio adesso che, alla buonora!, Donadoni sta per virare verso il modulo ad hoc per gli uomini che ha, tu vai ad insinuargli il dubbio di non cambiare?!?!? A parte che non è detto che sia matematico che Colantuono confermi (anche se ci sono notizie di stampa in questo senso) il 4-3-3 utilizzato per uno spezzone di gara l’ultima volta anche nel match successivo. Comunque sia credo che comunque il centrocampo – che peraltro è sempre stato a tre, con un regista e due mezzali – non possa esser così penalizzato per l’eventuale arretramento degli esterni, senza dimenticare che se ognuno gioca dove sa non può che trarre vantaggi…

“Nell’evitare questa complicazione – conclude il suo ragionamento Grossi, e in questo caso lo “quoto”sarà importante l’atteggiamento psicologico: una squadra contratta, timorosa, con poca fiducia nei suoi mezzi è più portata a subire l’avversaria. E non è il Parma che speriamo di vedere a Bergamo”.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “DONADONI SEMBRA ORMAI CONVINTO DI PASSARE AL 3-5-2 MA GROSSI GLI INSINUA UN DUBBIO: “E SE L’ATALANTA SCHIERA IL 4-3-3?”

  • 15 Ottobre 2014 in 17:21
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    Lo schieramento dell’atalanta sarà una vera incognita: Estigarribia, fuori tutta la stagione, si aggiunge a Gomez già indisponibile, in buona sostanza mancano le ali titolari ed il 442 appare possibile solo schierando simultaneamente i giovani D’Alessandro e Molina. Personalmente dubito che colantuono schieri dall’inizio moralez denis e boakye, potrebbe optare anch’egli per un 532

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