mercoledì, Febbraio 21, 2024
News

E’ MORTO ELVIO UBALDI, IL SINDACO CHE DEFINI’ IL PARMA CALCIO “UN ECCEZIONALE STRUMENTO DI MARKETING TERRITORIALE” E CHE NON VOLLE DELOCALIZZARE IL TARDINI

image(gmajo) – A soli 67 anni, dopo lunga malattia, si è spento Elvio Ubaldi, storico sindaco di Parma per due mandati e vice sindaco per uno, ma che dal 1980 sedeva ininterrottamente sui banchi del Consiglio Comunale (eccezion fatta, ovviamente, durante i periodi di commissariamento del Municipio), sia al governo, che in opposizione, ove era approdato quando era un esponente dell’allora DC e poi primo fautore vincente del Civismo: comunque la si pensi credo che nessuno possa eccepire che si sia trattato nel miglior cavallo di razza in assoluto espresso dalla politica cittadina, anche se questo non significa esser scevri da errori. Ad esempio, a mio modo di vedere, il tentativo un po’ velleitario di tornare in sella presentandosi in extremis alle ultime elezioni (quando, a sorpresa, al ballottaggio con Vincenzo Bernazzoli finì l’attuale primo cittadino, Federico Pizzarotti del Movimento Cinque Stelle, che poi lo vinse) o quello di affidarsi dopo i suoi due mandati consecutivi al “delfino” Pietro Vignali, il quale ben presto avrebbe iniziato a fare di testa propria anziché fare l’Ambra Angiolini della situazione teleguidata da Gianni Boncompagni. Emblematica la fotografia sopra, estratta da Parma Repubblica, in cui Ubaldi, presidente del Consiglio Comunale, guardava con occhio severo Vignali durante un suo discorso. Così come un altro errore fu quello di insistere sulla grandeur, che potremmo simboleggiare nel naufragato progetto della Metropolitana, più idonea a una città da 400.000 abitanti che non da 180.000. Però come lui nessuno era stato in grado di attrarre capitali su questo territorio (si trattava di periodi più felici, indubbiamente, giacché la depressione era ancora lontana…) per la “città cantiere”, così come indubbiamente Parma iniziò a viaggiare con qualche marcia in più durante la sua gestione. Ovviamente lascio ad altri più qualificati di me il compito di tracciare un bilancio della sua lunga attività politica, limitandomi a qualche ricordo personale, rinfrescato, stamani durante una preziosa conversazione con il collega della Gazzetta di Parma Gian Luca Zurlini, grande tifoso del Parma, ma che professionalmente da anni segue per il giornale cittadino soprattutto le cronache politiche. Ubaldi non era certo un accanito tifoso del Parma, direi piuttosto uno sportivo, anche se nel suo entourage non mancavano persone di conclamata fede crociata, uno su tutti il suo braccio destro, il capo gabinetto Mauro Casalini, che lo tenevano aggiornato sulle sorti della squadra cittadina. In particolare Ubaldi è stato sindaco durante i difficili anni del post crac Parmalat: ci furono incontri, anche non ufficiali e dunque non ufficializzati, con il Commissario Straordinario Enrico Bondi, tesi non solo alla salvaguardia della squadra – che lui per primo definì (anche se poi venne imitato, come la Settimana Enigmistica, da molti altri) “un eccezionale strumento di marketing territoriale” – ma anche a darle un futuro: e così, nonostante l’assessore allo sport Balestrieri simpatizzasse per Gaetano Valenza, lui, invece, si era opposto con tutte le sue forze, poiché Para non doveva diventare terra di conquista per gli avventurieri. E così mentre in un qualche modo l’allora presidente del Parma F.C. Guido Angiolini cercava di far quagliare la travagliata vendita della società agli altrettanto poco affidabili Sanz (anche se i 7,5 milioni di euro di caparra confirmatoria che questi versarono, una volta confiscati, si sarebbero rivelati determinanti per la sopravvivenza della newco), Ubaldi, sotto traccia, cercava di favorire l’ingresso nella compagine societaria della imprenditoria parmigiana: in particolare ci sarebbe stato uno studio di fattibilità, fatto fare nell’estate del 2006, che venne sottoposto all’imprenditore Paolo Pizzarotti, ma che poi non ebbe seguito. Indubbiamente, però, cercò di darsi parecchio da fare, per far sì che il Parma non sparisse. Poi Bondi si accordò con il giovanissimo Tommaso Ghirardi, e l’inizio della sua era venne a coincidere, nella parte iniziale, con quella dell’altrettanto giovane Pietro Vignali: non a caso tra i due c’era un ottimo feeling, tanto che di lì a poco, dopo il ritorno in serie A, il Parma, e dunque Ghirardi, ricevettero la Medaglia d’Oro durante il Premio Sant’Ilario 2010. Ma a gennaio 2007 era ancora in carica lui, Elvio Ubaldi, quando, durante l’annuale Festa del Patrono, venne conferita al gruppo ultras Boys Parma 1977 l’attestato di civica benemerenza. Un paio di anni prima, nel 2005, io stesso (vedi foto in alto tratta da LungoParma) ebbi modo, sia pure idealmente (giacché concretamente, come giusto, lo ricevette in rappresentanza di tutti l’allora direttore responsabile Andrea Gavazzoli), di esser premiato da Elvio Ubaldi durante Sant’Ilario con l’attestato di civica benemerenza conferito a Radio Parma per i suoi primi 30 anni di attività, e nel 1975, sia pure avessi appena 11 anni, già militavo nelle file della prima emittente radiofonica privata italiana, per bontà dell’allora direttore Carlo Drapkind che mi scritturò. Mi fa piacere, poi, ricordare Elvio Ubaldi come fiero difensore dello stadio Ennio Tardini di Parma: lui, infatti, al contrario di altri (tanto per fare un nome il vicesindaco di Vignali Buzzi), non era per nulla favorevole alla delocalizzazione dell’impianto: era lui che, con il suo piglio, se la prese con quei residenti che per primi intrapresero le vie legali per far ridurre l’isola pedonale attorno al Tardini, ragionando che lo stadio era preesistente e che era assurdo spendere decine di milioni di euro per collocarlo altrove. A quei tempi le risorse non sarebbero mancate (e come già ricordato lui era un mago ad accedere ai crediti), ma Ubaldi non voleva che a farsi carico dell’edificazione di un nuovo impianto (lo stesso ragionamento valeva per il Palasport) fosse la Municipalità: l’unica concessione che fece era quella che se un qualche privato fosse stato interessato a farlo a sue spese, allora il Comune avrebbe messo a disposizione i terreni, in zona Ente Fiere. Al Tardini Ubaldi non si vedeva spesso (al contrario di altri suoi colleghi non veniva a fare passerella), anche se durante le Tre Coppe di Malesani non mancò alla conquista della Supercoppa e alla finale di Coppa Italia con la Juventus. La morte prematura di una persona colpisce sempre e fa riflettere anche sul piano personale, facendo scorrere un po’ il film della propria vita: e allora a me torna in mente quando, Ubaldi da vicesindaco, nel 1985 era spesso ospite negli studi di Onda Emilia e sovente spettava a me (quando ancora mi occupavo della cronaca cittadina, quale “vice” di Drapkind e saltuariamente di sport) condurre il filo diretto con gli ascoltatori: fu lui ad intuire l’importanza, in quegli anni della Radio, che lui non considerava affatto una sorella povera della carta stampata, e che ancora, per lo meno nel nostro territorio, non era stata sopraffatta dalla tv. Ora riposi in pace.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

6 pensieri riguardo “E’ MORTO ELVIO UBALDI, IL SINDACO CHE DEFINI’ IL PARMA CALCIO “UN ECCEZIONALE STRUMENTO DI MARKETING TERRITORIALE” E CHE NON VOLLE DELOCALIZZARE IL TARDINI

  • Gianfranco

    Cordoglio doveroso per la scomparsa di una persona che ha, per lungo tempo, segnato la vita e scritto la storia della nostra città. Parlando invece dell’uomo politico, sempre nel rispetto delle idee di tutti, direi che definirlo il miglior cavallo di razza espresso dal nostro territorio mi sembra un tantino avventato. Senza addentrarmi in discorsi che poco, anzi nulla, ci azzeccano con la natura di questo sito, credo che le prime righe dell’articolo sintetizzino, a mio avviso sufficientemente, la politica dissennata e forzatamente autocelebrativa dell’illustre personaggio. Del resto, nel periodo in cui siamo tutti impegnati a fare i conteggi della TASI, direi che le imponenti opere della città cantiere li stiamo ancora pagando profumatamente.

    Cordialmente

    • Gentile Gianfranco,

      se avessi voluto fare l’agiografia – come spesso accade quando uno muore – di Elvio Ubaldi non avrei ricordato una serie di errori, gli stessi che giustamente lei richiama nel suo commento, che a mio modo di vedere ha commesso nella fase calante della sua carriera. Ciò non toglie, però, che il mio giudizio, che non pretendo che lei condivida, possa rimanere quello che ho espresso (unico cavallo di razza espresso dal mondo politico), rifacendomi soprattutto alla parte iniziale della sua attività.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Gianfranco, quello che stiamo pagando sono le opere di Vignali, che ha fatto debiti enormi a differenza del predecessore che prima di iniziare un’opera trovava i soldi. Nel 2007 (fine mandato di Ubaldi) Parma aveva 200 milioni di debito. Nel 2011 (caduta di Vignali) ne aveva 800.

    • bhe allora 200 milioni sono pochi??? poteva anche farne 300 cosa vuoi che siano confronto a 800….

  • Simone Caberti

    Sentir parlare di Parma cittá misturata con la Parma imprenditoriale e con il Parma calcio mi ha fatto riflettere, cosí come mi ha fatto riflettere la festa dell’Errea della settimana scorsa dove hanno ragruppato un bel po di discipline sportive sotto lo stesso tetto.

    Con tutte ste riflessioni mi é venuta in mente una pazza idea (non deve essere niente di nuovo). Sará veramente impossibile crare una societá polisportiva partecipata? In portogallo (dove vivo da anni) tutte le squadre di calcio sono il volano per movimentare molte altre discipline (per esempio sotto la holding F.C.Porto ci sono Calcio, Hokey, Pallamano e Pallacanestro sotto la holding Sport Lisboa Benfica c’é di tutto, ci sono anche gli scacchi) e allo stesso tempo queste discipline aiutano il volano a girare piú forte… Se poi ci si mette una associazione di imprenditori locali come dirigenza e alle spalle una serie di impianti sportivi comunali mi sembra che l’ambizioso piano raggiunga dimensioni notevoli.

    Esiste o é mai esistito un piano del genere? Chiedo per ignoranza non per arroganza… prima cam togan trop pral cul!

  • Grande cordoglio per un sindaco che ha trasformato la citta’. Una citta’ che avrebbe avuto ancora bisogno di lui e non del suo cavallino zoppo

I commenti sono chiusi.