IL COLUMNIST / STASERA IL PARMA DOVRA’ DISINNESCARE UN PEZZO DEL PROPRIO PASSATO: LA SOPRAVVIVENZA CROCIATA DIPENDERA’ DALLE SFORTUNE DI AMAURI E MOLINARO

Luca Russo (www.ilcolumnist.net) – Una delle mie ultime “composizioni” risale allo scorso 11 maggio: allora il Parma era reduce dal rocambolesco pareggio di Torino e, soprattutto, in corsa per un posto in Europa League, poi effettivamente ottenuta sul campo, al termine di una stagione per certi versi pazza che più pazza non si può, ma smarrita per una svista di ordine amministrativo a favore proprio dei granata allenati da Ventura. Quel pezzo – che seguiva la gara dell’Olimpico piemontese e precedeva l’ultima giornata di campionato e nel quale “confidavo nella sportività di una Fiorentina che non aveva null’altro da chiedere alla propria stagione”  – portò fortuna (sul campo, of course) ai nostri colori e diverse rogne ai Cerci & Immobile boys. Mi auguro che la storia si ripeta col mio ritorno. Di mezzo, guarda il caso, c’è di nuovo il Toro. Una squadra, quella di Ventura, nei riguardi della quale un Parma senza menomazioni e in palla non dovrebbe nutrire alcun timore: 8 i punti collezionati dalla truppa rimasta orfana dei due presunti campioncini di cui sopra (3 fuori e 5 in casa); 6 le reti che è riuscita a siglare (di cui appena due all’Olimpico) e ben 9 quelle che ha incassato. Il tutto condito da una manovra che stenta a decollare o perlomeno a tornare sui livelli dell’anno passato. Numeri e considerazioni che non farebbero paura o desterebbero spavento, se il Parma, per l’appunto, non fosse ridotto ai minimi termini e in condizioni psicofisiche a dir poco pessime. Il guaio è che anche i gialloblu se la passano maluccio, anzi direi malissimo, di sicuro peggio dei piemontesi, che dalla loro hanno almeno l’alibi del doppio impegno campionato-coppa. La classifica ci fa piangere (solo 3 i punti incamerati, 12 i gol realizzati, 20 le reti subite, in media 2 e mezzo a partita), ciò che si vede sul rettangolo verde, sia in termini di gioco che di applicazione, ci fa disperare. Ma il guaio più grande, quello al quale rischiamo di non riuscire a porre rimedio in tempo utile, è che il Parma di oggi non è il Parma che appena cinque mesi fa collezionava scalpi eccellenti a destra ed a manca, vuoi per ragioni di infermeria, vuoi per gli effetti delle operazioni di mercato portate a termine (e non portate a termine) in estate. Paletta, Cassani e Biabiany non vedono il campo da troppe settimane; Parolo, lo Steven Gerrard del Ducato, è andato a fare le fortune della Lazio; Amauri e Molinaro, a loro modo artefici della bella e in qualche modo indimenticabile passata stagione, sono finiti proprio al Torino. E allora il Parma per uscire dal tunnel che sta conducendolo dritto per dritto in cadetteria, dovrà non solo mascherare almeno un paio dei suoi numerosi limiti, ma anche disinnescare un pezzettino di sé stesso. Pardon, del proprio passato. Non se ne abbiano a male Amauri e Molinaro, ma questa sera la nostra sopravvivenza dipenderà pure (e soprattutto) dalle loro sfortune. Luca Russo (www.ilcolumnist.net)

3 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / STASERA IL PARMA DOVRA’ DISINNESCARE UN PEZZO DEL PROPRIO PASSATO: LA SOPRAVVIVENZA CROCIATA DIPENDERA’ DALLE SFORTUNE DI AMAURI E MOLINARO

  • 29 Ottobre 2014 in 13:27
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    Stasera sarà un 3 5 2
    Miciante
    Santacroce felipe Costa
    Rispoli Acquah (souza) Lodi Mauri gobbi
    Cassano belfodil
    Ci vuole un miracolo del mister

  • 29 Ottobre 2014 in 14:12
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    che ne ha gia’ fatti tanti quest’anno,son gia’ contento che siam riusciti ad andare a torino, sai son spese

  • 29 Ottobre 2014 in 15:38
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    Bentornato, è un po che non leggevo nulla di suo, neppure nello spazio commenti.
    Difficile attendersi una vera sterzata a breve, ci attendono 3 gare difficili, con un po di fortuna speriamo di muovere un po la classifica

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