IL COLUMNIST / TACOPINA E QUELLA RIVELAZIONE ALLA ROSEA: C’E’ MANCATO POCO CHE IL PARMA PASSASSE DALLA STALLE ALLE STELLE (E STRISCE)…

(Luca Russo – www.ilcolumnist.net) – Anche il calcio, talvolta, si riduce ad una questione di sliding doors. Ci è mancato poco, direi pochissimo, che il Parma passasse  dalle stall e in cui si ritrova adesso – e cioè inchiodato all’ultimo posto della classifica di A nonché travolto da intoppi di carattere amministrativo – alle stelle. Alle stelle e strisce, per essere precisi. Sì, si tratta esattamente di ciò che state pensando: il nostro Parma stava per cambiare lingua (madre): dal bresciano all’americano. Quello di Joe Tacopina, neopresidente del Bologna, il quale, nel minuto in cui la trattativa coi felsinei stava per saltare, è stato tentato dall’idea di dirottare tutte le sue risorse su Collecchio e dintorni. L’avvocato statunitense di origine italiane, che già nel 2008 foto 1 (11)aveva tentato, con scarso successo, la scalata ai rossoblu e che dal 2011 al 2014 è stato membro del consiglio di amministrazione della Roma, stamani si è raccontato in una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport e di fatto ha confermato una voce che a Parma aveva già trovato asilo nelle scorse settimane: «Perché Bologna? Mi ha col­pi­to su­bi­to. E’ una città spe­cia­le per bu­si­ness e pas­sio­ne. Qui ci sono gran­di azien­de: Du­ca­ti, Lam­bor­ghi­ni, Nike, Uni­pol e altre. Poi la lo­ca­tion : mi piace scia­re e qui vi­ci­no ci sono le Do­lo­mi­ti, c’è il mare foto 2 (10)della Ro­ma­gna, c’è Ve­ne­zia. Al di là del cibo, mi ha col­pi­to la gente. Ho ri­spo­sto a più di 500 mail al gior­no, mi è anche ca­du­to il ser­ver dello stu­dio a New York. Du­ran­te la trat­ta­ti­va mi im­plo­ra­va­no: “plea­se, tieni duro, ri­vo­glia­mo lo scu­det­to…”. Mi hanno toc­ca­to il cuore, non la testa. Quan­do l’af­fa­re stava per sal­ta­re, i miei part­ner hanno detto di an­da­re da un’altra parte, in Serie A… Mi ha cer­ca­to il Parma e un altro club, sa­reb­be stato fa­ci­le, ma Bo­lo­gna mi era en­tra­ta nel cuore». Nulla da eccepire, per carità: ci sta che un imprenditore spenda i propri soldi un po’ come gli pare: piuttosto, da un punto di vista strettamente ‘crociato’ è un altro l’aspetto di questa vicenda sul quale val la pena di ragionare: nel momento in cui una società viene messa in vendita (come in vendita lo è stato il nostro Parma per tutta la scorsa estate), dovrebbero essere i potenziali compratori a mostrare interesse nei suoi riguardi, e non la società stessa a cercarne in giro (è un po’ foto 3 (7)come se fosse stato Balotelli a proporsi al Liverpool e non il contrario, cosa che comunque non escludo affatto). Altrimenti, ragiono da incompetente, il prezzo cala e più che di vendita, si dovrebbe discutere di svendita. O no? E il Parma non si svende, semmai si vende, ricordando un vecchio slogan di Leonardi, anche se lui si riferiva ai giocatori, e non al club. C’è però anche la corrente di pensiero del nostro direttore Majo secondo cui con gli americani non ci sarebbe stato alcun abboccamento, e che il povero Parma sia servito contemporaneamente agli americani per fare “ingelosire” Guaraldi & C. che così pressati hanno superato ogni remora scaricando Zanetti, ma anche l’entourage dello stesso Mr. Segafredo potrebbe aver avuto interesse a dirottare su Parma Tacopina, per toglierselo dalle scatole là…  Luca Russo – www.ilcolumnist.net

4 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / TACOPINA E QUELLA RIVELAZIONE ALLA ROSEA: C’E’ MANCATO POCO CHE IL PARMA PASSASSE DALLA STALLE ALLE STELLE (E STRISCE)…

  • 31 Ottobre 2014 in 15:16
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    Complimenti a Tacopina,in effetti le Dolomiti sono vicinissime a Bologna.Proprio due passi.La verità’ e’ che chi compra valuta il rapporto qualità’ prezzo.Il Bologna e’ stato acquisito con 5-6 milioni cash,la rosa della squadra per la b e’ valida.Parma e Genoa , entrambe in vendita, hanno criticità’ importanti che andrebbero affrontate subito.Il genoa ha una situazione debitoria spaventosa mentre il Parma oltre alla contabilità’ in sofferenza ha un organico inadeguato in un paio di reparti e bisognoso quindi di investimenti immediati.Più’ semplice fermarsi sotto le due torri.Detto ciò’,vedremo che combina questo avvocato.

  • 31 Ottobre 2014 in 16:00
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    Ma ragazzi veramente pensare che Joe Tacopina potesse prendere realmente il Parma!?! io non ci credo, per diversi motivi economici, pool di tifosi, sbocchi economici…etc
    Quello che ha dichiarato l’avvocato ,per me volpone, l’ha fatto solo per esternare quanto tenga,o quanto vuol far credere, di tenere alla causa rosso-blù….io sospetto che dietro l’acquisizione del club felsineo ci sia dietro un più ampio disegno di di investimento e ritorno economico… Poi è un personaggio che ha luci ed ombre…e se in passato non gli era stato permesso di mettere le mani sul club un motivo ci sarà stato così come se questa volta gli si preferiva Zanetti…..vedremo
    Per quanto riguarda il Parma fino a primavera si navigherà poi forse,se si manterrà la categoria potremmo festeggiare tutti assieme la salvezza non con vino ma con Caffè……..

    • 31 Ottobre 2014 in 18:45
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      Speriamo che si tratti almeno di un caffè lungo…lunghissimo…e non ristretto (a 7/8 anni)…

  • 31 Ottobre 2014 in 16:08
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    Io l’ho sempre interpretata, complessivamente, come il direttore Majo.
    Ho le tue stesse perplessità sul fatto che solitamente è il potenziale acquirente che contatta,non viceversa.
    Tacopina non ha fatto nomi, Leonardi aveva detto che non c’era nulla..
    Nella telenovela presidenziale estiva in pochi hanno rilevato questo: non è che basta dire vendo in conferenza e arrivano le telefonate, chi vuole cedere – e lo dimostrano molti casi recenti – si affida a intermediari specializzati in grado di sondare sul mercato eventuali interessati all’acquisto. Nel nostro caso o siamo molto sprovveduti o non si voleva vendere

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