IMBORGIA A CALCIONEWS24: “DONADONI NON VA MESSO IN DISCUSSIONE: LE RESPONSABILITA’ SONO DI TUTTE LE COMPONENTI, DAI GIOCATORI ALLA DIRIGENZA, PASSANDO DA PRESIDENTE E AMBIENTE”

image(di Daniele Longo (da calcionews24.com)  La sconfitta maturata ieri a Bergamo relega il Parma in fondo alla classifica. Una squadra capace solo qualche mese fa di conquistare la qualificazione in Europa League (poi revocata per le note vicende) si trova ad affrontare una situazione piuttosto difficile. Per analizzare il momento dei ducali la redazione di Calcionews24.com ha contattato l’ex responsabile del mercato gialloblu,Antonino Imborgia.

Lei ha conosciuto dal di dentro il mondo Parma, come si spiega questo momento difficile?
«È inutile negare che ci sia da riflettere. È un momento di grande difficoltà. Sei sconfitte su sette sono un campanello d’allarme che però va spiegato in tante maniere. Nessuno si aspettava una classifica del genere, come nessuno poteva pronosticare una serie di infortuni così grande e pesante. Quando ti vengono a mancare giocatori come Biabiany, Cassani e Paletta, inizi a incontrare delle normali difficoltà. Ciò non toglie che il Parma deve provare a fare di più di quanto fatto fino ad ora. Evidentemente ci sono della casualità che oggi ti dicono male mentre l’anno scorso ti hanno permesso di fare diciassette risultati utili consecutivi. Penso agli episodi negativi in cui sono caduti due giocatori di grande importanza ed esperienza come Lucarelli e Mirante; senza quegli errori potevi avere due punti in più. Conosco l’ambiente, avendoci lavorato fino a gennaio scorso, e sono convinto che con l’apporto di tutti si possa venire fuori da questa cosa perché le responsabilità sono di tutti».

Quindi lei non metterebbe in discussione Donadoni?
«Assolutamente no, altrimenti dovresti mettere in discussione tutti. Sei sconfitte su sette non sono arrivate per colpa sua. Le responsabilità vanno divise tra tutte le componenti: dai giocatori alla dirigenza, passando per il Presidente e  tutto l’ambiente. Li conosco, so che faranno gruppo e si ricompatteranno. Quella squadra ha uno zoccolo duro importante, fatto di uomini veri. Troveranno la soluzione per venirne fuori e Leonardi sarà già al lavoro per farlo nel minor tempo possibile. Donadoni non ha grandi responsabilità: è un grande uomo e un ottimo allenatore, ma deve far cambiare marcia alla squadra».

Pensa che nel caso dei giocatori più esperti come Lucarelli e Mirante abbiano pagato la delusione per la mancata Europa League, conquistata sul campo?
«Quello è un capitolo che va chiuso, o che andava chiuso per lo meno. Non conosco bene i motivi che hanno portato a quella decisione, se ci sia stato un dolo del Parma, perché io in quel momento non c’ero già più in società. Ho letto quello che veniva pubblicato dai giornali, ma non posso pensare che ci siano ancora delle scorie: ne è passato di tempo e il calcio non aspetta. Quella qualificazione l’avevano conquistata sul campo, grazie a quel gruppo fantastico che c’era e c’è a Parma».

Passando all’organico, crede che al netto delle assenze sia da zone calde della classifica?
«Io credo di no: in estate non sono stati fatti degli errori a mio avviso. Leonardi ha lavorato bene ma ci sono delle difficoltà oggettive di alcuni giocatori, Belfodil in primis. Ha delle qualità evidenti, ma sta vivendo un periodo molto particolare. Non dimentichiamo le assenze in difesa, giocatori come Cassani e Paletta sono tanta roba. Con una difesa del genere e un campione come Cassano in attacco questa squadra non avrebbe nessuna fatica a salvarsi, anzi. In attacco manca poi un giocatore come Biabiany. Sono tante le difficoltà arrivate anche dagli infortunati che sono tutti giocatori fondamentali».

Ritiene che il suo addio abbia portato delle difficoltà in seno al Parma?
image«Non credo. Ho letto anche io delle considerazioni simili che possono far piacere, ma non penso che il mio addio possa aver portato della negatività, anche perché era arrivato il momento di andare via dopo tre anni. Era cambiato qualcosa nell’ultimo anno: non godevo della stessa considerazione che mi era stata data in precedenza. Io sono abituato a lavorare molto, non servivo i piatti a Collecchio, insomma… Voglio precisare che è stato un addio senza sbattere la porta: non ho litigato con nessuno. Prima mi si chiedevano delle cose, poi non sono state più prese in considerazione. Il rapporto con Pietro Leonardi non si è deteriorato, sono stato chiamato da lui al Parma. Credo che qualcosa di buono l’ho fatto: sono sempre stato abituato a fare il numero uno e a lavorare in prima persona, ma ho preso questa avventura come uno stimolo. Non c’erano più certe prerogative e ho deciso di andare via. Come vedete, non lavoro in un’altra squadra motivo per il quale non sono andato via per cercare gloria da un’altra parte».

Lei si occupava anche del Nova Gorica, società satellite del Parma.
«Sì, ero stato incaricato di seguire da vicino la società slovena. Fino al giovedì ero a Parma, poi partivo per la Slovenia e tornavo il sabato per seguire il Parma».

Tornerebbe in futuro al Parma?
«Non credo che si siano i presupposti. Lì tutto è rimasto com’era, solo io sono andato via. Il rapporto con la proprietà è rimasto ottimo, se mi richiamassero non direi di no, ma credo che sia impossibile. Nella vita mai dire mai, ne sono convinto, anche se credo che sia oggettivamente un’ipotesi molto remota. Faccio una considerazione: mi ha chiamato Leonardi la prima volta, mi dovrebbe richiamare lui e non credo sia una situazione possibile. Nella vita si fanno delle scelte, io ho fatto la mia. Non credo che si possa mai sfaldare il rapporto che c’è tra il Presidente e Leonardi, che a Parma ha fatto cose incredibili. Pietro se va via lo fa per scelta sua, il Presidente non lo manderebbe mai via. Ripeto, voglio chiarire che non c’è mai stato nessuno problema tra noi, anzi. Vi dico anche che sono sicuro che facendo gruppo, come loro sanno fare bene, riusciranno a venire fuori da questo momento. Ci sono molti organici in A inferiori a quelli del Parma…». Daniele Longo – twitter:@86_longo (da: calcionews24.com)

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “IMBORGIA A CALCIONEWS24: “DONADONI NON VA MESSO IN DISCUSSIONE: LE RESPONSABILITA’ SONO DI TUTTE LE COMPONENTI, DAI GIOCATORI ALLA DIRIGENZA, PASSANDO DA PRESIDENTE E AMBIENTE”

  • 20 Ottobre 2014 in 12:31
    Permalink

    Sul Corriere della sera e. radio1 hanno definito la contestazione dei Boys “morbo da estirpare”! Condannando la vicenda e paragonandola aGenny a carogna ed altre simili…boh…io non credo sia stata così minacciosa e agguerrita ma non ero presente, ma dopo l’ennesima sconfitta secondo me ci stava un faccia a faccia ma la hanno definita “malattia del calcio”!

    • 20 Ottobre 2014 in 12:34
      Permalink

      C’è una malattia anche nel giornalismo: il sensazionalismo. Ma c’è anche da dire che facendo il verso a Genny la Carogna (appollaiandosi sulla balaustra), quei geni hanno offerto il fianco ai tromboni per farsi paragonare a lui. Cosa peraltro ridicola conoscendo i nostri che non spaventerebbero un passerotto: e se i nostri eroi sono tornati sotto la Curva non era certo per paura loro.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 20 Ottobre 2014 in 13:16
    Permalink

    solite dichiarazioni ad minchiam,scusi eh imborgia se mi permetto ma
    non sono mica io che son andato a bussare alla porta di lotito,non sono mica io che ho detto che siamo gli stessi dello scorso anno meno parolo,non sono mica io che ho voluto ghezzal ristovsky bidaoui rispoli lodi iorquera belfodil (e mi fermo se no ci vogliono due anni)senza batter ciglio,non sono mica io che fa giocare pseudo attaccanti terzini o ex trequartisti mediani incontristi non sono mica io che faccio le sostituzioni alla sperema be

  • 20 Ottobre 2014 in 13:27
    Permalink

    Direttore può spiegare come avrebbero potuto parlare coi nostri “eroi” se non appolaiandosi sulla balaustra? Col telefonino? Ok avercela coi Boys (e dai suoi editoriali si evince quanto le stiano sulle scatole quando hanno atteggiamenti che lei considera non corretti) ma non credo che questa volta avessero tante alternative a disposizione.

    • 20 Ottobre 2014 in 13:35
      Permalink

      Lei, Francesco Mannella, si infarcisce sempre la bocca di luoghi comuni come il fatto che io ce l’avrei con i Boys. Io non ce l’ho proprio con nessuno: né con Ghirardi, né con i Boys, né con Leonardi, né altri, ma mi piace esprimere, motivandole, le mie idee. E farlo non significa attaccare qualcuno o avercela con qualcuno.

      Quindi io non ce l’ho con i Boys: e rimango convinto che appollaiandosi come Genny la Carogna abbiano offerto lo spunto per paragoni con personaggi al quale sono parecchio distanti (se Dio vuole). E allora anziché star lì fare sceneggiate in curva, avrebbero potuto intavolare altrove la civile discussione senza doversi atteggiare ai beceri capi ultrà.

      Saluti

      Gmajo

  • 20 Ottobre 2014 in 15:26
    Permalink

    Se legge bene ho scritto che le stanno sulle scatole i boys quando hanno comportamenti che lei non gode….è una cosa un po’ diversa secondo me….comunque prendo atto che secondo lei avrebbero potuto intavolare il discorso con la squadra altrove. Io credo invece che abbiano fatto bene a parlare con i giocatori (parlare, come si evince dai video, e poi incitarli alla fine) perchè comunque andare a Bergamo non è come andare da via Burla a San Lazzaro ed è giusto che, dopo l’ennesima figura barbina, abbiamo detto ai giocatori di scantarsi.
    Comunque, lei non ce l’avrà con Ghirardi mi si e bombé

    • 20 Ottobre 2014 in 15:53
      Permalink

      Che i giocatori siano stati esposti a quella gogna (così come è stata ridipinta dai media nazionali, che poco capiscono delle nostre dinamiche e superficialmente contrabbandano una ridicola imitazione di Genny come se fosse accaduto chissà cosa…) è stato un danno per i giocatori stessi, per i boys e gli altri tifosi, ergo di tutta la città.

      bastava, come scritto, che i nostri di loro sponte anziché scendere negli spogliatoi andassero subito sotto la Curva, senza senza dover esser richiamati, ma anche i caporioni della Curva a fare i protagonisti, senza avere un po’ di buon senso a capire il dramma che si sta consumando, ce ne hanno messo del loro…

      Cordialmente

      Gmajo

      • 20 Ottobre 2014 in 16:40
        Permalink

        Non è stata la prima volta che i giocatori sono usciti senza, mi passi il termine, cagarci di striscio….solo che questa volta mi pare di aver letto che sia stato Luca Bucci, una volta rientrato, a dirgli di andare sotto la curva.
        Mi permetto di dire che l’atteggiamento dei calciatori così anche come quello della società molte volte non è consono alla piazza di cui fanno parte che tutto è tranne che incivile.

        • 20 Ottobre 2014 in 17:03
          Permalink

          Siamo d’accordo, Manno: è vero che la nostra Curva non è incivile come altrove, però, cercando di stare tra l’incudine e il martello, (posizione un po’ scomoda, ma che mi piace, perché sono un po’ masochista) se da un lato i giocatori hanno sbagliato a non aver la sensibilità di andare subito sotto la curva al fischio finale, dall’altro i nostri tifosi – incazzati, ma sempre nel lecito, checché se ne dica – non hanno avuto la sensibilità di capire che perdere per l’ennesima volta una partita al 90′, per di più contro una diretta concorrente altrettanto malata, non è il massimo. Insomma: va bene tutto, ma c’è stato un po’ troppo protagonismo trasformatosi poi in un boomerang per tutti.

          Cordialmente
          Gmajo

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