LA NAZIONALE TRA LA CONVOCAZIONE DI PELLE’ E L’AMICHEVOLE CON L’ALBANIA AL TARDINI (MA NON E’ NON A NORME UEFA?) – Riflessioni di Alessandro Dondi

(Alessandro Dondi) – La lista dei convocati di Antonio Conte per i due impegni della nazionale contro Azerbaigian e Malta è ricca di novità, come anticipato quest’oggi dai principali quotidiani sportivi. Tra i debuttanti assoluti, oltre al difensore dell’Empoli Rugani, anche Graziano Pellè – in passato undici presenze nell’Under 21 – convocato a coronamento di un percorso che nelle ultime tre stagioni lo ha visto tenere una media realizzativa impressionante – i 54 goal in 63 presenze gli sono valsi tra l’altro l’appellativo di "italian goal-machine" da parte della stampa inglese – percorso culminato con la prodezza in rovesciata di sabato scorso in Premier. Pellè a parte, non ci sarà traccia di Parma in queste convocazioni, d’altra parte la partenza di Parolo e l’infortunio di Paletta hanno notevolmente ridotto il bacino cui attingere tra i nostri portacolori, senza considerare il momento non brillante che stanno vivendo i crociati. Unico potenziale futuribile candidato all’azzurro, dovesse continuare ad imporsi come sta facendo, potrebbe essere Jose Mauri e chissà che non possa debuttare in azzurro proprio a Parma, dove il 18 novembre- è notizia di ieri- la nazionale di Conte affronterà l’Albania di Gianni De Biasi. Azzurri che tornano dunque al Tardini, due anni dopo la sfida amichevole alla Francia, persa per 2-1. Una curiosità, il Tardini negli incontri ufficiali ha sempre visto la nostra nazionale prevalere sugli avversari. L’ufficializzazione di questo avvenimento altro non fa che riportare alla ribalta delle cronache, per la seconda volta in pochi giorni, l’impianto cittadino già finito sotto la lente d’ingrandimento in relazione all’annosa vicenda legata alla costruzione del nuovo settore disabili. Nella giornata di sabato scorso una lettera del nostro direttore Majo alla Gazzetta di Parma aveva contribuito a riaccendere i riflettori sulla questione, che pareva sopita da quasi un anno nonostante la trionfale presentazione dell’ottobre 2013 con tanto di rendering. Per l’appunto, a seguito dell’interrogazione del consigliere comunale Maurizio Vescovi – vicenda peraltro ampiamente documentata da Stadiotardini – si è registrata una presa di posizione ufficiale della società che ha reso noto come "il progetto presentato in data 11 ottobre 2013 pur avendo superato in maniera positiva tutto l’iter tecnico amministrativo previsto e avendo ottenuto il nulla osta del Comune di Parma, non ha trovato l’immediata quanto sperata esecuzione in quanto si è convenuto che la soluzione costruttiva prevista poteva non essere pienamente compatibile con le normative infrastrutturali UEFA". Infatti, proprio l’UEFA nel corso del sopralluogo dell’11 aprile scorso, ha fatto emergere le proprie rilevazioni in tal senso, sottolineando come non sia possibile omologare – ai sensi delle vigenti normative dalla stessa adottate- la porzione metallica della tribuna Est. Un Tardini dunque ben lungi dall’ottenere l’omologazione da parte della massima istituzione calcistica europea, specie se si considerano le rilevazioni fatte circa i seggiolini in dotazione alle curve, la sala medica e gli spogliatoi. A proposito degli spogliatoi, apprendiamo grazie ad una nota stampa della sempre efficientissima Telekabul che gli stessi – oggetto di riqualificazione già dall’estate- sono stati completati per la porzione riservata alla squadra di casa, collocata nell’area ex Emporium, area peraltro già fruibile a partire dalla partita di domenica. Un passo ulteriore nella direzione di un Tardini "licenziato" dalla Uefa, anche se gli interventi maggiormente impattanti sulla sicurezza e la fruibilità dell’impianto giacciono ancora inevasi: il rifacimento della Tribuna Est con adozione di una struttura definitiva e la sostituzione dei seggiolini nelle curve – seggiolini che peraltro nella partita contro la Roma apparivano in condizioni igieniche che definire indegne di un paese civile è poco- sono assai in là da venire. Quello che incuriosisce è come mai la Uefa non conceda l’omologazione per dette strutture e poi consenta all’impianto nel suo complesso di ospitare un match della nazionale? Il mistero attorno all’Ennio si infittisce, il nostro affezionato Tardini è sempre più al centro dell’attenzione, oggetto anche dell’ultima puntata del programma Sky "Codice Rosso – Lo Stato del Calcio", dove appare ai vertici d4ella classifica geriatrica degli stadi italiani, con i suoi 90 anni di età è secondo solo all’ultracentenario Luigi Ferraris di Genova.  Auguri e cento di questi giorni, sperando che prima o poi ci si accorga di quanto fatto in altri paesi, Germania su tutti, nei quali la valorizzazione degli impianti ha preceduto di anni tutti i successi sportivi. Mentre noi in Italia, dopo avere speso l’equivalente di 4.5 miliardi di € nel 1990 per la ricostruzione degli impianti in vista del mondiale, ora ci ritroviamo con una marea di scheletri sovra dimensionati e soprattutto totalmente inadeguati a garantire elevati standard di sicurezza e confort agli spettatori. Non lamentiamo se poi a vedere le partite continueremo ad essere quattro affezionati gatti. Alessandro Dondi

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 59 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “LA NAZIONALE TRA LA CONVOCAZIONE DI PELLE’ E L’AMICHEVOLE CON L’ALBANIA AL TARDINI (MA NON E’ NON A NORME UEFA?) – Riflessioni di Alessandro Dondi

  • 3 Ottobre 2014 in 18:58
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    anche questa la metto nelle annate storte

  • 3 Ottobre 2014 in 20:36
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    Scusate,ma adesso mi incavolo.
    In lega calcio litigano di più che in Parlamento,ognuno per difendere il proprio misero orticello.
    Eleggiamo uno scandaloso e pluricondannato in via definitiva(per 5 volte!!!) Tavecchio quale presidente di Lega.
    Un personaggio che,dopo aver detto la famosa frase sugli stranieri africani,in Germania o in Inghilterra sarebbe stato invitato a ritirarsi a calci in culo.
    Facciamo entrare negli stadi Genny ‘a Carogna che conduce la trattativa con Hamsik per vedere se giocare o meno la partita.
    Nel caso specifico,la partita l’avrei giocata,ma il Sig.Genny lo avrei lasciato dentro allo stadio per tutta l’estate.
    Ci sono società conniventi con mezzi(o a volte interi) delinquenti che vanno in curva:sanno chi sono,ma non li denunciano.
    Abbiamo steward negli stadi(poveretti) che hanno 70 anni e a volte prendono anche qualche sarucco.
    A me queste cose,da tifoso e amante del calcio,mi fanno proprio girare i coglioni.
    Il calcio è solo lo specchio del nostro Paese. Chi governa si fa amabilmente i cazzi propri,difendendo i propri interessi di bottega,senza capire che facendo gli interessi di tutti,tutti starebbero meglio.
    Scusate le parolacce,ma sono un po’ “a livello”…

    • 4 Ottobre 2014 in 15:40
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      Caro Alessandro,
      io sn contento ke sia arrivato il TAV-ecchio, xchè vogliamo un paese moderno. Se sei un NO TAV, finisci con gli ecologisti dell’Abete, quelli del complotto (ke ancora non si capisce xchè ci hanno tenuto fuori dall’Europa) e del delitto perfetto. Con il TAVecchio andremo a Lione (ke è in Europa) molto alla svelta. E non sarà Torino-Lione ma Parma-Lione!
      Su Genny ti dico: Gennaro Libero! Palummella Hotmail! Ivan il Serbo Yahoo! E qui permittimi di scendere a difesa dei nostri ultrà (ke saluto rispettosamente, anke + rispettosamente di come fa il Bepi adesso), che sono delle brave persone, sempre. Spesso vittime dei giornalisti che li aggrediscono all’autogrill (e non faccio nomi, ma mi riferisco a quello del disegno ‘perchè io ci metto il naso). Qui a Parma è diverso, se tipo a Milano buttano un motorino dagli spalti, noi lo butteremmo ma catalizzato.

  • 3 Ottobre 2014 in 21:22
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    Di ospitare l Italia si può solo essere contenti.
    Decisamente meno del fatto che i lavori inizino dagli spogliatoi.
    Sono anni che si parla di una legge sugli stadi e sugli impianti sportivi e invece in 4 e 4 8 stanno per gravare le società di ulteriori costi per la sicurezza (cosa che posso anche comprendere perché il problema è grave)

  • 3 Ottobre 2014 in 21:37
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    Daccordissimo con Gabriele, il punto per me è proprio questo: si dibatte di stadi che devono essere confortevoli e garantire sicurezza agli spettatori,perchè solo così si aumentano le presenze sugli spalti ecc…ecc… e poi si inizia dagli spogliatoi, francamente non trovo corretto questo approccio, e non è un problema del Parma che, per carità di patria, deve fare le nozze coi fichi secchi ed adeguarsi alla normativa uefa. Il problema è semmai di strategia generale della politica, che non favorisce gli investimenti sulle strutture sportive. I problemi che rendono il Tardini obsoleto sono ben altri, gli spogliatoi ristrutturati non contribuiscono ad incrementare la partecipazione dei tifosi. Le condizioni dei servizi igienici e dei seggiolini delle curve sono indegni, indegni di un paese civile e dei 140€ dell’abbonamento! Però è vero, la normativa Uefa si preoccupa degli spogliatoi che devono essere confortevoli, accogliere le signore arbitro ecc…ecc…il business è quello, noi tifosi siamo la ruota di scorta, come sempre in Italia: paga e stai zitto! Ripeto, checchè se ne dica, non è un attacco al Parma, bensì un’amara considerazione sulla gestione del calcio italiano e della politica.

  • 4 Ottobre 2014 in 13:34
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    coprite le curve e rifate la tribuna est ancora in tubi innocenti questo stadio doveva essere completato nel 1990 e avere una capienza di 30.000 posti a sedere ho ancora il depliant dell’epoca,oggi siamo nel 2014 sono passati 24 anni e in questi anni ne le amministrazioni locali ne i proprietari che si sono succeduti non hsnno fatto nulla per rebdere il tardini uno stadio degno della gloriosa storia del club e della citta.
    Non sarebbe ora di darsi una mossa e’ una vergogna

    • 4 Ottobre 2014 in 16:17
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      I tubolari innocenti (e se sono “innocenti” non vedo xchè dargli delle colpe), i cessi sfatti, e l’acqua che piove in Nord, fanno tutto molto vintage, che adeso va da dio. Secondo me con la giusta dose di MILF (mio cavallo di battaglia), e senza pietismo, magari rinchiudendo i nonni, i nipoti (x le nipoti valutiamo) gli invalidi e le racchie, in un settore apposito (bastansa lontà), potremmo fare del Tardini un’eccellenza da la Madona.

  • 4 Ottobre 2014 in 16:31
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    ahahahah

  • 4 Ottobre 2014 in 23:18
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    Sei proprio un pirla tu che hai scritto il post alle 16.17 senza firmarti il tuo sarcasmo mi fa pena tu non sei un tifoso sei una m..a

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