domenica, Giugno 23, 2024
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LE DIMISSIONI DI GAETANO TEDESCHI: UN FULMINE A CIEL SERENO IN QUEL CIELO CHE AVREBBE POTUTO RASSERENARE

image(Luca Savarese) – Certo molte cose mi aspettavo potessero accadere in questi giorni, come per esempio che in quel di Bergamo il Parma potesse faticare e magari anche poi perdere, che Ghezzal non provasse, come suo solito, un dribbling, che il Sassuolo fermasse la Juve, ma che Gaetano Tedeschi si dimettesse così ex abrupto, no, sinceramente, non me lo sarei mai aspettato. Si, è un colpo di scena, perché la scena di Tedeschi, presidente, da poche ore imageex, (da quel martedì 29 aprile 2014, giorno della presentazione ufficiale a Collecchio dell’ingresso di Energy T.I. nel Parma) della società di servizi energetici entrata a far parte del capitale azionario del Parma FC rilevando il 10% delle quote, era appena iniziata. Sinceramente, avrei preferito prendere un gol in più dagli orobici e non ricevere questa nuova, non buona, su Tedeschi. Persona per me squisita. Romano, nato nella capitale il 7 luglio del 1953. Già quando si era presentato, in sordina, al telefono, la sera di mercoledì 30 aprile scorso, sugli schermi di Teleducato,  durante Calcio & Calcio più, mi colpì il suo parlare poco in pompa magna, senza nessun format alla Ferrero, ma in punta di piedi, un modo, questo sempre più desueto nel pallone iper ciarliero odierno. Tutti a dire, prima che venisse allo scoperto, che Tedeschi fosse imageun sorta di fantasma, solo perché, forse, più uomo di tanti altri, in un mondo aziendale di robot Si, sapevo dei suoi trascorsi nell’Avellino, ma seppi bene chi davvero fosse il signor Tedeschi il 18 maggio 2014, giorno che, per me, è entrato nella storia degli avvenimenti più preziosi della mia vita. Giorno della presentazione del libello, che mi vede come autore, On the road con l’Euro Parma, all’Aquila Longhi. Che strano, IMG_0010come numero di giorno, è lo stesso della mia laurea in Filosofia Teoretica, conseguita presso l’Università degli studi di Milano, il 18, non luglio,  ma maggio, del 2008. Durante la discussione della mia tesi, c’era una nutrita commissione di cattedratici ad ascoltarmi presso l’ateneo milanese; c’era invece il 18 maggio di quest’anno ad ascoltarmi, oltre a Corradone, Giancarlo Ceci, anche lui Gaetano Tedeschi. Sapevo che sarebbe forse arrivato, invitato dal direttore Majo a presenziare all’evento. Pensavo che si, magari un salto l’avrebbe fatto, ma così una toccata e fuga, un po’ come quando venne Leonardi alla presentazione del libro di Ugo Russo, Un imagemicrofono a due facce, nel novembre del 2012, che apparve come un lampo, in medias res, parlò per qualche minuto, ed andò via. Tedeschi, al contrario, mi sorprese. Lo confesso ora, non avevo mai visto un pezzo grosso, leggere con attenzione un libro di un autore pressoché sconosciuto prima che quel pomeriggio prendesse il via. Non solo, quel giorno Tedeschi, dirigente d’azienda, uno abituato a stare a capo, non uno qualunque insomma, fu protagonista di un climax di umanità davvero unico. Coinvolto da Majo, salì in cattedra, si sedette, parlò delicatamente, rivelò che anche la sua storia era partita con un viaggio, un percorso da lontano, un colloquio che aveva a Parma, che non andò bene, ma che fu l’inizio della sua storia di ingegnere. Si complimentò con me, partecipò con gioia alle foto di rito ed all’aperitivo e dulcis in fundo, alla sera, non appena il Parma aveva battuto il Livorno, mi scrisse un messaggio, un sms, che non avevo mai ricevuto da nessun addetto ai lavori: “Dedicato a Luca e a quelli come lui.  Si, se non ci fosse stato quel 18 maggio, io probabilmente avrei considerato Tedeschi come uno dei tanti. Quel giorno me lo ha fatto incontrare, e scoprire nel suo profondo spessore umano. Fui contento che sulle maglie del 551140Parma in quell’ Energy T.I. Group ci fosse anche un po’ di tutto questo. Non solo fui contento, fui anche tranquillo che un indirizzo diverso, che guardasse più alla sostanza, dopo tanta apparenza, più alla gradualità di un percorso che alla velocità di un corso, potesse adagiarsi sulle magliette, e mettere un’energia nuova non solo sulle casacche, ma anche in seno ad una società ogni tanto troppo asettica, livorosa e chiusa a riccio in sé stessa. I volantini con tanto di scritte Energy T.I. Group che distribuirono prima di Parma Livorno, dopo averlo gustato di persona, prefiguravano un’aria nuova con Gaetano al timone di uno sponsor al dieci per cento cento detentore del Parma, ma che per me, poteva portare piano piano ad una renovatio dei costumi crociati del cento per cento. Socio di minoranza, ma uomo di maggioranza, di quelli che oggi non li fanno più, perché dove lo trovi uno che ti legge un libro di un ragazzo che non ha mai visto e volentieri prende parte ad una festicciola? Oggi gli uomini di business puzzano di business, e quel che leggono, semmai leggano qualcosa, sono tabelle di cifre, contratti che hanno in ballo, soldi che devono ricevere. Tedeschi era di più, guardava un po’ più in là. Avrà avuto i suoi motivi per dimettersi, certo l’Energy T.I. Group continua anche senza la sua persona, che magari avrà modo IMG_0032di concentrarsi in altre faccende ed ambiti, ma a me, ed anche al Parma, ora come ora bisognoso di qualcuno d’altri tempi nelle rogne del tempo presente, mancherà quella sua energia, o un’ energia capace di non fare troppo rumore, di accendere senza far baccano. Anche per questo poco periodo di tempo, un grande grazie, sperando di rivederlo, per parlare di calcio e di vita, con uno che quest’ultima, non subordina alle beghe del pallone. Si mi sarei aspettato di tutto, ma che lui uscisse di scena, proprio no. Luca Savarese

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

14 pensieri riguardo “LE DIMISSIONI DI GAETANO TEDESCHI: UN FULMINE A CIEL SERENO IN QUEL CIELO CHE AVREBBE POTUTO RASSERENARE

  • Peccato. Anche a me ispirava molto

  • Ghirardi non ha più un soldo, il nostro destino è segnato, siamo nelle mani dei furbetti del gas.

  • Ghirardi (che, pur con i suoi limiti, ci mette i soldi e la passione da quasi 10 anni) secondo i più accaniti supporters di questo sito è da cacciare a pedate. Questi dubbi personaggi invece, appena arrivati, di cui nessuno sa niente, che promettono promozioni fantasmagoriche e apertura di sedi e poi non se ne fa nulla, diventano i salvatori della patria. Vi meritate davvero Valenza e Sanz (sognando Cairo, ovviamente…).

    • Anche lei, Luca, è tra i più accaniti supporter di questo sito.

      Per quanto concerne il discorso di Ghirardi credo che sia abbastanza palese cosa possa aver fatto di buono e di meno buono per il Parma (ed è stato indubbiamente meglio che la società fosse finita nelle sue mani piuttosto che in quelle di Valenza o Sanz): però non credo che ci si debba costantemente inginocchiare di fronte al suo simulacro. Vieppiù con i risultati della presente stagione a fronte di come è stata gestita questa pazza estate. E poi il giudizio definitivo lo traccerà la storia in base a quello che potrà essere l’epilogo. Io, per ora, preferisco fermarmi qui, non prima di averle ricordato che questo spazio virtuale (stadiotardini.it) non è da considerarsi, come erroneamente è stato posto, in contrapposizione a Ghirardi: siamo solo un organo di libera informazione e dibattito, dove ognuno è chiamato a pensare con la propria testa, non con la mia o con quella del direttivo.

      Saluti

      Gmajo

      P.S. dimenticavo: anche il giudizio su Energy T.I. Group è sospeso fino a quando non vedrò qualcosa: per ora mi limito ad aver registrato le parole di Giuli, che restano qui ad imperitura memoria, anche se molto onestamente mi preoccupa l’uscita di scena di Gaetano Tedeschi, nel quale avevo riposto la massima fiducia.

      Gm

      • Marcello che vorrebbe farsi assumere dal Parma x il Cento-uno-ario come direttore del marchettin (o qualsiasi altra cosa)

        Majo se lei non si mette in snoccione non è un vero tifoso. E’ come se va in chiesa a cantare i cori x la Madonna e vuole stare in piedi. Dopo nn si lamenti se quando facciamo la divisione tra veri tifosi e nemici lei va sempre nell’elenco di destra, e in ultima posizione, e ci facciamo anke le corna mentre lo scriviamo.
        A me cmq Tedeschi, nazionalità a parte, non mi aveva mai convinto. Kissà cosa nascondeva sotto il riporto…. almeno un invalido poteva starci secondo me.

    • e salutami harvey

  • Per uscire da questa situazione è necessario intervenire nel mercato di riparazione, l’eventuale rientro dij Biabiany non è sufficiente, quindi o Ghirardi o altri, devono immettere liquidità

    • Ci vogliono almeno 4 calciatori di livello al mercato dei disperati. Ma chi caccia la grana?
      Consiglio pullman con bandiere sotto casa della signora Madre Pasotti

  • Giancarlo Pecora

    a livello di sponsorizzazione cosa cambia? penso niente….

  • vecchia guardia

    Gli imprenditore di parma dormono, e’ possibile che non possano dare una mano a questa gloriosa societa’ e farla ritornare grande come meriterebbe.

    SEMPRE FORZA PARMA

    • Vecchia guardia, mi sai dire quali sono i VERI imprenditori a Parma?
      E’ una storia vecchia o meglio sono i cari corsi e ricorsi storici di GB Vico: domanda alla famiglia Ceresini quanti e quali imprenditori gli dettero una mano negli anni 70-80

      • Fulvio Ceresini

        Rispondendo alla domanda del sig. Alfredo l’unico imprenditore che ci diede una mano fu Calisto Tanzi che in uno dei tanti momenti difficili decise di rilevare il 25% della società e di sponsorizzarla con il marchio Parmalat. Anni prima al tempo del consorzio del prosciutto l’allora ds Sogliano che aveva allacciato rapporti personali con quelli che lui chiamava “Prosciuttai” raccolse una somma importante ,e mio padre ricordo che era molto contento del fatto che vi fossero persone che lo aiutassero in modo disinteressato al rafforzamento della squadra ,vari assegni da 3/4/5 milioni cadauno. Dopo un paio d’anni arrivo’ a mezzo di un legale richiesta di restituzione delle varie somme da intendersi versate a titolo di prestito al Parma Calcio con relativi interessi maturati con minaccia di pignoramenti. Ricordo che fu una vera mazzata un fulmine a ciel sereno ma dovette restituire a chi ne fece richiesta quanto dato.Altre mani ,tolta forse qualcuna ad andare nel fosso ,non ne ricordo. FORZA PARMA. Cordialmente FC

  • filippo1968

    non verranno immesse liquidità a gennanio ,e nessun imprenditore locale si farà avnnti….tantomeno arabi o americani …….siamo in balia della tempesta estiva del “capo delle acciaierie”si perchè fare il presidente è un altra cosa,…….da questa situazione se ne può uscire solo se i calciatori troveranno stimoli , motivazioni e una condizione fisica migliore dal fondo del barile……ora bisognerebbe veramemte giocare da provinciale lottare per ogni singolo metro di campo,ma…..adesso occorre qualche vittoria per tirarsi fuori e con la testa credo che non ci siamo….siamo un malato in gravissime condizioni purtroppo,

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