martedì, Maggio 28, 2024
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L’OPINIONE DI MAJO DOPO LE DIMISSIONI DI GAETANO TEDESCHI DALLA PRESIDENZA DI ENERGY T.I. GROUP: “PENSO POSSANO DIPENDERE ANCHE DAL MANCATO DECOLLO DEL PIANO INDUSTRIALE SUL TERRITORIO”

(gmajo) – L’ingegner Gaetano Tedeschiche come StadioTardini.it vi ha tempestivamente riferito, ieri ha lasciato l’incarico di presidente del consiglio d’amministrazione della Energy T. I. Group Spa, la multinazionale dell’energia divenuta socia di minoranza del Parma F.C., oltre che attuale second sponsor sulle maglie, primo atto di una sponsorizzazione che nel giro di una decina di anni dovrebbe immettere nelle casse del Parma circa 25 milioni di euroha scelto di affidare stamani alla collega di Parma Repubblica  Maria Chiara Perri  le sue parole di spiegazione dello stringatissimo annunzio di ieri sera, imagearrivato come un vero e proprio  inaspettato fulmine a ciel sereno,  o meglio in un cielo, quello di Parma, per quanto concerne il discorso calcio, nel bel mezzo di una bufera, che, magari, proprio come scritto stamani dal nostro Luca Savarese, avrebbe potuto, grazie alle sue indubbie qualità umane e professionali (anche per via delle precedenti esperienze nel mondo del calcio, tra cui la presidenza dell’Avellino), contribuire a rasserenare. Già ieri sera durante Calcio & Calcio avevo cercato di esporre il mio pensiero  – non so se azzeccandoci, non so se sbagliando, comunque seguendo la solita ricetta di far funzionare il imagecervello in base agli indizi raccolti, ma sempre con la consapevolezza di poter sbagliare, quando si commenta a caldo e senza il puzzle completo – sul significato dell’accaduto e la ricaduta che queste dimissioni possono avere sul Parma Calcio. Pensiero che sostanzialmente resta invariato, poiché Tedeschi, nel parlare con la collega di Parma Repubblica, come è naturale che fosse non si è certo spinto molto più in là nel motivare con i classici Energy T.I., si dimette il presidente: impegni di carattere personale il repentino addio (era arrivato alla Energy T.I. Group appena un anno fa), del resto non è la prima volta che Tedeschi lascia volontariamente un incarico così prestigioso, dal momento che lo stesso era accaduto nel 2010 a K.R.Energy Spa; evidentemente, dunque, l’hombre vertical  quando ravvisa che in un’azienda non ci siano più le condizioni ambientali per poter dare il meglio di sé preferisce prender cappello. Ma che questo stavolta accadesse proprio poco dopo l’ingresso della società che presiedeva sino a ieri nella squadra di calcio di  Parma, da dove è partita la sua brillante parabola ascendente professionale (era direttore generale in Bonatti quando l’azienda ruotava in orbita Parmalat e proprio per questo arrivò a presiedere l’Avellino, essendo stato scelto per le sue qualità) gli è dispiaciuto non poco, come ha voluto raccontare alla Perri di Parma Repubblica: "Sono molto legato a Parma e in particolare al rapporto con il Parma Calcio, quindi mi dispiace davvero dover lasciare un progetto in cui credo molto, ma a cui non posso più garantire il massimo a livello personale: in questo periodo sono sopravvenuti molti importanti impegni lavorativi che mi portano spesso all’estero. Sono amministratore di una società quotata di energia rinnovabile, mi occupo inoltre di progettazione di linee alta velocità, come la Santiago-Rio, e in questo periodo sono impegnato nell’acquisizione di un’importante linea di produzione di pannelli fotovoltaici in Olanda". Gli impegni che Tedeschi asserisce esser sopravvenuti, in realtà c’erano già qualche mese addietro quando, con dovizia di particolari, aveva spiegato, durante una puntata di Calcio & Calcio su Teleducato come avrebbe dovuto funzionare il progetto, chiamiamolo così, di vasi comunicanti, per cui il Parma sarebbe stato finanziato – indirettamente – dagli industriali locali (così ancora una volta non si sarebbero sporcati le mani, giacché pare proprio che abbiano una certa idiosincrasia a volersi interessare direttamente delle sorti della squadra di pallone, come già accaduto ai tempi del crac, per cui il Commissario Bondi dovette guardare oltre i confini del nostro territorio, trovando quel giovane entusiasta presidente del Carpenedolo) proprio tramite Energy T.I. Group che avrebbe loro fornito (a condizioni economiche migliori delle attuali) gas ed elettricità, e buona parte delle risorse ricavate sarebbero state re-investite nel Parma Calcio, e, corollario del progetto, ci sarebbero state pure le utenze retail: in sostanza l’esperimento di una sorta di azionariato popolare per cui i tifosi avrebbero a propria volta contribuito, cambiando gestore, al sostentamento del club, sempre con il tramite di Energy T.I. Group. Il piano industriale per la discesa in campo su questo territorio, benedetta, da imagequanto ci consta anche dalla Municipalità, consisteva appunto nello schema di cui sopra, a fronte del funzionamento del quale la multinazionale si era impegnata a versare nelle casse del Parma la bellezza di circa 25 milioni di euro solo di sponsorizzazione per i prossimi10 anni, oltre ai 5 milioni di euro che Roberto Giuli, AD di Energy T.I. Group riferisce di aver già versato nel capitale sociale della imagesquadra detenuta al 10% in sede di acquisto delle quote (lo ha dichiarato a me venerdì scorso e prima ancora alla collega Perri di Repubblica). 25 milioni di euro, sia pure diluiti in 10 anni (a parte che non c’è molta chiarezza sulle cifre, giacché gli anni dell’accordo, a seconda degli oratori ascoltati, passano dai 7 ai 12, e la cifra annuale di sponsorizzazione come main sponsor dovrebbe essere di 1,5 all’anno dunque prima di raggiungere i mitizzati 25 ce ne vuole…) non sono, specie di questi tempi, una bazzecola, sicché mi ero permesso di esporre a Giuli, durante l’amabile conversazione di venerdì, la mia personale convinzione per cui non riusciranno mai a rientrare dell’enorme investimento fatto, e aggiungerei ora, soprattutto se ne frattempo il principio dei vasi comunicanti non ha iniziato a funzionare. Non mi risulta (del resto se fosse avvenuto penso ci sarebbe stata una conferenza in pompa magna) che sia stato stipulato alcun contratto con le aziende top leader del territorio. Giuli, nell’intervista di venerdì, parlava di low profile: io, come già ho opinato, non so quanto questa sia stata una scelta voluta, o una conseguenza della pazza estate del Parma, fatto sta, però, che, per funzionare, il progetto virtuoso avrebbe dovuto già partire e, probabilmente – ma questa è una mia impressione personale – il più adatto a farlo decollare avrebbe potuto essere proprio Gaetano Tedeschi, per via dei suoi trascorsi su questo territorio e i precedenti nel calcio: invece il presidente, da ieri dimessosi, mi pare sia sempre stato distante ROBERTO GIULI E TOMMASO GHIRARDIdalla operatività e dalla rappresentanza sul territorio, tanto è vero che in sede di matrimonio i coniugi erano Tommaso Ghirardi e Roberto Giuli. Dell’esistenza del presidente Tedeschi saremmo venuti a saperlo pochi giorni dopo grazie alle indagini dell’ispettore Angella: e dire che l’ing. Gaetano, come poi rivelato da Settore Crociato, era presente in prima fila, ma non è mai apparso, non si è mai parlato ufficialmente di lui neppure in seguito e soprattutto – cosa più importante – non ha mai seduto (al contrario di Giuli) nel Cda del Parma F.C. (nonostante, sempre per i già più volte ricordati, fosse lecito aspettarsi che potesse essere cooptato). C’è anche da ricordare come, a proposito di low profile, Tedeschi non avesse mai alzato la testa, proprio direi per non disturbare il manovratore, accennando sempre e solo al piano industriale – al quale credeva parecchio e che non mi stupirei se con altri attori lo intraprendesse altrove – ma mai, sebbene io o Angella lo tentassimo con le nostre domande, alle cose di calcio, benché dopo una delle sue telefonate, in piena vacanza ghirardiana, lo indicammo tutti, dal parterre, alla unanimità quale candidato ideale alla presidenza del Parma. Va altresì ricordato come, qualche settimana fa, giunsero fino a noi delle indiscrezioni in arrivo dalla lontana Campania, secondo cui Gaetano Tedeschi, in coppia con Antonino Imborgia, sarebbe entrato nell’Avellino perseguendo un modello (sponsorizzazione più acquisto delle quote) già sperimentato a Parma: in quei giorni fioccarono le smentite, con la indefessa responsabile marketing Antonella Lombardi che ci spedì non una, bensì due smentite, una di Tedeschi, l’altra di Giuli, anche in ossequio a quello che l’AD aveva definito nella sua nota un rapporto di esclusività con il Parma. Probabilmente nel calcio, giacché pochi giorni dopo sarebbe stata ufficializzata, invece, la sponsorizzazione della forte squadra di volley di Trento. Ora che Tedeschi si è svincolato dalla Energy T.I. Spa non è detto che – sempre ammesso riesca a trovare il tempo visto i numerosi ed impegnativi incarichi che ha elencato conferendo con la Perri – possa riavvicinarsi all’altra squadra cui è sicuramente affezionato visto il passato, alias l’Avellino, anche se rimane il rammarico che non possa in un qualche modo aiutare il Parma.

Sempre nella conversazione telefonica con Parma Repubblica, l’ingegner Tedeschi ha inteso replicare anche a chi ha sollevato dubbi su un passato poco lineare della holding guidata da Roberto Giuli: “Mi dispiace che si punti l’attenzione su qualcosa che non riguarda l’Energy T. I. Group, che è una realtà costituita l’anno scorso. In un periodo difficile per il Parma F. C. bisognerebbe concentrarsi sulle questioni calcistiche, non societarie". Su questo punto non concordo con Tedeschi, poiché credo sia lecito – checché se ne dica – che giornalisti e tifosi, oltre a preoccuparsi del campo (e ne hanno ben donde) possano porsi domande anche sull’assetto societario del club e magari sentirsi più tranquilli sapendo che il secondo socio forte della società, dopo la famiglia Ghirardi, appunto la Energy T.I. Group sia forte, solvente ed affidabile, al lume di lettere anonime del sedicente gruppo Gino Gazzola, che, spedendo missive agli organi di stampa (tra i quali anche noi di stadiotardini.it) tendono a “sputtanare” il marchio per via di precedenti vicissitudini. Tedeschi, però, con Repubblica Parma ha chiarito che l’organismo che ha lasciato è una neo-formazione che nulla ha a che vedere (omonimie e qualche carica sociale a parte) con altre oggetto appunto di contestazioni e transazioni con altri team sportivi. Giuli, sia nella intervista esclusiva concessa a stadiotardini.it venerdì scorso, e prima ancora con Parma Repubblica, come ricordato oggi da Perri aveva replicato che, come tutte le aziende, la Energy T. I. Spa ha in corso diversi contenziosi civili e penali, alcuni promossi da lei stessa, e che non dovevano esserci dubbi sulla sua partecipazione nel Parma Calcio perché erano già stati versati 5 milioni di euro e altri 18 erano previsti da contratti di sponsorizzazione. Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

9 pensieri riguardo “L’OPINIONE DI MAJO DOPO LE DIMISSIONI DI GAETANO TEDESCHI DALLA PRESIDENZA DI ENERGY T.I. GROUP: “PENSO POSSANO DIPENDERE ANCHE DAL MANCATO DECOLLO DEL PIANO INDUSTRIALE SUL TERRITORIO”

  • grammaticus

    se non c’è il sole, nella bufera, solitamente è per problemi di accenti

  • Direttore, Lei come interpreta il silenzio del sommo direttore?Passare dall’auto accusarsi di tutto e dall’auto nominarsi primo responsabile con tanto di conferenze stampa al silenzio più assoluto mi sembra un pò strano. Soprattutto dopo aver dichiarato all’indomani del Genoa di conoscere la ricetta per uscire dalla crisi e che a bergamo sarebbe stata una grande partitia e corbellerie varie.

    • Forse resosi conto anche lui che non è il massimo esporsi dicendo di avere in farmacia il rimedio pronto per far guarire il malato quando poi questi, dopo la somministrazione, si aggrava, giustamente ha deciso di tacere… Penso che le fole siano state anche troppo abbindolate con le parole, e forse anche lui ha capito che non conviene tirata troppo la corda, visto il precipitare della sua credibilità. Lo vedo parecchio in difficoltà e secondo me pure timoroso. In questo momento da valore aggiunto che era non vorrei diventasse un valore sottratto, trasmettendo negatività. Fin che sono i tifosi a dire che siamo già in B è un conto, ma è palese che le altre componenti debbano conservare freddezza, calma, gesso, sangue freddo.

      Peraltro, poi, pensavo che potessero arrivare, ieri in serata, ad esonerare Donadoni, ma devo aver fiutato male qualcosa. Certo è un mutismo abbastanza anomali: speriamo sia funzionale.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Jorquera lesione secondo grado dei flessori(diciamo pure fuori 2 mesi): a sem a post va!!!
    Ci vuole una macumba

  • Il Sensini di Ambivere

    Buona sera Dott. Majo,

    mi permetta di andare fuori tema : mi ha incuriosito un articolo pubblicato da settore crociato relativo alle condizioni poco dignitose della zona che ospita le persone diversamente abili allo stadio Atleti Azzurri d’Italia a Bergamo.
    Ok per spirito divulgativo ma mi sembra un poco sospetto per la tempistica di pubblicazione nel senso che il suddetto e obsoleto settore per diversamente abili esiste da diversi anni.
    Capisco l’attualità dell’argomento che è oggetto di dibattito anche a Parma tuttavia i problemi non si risolvono guardando in casa d’altri.
    Dal mio punto di vista non si dice niente di nuovo , anzi , evidenziare le lacune strutturali di altri impianti non giustifica le inadempienze di chi dovrebbe rendere un luogo pubblico, quindi anche lo stadio Tardini, fruibile al meglio per tutti.
    Cosa ne pensa?

    Christian

    • Gentile Christian,

      non si deve scusare se andare fuori tema significa affrontare un argomento a me particolarmente caro come quello relativo al settore disabili. Anzi, di questo la ringrazio.

      Il sito di Settore Crociato, all’alba di una idea – non adesso che ha centrato in pieno la propria nuova missione – a proposito dei disabili lasciati all’addiaccio al Tardini aveva una particolare sensibilità, che non nascondo mi avesse trasmesso contagiandomi in pieno, soprattutto dopo che ebbi modo a fine luglio 2011 a Cogollo del Cengio di raccogliere la testimonianza del tifoso crociato in carrozzina Fabio Giarelli. Da quel giorno ho cercato di mettermi a disposizione di questa nobile causa il più possibile, cercando di dare il meglio di me stesso, al fine di ottenere che al Tardini non piovesse più addosso ai tifosi disabili. E per questo lanciai la campagna “Un tetto per i disabili del Tardini”. Uno dei miei cavalli di battaglia, in questa battaglia di civiltà, verte sul fatto che se i poveri disabili, con la scusa della burocrazia, da anni sono lasciati alle intemperie senza che si riesca a fare uno straccio di tettoia, a supporto dell’upper class, invece, cioè per gli sponsor e affini, si è sventrata l’intera tribuna centrale petitot (senza che non ci fosse uno straccio di intralcio burocatico) per creare box riscaldati e all’ultima moda dove gozzovigliare: ma il primo a parlare di questa palese contraddizione era stato proprio Settore Crociato, di cui allora (all’alba di una idea), come oggi (nella nuova missione) il curatore era – ed è – Giuseppe Squarcia, il neo responsabile per i rapporti con la tifoseria del Parma FC. Era stato lui il primo a suggerire di creare per i disabili spazi upper class, come potete leggere nel testo qui sotto copia-incollato con tanto di link che reindirizza al virtuoso testo:

      http://www.settorecrociatoparma.it/oldsite/Notizie1011.htm/notizie_1011_748.htm

      Di fronte ai progetti commerciali che interesseranno la Tribuna Est
      BOX PER I DISABILI, SI RINNOVA LA SPERANZA
      Sarebbero un punto qualificante per Parma Calcio, G-Sport e Comune

      Di fronte all’annuncio ufficiale di G-Sport, concessionaria del marketing per il Parma Calcio, tramite le parole del suo amministratore delegato, Alessandro Giacomini, della costruzione, per la prossima stagione, di diciotto confortevoli Sky Box nella Tribuna Est dello stadio ‘Ennio Tardini’, si rinnova la speranza di un doveroso pensiero ai tifosi Crociati con disabilità i quali occupano, come hanno appurato, in diverse circostanze, sindaco e assessori preposti, questo settore dell’impianto subendo alcuni problemi logistici, soprattutto nelle giornate piovose, costringendoli a rimedi scomodi e di fortuna o a disertare gli spalti. Non sarebbe piacevole da parte loro, in un giorno di pioggia copiosa, girarsi e vedere, alle proprie spalle, a una manciata di metri, spazi esclusivamente a uso commerciale, accoglienti, dotati di ogni comfort e, magari, pure riscaldati. Progettare angoli simili per l’accesso ai disabili, finanziati dalla stessa G-Sport per mezzo di sponsor e partner, farebbe guadagnare al nostro impianto sportivo e, soprattutto, al nostro ‘club’ punti essenziali. Molto più importanti di quelli necessari per la classifica di campionato.

      Se all’alba di una idea la sensibilità del curatore di Settore Crociato era indirizzata, come abbiamo letto, ai disabili del Tardini – lui stesso aveva scattato una significativa foto di una carrozzina protetta da un ombrello – passato qualche anno, e approdati in pieno, direi persino oltre, alla nuova missione, il punto di vista è cambiato, perché adesso non conta più dare migliorie ai diversamente abili, adesso la priorità è quella di sostenere in tutto e per tutto Pietro Leonardi. E così se in conferenza il Plenipotenziario ordina di dare un’occhiata a come sono sistemati gli altri settori disabili in giro per l’Italia, lui, Squarcia, che ora è alle dipendenze, o è consulente, o collabora, con la Società cosa fa? Fa un reportage fotografico dall’Atleti Azzurri d’Italia, dove il settore disabili è indecente (e io per primo lo avevo scritto in un commento qui su stadiotardini.it) più o meno per le stesse problematiche dell’Ennio (di fatto sono lasciati senza tettoia anche loro), ma con l’aggravante che non hanno neppure la passerella, bensì le carrozzine sono posteggiate sul cemento con i posti dipinti a vernice come un parcheggio auto.
      I punti di vista sono diversi, e anche il modo di agire ed operare: se l’esigenza – nella nuova missione – è quella di coprire e giustificare, sempre e comunque, le azioni della società e del suo macchinista, allora Squarcia fa bene a mostrare uno stadio peggiore del nostro, quello di Bergamo; ma se il fine è quello di aiutare i fratelli più deboli della comunità crociata, in questo caso i nostri disabili, non sarebbe meglio mostrare come obiettivo da raggiungere chi ha fatto meglio di noi? Perché guardare al ribasso, e voler sempre offrire una pezza giustificativa, e sempre dare stoccate a chi critica, anziché cogliere l’assist per diventare davvero i migliori? Basta leggere le conclusioni cui Squarcia era arrivato nel 2011 e rileggerlo oggi per capire la differenza. Temo ci sia stata una involuzione: io lo preferivo decisamente prima.
      Ha ragione Christian quando sostiene che “evidenziare la lacune strutturali di altri impianti non giustifica le inadempienze di chi dovrebbe rendere un luogo pubblico, quindi anche lo stadio Tardini, fruibile al meglio per tutti”. E per renderlo fruibile non servono rendering, promesse o proaganda da regime che si susseguono da anni, ma fatti concreti. Quelli, purtroppo, mancano.
      Poco prima Christian aveva scritto: “i problemi non si risolvono guardando in casa d’altri”. Al Parma Calcio, invece, specie con l’attuale management, questa è la linea da perseguire: abbiamo debiti con i fornitori? Ma chi è che non ce li ha? Al Tardini piove sui disabili? Beh, perché a Bergamo no? Abbiamo fatto un mercato povero? Perché le altre no? E via dicendo…

      Cordialmente

      Gmajo

  • Mi sembra chiaro che il problema siano i calciatori, non il modulo. E non i calciatori brocchi, ma i calciatori balordi.
    Quello che mi chiedo è: quale situazione finanziaria c’è nel Parma? Cosa ne pensano/sanno i calciatori di tale situazione?

    Insomma, è tornato di moda il detto di Orlandini in merito alle “vecchie troie del calcio”?

  • Giancarlo Pecora

    Soprattutto è ora che si gettano le basi per l’autofinanziamento del prossimo calciomercato. Io mi chiedo chi venderemo e penso, ahimè, al sacrificio di mauri o cerri. Ora Ghirardi avrà capito che se vuoi autofinanziarti devi comunque investire sennò sei statico e si blocca il giochino: sembriamo in amministrazione controllata. Quindi la fola dell’autofinanziamento/autogestione è vera in parte, quest’anno abbiamo tirato i remi in barca alla grande e raccolto i pochi frutti della precedente politica (squadre satellite). Chiarezza anche su questo non farebbe schifo; perché ora c’é il problema salvezza ma domani ci sarà di nuovo il problema danari per mettere su una squadra decente, anche perché i big sono tutti fermi al palo e, a meno che di un clamoroso rientro, non vedo orizzonti di plusvalenza. Allora Ghirardi deve mettere per forza di cose mano al portafoglio perché anche l’autogestione ha un costo, dal niente non nasce niente.

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