PIA (LA STATISTICA): “IL PARMA HA LA MIGLIORE EFFICIENZA OFFENSIVA DI TUTTA LA SERIE A, MA E’ AGLI ANTIPODI QUELLA DIFENSIVA: SERVONO IMPORTANTI CAMBIAMENTI TATTICI”

(Matteo Pia, da La Statistica ) – Chi si poteva aspettare il Parma ultimo in classifica dopo 6 giornate? Appunto, nessuno. La squadra di Donadoni ripartiva dal settimo posto e con un’Europa League svanita solo per questioni burocratiche, e da una formazione base sulla carta immutata se non per l’innesto di Lodi in regia al posto di Marchionni. A dire il vero negli ultimi anni i gialloblù non hanno mai avuto una partenza spedita ma sono usciti alla distanza. Eppure resta l’impressione che ora qualcosa non giri. Gli infortuni pesano, e vedremo in questo articolo quanto, ma se non basta nemmeno un Cassano con numeri offensivi migliori rispetto allo scorso anno per muovere la classifica…

imageI numeri dicono che il Parma dopo 6 turni ha la migliore efficienza offensiva di tutta la Serie A con il 52,4% (11 gol con 21 tiri nello specchio, 1 ogni 1,9 conclusioni. Nelle prime 4 giornate sfiorava il 100%) ma è anche una delle squadre contro cui è più facile tirare nello specchio (il 43,48% dei tiri verso la porta di Mirante centra il bersaglio – solo il Palermo regala percentuali superiori di SOTCON) pur essendo una delle squadre che concede meno conclusioni totali, solo 69 contro ad esempio le 107 già concesse dal Verona. Dei 30 tiri che gli avversari del Parma hanno diretto verso lo specchio, ben 16 sono però diventati gol: 1 ogni 1,87 tiri e questa è nettamente la statistica peggiore del campionato. Il Verona, per continuare nel confronto fatto in precedenza, subisce un gol ogni 6,2 tiri nello specchio, Palermo e Sassuolo – che condividono l’ultimo posto della classifica con i crociati – rispettivamente uno ogni 2,85 e 2,7 tiri. Come dimostra il grafico qui sotto, 13 dei 16 gol subiti da Mirante sono arrivati da tiri frontali, cioè scagliati direttamente nella proiezione dello specchio.

parma gol subiti

Questi dati agli antipodi tra fase offensiva e fase difensiva hanno come risultato un PDO pericolosamente vicino al 1000. Pur in discesa nelle ultime settimane, l’indice che mette in relazione fase offensiva e difensiva della squadra di Donadoni è infatti di 990, fatto che lascia presagire pochi margini di miglioramento. Insomma, per far girare la ruota nel verso giusto potrebbero servire cambiamenti importanti dal punto di vista tattico.

Il confronto con le cifre finali dello scorso anno è iniquo, come si vede dal grafico qui sotto. Solo il dato dell’efficienza offensiva segna un miglioramento, mentre tutte le altri voci cambiano in peggio. Con una particolarità: la SOT finale dell’anno scorso (31,49%) metteva il Parma al quindicesimo posto assoluto, mentre il 29,58% di quest’anno lo piazza al dodicesimo. Segnale di un campionato in cui, finora, le difese stanno facendo la differenza.

parma cfr anni

In generale, comunque, i numeri del Parma in queste prime 6 giornate non sono così deficitari. La squadra di Donadoni, ad esempio, ha tenuto finora il 52,6% di possesso palla (decima di A), ma se si esclude la partita con la Roma in cui furono i giallorossi a tenere in mano il pallino del gioco il dato schizza vicino al 60%. Segno di una squadra che gioca e lo fa anche sbagliando tutto sommato pochi palloni, come dimostra l’81% di passaggi completati (decimo posto anche in questo caso) che resta un buon 66,7% negli ultimi 30 metri di campo quando si tratta di finalizzare l’azione. Qualche pallone perso di troppo arriva dalle percentuali nei contrasti (35%, 64 su 182 tentati) e nei dribbling (29 riusciti su 60) e andando con la memoria a rivedere i gol subiti questi aspetti stanno pesando non poco.

Questo anche perché il Parma è – dopo Juventus e Napoli – la squadra che durante un partita gioca per meno tempo nella propria trequarti difensiva (23%) ed una di quelle che gioca di più nella trequarti avversaria (29%). La squadra tiene dunque un baricentro alto e quando i costruttori di gioco perdono palla si fa trovare troppo scoperta: i gol subiti da De Jong, Thereau e Matri ne sono un esempio.

La fase offensiva, che ad inizio anno sembrava poter essere un problema (anche per la partenza di Parolo, secondo miglior marcatore della squadra un anno fa), sta invece funzionando. Il Parma è rimasto a secco solo in una partita, quella d’esordio a Cesena quando, guarda caso, mancava Antonio Cassano. Fantantonio sta viaggiando su medie realizzative superiori rispetto alla passata stagione: dopo aver chiuso con 12 gol su 57 tiri la sua prima annata in gialloblù, quest’anno è già a 4 centri con sole 13 conclusioni (per arrivare a 6 l’attuale capocannoniere Carlos Tevez ha avuto bisogno di 25 tiri. I due sono invece terzi a pari merito per i key passes, ovvero quei passaggi che innescano potenziali occasioni da rete, con 16 in 5 partite giocate).

Come dicevamo in apertura, non va dimenticato che al Parma attuale mancano 3 titolari inamovibili. In difesa al fianco di Lucarelli si sta facendo sentire eccome l’assenza di Gabriel Paletta. L’anno scorso il difensore azzurro, pur in una stagione difficile caratterizzata da diversi problemi fisici, ha tenuto numeri decisamente migliori da quelli mostrati fin qui da Felipe, il più impiegato da Donadoni al centro della difesa.

parma paletta felipe

Così come si sente l’assenza della catena di destra formata da Mattia Cassani e Jonathan Biabiany, che nella scorsa stagione permetteva anche variazioni tattiche a Donadoni con un 3-5-2 che vedeva il terzino scalare come centrale di destra per lasciare tutta la corsia al francese. Non è probabilmente un caso che il Parma sia la squadra più sbilanciata verso sinistra di tutto il campionato: i crociati, infatti, attaccano dalla corsia mancina addirittura nel 41% dei casi, mentre sono i penultimi per attacchi a destra (30%). Biabiany, fermo a tempo indeterminato per problemi di aritmia, era reduce da una stagione da 6 gol, 5 assist e 26 key passes. Cassani, operato di ernia, aveva messo assieme 5 assist e ben 40 key passes risultando in queste categorie il miglior terzino destro del campionato. Ma i due avevano anche buonissimi numeri difensivi. Biabiany, ad esempio, è stato tra i giocatori offensivi uno di quelli con più passaggi avversari intercettati (20) a cui ha aggiunto 24 disimpegni, mentre Cassani ha avuto 88 intercetti e 172 disimpegni. Cifre che il Parma non sta riuscendo a rimpiazzare con i sostituti, così come è difficile rimpiazzare il filtro difensivo a centrocampo di Parolo con i suoi 129 tackle vincenti (3,6 a partita), 57 intercetti e 64 disimpegni. Matteo Pia, da La StatisticaElaborazione su dati Whoscored e Squawka

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

10 pensieri riguardo “PIA (LA STATISTICA): “IL PARMA HA LA MIGLIORE EFFICIENZA OFFENSIVA DI TUTTA LA SERIE A, MA E’ AGLI ANTIPODI QUELLA DIFENSIVA: SERVONO IMPORTANTI CAMBIAMENTI TATTICI”

  • 9 Ottobre 2014 in 12:18
    Permalink

    chi si poteva aspettare il parma ultimo in classifica dopo sei giornate ? nessuno

    da oggi il mio nome e’ nessuno

    • 9 Ottobre 2014 in 12:19
      Permalink

      Per chi non lo avesse capito l’Ulisse in questione è “assioma”

  • 9 Ottobre 2014 in 12:34
    Permalink

    e il relatore dell’aricolo e’ polifemo

  • 9 Ottobre 2014 in 12:37
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    speriamo che la maga circe trasformi i prodi crociati in …..calciatori da serie a 🙂

  • 9 Ottobre 2014 in 12:39
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    che di maiali ne abbiamo anche troppi,ah emilia terra di nebbie e di gozini 🙂

  • 9 Ottobre 2014 in 13:54
    Permalink

    bisogna trovare soluzioni nuove. ad esempio souza è scarso, in portogallo può fare il centrocampista (anche l’attaccante) ma in italia no; dato che manca paletta e lucarelli sente l’età perché non provarlo difensore? majo lo chieda a donadoni alla prima ocasione. poi ridare spazio a ristovsky esterno destro nel 352 e panchinare subito lodi.

    mirante
    mendes souza lucarelli
    ristovsky acquah jorquera mauri de ceglie
    cassano coda

    • 9 Ottobre 2014 in 13:59
      Permalink

      Di esperimenti il buon Donadoni ne fa anche troppi di suo, per cui eviterei di suggerirgli quello di De Souza libero. Concordo, invece, con il 3 5 2, con il rilancio di Ristovski, suo malgrado trasformato in capro espiatorio dopo la cinquina del Milan (sperando, nel frattempo, che non sia stato ucciso psicologicamente) nel ruolo di esterno destro (o al limite Rispoli); concordo anche sull’ipotesi di centrocampo (anche se in prospettiva Lodi è da recuperare) e l’attacco. Col 3 5 2 ci sarebbero più o meno tutti quanti i più affidabili al posto giusto.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 9 Ottobre 2014 in 14:10
    Permalink

    ce lo vedo donadoni ormai impazzito coi suoi esperimenti,nel chiuso del laboratorio di collecchio col suo fido aigor che pronuncia la frase “si puo fare !”

  • 9 Ottobre 2014 in 15:34
    Permalink

    Parlare della difesa è come sparare sulla croce rossa.
    Sulla fase offensiva vado contro i numeri, almeno credo, e dico che dovremmo tirare in porta più spesso.
    Un’altra cosa evidenziata giustamente nell’articolo è il baricentro alto, dicevo anche dopo udine che secondo me quest’anno non possiamo permettercelo perchè c’è poca qualità e la difesa è fragile, si traduce in un boomerang.
    La percentuale alta di passaggi riusciti secondo me è ingannevole, si tratta quasi sempre di passaggi orizzontali corti e semplici che non fanno altro che consentire all’avversario di sistemarsi in difesa e preparare il contropiede.
    Visto che è troppo facile criticare senza parlare di rimedi non si può far altro che ribadire che la squadra è stata costruita male. Non è adatta al tecnico e viceversa. Sulle fasce abbiamo praticamente solo giocatori difensivi. il 352 potrebbe essere una soluzione per il breve. Un’altra cosa che credo varrebbe la pena tentare è quella di mettere un interditore e non un regista davanti alla difesa, acquah ci ha già giocato, magari affiancato da mauri e lucas, che non credo abbia fatto vedere cose cosi orribili da meritare di essere già accantonato. il parma deve ritrovare organizzazione e collettivo perchè i giocatori non sono cosi scarsi come si dice ora

  • 9 Ottobre 2014 in 15:52
    Permalink

    lodi da recuperare ….non lo so,il tempo è poco però….gli esperimenti e il recupero degli elementi vanno bene quando le cose non sono sul filo del rasoio come ora .se si tratta di recuperare lodi,bisogna farlo massimo entro un mese perseverare oltre potrebbe essere rischioso,per trovare la quadra su uomini e modulo servono scelte e con lui in campo (almeno nelle condizioni attuali in cui non è di alcun aiuto alla squadra)potrebbe essere tardi poi….per esempio in un 3 5 2 si potrebbe fare a meno di lui….

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