martedì, Maggio 28, 2024
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SETTORE DISABILI / MAJO SULLA NOTA STAMPA DI IERI DEL PARMA: “SPERO NON SI TRATTI DELL’ENNESIMA PRESA DI TEMPO, PERCHE’ SE NE E’ GIA’ PERSO ANCHE TROPPO”

(gmajo) – Insoddisfatto. Le spiegazioni fornite ieri, martedì 30 settembre 2014, dalla società Parma F.C. in una nota stampa, a proposito della mancata entrata in funzione del  nuovo settore disabili dello stadio Ennio Tardini di Parma, evidenziano come non vi sia stato nei fatti alcun concreto interesse del club a risolvere l’annosa questione in tempi rapidi.  La società, infatti, candidamente scrive che dopo il sopralluogo UEFA dell’11 aprile scorso (non di ieri, bensì dell’11 aprile 2014!!!) “si è convenuto che la soluzione costruttiva prevista poteva non essere pienamente compatibile con le normative infrastrutturali UEFA”.
Le considerazioni sono due:
1° – Ma è mai possibile che ci sia voluto un sopralluogo dei delegati UEFA per capire che la faraonica struttura non sarebbe stata pienamente compatibile con le normative infrastrutturali UEFA? Non lo si sarebbe dovuto già sapere prima ancora della presentazione, con tanto di rendering  (immagini computerizzate che visualizzano le realizzazioni oggetto di un intervento strutturale), del suddetto faraonico progetto, avvenuta in pompa magna l’11 ottobre 2013 dopo il precedente pressing mediatico orchestrato da StadioTardini.it, promotore della campagna di sensibilizzazione “Un tetto per i disabili del Tardini”?
2° – Dall’11 aprile 2014 al 30 settembre 2014, giorno in cui è stata emessa detta nota stampa (che fa seguito – è bene ricordarlo – allo sprone conseguente all’editoriale del sottoscritto pubblicato da StadioTardini.it il 25 settembre 2014, alla lettera del sottoscritto, ospitata dalla Gazzetta di Parma sabato 27 settembre, e alla conseguente nuova interrogazione in Consiglio Comunale del consigliere Maurizio Vescovi di ieri) non c’è stato tempo sufficiente per avviare quella che in altra parte della nota viene annunciata come “una nuova soluzione individuata all’interno della Tribuna Centrale Est avente tutte le caratteristiche richieste, sia sotto il profilo del comfort che della sicurezza”?

La società, a proposito della nuova più ragionevole soluzione (dopo che si è perso un anno dietro alla fantomatica faraonica mega struttura rimasta solo sul rendering) riferisce: “A breve sarà data comunicazione sullo stato di avanzamento dell’intervento”. Beh: stato di avanzamento… Intanto riferite alla Comunità Crociata, per favore se l’intervento è iniziato. Oppure, di grazia, proiettateci attraverso un mega schermo un nuovo rendering della nuova opera. Ché non credo che sia sufficiente apprendere in modo un-official attraverso il sito di Settore Crociato – all’alba di una idea espressione di un gruppo di ultrà, nella nuova missione sempre curato da Giuseppe Squarcia, nel frattempo divenuto il responsabile per i rapporti con la tifoseria della Società Parma F.C. –  che “il nuovo settore disabili dello stadio ‘Ennio Tardini’, al fine di offrire uno spazio coperto ai tifosi diversamente abili, sarà ricavato negli ultimi gradini della parte inferiore della Tribuna Centrale Est”.

E soprattutto sarebbe interessante – nel rispetto degli appassionati tifosi crociati in carrozzina, colpevolmente lasciati esposti alle intemperie da troppo tempo! – i tempi di realizzazione del nuovo progetto, al di là delle parole paracadute e tanto fumose contenute nella nota (“Questo tipo di intervento, a differenza di altri che sono stati attuati nel tempo all’interno dello stadio, ha un impatto e una valenza sulla fruizione e la sicurezza dell’impianto che devono essere valutati con cura, con inevitabili conseguenze sulle tempistiche di attuazione”). Spero proprio non si tratti dell’ennesima presa di tempo da parte del club perché di tempo se ne è già perso anche troppo con il progetto da megalomani presentato nell’ottobre del 2013, quando è dall’estate del 2011 che StadioTardini.it – dopo aver accolto in questo senso l’accorato appello di Fabio Giarelli, supporter gialloblù diversamente abile – chiede solo una modesta copertura, che avrebbe avuto, rispetto alla faraonica opera vista sul rendering, decisamente meno impatto e valenza sulla fruizione e sulla sicurezza dell’impianto.

La stessa soluzione anticipata da Settore Crociato, comunque, credo avrà lo stesso un certo impatto sulla fruizione, dal momento che, immagino, saranno spostate alcune file di persone per poter accogliere le carrozzine dei disabili nella nuova collocazione. In questo caso, indubbiamente, il disagio arrecato al resto della tifoseria sarà per una buona causa: ma anche in altri settori dello stadio, per quelle che la nota di ieri classifica come altri tipi di intervento “che sono stati attuati nel tempo all’interno dello stadio” disagi ce ne sono stati lo stesso, dal momento che la morfologia della Tribuna Centrale Petitot è decisamente cambiata negli ultimi anni, a favore degli spazi per l’Upper Class (salotti, salottini, ristoranti vista campo, hospitality, G Lux, G Live, G Box etc. etc.) e a discapito del tifoso normale, costretto a cambiar posto per far posto alle sopravvenute nuove esigenze (per le quali la società credo lo stesso abbia “valutato con cura”, ma senza  “inevitabili conseguenze sulle tempistiche di attuazione”, perché dar da bere e da mangiare ai vip è sicuramente più urgente che offrire riparo ai disabili).

A proposito della “struttura di carpenteria metallica” (alias il faraonico progetto mostrato sul rendering), la nota spiega che “anch’esso avrebbe potuto, una volta terminato, essere sub judice della Commissione UEFA per l’omologazione e per l’ottenimento della Licenza stessa” “in seguito alla non omologazione, sempre ai fini UEFA, della parte metallica della Tribuna Centrale Est”. Dunque non c’è stata una omologazione UEFA della TCE? Strano, perché in interventi televisivi e pubbliche conferenze stampa i massimi vertici societari avevano riferito che questo tipo di problematica era stato superata e che la Europa League si sarebbe giocata al Tardini (se non si fosse scivolati sulla nota buccia di banana). Del resto, interpellato proprio da noi di StadioTardini.it, il Plenipotenziario Leonardi, il giorno dopo il sopralluogo, ci concesse un minuto e mezzo di udienza di video-udienza per sancire: “Sono tutte problematiche risolvibili, siamo molto fiduciosi, il tema un po’ particolare e ci daranno una risposta è quello in riferimento alla Tribuna Est, però volevo tranquillizzare tutti, come ho fatto anche in altre circostanze, che indipendentemente da tutto, il Parma, se dovesse succedere – facciamo tutti gli scongiuri del caso – giocherà al Tardini”.

Però, dico: se la TCE è non a norma, come mai lo stadio Tardini potrà ospitare la partita della Nazionale contro l’Albania il prossimo 18 novembre? E i famosi seggiolini? Misteri della Uefa, ma non addentriamoci troppo che se no si va fuori tema…

La faraonica soluzione presentata un anno fa e ora abbandonata mi aveva lasciato assai perplesso per la posizione scelta (il “Bortolon”) e, soprattutto, per le motivazioni addotte dall’AD Leonardi (che era l’ideologo di questa delocalizzazione), poiché utilizzare i disabili come “scudi umani” per evitare gesti sconsiderati dei tifosi ospiti credo si commenti da solo. Eppure il sito di Settore Crociato, curato dal neo-responsabile per i rapporti con la tifoseria Giuseppe Squarcia, riesce ad esprimere il proprio rammarico per il mancato sviluppo di quella specifica tipologia di progetto: “Un peccato, perché come abbiamo apprezzato anche ieri sera allo stadio ‘Friuli’ di Udine al cui settore disabili si ispirava per collocazione e progettualità, questa proposta avrebbe costituito una sistemazione definitiva ideale ancor più prestigiosa”. Credo che dopo tanti anni di pioggia e freddo, ai tifosi diversamente abili del Parma F.C. possa interessare una “sistemazione definitiva”: se fosse stata anche “prestigiosa”, avrebbe solo soddisfatto l’immenso ego dei benefattori, ma non avrebbe aggiunto nulla di più al soddisfacimento delle loro concrete e modeste esigenze rimaste ancora inevase, anche se non ho difficoltà ad ammettere (e non l’ho mai negato) che, difettuccio della pioggia a parte, per il resto nell’attuale Settore Disabili ci siano ottimali standard di accoglienza e ospitalità, che però non devono fungere da paravento alla problematica primaria della mancanza di una semplice tettoia che protegga i tifosi in carrozzina dalle intemperie.

Infine: da parte mia avevo concesso una lunga tregua su questo fronte, per non fare l’uomo addosso e per lasciare tutto il tempo necessario per il completamento dell’opera. Il fatto che, senza spiegazione alcuna, il “Bortolon” fosse tornato ad accogliere i tifosi ospiti in occasione di Parma-Roma, lo avevo inteso come un segnale concreto che quello spicchio di stadio non sarebbe stato più messo a disposizione dei disabili, al di là del rendering ostentato un anno fa: di qui la nuova ripartenza della campagna di sensibilizzazione “Un tetto per i disabili del Tardini”. Credo, tuttavia, che una maggiore vigilanza la dovrebbe avere la stessa Municipalità, proprietaria dell’impianto, sebbene sulla conveniente convenzione stipulata con il club per l’utilizzo sia chiaramente specificato che ordinaria e straordinaria manutenzione spetta alla Società di calcio. Non bastano rassicurazioni amichevoli e pacche sulle spalle tra dirigenti e amministratori: se a luglio era arrivato l’ok definitivo della Municipalità per dare avvio all’opera faraonica (dopo il lungo stop per gli accertamenti anti-sismici, i quali, pure avrebbero dovuto precedere la conferenza del rendering e non seguirla) perché è stato necessario un nostro nuovo intervento per capire che quel progetto faraonico si era arenato? Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

2 pensieri riguardo “SETTORE DISABILI / MAJO SULLA NOTA STAMPA DI IERI DEL PARMA: “SPERO NON SI TRATTI DELL’ENNESIMA PRESA DI TEMPO, PERCHE’ SE NE E’ GIA’ PERSO ANCHE TROPPO”

  • i tempi del tas sono lunghi lo sai

  • Marcello che vorrebbe farsi assumere dal Parma per il Cento-uno-ario come direttore/vicedirettore/tirapiedi del marketing o anche qualsiasi altra cosa (sig. Ghirardi abbia pietà. W Leonardi. Abbasso Majo). Sono anofficial, molto anofficial

    Alcuni mesi fa, davanti al portone dove ha il covo l’Associazione Segreta dei Nemici del Parma, riconobbi Majo (aveva una farfallino granata del Torino con scritto “complotto”) intento a mangiare un banana. Non è che la buccia dove blisgò il Parma l’abbia buttata proprio lui?????????? Questo spiegherebbe tutto.
    Se poi Majo dice di dare un TETTO ai disabili, io allora chiedo una TETTA per i tifosi!!!! Perchè va be il pietismo mo sema miga di culà.
    Io cmq sul tema mi rimetto alla volontà di Settore Crociato, sempre sia l’ho-dato. He-Men.

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