UN UOMO IN DUE MAGLIE (CON INTERVISTA) / MARCO GIANDEBIAGGI TRA PARMA E SASSUOLO

(Luca Savarese) – Piccolo squillo di tromba. Dopo tanti tentativi di avere un’intervista a corredo del ritratto del personaggio dell’Uomo in due maglie in questione, finalmente dopo diversi tiri finiti fuori, per l’indifferenza di alcuni ex pedatori, abbiamo fatto gol. O meglio, il gol lo ha fatto lui, Marco Giandebiaggi, parmigiano, che con grande disponibilità, dopo averlo contattato su fb, mi ha concesso un’intervista telefonica nella tarda mattinata di ieri. Un grazie sentito dunque a Marco – già protagonista di un recente Amarcord del nostro Alessandro Dondi – persona umile prima che calciatore famoso, che risulta così essere il primo Uomo in due maglie, non solo ricordato, ma anche ascoltato personalmente. Speriamo, il primo di una lunga serie.

Marco Giandebiaggi nasce a Parma il 1°febbraio del 1969. Dopo aver svolto il settore giovanile nell’Audace Parma, inizia la sua avventura. Ma, lasciamo la palla, anzi la parola, al diretto interessato.

Lei attualmente è allenatore della Piccardo & Savorè, squadra parmense che milita in prima categoria. Quali emozioni prova in panchina e che consigli dà ai suoi ragazzi?

“Si, più si va su di categoria e più ci sono delle problematiche, sono però contento è un bel mestiere, certo con tutte le complicazioni del caso, le difficoltà legate al lavoro, ho fatto anche io il dilettante, noi cerchiamo di fare le cose al meglio, come la nostra società richiede, essendo anche molto ambiziosa, la priorità è quella di fare sempre il massimo, di ottenere il massimo da ogni singolo giocatore, io cerco di far capire loro che tutti sono importanti, soprattutto in queste categorie, dove il gruppo è fondamentale più che le individualità”.

Addentrandoci nella sua carriera di calciatore, vediamo che è stata bella, intensa e lunga. Giovanili nell’Audace Parma, una presenza col Parma, poi Pro Patria, Parma, Cremonese, Verona, Cosenza, Sassuolo, Suzzara, Colorno. Non si è fatto mancare nulla. Si sogna ancora, qualche volta, la finale della Coppa Anglo-Italiana, vinta con la Cremonese sul Derby County nel marzo del 1993, in cui, se non sbaglio, si procurò il primo di due rigori, dopo un’azione personale, poi fallito da Nicolini? 

“Si, alle volte, passa il tempo e ti aiutano i tifosi a ricordarti, anche con telefonate; si sono sono ricordi indelebili, nella mente di ognuno di noi e soprattutto nei tifosi. Si poi dopo alla Cremonese vennero magari giocatori più importanti di me e che vissero delle esperienze più importanti. Certo io ho un bel ricordo, credo che in quell’occasione disputai una delle migliori partite in carriera. C’è l’episodio del rigore procurato ed anche una cosa, che avvenne nel secondo tempo, quando Florijancic, a tu per tu con il portiere, invece che passarmi la palla, optò per un pallonetto. Simoni pochi minuti più tardi lo sostituì, diciamo che fuori onda, gliene ho dette un po’…”.

Due mesi dopo quel trionfo grigiorosso, nello stesso tempio londinese, il Parma alzava al cielo il suo primo alloro internazionale, la Coppa delle Coppe. Veniamo dunque alla sua esperienza in maglia gialloblù. Due stagioni, 1988-89 e 1989-90. Un gol in un Parma-Avellino, tante battaglie e la grande cavalcata in serie A. Cosa ricorda di quegli anni?

“Sono stati gli anni più importanti della  mia carriera, che è cominciata lì. Ho fatto il settore giovanile nel Parma, poi un’esperienza alla Pro Patria, poi la società crociata ha avuto fiducia in me riprendendomi alla base. Nella stagione 1988-89, eravamo molti giovani, io, Melli, Verga, Rossini, in campo andava una formazione davvero molto giovane, impensabile in una B di oggi. Fu un’esperienza importante, non me la dimenticherò mai. Il povero Vitali, nonostante fossi un ragazzino credette in me. Ebbi molte proposte dall’attuale Lega Pro,  Ricordo che il mister mi disse -Lì fai sempre tempo a tornarci- e questa frase fu come una spinta per me. Nella vita poi ci sono anche delle fortune che ti capitano, io poi ho avuto la costanza di non mollare mai. L’esordio è arrivato in casa alla terza contro il Padova, io, ero, nelle gerarchie di quella formazione il vice naturale di Turrini, il cui infortunio, contro l’Avellino alla quinta, mi spalancò la strada. Si, esatto poi non solo ho giocato, ma ho fatto anche gol. Mi ha dato il là quella partita.  L’anno dopo, tutti facemmo l’esperienza di provare il primo salto in serie A col Parma, una squadra che giocava un calcio spettacolare ed innovativo. Io sin dall’inizio della stagione ebbi la fiducia da parte di Scala,  però ebbi un infortunio brutto, uno stiramento al collaterale che mi tenne lontano dal campo per oltre un mese, ma nel mio, sono stato ugualmente protagonista e poi da parmigiano, vivere la B, e quella B, con la squadra della mia città, è stato il massimo”.

Nel 2003 ritorna in Emilia e precisamente a Sassuolo. Le statistiche parlano di 8 presenze. Anche se è rimasto per breve tempo, s’intuiva che di lì a pochi anni i neroverdi, avrebbero compiuto una scalata con approdo in A?

“Purtroppo invece a Sassuolo ho vissuto un’esperienza personale molto faticosa, sono stati i sei mesi più storti della mia vita calcistica. Ho vissuto un susseguirsi di sfortune: influenze, infortuni, intoppi, poi a metà febbraio ho subito la perdita di mia madre, per cui lì ricordo, personalmente come sei mesi disgraziati. Per quanto riguarda la società, certo s’intravvedeva che c’erano le possibilità per un bel percorso, c’era già Squinzi che all’epoca agiva da sponsor con la Mapei e non ancora da presidente. Non sempre però le possibilità economiche garantiscono i risultati e qui cito la “mia” Cremonese, che fatica da anni e nonostante l’avvento di Arvedi che ha delle capacità economiche non indifferenti, non riesce ancora ad ottenere quel salto di categoria che penso meriti“.

Infine come vede oggi il Parma ed il Sassuolo in vista del derby di domani alle 18? C’è un novello Giandebiaggi nel Parma e nel Sassuolo di oggi?

“Credo che sia una partita aperta a qualsiasi risultato, si affrontano l’ultima contro la penultima, credo che il contraccolpo maggiore l’abbia subito il Parma che viene dall’ottimo risultato ottenuto l’anno scorso, le vicissitudini estive, una serie di momenti difficili, come la contemporanea assenza di pezzi fondamentali come Cassani, Paletta e Biabiany. In campo credo che le qualità si equivalgano. Spero che riescano entrambe a salvarsi, soprattutto il Parma che è la squadra della mia città. Domani comunque non sarà un crocevia, penso che sia Di Francesco che Donadoni, abbiano ancora del tempo per lavorare con calma. Per quanto riguarda il nuovo Giandebiaggi bisogna vedere quale Giandebiaggi, quello del primo periodo che faceva l’ala, o quello che dopo ha fatto il centrocampista? Al di là dei paragoni, speriamo che i nostri talenti, uno c’è, Mauri, uno per adesso non c’è, Cerri, possano fare bene, certo bisogna dargli tempo, credo che Mauri sia un bel centrocampista moderno ed anche Cerri ha tutto, capacità tecniche, fisiche, agonistiche per fare bene ed a Lanciano, lo sta ampiamente dimostrando“.

Grazie mille Marco e buon proseguimento.

“ Niente Luca, ed alla prossima! ”

Calciatori così, sembrano essere un po’ come quelle merende sane che si mangiavano una volta. Ce ne sono sempre di meno, ma ne abbiamo sempre più fame. Luca Savarese

ARTICOLI E CONTRIBUTI MULTIMEDIALI CORRELATI

AMARCORD di Alessandro Dondi / MARCO GIANDEBIAGGI, UN TALENTO DI CASA PARMA

LE PRECEDENTI PUNTATE DI UN UOMO IN DUE MAGLIE, di Luca Savarese

1. MASSIMO AGOSTINI TRA CESENA E PARMA (30.08.2014)

2. FEDERICO GIUNTI TRA PARMA E MILAN (13.09.2014)

3. MATTEO BRIGHI TRA CHIEVO VERONA E PARMA (20.09.2014)

4. FABIO SIMPLICIO TRA PARMA E ROMA (24.09.2014)

5. SALVATORE MATRECANO TRA UDINESE E PARMA (27.09.2014)

6. VALERIANO FIORIN TRA PARMA E GENOA (04.10.2014)

7. ROBERTO BORDIN TRA ATALANTA E PARMA (18.10.2014)

 

CLICCA QUI PER LEGGERE LE PUNTATE DI  UN UOMO IN DUE  MAGLIE DELLA STAGIONE 2013-14

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “UN UOMO IN DUE MAGLIE (CON INTERVISTA) / MARCO GIANDEBIAGGI TRA PARMA E SASSUOLO

  • 25 Ottobre 2014 in 00:19
    Permalink

    Chapeau! Bel personaggio. Intervista godibilissima

I commenti sono chiusi.

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