UNA CORDATA MEDIORIENTALE PER IL PARMA? LO IPOTIZZA RADIO PARMA: E’ TORNATA “PALLA IN TRIBUNA”, CON IL CALCIO MISCELATO ALL’INFORMAZIONE DI SERVIZIO SULL’ALLUVIONE

(gmajo) – Il lento ritorno alla normalità di Parma gravemente ferita dall’alluvione è rappresentato anche dalla ripresa delle trasmissioni di “Palla in Tribuna” – la nuova striscia quotidiana dedicata allo sport, specie il calcio, in onda dalla scorsa settimana sui 102 e 104 megacicli di Radio Parma – che ieri doverosamente si era fermata per lasciar spazio alla diretta no-stop dalle zone colpite, anche a reti unificate con Tv Parma. Anzi: se dobbiamo dirla tutta, un po’ ci è dispiaciuto che oggi il TG non sia stato trasmesso in contemporanea anche dalla radio, per lasciar spazio alla colonna sonora musicale, gradevolissima, certo, ma che in giorni un po’ speciali come questi preferiremmo fosse sostituita dal racconto in presa diretta dei fatti proprio per via di quello spirito di pubblico servizio così evidente nelle ore appena passate. E’ stata un “Palla in Tribuna” un po’ speciale, e, come ha detto poco fa in conclusione di programma il conduttore Giuseppe Milano, c’è la possibilità che potrà esser così anche domani e nei prossimi giorni, volendo doverosamente parlare anche degli effetti dell’alluvione. La scelta del primo ospite è stata particolarmente azzeccata: il giornalista Gian Luca Zurlini della Gazzetta di Parma, infatti, oltre ad essere un tifoso crociato doc che presenta  praticamente tutte le feste dei Parma Club, è un esperto cronista di cronaca, che già in passato si è trovato a raccontare fatti analoghi a quelli di questi giorni, tra cui tracimazioni precedenti dello stesso Baganza. Come ha fatto stamani sulle colonne della Gazzetta di Parma, lo Zurlo ha avuto imageoccasione di riferire di quello che potremmo definire a chiare lettere lo scandalo della mancata realizzazione di una cassa di espansione del corso d’acqua esondato: il protocollo d’intesa era stato siglato tre anni fa, ed erano state individuate anche le risorse, ma l’impegno è andato disatteso. Una sorta di replica di quanto accaduto a Genova dove pure giacciono arenati progetti già finanziati che se posti in atto avrebbero evitato di far finire di nuovo sott’acqua la città della Lanterna: del resto se la cassa di espansione del Baganza imagefosse stata fatta, l’alluvione di lunedì si sarebbe potuta evitare. Proprio la cassa di espansione sul torrente Parma ha limitato i già ingenti danni: senza, però, si calcola che circa 11 milioni di metri cubi d’acqua avrebbero potuto riversarsi sulla città, portando acqua alta persino in Piazza Garibaldi. A questo proposito Zurlini ha reso omaggio allo scomparso sindaco Elvio Ubaldi, il quale, a suo tempo, si assunse ogni responsabilità personale per far sì che la cassa sul torrente Parma venisse fatta (nel ‘99 per sbloccare l’appalto, nel 2004 per la bonifica dei rifiuti dall’area dell’invaso), superando l’impasse delle pastoie burocratiche. “E ogni tanto ci vuole qualcuno che si prenda davvero delle responsabilità”, ha chiosato Zurlini, il quale ha pure sottolineato come quell’opera, costata 32 milioni di euro nel 2009, quando entrò in funzione dopo 20 anni dalla progettazione dell’89, sia stata ampiamente già ripagata con il salvataggio della città di lunedì. Zurlini ha anche sottolineato che sebbene quello parmigiano sia un popolo operoso, che ha preferito prendere in mano il badile anziché piangersi addosso, come avviene altrove, o polemizzare, dovrà vedersi riconosciuto lo stato di calamità naturale e ha rimarcato che perlomeno le strutture come le Piccole Figlie o Villa Parma, se non l’intera popolazione, avrebbero dovuto essere avvertite con anticipo una volta partita la piena da Sala Baganza, al di là delle caratteristiche di questo relativamente breve corso d’acqua. Indubbiamente Milano ha parlato anche di calcio con Zurlini – del resto come avrebbe fatto successivamente anche con Alberto Rugolotto, ancora inviato nel Sud Ovest cittadino per seguire in presa diretta l’evolversi della situazione – ma abbiamo preferito riportare il suo pensiero sulla cassa di espansione mancante sul Baganza, poiché fa davvero riflettere (così come noi stanotte abbiamo posto una riflessione sulla unificazione in una unica centrale operativa del 118 che serva un territorio interprovinciale piuttosto vasto: credo che una struttura capillare per le emergenze possa esser decisamente più funzionale – anche se capisco sia un po’ più anti-economica e dispendiosa – rispetto ad una centralizzata. Però a una settimana dalla entrata in funzione del 118 unico per Parma e Reggio Emilia, al di là dell’Enza ci sono state ripercussioni – il black out comunicazionale iniziato attorno alle 17 circa è terminato alle 21.30 – che facilmente non avrebbero avuto se fossero rimasti autonomi). Aggiunto che Milano ha fatto ascoltare l’intervista di Marco Balestrazzi al sindaco di Parma Federico Pizzarotti registrata per la tv mentre era tra gli spalatori, diciamo che la chicca più carina riguardante il calcio è stata il rilancio della indiscrezione (lui l’ha definita un po’ da gossip) del presunto (il presunto lo aggiungo io per prudenza…) interessamento di una cordata mediorientale, lui dice che sarebbe la stessa vicina al PSG, per l’acquisizione del Parma F.C. Lo spunto per riferire di questa indiscrezione, Milano l’ha tratto dall’ormai avvenuto passaggio di quote del Bologna agli americani (Tacopina & Saputo), di cui lo staff legale ha diffuso la foto della firma dell’avvenuta transizione avvenuta a tarda ora, di cui non c’è però ancora traccia sul sito ufficiale. “La borsa coi dollari va a Bologna, ma vicino al Parma ci sarebbero alcuni azionisti dal Medioriente, ci sarebbe una possibile cordata mediorientale, vicina al PSG: si sarebbero già avviati i primi contatti per comprendere se può passare di mano il club parmigiano anche se Ghirardi ripete che la società non è più in vendita da questa estate e che è sua intenzione rimanere nel Parma”. In realtà mi pare che Ghirardi avesse solo ritirato le proprie dimissioni, peraltro mai formalizzate, ma non la messa in vendita del club di cui nella conferenza del ritorno dopo la vacanza durata più di 100 giorni, non se n’era parlato…

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “UNA CORDATA MEDIORIENTALE PER IL PARMA? LO IPOTIZZA RADIO PARMA: E’ TORNATA “PALLA IN TRIBUNA”, CON IL CALCIO MISCELATO ALL’INFORMAZIONE DI SERVIZIO SULL’ALLUVIONE

  • 15 Ottobre 2014 in 16:28
    Permalink

    Parma ed il Parma non devono essere suolo di conquista di avventurieri.
    Chiunque prenda la società deve sapere chi e cosa rappresenta, fare la fine del Perugia,Malaga o West Ham altre realtà no!!! Anzi il taccagno Ghirardi.
    Ritengo la voce priva di fondamento dato dal fatto che l’unico motivo di Business con il Parma sarebbe lo stadio nuovo (e sarebbe ora) ma che sindaco e tifosi osteggiano chi per motivi economici chi perché vuole andare allo stadio in bici.
    Medio Orientali che non sanno manco dov’è Parma sulla cartina Geografica!
    Se ci comprano il futuro Patron sarà italiano.

  • 15 Ottobre 2014 in 17:36
    Permalink

    sono tranquillo con sto popo’ di presidente torneremo da dove siam venuti

  • 15 Ottobre 2014 in 18:01
    Permalink

    con un presidente con il mal di pancia fisso ed il colon irritabile possiamo solo finire giù per un posto non tanto carino…

  • 15 Ottobre 2014 in 18:20
    Permalink

    Prima i cinesi poi gli americani ed ora i mediorientali… ormai la solita domanda? Majo, per lei è infondata la notizia? È l’ennesima bufala?

    • 15 Ottobre 2014 in 18:36
      Permalink

      A parte che sulla storia degli americani anch’io debbo un po’ cospargermi il capo di cenere, avendo creduto che potesse esserci qualche possibilità (pensando che i bolognesi non fossero così autolesionisti da dare un altro calcio nelle natiche a Zanetti), senza offesa per Milano, reputo l’indiscrezione così ( vedi video al link https://www.youtube.com/watch?v=8RCTWY8PrpI )

      Cordialmente

      Gmajo

  • 15 Ottobre 2014 in 18:52
    Permalink

    In tutti i casi per restare in A ci voglion soldi: che sia Ghirardi, i medioorientali o un marziano basta che ci sia uno con i soldoni. E mi pare che al momento la sig.Pasotti sia peggio di Paperon de Paperoni

    • 15 Ottobre 2014 in 18:54
      Permalink

      Cioè che ha molti denari chiusi nel deposito, nel quale fare il bagno, ma non erogare nessun alcun verdone al povero Paperino?

      • 15 Ottobre 2014 in 22:36
        Permalink

        Quanti siano nel deposito non so ne’ tantomeno se sono sufficienti a fare il bagno ma credo proprio che tanti o pochi nel deposito rimarranno.
        Amen

  • 15 Ottobre 2014 in 20:52
    Permalink

    Majo ci dica tutto quello che sa

    • 16 Ottobre 2014 in 01:46
      Permalink

      Beh, è semplice: non so proprio nulla… Chiedetelo a Milano… Se lo sa lui…

  • 15 Ottobre 2014 in 22:28
    Permalink

    Qualcuno sul sito della gazzetta di parm aveva già intuito che il programma sarebbe stato poco seguito perchè l’orario è infelice e la gente ha di meglio da fare al pomeriggio. Inoltre Parma è una piazza che, contrariamente Roma, non ama l’overdose di calcio per radio o tv (ormai morte da tempo). Due volte alla settiman in tv vanno già più che bene. Come sempre il gruppo di via Mantova non accetta consigli dagli utenti finali del servizio e questi poi sono i risultati. Concordo con Majo e il mio pensiero è lo stesso del suo riassunto nel video di youtube. Credo che sia mancare di rispetto dare queste notizie. Siete contenti voi di radioparma che con questa notizia Parma sa che esiste il vostro programma radiofonico. Ripeto: tvparma deve essere integrata alla gdp online così come la radio. Altro consiglio uscire il prima possibile dal digitale terrestre e chiudere la radio. tv e radio parma devono essere integrate al sito free della gdp. Pronto a cospargermi il capo di cenere se la notizia fosse vera.

    • 16 Ottobre 2014 in 01:56
      Permalink

      Concordo con Paolo solo sul discorso di YouTube, del resto era lui che concordava con me…

      Spiace che Milano sia scivolato sul discorso del presunto interesse dei fantomatici mediorientali per il Parma (che tanto somiglia alla precedente uscita michelottiana su Pellegrini, tramite l’antenna della tv) nella stessa trasmissione in cui ha affrontato seri argomenti come l’inondazione e dopo 48 ore quasi no stop di informazione di servizio. Poi se anche davvero ci fosse qualcosa di vero non avrebbe porto la propria mercanzia nel migliore dei modi, dal momento che di particolari ne ha svelati ben pochi e lui stesso sminuendo la voce come un gossip.

      Sul discorso della radio e dei media tradizionali è un po’ che ne disquisiamo, ma io non mi trovo d’accordo con Paolo che è un po’ troppo rottamatore. Proprio Radio Parma nelle ultime ore ha dimostrato quanto il mezzo sia ancora vivo ed essenziale. Così come in queste drammatiche ore l’analogico (cioè le care vecchie radio) hanno sopperito alle gravi carenze del digitale (cioè la moderna telefonia cellulare e internet con balck ot lunghissimi dovuti all’allagamento della centrale Telecom di Via Po).

      La supremazia di internet – sarà perché sono un po’ più vecchio di Paolo o forse soltanto più miope (oltre che prebite e astigmatico) – su radio tv e giornali io ancora non la vedo proprio, nonostante l’indubbia decadenza della qualità di contenuti dell’offerta tradizionale (che però fa il paio con la scarsa qualità di contenuti dei new media).

      Cordialmente

      Gmajo

  • 15 Ottobre 2014 in 23:53
    Permalink

    Sono d accordissimo sulla seconda parte ma non sulla prima, l esperimento ci sta, a Roma durano tutto il giorno e sono diverse emittenti, qua è una sola trasmissione quotidiana, che la radio sia in declino è un discorso diverso e più ampio. Chiaramente se per fare ciò devono spararle dopo una settimana è meglio se piantano lì alla svelta, prima della radiocronaca della pesca di cassani

  • 16 Ottobre 2014 in 09:49
    Permalink

    Allora si informi:) siamo tra le sue mani

I commenti sono chiusi.

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