AMARCORD di Alessandro Dondi / EMILIANO RUFO VERGA, DALLA GINOCCHIA FRAGILI COME QUELLE DI ROBY BAGGIO, E’ UNO DEI QUATTRO CHE RIUSCI’ A SEGNARE CON LA MAGLIA VERDE DEL PARMA 88-89

(Alessandro Dondi) – La storia che voglio proporvi questa settimana riguarda la vicenda di una giovane promessa del calcio italiano degli anni ottanta, anzitempo costretta ad abbandonare l’attività agonistica per problemi alle ginocchia, fragili come quelle del divin codino Roberto Baggio. Il protagonista è Emiliano Rufo Verga, nativo di Legnano, classe 1969, cresciuto calcisticamente nel Milan, con cui esordisce in serie A il 1° novembre 1987, a soli 17 anni subentra a Paolo Maldini durante una gara con il Torino. In quella stagione, sotto la guida di Arrigo Sacchi, giunto a Milano proprio dal Parma, i rossoneri conquistano lo scudetto ed il ragazzo collezionerà tre presenze in prima squadra. Quell’anno il prossimo SCAN_20141121_213724336avversario dei crociati, l’Empoli, allora guidato da Salvemini, retrocederà in serie B, penalizzato di ben cinque punti per una vicenda dell’anno precedente legato alla combine di alcune partite. Da notare che senza quei cinque punti di penalità i toscani avrebbero guadagnato sul campo la permanenza nella massima serie. Ma torniamo ad Emiliano Verga, che nell’estate del 1988 viene ceduto in prestito proprio al Parma, allenato da Giampietro Vitali, con cui esordisce da titolare il 21 agosto, nella sfida di Coppa Italia contro l’Inter al Tardini. In quella gara Verga parte titolare e resta in campo per tutti i 90’, in quella che sarà una sconfitta per 1-2, decretata da Matthaus – su rigore al 78’ – e da Morello, inutile la rete allo scadere di Di Nicola. Emiliano gode della fiducia di Vitali e giocherà da titolare tutte e cinque le sfide del girone di SCAN_20141121_213517851Coppa Italia, per poi esordire dal 1’ in campionato l’11 settembre in casa contro il Messina, sostituito ad inizio secondo tempo da Di Già. Di lì in avanti collezionerà diverse apparizioni da titolare e qualcuna da subentrante, andando in rete per la prima volta il giorno di San Silvestro del 1988: il Parma è di scena a Barletta -squadra in cui milita un certo Evaristo Beccalossi, che quel giorno peraltro verrà espulso – dove si impone per 3-0, grazie alle reti di Di Carlo al 7’, Osio al 61’ e proprio Verga all’87’. Quel giorno il Parma scende in campo con un’insolita maglia verde griffata Umbro, peraltro già spianata in occasione della sconfitta di settembre sul campo del Bari, e che in quella stagione sarà utilizzata in altre cinque gare, tutte in trasferta. Ebbene sì, Emiliano Verga è uno dei quattro giocatori del Parma a poter vantare di essere andato in rete indossando la casacca verde della Umbro: primatista di questa graduatoria è Antonio Di Carlo, autore di ben tre reti in verde, seguito appunto da Verga, Osio e Turrini. Per rivedere in campo Verga bisogna attendere la fine di gennaio – subentrante a Minotti al 78’ nella sfida persa col Messina e titolare nello 0-0 casalingo con il Bari – prima di una nuova e decisiva segnatura che consente al Parma di recuperare l’iniziale svantaggio nel match del Tardini con il Catanzaro del 26 febbraio 1989. Quando sembra oramai giunto il tempo di consolidare la propria posizione nelle gerarchie della rosa a disposizione di Vitali, ecco che la sfortuna ci mette del suo: quindici dopo, all’8’ di Parma-Sambenedettese, Verga è costretto ad uscire dal campo per infortunio, sostituito da Giandebiaggi, e quegli otto SCAN_20141121_213607315minuti saranno per lui gli ultimi in assoluto con la maglia del Parma. In estate torna al Milan per fine prestito e nella stagione 1989/90 non scenderà mai in campo, fermo ai box per infortunio. La stagione successiva, 1990/91, arriva la grande occasione, quella dell’approdo in serie A con la maglia del Bologna, con cui metterà assieme 26 presenze di cui 8 in Coppa Uefa. L’anno dopo passa alla Lazio, con cui disputa però solo 6 gare. Il periodo compreso tra il 1990 ed il 1992 è il migliore della sua carriera: disputa infatti tutte le 16 sfide che porteranno la nazionale Under 21 di Cesare Maldini a Verga Milanvincere il campionato Europeo di categoria. Dopo la Lazio, è la volta della Fiorentina, ma in viola resta solo pochi mesi, per poi passare al Venezia, dove scende in campo in 19 occasioni, senza mai andare in rete. Nel 1993 passa al Lecce, ma anche qui solo qualche fugace apparizione, prima di decidere di appendere le scarpe al chiodo a soli 25 anni, dopo ben quattro operazioni al ginocchio. Si conclude così, assai precocemente, la carriera del biondo centrocampista di scuola Milan, elegante nel portamento e nel modo di giocare, a volte un tantino lezioso, ma da tutti ritenuto il legittimo erede di Franco Baresi: centrocampista, prima di passare alla storia come libero o difensore centrale, elemento perfetto per la concezione sacchiana del calcio, in cui la fase di impostazione parte della difesa. Rufo, ebbene sì questo è il suo primo nome, ha abbandonato il mondo del calcio, non ha più rilasciato interviste, dedicandosi alla professione di commerciante, forse assai deluso dopo aver visto una carriera scivolatagli via dalle mani. Alessandro Dondi

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.