AMARCORD di Alessandro Dondi / PIPPO MARCHIORO, ALLENATORE DELLA PRIMA PROMOZIONE IN A DELLA REGGIANA, PRIMA AVEVA GIOCATO E SEGNATO CON IL PARMA…

(Alessandro Dondi) – La stessa via di Andrea Costa, quella che unisce Reggio Emilia a Parma, lui l’ha compiuta in senso inverso oramai moltissimi anni fa: milanese, nativo del quartiere di Affori, classe 1936, un lungo percorso come attaccante prima e mezz’ala poi nelle giovanili rossonere, fino al 1957. Il protagonista del nostro Amarcord è Giuseppe “Pippo” Marchioro, il cui nome resta indelebilmente impresso nella mente dei tifosi parmigiani per avere a lungo allenato gli “odiati” cugini della Reggiana, ben sei stagioni, dal 1988 al 1994, conducendo i granata alla loro prima storica promozione nella massima serie nel 1993, poi seguita da una storica salvezza a braccetto con l’Inter l’anno seguente. C’era proprio lui sulla panchina della Reggiana al Tardini quella domenica di fine maggio del 1990 quando i gialloblù di Scala salivano nel paradiso calcistico, grazie ai due palloni insaccati alle spalle di Nico Facciolo, oggi preparatore SCAN_20141106_215259904dei portieri di Zeman al Cagliari. Tuttavia forse pochi sanno che molti anni prima, siamo nella stagione 1957/58, Pippo Marchioro ha vestito la maglia del Parma in serie B, collezionando 17 presenze e siglando due goal. Un’intensa ricerca tra gli archivi cartacei ha riportato a galla un paio di contributi fotografici dell’epoca: nel primo vediamo Marchioro – terzo da destra – indossare la casacca dell’epoca a larghe strisce gialloblu verticali in una SCAN_20141106_215414069foto di gruppo della formazione allenata da Cestmir Vycpalek – zio di Zdenk Zeman – nel secondo lo vediamo in primo piano. Quell’anno il giovane Marchioro, giunto a Parma in prestito dal Milan, esordisce alla 10^ giornata nel pareggio 2-2 in casa dello Zenit Modena, confermandosi poi stabilmente tra i titolari e siglando il goal del vantaggio alla 18^ giornata in casa della Simmenthal Monza, sfida che terminerà sul risultato di 1-1. L’altra rete la mette a segno alla 29^: si gioca a Palermo e all’88° Pippo pareggia l’iniziale vantaggio dei rosanero. Dopo l’esperienza di Parma, conclusasi con l’ultimo posto – seppur indolore visto il fatto che non erano previste retrocessioniil Milan lo manda di nuovo in prestito, questa volta alla Pro Patriastagione 1958/59 – dove mette a segno ben 13 reti, prima di girovagare in tante piazze sempre in serie C: Varese, Catanzaro – suo il goal nella finale di Coppa Italia 1965/66 – e Legnano.

Di spessore decisamente maggiore la sua carriera in panchina, che inizia a Monza come vice di Niels Liedholm e Gigi Radice, prima di passare al Verbania in serie C dove conquisterà uno storico secondo posto. Nel 1973 passa all’Alessandria, squadra con cui si classifica terzo, prima di approdare al Como dove, al secondo anno, centra la promozione nella massima serie. Nella stagione 1975/76 viene chiamato ad allenare il Cesena e anche qui lascia la propria indelebile impronta: alla fine del campionato la squadra si classifica al sesto posto, qualificandosi per la Coppa Uefa, unica e storica qualificazione europea per la società romagnola. L’exploit in Romagna gli vale la chiamata del Diavolo, sfida in apparenza assai difficile ma che non spaventa il mister milanese: “Sarò incosciente, ma il Milan non mi spaventa. Avessi avuto paura me ne sarei rimasto a Cesena. Considero un grande prestigio guidare una squadra di Milano. La città non mi preoccupa. Ripeto: sarà incoscienza oppure immodestia ma io sono tranquillo a Milano come lo ero a Cesena, a Como, ad Alessandria, a Verbania.”  Pippo non pare farsi condizionare dalla presenza in rosa di un  mostro sacro come Gianni Rivera e deciso a tirare diritto si assume “tutta responsabilità della campagna acquisti vendite perché è la verità. Voi giornalisti tendete un po’ a marchioro 4strumentalizzarci e noi, allenatori e giocatori, cadiamo spesso in questa trappola. Ma Rivera non c’entra e non ha fatto nessuna epurazione. Nei quattro o cinque colloqui che abbiamo avuto, Rivera mi è sembrato un persona civile, e che non prevarica. Semmai, anzi, gli si potrebbe rimproverare di rimanere in disparte negli spogliatoi. Se fosse la persona di carattere che si dice, sicuramente non avrebbe scelto come allenatore Marchioro”.

Una sorta di Hombre Vertical venuto trent’anni prima di Hector Cuper, fermamente deciso a proporre un calcio nuovo per i tempi, perché “ormai all’estero tutti giocano a zona, e io desidero questo schema”, una sorta di Arrigo Sacchi ante-litteram per il quale “anche se che all’inizio rischieremo di prendere qualche gol, ho detto ai ragazzi che non devono preoccuparsi e tanto meno scaricarsi a vicenda la responsabilità”. Purtroppo, però, per Marchioro le cose non vanno come sperato, il campo non sembra dargli ragione ed alla fine del girone di andata, con un marchioro reggiana 1Milan inchiodato nelle posizioni di medio-bassa classifica, viene esonerato. Ma Pippo è tenace, non si perde d’animo e l’anno successivo ritorna a Cesena, questa volta in serie B, riuscendo a conquistare la promozione al primo tentativo. Ma la sua seconda avventura romagnola si conclude dopo una sola stagione, l’anno successivo approda al Como, dove resterà quattro anni, conquistando una seconda promozione in serie A nel 1979/80. Negli anni successivi al 1982 allenerà Avellino, ancora Cesena, Ancona, Prato, Barletta e Foggia, prima di approdare alla Reggiana in serie C1, stagione 1988/89. Nella vicina Reggio Emilia conquista subito la promozione in serie B, campionato cadetto che disputa sulla panchina granata nella stessa stagione che vede il Parma salire in A, peraltro sconfitto per 2-0 dai gialloblù di Scala in entrambe le gare.

marchioro gazzetta di parma intervistaUn Marchioro, quello che si concede ai taccuini della Gazzetta di Parma  al termine dello storico match di quel 27 maggio 1990, che non ci sta a partecipare passivamente alla festa del Parma e rivendica il fatto che in campo “ha giocato una sola squadra” poiché il Parma, una volta passato in vantaggio “ha solo pensato ad amministrare”.  L’allenatore granata rivendica altresì la paternità del gioco a zona, convinto che quello messo in mostra da Scala sia solo “un catenaccio intelligente, una difesa bloccata che non lascia spazi ed un contropiede micidiale”.  Tanti rimpianti in casa granata per questa gara e non solo, in un campionato che il mister definisce “mediocre” tra le prime quattro avrebbe potuto esserci anche la sua Reggiana, che si deve accontentare di “inneggiare alla promozione dei cugini”, cosa che “in fondo, fa piacere anche a noi” chiosa Marchioro, augurandosi magari di “rivedersi tra due anni in serie A”. Non sbaglierà di molto la propria previsione: al termine della stagione 1992/93 sotto la sua guida la Reggiana conquisterà la prima storica promozione in serie A. Alla prima apparizione in massima divisione i cugini d’oltre Enza non sfigurano, riuscendo a salvarsi, avendo chiuso il campionato al tredicesimo posto a pari punti con l’Inter, condannando alla retrocessione il Piacenza in virtù di una migliore differenza reti complessiva. Grande polemica da parte piacentina per l’anticipo dell’ultima di campionato con il Parma, motivato dall’ l’impegno in finale di Coppa delle Coppe dei ducali. In quella Reggiana milita anche Claudio Taffarel, già portiere gialloblù dal 1990 al 1993. L’anno successivo la squadra non ripete l’impresa e Marchioro viene esonerato alla settima giornata, con la squadra che scivolerà lentamente in serie B. Ci penserà poi marchioro rapinaCarlo Ancelotti, due anni dopo, a ricondurre i cugini in massima serie. Di lì in avanti declinerà anche la carriera di Pippo Marchioro che, sempre esonerato nelle successive peregrinazioni tra Genoa, Cesena, Venezia e Triestina, si distaccherà dal mondo del calcio. Di lui una recente notizia di cronaca dell’estate 2013 quando subisce una rapina nella propria villa in Versilia, legato ed imbavagliato assieme alla moglie dai ladri e rinchiuso in uno sgabuzzino. Una brutta vicenda che lo induce a mettere in vendita l’abitazione e ad abbandonare la tanto amata Versilia, per fare ritorno a Cesena accanto alla figlia e ai nipoti. Alessandro Dondi

LE PRECEDENTI PUNTATE DI AMARCORD DI ALESSANDRO DONDI

1. CARLO ANDREA BOCCHIALINI, PARMIGIANO DI NASCITA E PRODOTTO DELLA CANTERA GIALLOBLU’ CROCIATA (04.07.2014)

2. I TORTI DI CASA NOSTRA: PARMA-BARI 3-0, LA NEBBIA E L’ARBITRO PEZZELLA… (11.07.2014)

3. L’INDIGESTO BISCOTTO DI PARMA-VERONA 1974/75 (18.07.2014)

4. HARRY BARBIERI: LA DURA VITA DA “TIFOSO STRAJE” NEGLI ANNI 60 E QUEL LAZIO-PARMA 0-1 CON GOL DELL’INFORTUNATO CORRADI SU RILANCIO DEL PORTIERE RECCHIA (25.07.2014)

5. GISO TOSCANI, UNA VITA DI SACRIFICIO E DEDIZIONE FORGIATA DALLA GUERRA (01.08.2014)

6. LE INDELEBILI ORME DI ARRIGO SACCHI (08.08.2014)

7. I DIFFICILI ANNI ’60: QUEI DERBY COL SAN SECONDO, LA PARMENSE E LA VITTORIA DI VAREDO… (15.08.2014)

7 bis. AMARCORD (STRAORDINARIO): 18 AGOSTO 1987, QUANDO IL PARMA DI ZEMAN BATTE’ IL REAL MADRID (18.08.2014)

8. QUANDO COSTACURTA AZZOPPO’ IMPALLOMENI… (22.08.2014)

8 bis. SOTIRIS NINIS E’ GIA UN AMARCORD… (23.08.2014)

9. IL PORTIERE POLIGLOTTA ANDREA GUATELLI, CRESCIUTO NEL VIVAIO CROCIATO, SOGNA DI POTER TORNARE A VESTIRE LA MAGLIA DEL PARMA (29.08.2014)

9.bis AMARCORD STRAORDINARIO (E A RICHIESTA): A PROPOSITO DI ARLIA, ECCO A VOI MARLIA… (31.08.2014)

10. VITALI, VITALI, PER SEMPRE VITALI… (05.09.2014)

11. LA FUGACE MA SIGNIFICATIVA ESPERIENZA GIALLOBLU’ DI SUPERPIPPO INZAGHI (12.09.2014)

12. MICHELE UVA E LA RIVOLUZIONE DEL DOPO SCALA (19.09.2014

13. SILVANO FLABOREA, MAESTRO DEL TALENT SCOUTING E TUTOR DI GEDEONE CARMIGNANI (26.09.2014)

14. QUEL GOL LAMPO DI SORCE CHE NEL ’91 FRUTTO’ LA VITTORIA DEL PARMA DI SCALA SUL GENOA DI BAGNOLI (03.10.2014)

14.bis  AMARCORD STRAORDINARIO / CRESPO RITROVA CHIESA (DA AVVERSARIO) E LA SUA PRIMAVERA, FINALMENTE, PUO’ BRINDARE AL PRIMO SUCCESSO (04.10.2014

15. MARCO GIANDEBIAGGI, UN TALENTO DI CASA PARMA (10.10.2014)

16. QUELLA CENA A COVERCIANO TRA CERESINI, MOGGI E SOGLIANO, CON RICKY CHE CON UNA STRETTA DI MANO ACCETTO’ PARMA DECLASSANDOSI DI DUE CATEGORIE (17.10.2014)

16.bis AMARCORD STRAORDINARIO – FULVIO CERESINI A STADIOTARDINI.IT: “QUANDO I PROSCIUTTAI SI FECERO RESTITUIRE CON GLI INTERESSI I SOLDI RACCOLTI DA SOGLIANO PER POTENZIARE LA SQUADRA” (22.10.2014)

17. LA CHAMPIONS LEAGUE AL TARDINI, CRESPO ALLA RONALDO E QUEL SUO GOL IN SEMI-ROVESCIATA AL BORUSSIA DI SCALA, PER ZITTIRE I LOGGIONISTI DEL TARDINI… (24.10.2014)

18. GIANFRANCO, IL PARMA 1972-73 E L’INCOMPIUTA DEL CENTENARIO: SERVE UN MUSEO PERMANENTE, CHI NON CONOSCE IL PROPRIO PASSATO NON HA FUTURO (31.10.2014)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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