AMARCORD di Alessandro Dondi / PROSCIUTTO DI PARMA

(Alessandro Dondi) – Dopo una settimana di fibrillazioni sul fronte societario, segnate dalla ridda di voci riguardo la possibile cessione della società, con l’attuale proprietà impegnata alla disperata ricerca di risorse per garantire i pagamenti di emolumenti, contributi ed imposte entro la dead line del 17 settembre, era inevitabile che anche il consueto appuntamento con l’Amarcord fosse in chiave societaria. L’esigenza di questa puntata è anche quella di ripristinare un po’ di verità storica, quella verità che troppo spesso viene soppiantata da luoghi comuni tutti all’insegna del “l’imprenditoria parmigiana se ne è sempre fregata del Parma Calcio”. Lasciando perdere Calisto e la Parmalat, che fanno storia a sé, sarebbe comunque ingeneroso non riconoscere l’importanza storica della figura di Ernesto Ceresini, imprenditore edile parmigiano doc, grazie ai cui immani sacrifici economici, la Parma calcistica ha conosciuto il paradiso del pallone sul quale poi l’impero del latte ha costruito un decennio di successi in Italia ed Europa. Certo, anche Ernesto Ceresini ha più volte lamentato la scarsa partecipazione alla causa del resto dell’imprenditoria locale, ma senza mai lasciarsi andare, anzi cercando sempre di puntellare, evitando voli pindarici, percorrendo sempre la strada della sostenibilità, valorizzando giovani talenti per poi cederli alle grandi squadre, maturando importanti plusvalenze. Certo, anche il buon Ernesto a volte, per sua stessa ammissione, in questo ha commesso degli errori, basti pensare al caso di Carlo Ancelotti, salito alla ribalta dopo la stupenda prestazione nello spareggio di Vicenza del 1979 e ceduto alla Roma per l’ingente somma di un foto 3 (7)miliardo e 700 milioni, salvo poi decidere di “barattare” parte di questa somma con alcune contropartite tecniche: Zaninelli, Casaroli, Piacenti, Allevi e Borelli. Nelle casse del club entreranno “solo” 250 milioni e i giocatori in rosa non forniranno prestazioni all’altezza della situazione, tanto da indurre lo stesso Ceresini, pochi anni più tardi, ad affermare:Quando ti accorgi di avere in mano un elemento davvero bravo bisogna farsi pagare con denaro contante. I cambi sono sempre dei rischi e, spesso, degli insuccessi”. E pensare che tra le contropartite offerte allora dai giallorossi, a quel tempo sportivamente diretti da un certo Luciano Moggi, figurava anche un certo Franco Tancredi, cui gli osservatori della società crociata preferiranno il giovane Alessandro Zaninelli: quando si dice la beffa del destino…

foto 1 (11)Pochi anni più tardi, come ricordato in una precedente puntata dell’Amarcord, sarà proprio lo stesso Moggi a fare da patron al passaggio a Parma di Riccardo Sogliano, quella figura di Direttore Sportivo coi fiocchi tanto desiderata da Ceresini, e che di lì a poco si rivelerà determinante nell’impostare numerose strategie vincenti. Una delle prime mosse societarie dell’anno 1981 è quella di siglare un contratto di sponsorizzazione con il Consorzio del Prosciutto di Parma, il cui logo – primo in assoluto nella storia del club- campeggerà di lì a poi sulla gloriosa casacca crociata. Un matrimonio riuscito, che dopo tre anni – siamo nella primavera del 1984 – viene impreziosito dalla promozione in serie B, quella conquistata nell’acquitrino di Arma di Taggia, con il giovane Stefano Pioli – che di lì a poco sarà ceduto alla Juventus – a siglare Pioli Arma di taggiail goal della vittoria sulla Sanremese. Uno sport, il calcio, quello professionistico soprattutto, che ha raggiunto in quegli anni delle esigenze di natura finanziaria per cui lo sponsor è motivo di vita, di sopravvivenza. Una dinamica, quella delle sponsorizzazioni, che è ancora in uno stato embrionale, vista con parziale diffidenza anche da parte dei diretti interessati. Particolarmente significativo un passaggio dell’intervista rilasciata dall’allora presidente del Consorzio del Prosciutto, il dottor Gianni Gorreri: L’inserimento di una sponsorizzazione va però ad alterare, secondo me, gli foto 2 (10)equilibri societari e forse anche i risultati. E’ chiaro che più lo sponsor interviene, più sono le esigenze commerciali”. Un rapporto, quello di sponsorizzazione nel calcio, ai tempi ritenuto di particolare rilevanza per le aziende non necessitanti di pubblicità molto argomentate: nel caso del Consorzio del Prosciutto è lo stesso presidente a sottolineare come “si tratti di un veicolo non fondamentale, perché il Consorzio rappresenta un prodotto che deve essere presentato nelle sue caratteristiche e non solo ricordato”.  Un rapporto, quello con il Parma Calcio, che si rivela  indubbiamente positivo sotto il profilo sportivo,  impreziosito come detto dalla conquista della serie B, ma che ancora risulta difficile giudicare sotto l’aspetto economico giacché “il Consorzio non è un azienda bensì un organo di tutela e valorizzazione, un istitutizione che non vende il prodotto”. foto 4 (5)Difficile dunque in quegli anni pensare che il rapporto con la locale squadra di calcio possa rivelarsi determinante per il bilancio dello sponsor, pur ammettendo l’importanza della partnership in ottica di “ricordare e valorizzare l’immagine del prodotto”. In un ottica di maggiore valorizzazione del marchio si colloca una delle grandi invenzioni di Sogliano: la maglia gialloblù, precisamente bianca con il colletto blu (la versione da trasferta era blu con il colletto bianco) e i colori giallo e blu della città distribuiti a strisce frapposte al bianco sulle maniche. Il 18 settembre 1983 al Tardini, il Parma di Marino Perani indossa per la prima volta questa maglia, destinata a durare fino al 1992, che manda in soffitta per un ventennio la gloriosa crociata, soppiantata negli anni novanta da altre casacche, destinate a fare del Parma la corazzata gialloblù. Lo scopo di Sogliano è chiaro, rafforzare foto 5 (2)la partecipazione societaria da parte dei “prosciuttai” per rendere maggiormente solidi i bilanci societari: quell’anno entrano nell’organigramma societario il cavalier Nando Lori come vicepresidente e Gino Manici come consigliere. Perché mai, in anni così difficili per il calcio parmigiano, a quei tempi veleggiante tra serie C (molta) e serie B (poca), viene scelto proprio il Parma per un esperienza così innovativa? E’ lo stesso dottor Gorreri a rivelare come la scelta ricadde sul Parma quasi “per caso, inizialmente per una sorta di concorrenza antipatica quasi garibaldina che sembrava arrivare a Parma attraverso un prodotto concorrenziale”, contribuendo ad intraprendere un percorso durante il quale lo stesso Consorzio “si è appassionato, partecipando alla vita della squadra su interessamento del Prefetto Ettore Materia”. Una scelta, almeno SCAN_20141114_214332426inizialmente, non dettata dunque da motivi commerciali, ma quasi di solidarietà e di appoggio alla manifestazione sportiva che più di tutte rappresentava, e tuttora rappresenta, la nostra provincia. Erano altri tempi, un altro contesto macroeconomico, ma anche altri ideali, maggiore trasparenza e schiettezza, tempi in cui bastava una stretta di mano a suggellare un’intesa, tempi in cui non vi era bisogno di ostentare alcuna grandeur per tentare di ingraziarsi la simpatia della piazza, bastavano autentici sentimenti. Una politica di sostenibilità quella portata avanti da Ceresini che darà i propri frutti, una squadra che con Sacchi abbandonerà definitivamente le secche della serie C, per salire tra i cadetti e di lì spiccare di nuovo il volo, anche questa volta grazie al contributo sostanziale di uno sponsor, la Parmalat. Sarà proprio il marchio della multinazionale di Collecchio, che inizialmente acquisirà il 25% del pacchetto unnamedazionario della società, a soppiantare la corona del Prosciutto di Parma sulle maglie gialloblù, in un primo tempo – come potete vedere dalla foto a lato – addirittura grazie ad una toppa cucita frettolosamente sulle casacche, segno di una svolta decisiva, quasi epocale, che porterà la Parma calcistica sul tetto d’Europa. Quello stesso tetto poi improvvisamente crollato con il crack del 2003, che ha fatto precipitare il Parma ad un passo dal baratro, tenuto in vita grazie all’abilità di Bondi e dei suoi collaboratori, capaci di consegnare a Ghirardi una società gioiello, con diversi soldini in cassa. La stessa società che ora, dopo un annata straordinaria, quasi irreale come quella del centenario, culminata con la vicenda del diniego della Licenza Uefa, si ritrova ora – almeno stando alla grande stampa nazionale – ad un passo dal baratro, impossibilitata a far fronte alle imminenti scadenze, il cui rispetto imagepotrebbe rivelarsi vitale per il prosieguo della storia del club crociato. Una condizione, quella attuale, figlia probabilmente di una strategia votata al conseguimento di risultati nell’immediato – peraltro spesso raggiunti – che ha inevitabilmente sacrificato i principi di quella sostenibilità che pare il presupposto fondamentale per continuare a fare calcio in serie A in piazze come quella ducale. La speranza è quella che la famiglia Ghirardi, magari con qualche aiuto, riesca a mettere insieme le somme necessarie per saltare le varie imagependenze e rinsaldare le fondamenta scricchiolanti della nostra gloriosa società. L’auspicio è che la ricerca di fondi – sempre che sia in atto – abbia miglior sorte di quella toccata al povero Ceresini che, come ricordato nell’Amarcord Straordinario dedicato, si ritrovò poi costretto su pressione da parte di alcuni legali, a restituire le cifre faticosamente raccolte da Sogliano presso quelli che lui chiamava “prosciuttai”, giacchè le stesse erano da ritenersi erogate a titolo di prestito, dunque oltre al danno anche la beffa. Ma come si sa, ogni vicenda fa storia a se’… Alessandro Dondi

LE PRECEDENTI PUNTATE DI AMARCORD DI ALESSANDRO DONDI

1. CARLO ANDREA BOCCHIALINI, PARMIGIANO DI NASCITA E PRODOTTO DELLA CANTERA GIALLOBLU’ CROCIATA (04.07.2014)

2. I TORTI DI CASA NOSTRA: PARMA-BARI 3-0, LA NEBBIA E L’ARBITRO PEZZELLA… (11.07.2014)

3. L’INDIGESTO BISCOTTO DI PARMA-VERONA 1974/75 (18.07.2014)

4. HARRY BARBIERI: LA DURA VITA DA “TIFOSO STRAJE” NEGLI ANNI 60 E QUEL LAZIO-PARMA 0-1 CON GOL DELL’INFORTUNATO CORRADI SU RILANCIO DEL PORTIERE RECCHIA (25.07.2014)

5. GISO TOSCANI, UNA VITA DI SACRIFICIO E DEDIZIONE FORGIATA DALLA GUERRA (01.08.2014)

6. LE INDELEBILI ORME DI ARRIGO SACCHI (08.08.2014)

7. I DIFFICILI ANNI ’60: QUEI DERBY COL SAN SECONDO, LA PARMENSE E LA VITTORIA DI VAREDO… (15.08.2014)

7 bis. AMARCORD (STRAORDINARIO): 18 AGOSTO 1987, QUANDO IL PARMA DI ZEMAN BATTE’ IL REAL MADRID (18.08.2014)

8. QUANDO COSTACURTA AZZOPPO’ IMPALLOMENI… (22.08.2014)

8 bis. SOTIRIS NINIS E’ GIA UN AMARCORD… (23.08.2014)

9. IL PORTIERE POLIGLOTTA ANDREA GUATELLI, CRESCIUTO NEL VIVAIO CROCIATO, SOGNA DI POTER TORNARE A VESTIRE LA MAGLIA DEL PARMA (29.08.2014)

9.bis AMARCORD STRAORDINARIO (E A RICHIESTA): A PROPOSITO DI ARLIA, ECCO A VOI MARLIA… (31.08.2014)

10. VITALI, VITALI, PER SEMPRE VITALI… (05.09.2014)

11. LA FUGACE MA SIGNIFICATIVA ESPERIENZA GIALLOBLU’ DI SUPERPIPPO INZAGHI (12.09.2014)

12. MICHELE UVA E LA RIVOLUZIONE DEL DOPO SCALA (19.09.2014

13. SILVANO FLABOREA, MAESTRO DEL TALENT SCOUTING E TUTOR DI GEDEONE CARMIGNANI (26.09.2014)

14. QUEL GOL LAMPO DI SORCE CHE NEL ’91 FRUTTO’ LA VITTORIA DEL PARMA DI SCALA SUL GENOA DI BAGNOLI (03.10.2014)

14.bis  AMARCORD STRAORDINARIO / CRESPO RITROVA CHIESA (DA AVVERSARIO) E LA SUA PRIMAVERA, FINALMENTE, PUO’ BRINDARE AL PRIMO SUCCESSO (04.10.2014

15. MARCO GIANDEBIAGGI, UN TALENTO DI CASA PARMA (10.10.2014)

16. QUELLA CENA A COVERCIANO TRA CERESINI, MOGGI E SOGLIANO, CON RICKY CHE CON UNA STRETTA DI MANO ACCETTO’ PARMA DECLASSANDOSI DI DUE CATEGORIE (17.10.2014)

16.bis AMARCORD STRAORDINARIO – FULVIO CERESINI A STADIOTARDINI.IT: “QUANDO I PROSCIUTTAI SI FECERO RESTITUIRE CON GLI INTERESSI I SOLDI RACCOLTI DA SOGLIANO PER POTENZIARE LA SQUADRA” (22.10.2014)

17. LA CHAMPIONS LEAGUE AL TARDINI, CRESPO ALLA RONALDO E QUEL SUO GOL IN SEMI-ROVESCIATA AL BORUSSIA DI SCALA, PER ZITTIRE I LOGGIONISTI DEL TARDINI… (24.10.2014)

18. GIANFRANCO, IL PARMA 1972-73 E L’INCOMPIUTA DEL CENTENARIO: SERVE UN MUSEO PERMANENTE, CHI NON CONOSCE IL PROPRIO PASSATO NON HA FUTURO (31.10.2014)

19. PIPPO MARCHIORO, ALLENATORE DELLA PRIMA PROMOZIONE IN A DELLA REGGIANA, PRIMA AVEVA GIOCATO E SEGNATO CON IL PARMA… (07.11.2014)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

5 pensieri riguardo “AMARCORD di Alessandro Dondi / PROSCIUTTO DI PARMA

  • 15 Novembre 2014 in 08:46
    Permalink

    dal primo gennaio andra’ ancora bene se ci sponsorizzera’ il consorzio della cicciolata

  • 15 Novembre 2014 in 09:51
    Permalink

    Assio consigliaci una strategia per battere l’Empoli

    • 15 Novembre 2014 in 10:19
      Permalink

      e’ finita simone, e’ finita

  • 15 Novembre 2014 in 11:46
    Permalink

    E se tutte queste voci fossero solo l’ennesimo piano malvagio del dr. Majo xkè odia Ciccio-bastardo e vuole mettere le mani sul Mai+moscio per andare cn la Rosi?

I commenti sono chiusi.

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