AMARCORD di Alessandro Dondi / WALTER BIANCHI, UNO DEI FEDELISSIMI DI ARRIGO SACCHI, CHE AL MILAN ESORDI’ NELLO STESSO GIORNO DI GULLIT E VAN BASTEN

(Alessandro Dondi) – La storia di Arrigo Sacchi – autentico rivoluzionario del calcio non solo italiano, ma anche europeo negli anni ottanta – insegna come il mister di Fusignano abbia sempre orientato il proprio credo sul gruppo, attorniandosi in tutte le proprie esperienze di una nutrita schiera di fedelissimi, da Righetti (nomen omen…) a Mussi, passando per Mario Bortolazzi, attuale collaboratore di mister Donadoni. Uno degli allievi prediletti dell’Arrigo nazionale è senz’altro Walter Bianchi ,classe 1963, nativo di Aarau in Svizzera, un padre muratore originario di Montescudo e la madre, signora Rosetta, parmigiana. Il ragazzo, di ruolo terzino sinistro, inizia la propria carriera nel Cesena, per poi passare al Rimini nella stagione 1982/83 dove incontra per la prima SCAN_20141129_112351542volta il giovane tecnico ravennate, con cui si ricongiungerà, sempre in riviera, nel campionato 1984/85 dopo una breve parentesi al Brescia. In Romagna, Bianchi impressiona per l’intelligenza tattica e la freddezza con cui si disimpegna sul terreno di gioco, inducendo Sacchi a portarlo con sé nella nuova avventura al Parma, unitamente a Zannoni e Righetti. Walter fa il suo debutto con la maglia gialloblù il 21 agosto 1985 in Piacenza-Parma di Coppa Italia, terminata sul risultato di 1-2 grazie ad una doppietta di Zannoni. Il successivo 22 settembre è la volta dell’esordio da titolare in campionato, 0-0 contro il Trento, nella prima delle trentadue presenze complessive di quel campionato, durante il quale segnerà anche un goal, quello decisivo del 2-2 in Fano-Parma del 2 febbraio 1986. La stagione si conclude con la risalita del Parma in serie SCAN_20141129_112637047B, al termine di un campionato in cui si affermano definitivamente la zona ed il pressing, ingredienti che diverranno imprescindibili per una ricetta che di lì a poco porterà il calcio italiano sul tetto d’Europa e del mondo. Per Bianchi anche l’anno tra i cadetti si rivelerà oltremodo positivo, trentadue presenze condite da una rete alla Cremonese nella sconfitta per 2-1 del 7 giugno 1987, che costerà cara agli uomini di Sacchi, che vedranno sfumare per un soffio la serie A.

SCAN_20141129_112444648Un gioco spumeggiante quello dei gialloblù, che eliminano il blasonato Milan di Liedholm dalla Coppa Italia, inducendo Berlusconi – da sempre avvezzo ai facili innamoramenti – ad assicurarsi le prestazioni dell’allenatore romagnolo a partire dalla stagione successiva. In questa nuova affascinante avventura Arrigo Sacchi porta con sé Mario Bortolazzi, Roberto Mussi e proprio Walter Bianchi, facendolo addirittura esordire nella massima serie alla prima giornata, quando si gioca Pisa-Milan, e con la maglia rossonera esordiscono anche Gullit e Van Basten. L’inizio di un anno trionfale per il bianchiwwMilan, terminato con la conquista dello scudetto, mentre per Walter quello di un lungo e travagliato cammino, che nel primo anno lo vedrà più spesso allenarsi in palestra con Van Basten che sul terreno di gioco, dove è visto come l’alternativa a Paolo Maldini, giovanissimo ma già imprescindibile per i rossoneri. In due stagioni con il diavolo colleziona solo cinque presenze, a lungo frenato da gravi problemi alle ginocchia, che lo vedono sempre più assiduo frequentatore delle sale operatorie. Ma il ragazzo non demorde, per uno come lui che ha sempre sognato la serie A è un grande regalo poter partecipare alle vittorie di uno scudetto e di una Coppa Campioni, con l’unico rammarico di “non essermi potuto allenare a lungo con questi grandi campioni. Ero sempre da solo, oppure con qualche compagno”. Un vero fedelissimo dell’uomo di Fusignano, convinto delle innovative idee del mister al punto tale da rispondere così alle iniziali perplessità di Virdis e Baresi: “Come ho fatto a stare con questo per sette anni? Se ho resistito vuol dire che le cose andavano bene, con lui ho sempre vinto”. Un binomio, quello tra Sacchi e Bianchi, che in totale dura ben sette anni, e si interrompe nel 1989 quando il ragazzo passa al Torino sotto la guida di Eugenio Fascetti. Un’altra stagione travagliata per il terzino, che scende in campo per 18 volte, spesso infortunato e perciò condizionato dal punto di vista fisico ed atletico. Per lui si aprono le porte di un’altra esperienza in serie B, questa a volta a Verona, sempre con Fascetti in panchina. Ma anche stavolta la sfortuna ha la meglio, nuova operazione e mai in campo per l’intera stagione. Solo più avanti si scoprirà la vera natura di questi infortuni: un’osteomielite derivante da un’infezione contratta anni prima. Il Milan gli rinnova il contratto, lo porta in ritiro e al termine dell’estate, dopo un colloquio tra Capello e Reja, lo cede in prestito al Cosenza. In Calabria sfiora la terza promozione in serie A della sua carriera, scendendo in campo in ben ventisette occasioni, quasi un record. La sfortuna sembra dargli una tregua, la stagione seguente torna al Verona sempre in serie B, ma ecco che durante il ritiro estivo la malasorte si accanisce ancora su di lui: il 28 luglio 1992, il pulmino del Verona, di rientro verso l’albergo, in località Paludi di Cles si scontra con una ruspa che esce da una strada secondaria senza rispettare la precedenza. L’impatto è violentissimo, la benna squarcia il pulmino, gli occupati del veicolo riportano tutti serie conseguenze ma è Bianchi a rimediare quelle peggiori: entra in coma per alcuni giorni, coma da cui si riprenderà, ma indebolito nel morale, oltre che nel fisico. Il tempo di disputare ancora una ventina di partite con la maglia scaligera, prima di ritirarsi dal calcio giocato nel 1994. Una breve esperienza come dipendente di una concessionaria di automobili a Rimini, poi a Cantiano, una passione per i tartufi e, tra un tartufo e l’altro, qualche rimpianto: “Ho fatto il massimo per quello che potevo dare. Piuttosto un rimorso: il fumo. Ti toglie qualcosa, ma con tutti gli infortuni che ho avuto era inevitabile affidarsi alle sigarette”. Dal Luglio del 2011 è il vice del CT Antonio Rocca sulla panchina dell’Under 15. Alessandro Dondi

LE PRECEDENTI PUNTATE DI AMARCORD DI ALESSANDRO DONDI

1. CARLO ANDREA BOCCHIALINI, PARMIGIANO DI NASCITA E PRODOTTO DELLA CANTERA GIALLOBLU’ CROCIATA (04.07.2014)

2. I TORTI DI CASA NOSTRA: PARMA-BARI 3-0, LA NEBBIA E L’ARBITRO PEZZELLA… (11.07.2014)

3. L’INDIGESTO BISCOTTO DI PARMA-VERONA 1974/75 (18.07.2014)

4. HARRY BARBIERI: LA DURA VITA DA “TIFOSO STRAJE” NEGLI ANNI 60 E QUEL LAZIO-PARMA 0-1 CON GOL DELL’INFORTUNATO CORRADI SU RILANCIO DEL PORTIERE RECCHIA (25.07.2014)

5. GISO TOSCANI, UNA VITA DI SACRIFICIO E DEDIZIONE FORGIATA DALLA GUERRA (01.08.2014)

6. LE INDELEBILI ORME DI ARRIGO SACCHI (08.08.2014)

7. I DIFFICILI ANNI ’60: QUEI DERBY COL SAN SECONDO, LA PARMENSE E LA VITTORIA DI VAREDO… (15.08.2014)

7 bis. AMARCORD (STRAORDINARIO): 18 AGOSTO 1987, QUANDO IL PARMA DI ZEMAN BATTE’ IL REAL MADRID (18.08.2014)

8. QUANDO COSTACURTA AZZOPPO’ IMPALLOMENI… (22.08.2014)

8 bis. SOTIRIS NINIS E’ GIA UN AMARCORD… (23.08.2014)

9. IL PORTIERE POLIGLOTTA ANDREA GUATELLI, CRESCIUTO NEL VIVAIO CROCIATO, SOGNA DI POTER TORNARE A VESTIRE LA MAGLIA DEL PARMA (29.08.2014)

9.bis AMARCORD STRAORDINARIO (E A RICHIESTA): A PROPOSITO DI ARLIA, ECCO A VOI MARLIA… (31.08.2014)

10. VITALI, VITALI, PER SEMPRE VITALI… (05.09.2014)

11. LA FUGACE MA SIGNIFICATIVA ESPERIENZA GIALLOBLU’ DI SUPERPIPPO INZAGHI (12.09.2014)

12. MICHELE UVA E LA RIVOLUZIONE DEL DOPO SCALA (19.09.2014

13. SILVANO FLABOREA, MAESTRO DEL TALENT SCOUTING E TUTOR DI GEDEONE CARMIGNANI (26.09.2014)

14. QUEL GOL LAMPO DI SORCE CHE NEL ’91 FRUTTO’ LA VITTORIA DEL PARMA DI SCALA SUL GENOA DI BAGNOLI (03.10.2014)

14.bis  AMARCORD STRAORDINARIO / CRESPO RITROVA CHIESA (DA AVVERSARIO) E LA SUA PRIMAVERA, FINALMENTE, PUO’ BRINDARE AL PRIMO SUCCESSO (04.10.2014

15. MARCO GIANDEBIAGGI, UN TALENTO DI CASA PARMA (10.10.2014)

16. QUELLA CENA A COVERCIANO TRA CERESINI, MOGGI E SOGLIANO, CON RICKY CHE CON UNA STRETTA DI MANO ACCETTO’ PARMA DECLASSANDOSI DI DUE CATEGORIE (17.10.2014)

16.bis AMARCORD STRAORDINARIO – FULVIO CERESINI A STADIOTARDINI.IT: “QUANDO I PROSCIUTTAI SI FECERO RESTITUIRE CON GLI INTERESSI I SOLDI RACCOLTI DA SOGLIANO PER POTENZIARE LA SQUADRA” (22.10.2014)

17. LA CHAMPIONS LEAGUE AL TARDINI, CRESPO ALLA RONALDO E QUEL SUO GOL IN SEMI-ROVESCIATA AL BORUSSIA DI SCALA, PER ZITTIRE I LOGGIONISTI DEL TARDINI… (24.10.2014)

18. GIANFRANCO, IL PARMA 1972-73 E L’INCOMPIUTA DEL CENTENARIO: SERVE UN MUSEO PERMANENTE, CHI NON CONOSCE IL PROPRIO PASSATO NON HA FUTURO (31.10.2014)

19. PIPPO MARCHIORO, ALLENATORE DELLA PRIMA PROMOZIONE IN A DELLA REGGIANA, PRIMA AVEVA GIOCATO E SEGNATO CON IL PARMA… (07.11.2014)

20. PROSCIUTTO DI PARMA (14.11.2014)

21. EMILIANO RUFO VERGA, DALLA GINOCCHIA FRAGILI COME QUELLE DI ROBY BAGGIO, E’ UNO DEI QUATTRO CHE RIUSCI’ A SEGNARE CON LA MAGLIA VERDE DEL PARMA 88-89 (22.11.2014)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “AMARCORD di Alessandro Dondi / WALTER BIANCHI, UNO DEI FEDELISSIMI DI ARRIGO SACCHI, CHE AL MILAN ESORDI’ NELLO STESSO GIORNO DI GULLIT E VAN BASTEN

  • 29 Novembre 2014 in 18:41
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    Dottor Majo, anzitutto mi permetta di farle i complimenti per il suo sito, magistralmente diretto e sempre interessante.
    La sua squadra è una bellissima orchestra, fatta di autori eccellenti che esprimo con uno stile originale ed entusiasmante, mai noioso, la passione per il calcio. La nostra equipe, composta da professori ed esperti della comunicazione immediata propria dell’era mediatica, ha già positivamente valutato il suo Savarese, autentico fiore all’occhiello di quello che per noi deve essere il modo di raccontare il calcio, Luca sta percorrendo un sentiero alternativo, che cattura soprattutto con il quale viene tracciato.
    Mi permetta inoltre di rivolgere qui i miei complimenti anche al dottor Dondi: dai suoi scritti emerge la capacità di analizzare scientificamente le vicende del passato, dimostrando un’innata attitudine alla ricerca delle emozioni perdute. Voglia pertanto consentirmi di contattarlo per porre all’attenzione del nostro comitato scientifico anche le sue produzioni.

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