lunedì, Maggio 20, 2024
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CALCIO & CALCIO PIU’ / MAJO: “LA GESTIONE VIRTUOSA DELLA SOCIETA’ E’ STATA SACRIFICATA SULL’ALTARE DELL’AMBIZIONE E DEI RISULTATI SPORTIVI”

20141113_211224(Alessandro Dondi) – Ma non era una società virtuosa? Se sono vere le rivelazioni fatte da diversi quotidiani, anche nazionali, come si è arrivati a questa situazione? Con questi interrogativi si è aperta ieri sera la puntata di Calcio & Calcio Più. Ospite della serata, oltre a Gabriele Majo. direttore di StadioTardini.it ed Enrico Boni, questa sera armato di torcia per tentare di scovare dove siano andati a finire i soldi del Parma, anche Paolo Medioli , ex presidente del Centro di Coordinamento dei Parma Club.

imagePer fare luce sulla situazione societaria, con particolare riferimento alla ridda di voci che negli ultimi giorni ha riguardato le presunte trattative per la cessione del Parma Calcio –  come peraltro già ampiamente relazionato a caldo da Evaristo Cipriani – la redazione di Teleducato ha contattato il portavoce di Rezart Taci, chiedendo informazioni sul presunto interesse per il Parma e sulla trattativa da molti data come ben avviata. Secondo quanto riportato dal portavoce del petroliere albanese dunque nessun interesse né tantomeno alcuna trattativa sarebbe mai stata intavolata. Resta da capire se si tratti di una reale smentita o semplicemente di una mossa tattica, come ha spiegato lo stesso Angella, magari in ottica di un patto di riservatezza siglato dalle parti.

imagePossibile – si è domandato il Saltimbanco, peraltro propenso a bollare tutte le voci come “bufale” – che “nelle redazioni locali, con fior di professionisti e mezzi a disposizione”, nessuno si sia premurato di contattare Taci per verificare le indiscrezioni trapelate? Secondo Majo, è possibile comunque che ci si trovi di fronte a “schermaglie tattiche”, anche in virtù del fatto che “ad esporsi – benché senza virgolettati a sostegno – sulla vicenda era stato il giornalista di Sport Mediaset Raimondi, assai vicino al Presidente Ghirardi, il quale aveva riferito di un preaccordo scritto, peraltro disatteso, tra le parti. Notizia, dunque che sarebbe in palese contraddizione con quanto riferito dal portavoce di Taci ad Angella, primo giornalista italiano a contattare direttamente il petroliere albanese, il quale nel pomeriggio, ad una sua tv aveva già espresso il medesimo concetto: nessun interesse per il Parma”. A parere del nostro direttore,  poi, “la pista dello sceicco del Qatar è vera, seria e reale, oltre che di imageparticolare affidamento” e, stando alle fonti raccolte da Majo, vi sarebbe stato un incontro nelle ultime ore. Pare però che la trattativa non sia ancora decollata in virtù della difficoltà a conciliare le imminenti scadenze obbligatorie del 17 novembre (servirebbero circa 15 milioni per stipendi e Irpef, con gli interessi di carattere economico propri di acquirente e venditore. Meglio sarebbe che fosse proprio Ghirardi a scollinare – come direbbe Piovanil’irto colle delle scadenze fiscali di metà novembre, per poi potersi dedicare con maggiore tranquillità alla cessione della società, giacché “la fretta in questi casi è molto nemica”, come ha chiosato Medioli.

imageParma, che nell’imminenza delle scadenze, si trova a fronteggiare sì una situazione già vissuta nel recente passato, come testimoniano le ripetute segnalazioni di possibili tensioni di liquidità fatte nelle relazioni ai bilanci sociali, ma con l’unica differenza come ha evidenziato  Majo che stavolta la vicenda è conclamata, portata alla ribalta nazionale da diversi organi di stampa”. “Non c’è l’alternativa, è ridicolo pensare che possa arrivare qualcuno a tirare DSC09971fuori proprio ora le ingenti somme prospettate, perciò si va avanti con Ghirardi”, questo secondo Boni lo scenario più probabile. La società, una volta fatto un aumento di capitale (ma chi glieli dà i 15 milioni al Ghiropardo?), potrà essere poi venduta con maggiore calma, garantendo i tempi tecnici per impostare una trattativa seria. “E’ chiaro che – ha sottolineato Angella – è doveroso fornire alla piazza i chiarimenti del caso, spiegando come mai si sia giunti ad una situazione simile”. Per il nostro direttore “puzza il fatto che sia emersa questa 20141113_205938vicenda, come se ci fosse l’interesse a spingere verso la cessione” e tale tempismo, quasi perfetto, “se possibile complica maggiormente le operazioni”. In situazioni così delicate – leggasi la situazione debitoria data in pasto ai giornali  – “la riservatezza – ha affermato Majo, di solito sostenitore della glasnostè necessaria, non bisogna lavare troppo i panni sporchi fuori dalla famiglia, altrimenti si rischia di rendere le cose ancor più complicate, questo, però, senza dover raccontare frottole ai tifosi. Perché mai ora, di fronte alle difficoltà acclarate, DSC09973qualcuno dovrebbe correre in aiuto a Ghirardi?”. Attraverso quali strumenti Ghirardi potrà ora mettere sul piatto la cifra paventata, ovvero quei 15 milioni di euro necessari per saldare le pendenze trimestrali ed evitare la penalizzazione in classifica? “Purtroppo – ha concluso Majosi sta pagando una gestione lunga cinque anni in cui è pur vero che Leonardi faceva le nozze con i fichi secchi, ma si sono poste le basi per l’attuale difficoltà, giacché la moltiplicazione dei pani e dei pesci riusciva solo a Gesù Cristo, e poi, e poi…”.

DSC09968Per Boni le indiziate maggiori, “la vera spada di Damocle”, sono state le collaborazioni con le squadre satelliti come Gubbio, Nova Gorica oltre alla pesca a strascico, colpevoli a suo dire di avere attratto troppe risorse in uscita dalle casse societarie, finendo per danneggiare finanziariamente il club. A questo riguardo, a parere di Medioli, “va ricordato che il Parma è stato penalizzato dall’abolizione delle comproprietà e questo ha contribuito al naufragio di questo progetto, partito da validi presupposti”.

imageInevitabile che tra i tifosi sia partita la caccia al colpevole, con Tommaso Ghirardi anzitempo scaricato da chi, addetti ai lavori e supporters, solo pochi mesi fa lo difendeva a spada tratta. “Non è corretto – secondo Angella che vengano scagliate pietre – metaforicamente parlando – solo all’indirizzo del Presidente visto che la società è stata gestita in prima persona, da cinque anni a questa parte, da Pietro Leonardi”. L’opinione di Majo in proposito è nota da tempo, valorizzata dall’editoriale dell’altro ieri dal titolo GHIRARDI CROCEFISSO E SCARICATO. EVENTUALI COLPE, PERO’, NON SONO SOLO SUE MA ANCHE DI CHI HA GESTITO CON LUI IL PARMA., ovvero l’importanza di ricordare alla piazza che non bisogna dimenticare chi operativamente ha condotto la società in questi anni. Attenzione 20141113_211208dunque al tentativo in atto di ricrearsi una “verginità”, magari orientando i riflettori dei media sugli altri personaggi coinvolti, posto che – come ricorda Medioli – “le responsabilità di Leonardi e Ghirardi sono inscindibili”. “Una situazione questa che – sempre secondo il Moralizzatore Majo non è nata a Maggio, come qualcuno ha sostenuto per radio, imagesemmai la vicenda del diniego della Licenza Uefa ha reso ingravescenti le difficoltà di una gestione che ha puntato al conseguimento nell’immediato dei risultati sportivi, tanto cari a quegli stessi sportivi che ora attaccano Ghirardi, senza preoccuparsi di porre le basi per una continuità finanziaria, necessaria in ottica di sostenibilità. L’aver voluto festeggiare il Centenario con la grandeur ha senz’altro accontentato i tifosi, più propensi a ragionare di pancia, rivelandosi tuttavia un boomerang viste le conseguenze che ha comportato per la salute della struttura societaria. Meglio sarebbe stato adottare una politica di maggiore chiarezza nei confronti della piazza, “evitando fin dall’estate di sventolare il vessillo dell’ andiamocela a riprendere”, ha sottolineato Paolo Medioli. Bando alle ciance dunque, basta ipotesi fantasiose come quella che vedrebbe Moratti prossimo a sedersi ad un tavolo con Ghirardi per imbastire una sorta di partnership in soccorso del Parma. Interessante in quest’ottica chiarire il ruolo di Energy Ti Group, nuovo socio entrato a far parte della famiglia crociata lo scorso 30 aprile con un importante accordo di sponsorizzazione, che al momento sembra un po’ sparito dalla circolazione ed il cui progetto, ben illustrato dall’ex presidente Gaetano Tedeschi nel corso di un collegamento telefonico a Calcio & Calcio, non è mai partito. “Per quale motivo al momento, viste le difficoltà palesate, non si è registrato alcun intervento del socio di minoranza?” A riguardo il direttore di StadioTardini.it ha reso noto di avere inviato in data odierno otto domande ad Energy Ti Group, all’attenzione dell’A.D. Roberto Giuli di cui si attendono le risposte, una volta che sarà tornato dagli Usa, dove si troverebbe per lavoro, secondo le informazioni riferite dall’ufficio stampa.

Da sottolineare, infine, la notizia della mancata partecipazione di Pietro Leonardi, trattenuto a Roma, alla riunione programmata con il Centro di Coordinamento dei Parma Club, che per alcuni tifosi – pronunziatisi tramite sms – suona come “segnale di difficoltà, dovuto alla mancanza di argomenti”. Alessandro Dondi

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

6 pensieri riguardo “CALCIO & CALCIO PIU’ / MAJO: “LA GESTIONE VIRTUOSA DELLA SOCIETA’ E’ STATA SACRIFICATA SULL’ALTARE DELL’AMBIZIONE E DEI RISULTATI SPORTIVI”

  • Dai, alla fine qualcosa si muove in ambito fortuna…si è rotto Ghezzal…che non sia l’inizio della rinascita?

  • ARDICCIO

    Io penso che NON sia corretto e serio scaricare tutte le responsabilità sul PRESIDENTE.

    IL presidente risponde in ultima istanza dell’andamento della Società sia dal punto di vista economico che finanziario, magari anche con il fallimento del Parma.

    Ma il Presidente NON GESTISCE !

    Chi sono gli autori di questa pesca a strascico ,reclutando decine e decine di calciatori con spese ed investimenti incontrollati ?

    Chi ha condotto materialmente la campagna acquisti/vendite e le compartecipazioni in altre Società ?

    Quali effetti reali sulle casse societarie si sono registrati in virtù di tali azioni sconsiderate ?

    Non penso che il maggiore indiziato sia il presidente !

    Ghirardi NON puo’ essere accusato di una gestione aziendale disastrosa: i gestori sono sempre i dirigenti !

    Quindi poche balle ! Fuori i nomi degli inetti e dei dirigenti che hanno fallito tutti gli obiettivi !

  • CuoreGialloBlu

    Ci sono molte cose che io non capisco di questa situazione, in primis Ghirardi prima dice che sarebbe pronto a regalare il Parma se arrivasse qualcuno con più disponibilità economiche di lui e poi a quanto pare diventa molto esoso nelle richieste.
    Secondo punto, se davvero fossero tutte bufale le notizie trapelate da lunedì ad oggi perché non c’è stato nessun intervento UFFICIALE da parte della società per smentire?
    Terzo, l’esclusione all’Europa League vedendola a posteriori mi fa pensare che il Ghiro non volesse tornare in Europa per non spendere ma allo stesso tempo non volesse perdere la faccia davanti ai tifosi.

    • Salve e benvenuto su StadioTardini.it, giacché mi pare la prima volta che interviene nel nostro spazio commenti.

      * Ghirardi, quando a Radio Parma disse che avrebbe regalato la società all’emiro aveva fatto una battuta. Io la avrei evitata, perché poi, appunto, la gente ci crede. Del resto come avrei evitato una sfilza di cannelle che hanno ormai tolto ogni briciolo di credibilità di chi le ha pronunziate non tanto nei confronti dei poveri commoventi tifosi (i quali sono ancora qui in attesa di penzolare dalle loro labbra), ma quel che è peggio nei confronti dei giocatori (con traduzione sul campo del caos societario) e dei creditori. E ora, buttato il prete nella merda, e provate un po’ a immaginare che possa avercelo buttato, basta una goccia perché scatti lo tsunami…

      * Che Ghirardi sia esoso nelle richieste è una lettura solo parzialmente corretta. In parte è “limacciosa” per il palese interesse di qualcheduno di farlo apparire in questo modo, sì da metterlo contro il muro per disfarsi del fardello e far sì che questo passi nelle mani amiche di qualcun altro. Ma è anche parzialmente esatta, per via della considerazione fatta ieri nel punto che vi ho offerto e cioè che “Ghirardi dovrebbe capire che il valore del Parma non è dato da quanti soldi uno ci può avere messo (anche se non sono pochi). Tradotto: se la situazione è così drammatica come viene dipinta sarebbe già mangiare un gatto vivo venendoci fuori senza ferite, e pazienza se un po’ più poveri. A parte che oltre al problema economico (dove trovare i quattrini?!?!) ce n’è un altro solo apparentemente più leggero: poi come fa Tom Ghirardi quando i riflettori si spengono e non può più esporsi come presidente del Parma?

      * La società, in questo momento, a mio modo di vedere, fa bene a star ferma: anche perché ogni volta che si muove (parlo dal punto di vista comunicativo, che penso di poter esser in grado di giudicare) fa dei danni incalcolabili. Le trattative, poi, ci sono, quindi non vanno smentite. Poi sta anche nella testa di ognuno di noi cercare di capire cosa possa esser vero e cosa assolutamente fantasioso. Leggi Moratti. Dailà…

      * Europa League: io non sono affatto d’accordo con la sua considerazione. Per me c’era la piena volontà di andare in Europa League da parte di questa società, traguardo sportivo di rilievo che avrebbe potuto consentire di tenere alte ancora di più le carte, nonostante si trattasse di un grande bluff, per quel che si è appreso esseci dietro. Tra le tante balle che ci sono state rifilate, qualche verità c’è e cioè che il club aveva speso diciamo una decina di milioni di euro (le fonti, su questo punto sono divergenti, ma lasciamo perdere il quantum che conta fino lì) per poter essere in regola per andare in Europa League. Lei deve sapere che tra i requisiti richiesti nel famigerato manuale per ottenere la Licenza Uefa c’è anche quello di essere in regola nei pagamenti con i fornitori esteri: requisito al momento non obbligatorio per iscriversi alla serie A (lo sarà solo dalla prossima stagione) e che dunque una società come il Parma, che ha palesi crisi di liquidità, avrebbe potuto non saldare se non gli fosse interessata l’Europa League. Guardi che al volante c’erano (e ci sono) degli ambiziosi. E da questa ambizione sono stati traditi. Per me, dunque, è una castroneria il luogo comune che non ci volessero andare. Anzi: se erano stati riaperti i rubinetti, era grazie ai sorprendenti risultati sportivi raccolti, con finestra sull’Europa. La buccia di banana, cioè la famosa Irpef non pagata, motivo per cui non è stata concessa la Licenza, per una cifra irrisoria, non penso derivasse da mancanza di liquidità (il loro ragionamento “non spendo 13 milioni per poi non ottenerla per 300.000 euro” sta in piedi), quanto da un errore commesso al quale poi hanno cercato in qualche modo di rimediare. Se, come loro dicono, non li avevano versati per scelta, in quanto non dovuti, beh, sarebbero stati dei suicidi… Anche se peggio credo sia stata la convinzione, così similare a tanti parmigiani clamorosamente finiti nella polvere, di essere invincibili o intoccabili o infallibili.
      Cordialmente
      Gmajo

      • CuoreGialloBlu

        Grazie del benvenuto direttore. Le sue analisi sugli argomenti della cessione le ho trovate ragionevoli e molto logiche ma sul capitolo “Europa League” mi trovo in disaccordo. Lei parla di una gestione ambiziosa, concentrata sui risultati e che ha trascurato l’aspetto economico ma guardando alle varie sessioni di mercato non mi pare che si siano mai fatte grandi follie in questi anni. Ad esempio l’anno scorso l’operazione Cassano-Belfodil (grandissima operazione visto i risultati sportivi dei giocatori durante la stagione scorsa) era economicamente a vantaggio del Parma e prendendo anche gli anni addietro quando sono stati venduti ad un prezzo alto Giovinco e Borini non sono mai stati investiti i soldi per comprare giocatori dello stesso livello.
        Inoltre guardando al Parma dell’inizio del campionato 2013/2014, ai nastri di partenza, credo che l’obiettivo della dirigenza non fosse la qualificazione in Europa, considerata l’impossibilità nel prevedere l’andamento sottotono di società più attrezzate come Milan e Lazio, seppure con un grande giocatore come Cassano in rosa.
        Secondo me, i primi a essere sorpresi per il formidabile rendimento della squadra dell’anno scorso sono stati Ghirardi e co., i quali si sono trovati a gestire una situazione che non si aspettavano e nella quale sono stati indecisi sul da farsi dall’inizio alla fine.
        In conclusione penso che i mali economici del Parma derivino da una gestione cervellotica di comproprietà e di partnership con società minori e anche di un presidente che non ha le possibilità economiche per gestire gli imprevisti,con le spese associate ad essi, nei quali può inciampare un club di serie A. Problemi economici che non nascono da un anno ma che si trascinano da più tempo (ingranditi dalla nuova normativa sulle comproprietà) e che sono usciti dal tappeto solo adesso che c’è una forte necessità di vendere.

        • Attenzione: io ho parlato di gestione ambiziosa in generale, non specificatamente della passata stagione, indubbiamente, però, più da “grandeur” rispetto alle precedenti, con maggiore attenzione all’aspetto virtuoso, per lo meno superficialmente, se si guardano i nomi collezionati (e più approfonditamente dando un’occhiata al monte ingaggi).

          Non ho mai detto, poi, che l’Europa League fosse stata pianificata ad inizio campionato: però se prendi dall’Inter Cassano non è che gli puoi andare a dire, Antò vieni qui che lottiamo per non retrocedere, così come gli altri “comprimari” non è che fossero proprio delle scartine, se si considera che, in certe occasioni, in panchina sedevano circa quindici milioni. Insomma: come più volte illustrato dal sottoscritto, vennero presi dei trentenni pronti a vincere, o per lo meno maturi. Poeticamente la finalità poteva essere quella di onorare il Centenario, più prosaicamente (e la cosa me la disse lo stesso Leonardi) per cercare di garantirsi la categoria nella migliore posizione possibile, al fine di ottenere una migliore ripartizione nella nuova spartizione dei diritti tv.
          Non solo: ogni posizione in più in classifica si traduce in bonus per la società (che a propria volta, a cascata, li riconosce ai giocatori).
          E’ chiaro che il deludente inizio di stagione dell’anno passato (con svolta dopo la 12^) non facesse pensare a possibilità di Europa in avvio, ma poi, l’appetito vien mangiando, e macinando record su record ci si è entusiasmati al punto da accantonare certi problemi economici che ci avevano fatto preoccupare dopo l’outing del Ghiro alla Feltrinelli “godiamoci ‘sta stagione, che del diman non c’è certezza”. Proprio i risultati eccellenti raccolti hanno fatto riaprire i forzieri, come Le spiegavo nel precedente commento, per poter permettere una partecipazione alla Europa League investendo oltre 10 ml di euro per sanare le vecchie pendenze in Europa (conditio sine qua non non si sarebbe ottenuta la Licenza). Orbene: lei, adesso, mi ha proposto un ragionamento approfondito sulla E.L., ma la mia risposta precedente verteva a demolire la sua convinzione, a mio avviso fallace, che non ci fosse la volontà di andare in E.L. da parte di Ghirardi & C. Io le posso assicurare che quella volontà ce l’avevano, eccome: e il casino della mancata L.U. ha scatenato tutta una serie di problematiche latenti. Il disquisire o meno che fosse programmata all’inizio o no, è un esercizio che mi ha proposto adesso, al quale prima non avevo dato risposta. Comunque: programmato forse no, ma sicuramente era stato messo nel mirino di arrivare almeno ottavi. Le due posizioni di differenza dipendevano, appunto, dall’imprevedibile trend negativo di altre squadre teoricamente più forti per maggiori possibilità economiche.
          Non mi trovo d’accordo sul fatto che si sarebbero trovati a gestire una situazione che non si aspettavano: anzi, una volta individuata la possibilità di farcela, si sono buttati a capo chino sull’obiettivo.
          Mi astengo, per assenza di precisi elementi di giudizio, dal formulare una valutazione sulla operazione Cassano-Belfodil, in quanto, fin che non vedo le cifre reali dell’operazione, o per lo meno quelle da ritenere tali, nero su bianco sul bilancio, non mi pronuncio, perché a sentire i nerazzurri hanno speso un tot, a sentire Leonardi un tat. Poi se uno si limita alla sola cifra della qualità sul campo penso che non ci sia da dibattere a lungo.
          Le operazioni Borini et similaria erano utili a poterci far sognare, o per lo meno, vivere al di sopra delle nostre possibilità, poiché se una cosa non è mancata, durante, la gestione Leonardi, quella sono i risultati sportivi, ma, appunto, a discapito di una gestione virtuosa del club, che forse, coraggiosamente, per lo meno all’inizio il Plenipotenziario aveva tentato di fare.
          Io non penso, come lei o Boni, che i mali derivino dalla gestione cervellotica delle comproprietà o delle partnership, che sono state, invece, il punto forte della gestione de Leo. Poi lasciamo perdere che queste cose, a un moralizzatore come me, non piacciano. Probabilmente l’errore è stato quello di metterle in piedi e poi doverle forzatamente arrestare dopo un anno, anche per via della cancellazione dell’istituto delle compartecipazioni (e quello è stato il vero complotto federale contro il Parma e Leonardi, i quali, indubbiamente, avevano esagerato…).
          Che Ghirardi non avesse/abbia le possibilità economiche per gestire gli imprevisti adesso pare sotto gli occhi di tutti: ma, attenzione bene, quando gli è stato venduto il club da Bondi, i più illuminati tra i cronisti (pochi, pochi) obiettavano: ma come può prendere in mano una società che fattura 70 ml una azienda che ne fattura di meno (se non ricordo male 50, ma vado a sboccio, ulteriormente assotigliatisi se non dimezzatisi, dopo gli anni della crisi globale). Le reali possibilità, dunque, avrebbero dovuto condurci a campionati simil-Empoli o simil-Chievo, con buona pace di chi qui a Pavma pensa che noi abbiamo una wild card eterna per la serie A, perché siamo più scantati che a Reggio, dove a questo punto c’erano arrivati con quasi 20 anni d’anticipo (e con qualche attore protagonista analogo…).
          Non sono d’accordo neppure con la sua chiosa finale: infatti, a me puzza che la polvere sotto il tappeto sia emersa proprio per spingere a vendere o a cacciare la pila. Due situazioni che sono state combinate ad arte, ma che avrebbero potuto/dovuto marciare disgiunte.

          Cordialmente

          Gmajo

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