CARMINA PARMA / EPISTOLA A GIOCATORI SPAVENTATI: SE L’INFERNO E’ COSI’ VECINO, ALLONTANATEVI DALLA BESTIA PAURA

(Luca Savarese) – Carissimi ragazzi, giocatori tutti del Parma FC, nel provare a scrivervi non impugno la verga spalmata di retoricese, di una patetica paternale, stile pellicole Ogni maledetta domenica, o Le riserve, non ricorro a qualche raccolta aforismatica, ma lo faccio così, spontaneamente, come quando si prova a scrivere a degli amici, in punta di piedi, cercando di mettermi prima di tutto in ascolto. Ascoltandovi, o meglio provando ad ascoltare quello che trasmettete quando giocate, ho visto che c’è un macigno che fino ad ora è stato per voi più immarcabile di Leo Messi e imagedi Cr7 in un solo colpo, si chiama paura di non farcela; è terribile, azzera ogni prospettiva di crescita e di rinascita. La provo anche io quando mi cimento col pallone a livelli incommensurabilmente più infimi ed indegni della vostra serie A, tra partitelle in tornei para parrocchiali. Se hai paura sul campo, non c’è niente da fare, può anche scendere la luna rasoterra, e non ci si accorge. E quando accumuli minuti di paura su minuti di paura, diventi più debole di un bimbo di tre anni ed anche le cose che prima dell’avvento della paura ti riuscivano ad occhi chiusi, ora ti sembrano macilente e difficilissime, quasi estranee al tuo repertorio. Al cospetto dell’Empoli, vi ho visto piccole formichine, che per le ingombranti casse di paura che vi portate sul groppone, non siete mai state api, e dunque sul prato, alla fine, sono rimasti alcuni piccoli passettini, ma nessun pungiglione, di quelli che lasciano il segno e fanno far punti. Ho notato un piccolissimo passetto in avanti rispetto alla scoppola subita allo Stadium, il palo di Lodi nella ripresa, il tiro al volo di Gobbi nel primo tempo, dicono che la paura, qualche spazio ancora  libero di andare in un’altra direzione, forse, lo ha lasciato. Occorre coglierlo, è necessario fiutarlo, come segugi incalliti. Voi cari giocatori del mio Parma, non siete quel triste 6 in fondo alla classifica, ma siete molto di più. Non concedete in pasto alla paura anche le vostre intelligenze, fate gruppo, unitevi come non mai, magari questa classifica è un invito tremendo e senz’appello a far gruppo ora, ad esplorarvi singolarmente e collettivamente come non avete mai fatto prima in carriera. Non tutti i sei punti vengono per nuocere. D’ora in poi la tecnica centrerà sempre di meno, ma sarà una battaglia dura, cattiva, sfibrante, tra voi e la paura di non sapere più far nulla. Più sarete una sola cosa e più la paura si spaventerà e molti grovigli si scioglieranno e qualche punto si metterà insieme di conseguenza. Mancano 26 partite, 26 per tre fa 78 punti, un tesoro, certo non le si potrà vincere tutte, ma nemmeno perdere tutte. Certo la giustizia sportiva quasi sicuramente toglierà qualche punto, ma costruendo una gabbia ben congegnata alla balorda paura, si faranno le cose con un altro spirito, si soffrirà molto, si suderà tanto, ma almeno lo si farà senza essere dei birilli inermi dei continui e spietati strike della gigante paura. Non date retta ai tanti saccentoni che già vi vedono finiti, immergetevi nel fiume della sofferenza che sovente purifica, ma alla paura, dite che non vi interessa, che avete cambiato indirizzo. Quando ad otto anni scelsi di passare dallo spavaldo Milan al piccolo Parma, la prima mossa che mi convinse immediatamente e senza indugio della mia nuova scelta era che il Parma non aveva paura. Lo so era un altro Parma, probabilmente era  il Parma, ma in fondo si scrive ancora con la lettera maiuscola, mentre la paura rimane fredda ed anonima con la minuscola; non rendetela maiuscola perché la “P” grande possa essere quella del Parma, che ora passa attraverso voi e quello che darete. Chievo, Cesena, Atalanta, Toro non sono così lontane, si possono prendere, si devono prendere a patto di ripartire da voi stessi, di mangiare colazioni di convinzione, di bere cocktail quotidiani di autostima. Troppi vi credono morti. Lo scorso anno proprio il 23 novembre dopo la vittoria di Napoli, iniziò la remuntada che portò all’Europa. Perché non far iniziare invece adesso una remuntada diversa, di spada, più da anfibi che da scarpe da ginnastica, per farsi strada dalle paludi del fanalino di coda, Vecino agli inferi, e risalire, provare ancora a viverla, perché mettere sotto vuoto un campionato in una sorta di involucro eutanasico pronto per andare al macero, non ha senso, non ha il senso della dignità che batte in ognuno di voi. Solo voi, non le chiacchiere, non i taumaturghi né i demiurghi, potete mostrare a voi stessi ed al mondo di essere ancora vivi. Lotto con voi la bestiaccia paura. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

7 pensieri riguardo “CARMINA PARMA / EPISTOLA A GIOCATORI SPAVENTATI: SE L’INFERNO E’ COSI’ VECINO, ALLONTANATEVI DALLA BESTIA PAURA

  • 24 Novembre 2014 in 11:30
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    l’epistola mi mancava ma ci vorrebbe la pistola ..e le palle

    • 24 Novembre 2014 in 13:28
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      È un peccato che Lei banalizzi in maniera così grezza quello che è un autentico toccasana per il giornalismo sportivo.
      Lunga vita all’originale prosa di Savarese, leggendolo non rischio mai di annoiarmi,
      Complimenti per lo stile mai banale ed entusiasmante
      Un vero tocco di colore

      • 24 Novembre 2014 in 13:35
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        ah sono io che banalizzo eh ? lo stile mi piace ma il contesto no,vecino ? io ho visto un fastidioso tafano e un maccherone scotto ma par piaser

        • 24 Novembre 2014 in 13:54
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          e visto che son grezzo second la to cognisio’ Belfodil (ma anca chietor) l’ha capi’ quel ed col pistolot chi ? ahahahah

          • 24 Novembre 2014 in 19:31
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            Vede signor Assioma lei si ostina a banalizzare quelli che sono dei contenuti belli e vivi, trasmettono passione attraverso uno stile concreto e mai banale.
            Probabilmente inarrivabile per i nostri grigi tempi

  • 24 Novembre 2014 in 11:43
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    Grande Luca!

  • 24 Novembre 2014 in 19:31
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    VORREI CHE QUESTE TUE PAROLE POTESSERO ARRIVARE A TUTTI I CALCIATORI….LUCA SAVARESE HA DIMOSTRATO UNA SENSIBILITÁ DETTATA DA UN’AMORE PER IL PARMA CHE PERSONALMENTE MI COMMUOVE PERCHÉ É QUELLO CHE SENTO ESATTAMENTE IO…QUELL’INUTILE DI ASSIOMA E MAJO NON POTRANNO MAI CAPIRE PERCHÉ NON SONO COINVOLTI, ANZI NO…SONO COINVOLTI IN UNA LORO PERSONALISSIMA FRUSTRANTE PERVERSA BATTAGLIA CONTRO IL PARMA IN NOME DELLA PROFESSIONALITÁ DEL GIORNALISTA CHE NON DEVE ESSERE COINVOLTO COME IL COMUNE TIFOSO…PREGHERÓ PER LORO E LI INVITO A FARE UNA VISITA DALLO PSICOLOGO PER UNA PSICOTERAPIA, MA NON STO SCHERZANDO…AVETE GROSSI PROBLEMI NON RISOLTI DALL’INFANZIA…VI PORTO IO SE AVETE VERGOGNA… DAI CORAGGIO …

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