DONADONI: “I GIOCATORI NON DEVONO GIOCARE PER ONORARE LA MAGLIA: DEVONO PENSARE DI GIOCARE PER ONORARE LA PROPRIA PROFESSIONALITA’”

(gmajo) – Quei galantuomini dei miei colleghi, oltre a lasciarmi libero il posto su cui amo poggiare le natiche, per scaldarla un poco, durante le conferenze stampa di Roberto Donadoni (clicca qui per vedere la web registrazione upload by COMeSER technology), hanno avuto anche la gentilezza di farmi trovare sulla seggiola il microfono, concedendomi l’onore (sarà stato per l’occasione?!?) di esser il primo a menare le danze con il tecnico. Ovviamente sono andato a parere sugli argomenti correlati a queste due settimane di turbolenza. Tuttavia, in questo scritto, eviterò di essere autoreferenziale, omettendone la trascrizione, per focalizzarmi, voglio essere cortese anch’io, su due risposte dell’allenatore, entrambe a Sandro Piovani della Gazzetta di Parma.

Nella prima si parla della famosa lettera aperta autografata dai giocatori – il patto sportivo coi tifosi –, che io ho avuto modo di bollare come “retorica” (sempre nel lecito, checché se ne dica, non volendo certo mancare di rispetto agli autori, Alessandro Lucarelli in primis, ma perché sono un po’ stufo di parole, e come, immagino tanti tifosi): e la risposta, che pure può sembrare impopolare dell’allenatore va nella mia stessa direzione, come lettura. Diciamo che su questo punto siamo perfettamente d’accordo e allineati, decisamente meno, come tra poco leggerete, per il secondo spunto…

“Tutte le cose, a seconda dei punti di vista, possono essere viste in un modo piuttosto che in un altro. Adesso, magari, dico una cosa che potrà risultare impopolare: i giocatori non devono pensare di giocare per onorare questa maglia, devono pensare di giocare per onorare la propria professionalità. Se uno non ha questo tipo di obiettivo tutto il resto sono solo chiacchiere, sono solo discorsi.

Allora se io ho questo tipo di concetto, ed è un tipo di rispetto che ho verso me stesso, cercando di dare sempre di più, il meglio e il massimo di me stesso, allora poi diventa una cosa estremamente facile onorare la maglia che si indossa. Ma deve essere questo il concetto.

Tutto il resto, per me, diventa retorica…”

Segue una lezione filosofica di puro e sano egoismo…

“E’ come quando si chiede qual è la persona a cui vuoi più bene? Può sembrare estremamente egoistico, ma sono io. Se io non ho amore verso me stesso, come posso pensare di avere amore verso qualcun altro? Come posso pensare di rispettare qualcun altro?

Allora, prima di tutto, devo voler bene a me stesso: e voler bene a me stesso vuol dire dare il meglio di me stesso,  dare sempre il massimo, cercare di tirare fuori, fino all’ultima goccia di quello che posso dare. E poi, allora, vuol dire anche amare chi ti sta vicino, come la maglia che indossi. Questo è il mio tipo di ragionamento e di concetto che mi sento di esprimere”.

Il punto, invece, nel quale mi trovo in pieno disaccordo con l’allenatore è quando questi sostiene che lui, o il presidente e l’ad, sanno accettare le critiche purché non siano malevoli e “solo volte a denigrare, solo a disfare qualcosa”. E allora, una volta per tutte – anche perché mi era stato molto sugli zebedei quell’omuncoli con cui aveva indicato, in un’intervista a Piovani, quei giornalisti che a suo dire ci avrebbero marciato sulla sua frase sulla qualità dei giocatori che ha a disposizione dopo la disfatta di Torino, da alcuni (anche se non proprio da me) letta come prima frase un po’ meno da aziendalista da lui pronunziata durante la sua gestione. Le critiche non sono “solo volte a denigrare, solo al proprio interesse” (quale, per altro? e perché?), per lo meno in gran parte dei casi, men che meno dei giornalisti locali che tifano per il Parma. E’ ora che ad Alcatraz la smettano di sentirsi chiusi in un fortino ed assediati. Il ragionamento vale per il primo “malato” di sindrome di accerchiamento, che è Pietro Leonardi, ma anche per il presidente e per il tecnico.

“io non so se il nostro presidente, Tommaso Ghirardi, sta facendo operazioni di un certo tipo, ma comunque credo che se sta facendo operazioni di cessione della società è giusto che lo faccia con estrema tranquillità, e soprattutto anche con la coscienza che certe cose è giusto che rimangano tra lui e chi eventualmente è interessato. E non deve sempre tutto diventare di dominio pubblico: soprattutto nella misura in cui questo dominio pubblico è frutto spesso e volentieri di chiacchiere inopportune, di chiacchiere volte solo a denigrare, solo a disfare qualcosa, perché credo comunque che il nostro presidente, che è presidente del Parma se non sbaglio da sette anni, qualcosa di positivo lo ha fatto. E qualcosa di positivo è che ha sempre messo la faccia, sempre tirato fuori i soldi, sempre cercato di pagare tutti. E tutti quelli che stanno al di fuori sono pronti, invece, a puntare solo il dito. Ma coi soldi degli altri è facile…
E quindi io dico che ci vuole un po’ più di rispetto…
Poi si può criticare, si può giudicare, se ha fatto bene, se ha fatto male, questo nei confronti del presidente, nei confronti del sottoscritto, nei confronti dei giocatori: di chiunque si può fare questo tipo di critica. Ma la critica rivolta solo a denigrare, solo al proprio interesse, questa è una critica sciocca e poi alla fine infruttifera e non mi interessa di doverla affrontare”.

CLICCA QUI PER VEDERE LA WEB REGISTRAZIONE DELLA CONFERENZA STAMPA DI OGGI, SABATO 22.11.2014 DI ROBERTO DONADONI (Upload by COMeSER technology)image

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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