E ORA SCHIANCHI DA’ I NUMERI. DELL’INDEBITAMENTO DEL PARMA, OF COURSE (60 MILIONI). DOPO AVER VISTO LE FATTURE PAGATE A SETTEMBRE HA FATTO ANCHE UNA DUE DILIGENCE?

(gmajo) – L’ineffabile Andrea Schianchi, sulla Gazzetta dello Sport di oggi, certifica i numeri dell’indebitamento del Parma che sarebbe quantificabile in 60 milioni di euro: che il Roseo, ultimamente piuttosto Plumbeo nelle tinteggiature di quadri foschi, abbia fatto una due diligence? Tutto è possibile dopo che qualche settimana addietro, prima di innestare una clamorosa retromarcia, aveva sostenuto di aver visto che erano state pagate dal Parma F.C. le fatture di settembre e che la posizione debitoria nei confronti di fornitori non era preoccupante, ma in linea con quelle di altri club. Stesse cose che il Vate Leonardi predicava ai tempi della società sana, prima di aver perso la voce.

foto (2)Schianchi, nella natura morta odierna, non menziona mai Leonardi, come se l’impiegatuccio (così lo fanno passare i suoi ammiratori sul web, basta leggere il nostro forum, specie nell’intervento del leader Maximo…) non c’entrasse per nulla, e ogni responsabilità fosse solo del piocione Ghirardi e della sua famiglia. Andrea Schianchi, il Montanelli di Parma, (fosse ancora in vita il monumento Indro si turerebbe il naso), annota: “Altra domanda che circola in città: perché il presidente Ghirardi non ha mai parlato della grave situazione economica e, anzi, ha sempre attaccato chi osava mettere il naso nei conti societari?” Allora: visto che il naso, che non mi manca grazie a madre natura o natura matrigna, fate un po’ voi, ce lo mettevo io, penso di poter dire che gli attacchi non erano del solo Presidente, ma anche di Leonardi, come testimoniato dallo spezzone trasmesso da Angella a Calcio & Calcio di lunedì scorso con il Plenipotenziario che scandiva: “la società è sana”. Quelle immagini erano del 3 giugno, ma nell’ultima uscita televisiva fatta, proprio a Calcio & Calcio, il cliché dell’AD non era affatto cambiato. Il tentativo è quello di tenere alte carte, tanto, guarda un po’, sarebbe poi saltato fuori qualcuno che avrebbe mostrato il piatto, o  denudato il Re. Intanto, però, il comunicato stampa del Parma sembra proseguire sulla linea dei bluff, ricongiungendosi fin da principio alle novelle della mancata licenza Uefa, e il Parma che starebbe solo attraversando una fase transitoria di mancanza di liquidità (campa cavallo).

Schianchi prosegue dando i numeri: “Ora ci si chiede quale sarà il futuro e soprattutto se ci sarà. Per arrivare in fondo alla stagione regolarmente servono almeno 30 milioni, una cifra che l’azionista non sembra intenzionato a sborsare. Vendere in queste condizioni è molto difficile: chi investe in un club indebitato per circa 60 milioni?”

Infine: “Il manager Luca Baraldi, contattato da Ghirardi per gestire il momentaccio, pare non voglia accettare l’incarico. E gli industriali parmigiani, che ieri hanno ricevuto la visita del premier Renzi, non hanno in programma la costituzione di un fantomatico ‘Comitato di Salute Pubblica Pro Parma’: troppo costoso. Per questo club che negli anni Novanta ha portato alto il nome dell’Italia in giro per l’Europa e all’inizio del Duemila è sopravvissuto al crac Parmalat, la strada sembra segnata, Se nessuno investe, se Ghirardi non ci mette più soldi, c’è una sola parola da pronunciare: fallimento”. La messa è finita. Andate in pace…

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “E ORA SCHIANCHI DA’ I NUMERI. DELL’INDEBITAMENTO DEL PARMA, OF COURSE (60 MILIONI). DOPO AVER VISTO LE FATTURE PAGATE A SETTEMBRE HA FATTO ANCHE UNA DUE DILIGENCE?

  • 21 Novembre 2014 in 14:36
    Permalink

    Appena finito di leggere l’articolo sulla rosea. Beh non posso certo sapere se si tratta di numeri veri o sparati a cazzo; in tutti i modi oenso che l’unico vero finale sua il Fallimento con la sola speranziella (ma proprio perche’ sono un supertifoso) che almeno venga guidato tipo Bari-style.
    Potremmo indossare allo stadio tutti una bella maglietta: Comprate La Parma.
    Sperando che non comprino il torrente invece della squadra di calcio

  • 21 Novembre 2014 in 14:50
    Permalink

    Caro Gabriele, capisco il Tuo sarcasmo verso il Montanelli parmigiano ma, se posso esprimere un commento personale, vorrei dire che è stato l’unico giornalista di testate rilevanti a cercare di mettere in luce le troppe ombre che si addensavano. Sicuramente il tuo approccio è sempre stato molto più profondo e hai sempre cercato di evidenziare le verità più scomode. Gradirei, tuttavia, una tua analisi sull’approccio tenuto dai soloni della GazzaTv Parma che non vorrei commentare onde evitare di essere maleducato….

    • 21 Novembre 2014 in 15:05
      Permalink

      Sono le circostanze in cui è maturata questa operazione di scoperchiamento del coperchio che mi danno il voltastomaco.

      E poi mi domando quale credibilità possa avere un giornalista, sia pure quotato e appartenente al più diffuso quotidiano italiano, se il giorno dopo aver fatto affermazioni sul giornale è costretto a smentirle per radio (testimoniando di fatture pagate a settembre viste con i suoi occhi) pochi giorni dopo di scoperchiare il coperchio “perché è giusto che i tifosi sappiano”. Mentre prima, come Vate Leonardi, era giusto predicare che la società era sana o perlomeno in linea con le altre?

      Cordialmente

      Gmajo

    • 21 Novembre 2014 in 15:10
      Permalink

      Su Gazza e Tv Parma:

      Diciamo che i medesimi dolori intestinali (che mi abbia contagiato il Ghiro?) me li provoca chi, dopo aver fatto il politically correct ora trasmette, con un certo gusto, ogni tipo di commento denigratorio nei confronti del presidente prima così osannato.

      Nello stesso tempo, però, va riconosciuto che l’abbattimento delle statue è partito proprio dai mezzi del gruppo industriale Upi: le prime picconate di Schianchi sono partite proprio di lì, dove fino a pochi giorni prima le vulgate societarie venivano dispensate come se fosse la verità rivelata, acriticamente.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 21 Novembre 2014 in 14:51
    Permalink

    ma ci sono trattive in corso domanda Paolo

  • 21 Novembre 2014 in 15:00
    Permalink

    Dopo aver ronfato per ere geologiche…Schianchi e’ uguale a tanti altri giornalisti parmigiani,si svegliano quando la stalla brucia da tempo ed i buoi sono scappati.Manca il bilancio a giugno 2014 quindi inevitabilmente quando si scrivono numeri ci si arruola nell’esercito dei cazzari.

  • 21 Novembre 2014 in 15:19
    Permalink

    E’ quello che mi lascia a dir poco perplesso: non c’è il bilancio ma è stato detto che è stato approvato.. con dei debiti simili? Mah.. Per il resto sottoscrivo, non capisco con che coraggio uno possa in breve tempo dire tutto e il contrario di tutto.
    Anche altre fonti sostengono che il no ufficilale di Baraldi sia sempre più vicino. D’altronde se uno accetta lo fa in tempi brevi.

    • 21 Novembre 2014 in 15:25
      Permalink

      Che Baraldi non accettasse il sottoscritto ve lo sta dicendo da un paio di giorni…

      Sul discorso del bilancio, se non mi sono perso per strada qualche pezzo, l’unico che ha sostenuto che fosse stato approvato, assieme al nuovo piano industriale, diciamo così, era stato Roberto Giuli di Energy T.I. Group nell’intervista che mi ha concesso, contenente, per altro diverse affermazioni che per nulla avevano fugato i miei dubbi…

      Vedremo se Schianchi avrà da alzare qualche altro coperchio, magari dalla pentola energetica…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 21 Novembre 2014 in 15:47
    Permalink

    ciao Majo, ovviamente come tutti i tifosi mi illudo e continuo a sperare che possa accadere un miracolo, perché mi pare evidente che lo spettro del fallimento sia sempre più reale.
    Da profana, che di bilanci e affini ne capisco ancora meno di te, avrei una domanda da fare: in questa sciagurata ipotesi sarebbe coinvolta solo la società sportiva Parma f.c. ,
    che mi par di capire abbia come patrimonio solo i tesserati o sbaglio ?
    Cosa succede del marchio che hanno venduto, credo a Parma Brand, in un giochino di finanza creativa ?
    Eventi Sportivi, o come cavolo si chiama, proprietaria del centro sportivo sarebbe coinvolta nell’eventuale fallimento o il centro rimarrebbe in mano alla suddetta società, a chi fa capo, alla famiglia Ghirardi Pasotti ?

  • 21 Novembre 2014 in 15:59
    Permalink

    Non so se Schianchi (e per favore non chiamiamolo il Montanelli di Parma, sarebbe come chiamare Alessandro Manzoni un bambino di prima elementare che prende 6 in un tema) abbia un futuro in seno ad una società di revisione bilanci. So che la KPMG è in cerca di personale qualificato, e vedendo le figure da cioccolatino che sta facendo sulla carta stampata, fossi in lui inizierei ad inviare cv. Per quanto concerne la stampa locale, la Gazzetta di Pravda è lo stesso quotidiano che nei giorni del crac Parmalat, quando Repubblica e il Corriere delle Sera dedicavano al tracollo del colosso del latte sei o sette pagine, pubblicava tra le notizie più rilevanti le lettere dei bambini a Santa Lucia. Parma isola felice… per i potenti (finchè li rimangono of course)

  • 21 Novembre 2014 in 16:11
    Permalink

    Circolano strane voci – e chiedo gentilmente al Dott. Majo di smentire o di verificarle (potrebbe essere lo spunto per un buon articolo) – le quali sostengono che in estate vi sia stato un passaggio di proprietà del centro in questione ad altra società. Resta da capire se questa eventuale società faccia parte di Eventi Sportivi o se sia indipendente. Cambierebbe tantissimo la questione.
    Cordiali saluti.

  • 21 Novembre 2014 in 16:58
    Permalink

    Schianchi spara su Ghirardi – giustamente – ma si guarda bene anche solo dal nominare il suo amichetto

  • 21 Novembre 2014 in 18:33
    Permalink

    Salve,
    Avrei una domanda per Majo. Se, come sembra il Parma è così indebitato, e posto che a quanto pare Ghirardi non ha più 1 euro da voler investire (considerando che i soldi sono pur sempre i suoi e io da tifoso non posso giudicare chi ci ha messo i propri soldi. Vorrei condannarlo anche io, ma davvero non sono nelle condizioni di giudicare chi ci ha risollevato dal crac Parmalat, e non so quale diritto abbiate voialtri per farlo), non sarebbe il caso che una parte del debito la anticipi il socio di energy ti group? Anche per gli stipendi, se il socio doveva fornire 20 25 mln in tot anni,perché non anticiparli evitando la penalizzazione e migliorando la “vendibilità” della società? E se e quando il Parma verrà ceduto, questo socio vorrà anche guadagnarci? Detto in poche parole, che senso ha questo socio oggi?

    • 21 Novembre 2014 in 18:49
      Permalink

      Salve Giovanni,

      intanto precisiamo che Ghirardi non ha assolutamente risollevato il Parma dopo il crac Parmalat per il semplice fatto che il Parma lo ha salvato l’amministrazione straordinaria di Bondi & Angiolini che gli ha consegnato un gioiellino con 11 milioni di euro di credito all’interno e non la voragine di debiti di cui si narra.

      Seconda precisazione: se c’è oggi a Parma uno che ha difeso Ghirardi, nonostante questi mi avesse più volte additato come nemico, quello sono io. Difeso per quel che è difendibile, che non è tanto. Però, vista l’opera di demolizione del personaggio, almeno sono stato l’unico a ricordare che è correo, ma che non è il solo ad avere sbagliato, visto che responsabilità ce le ha chi ha gestito operativamente il club.

      Terzo punto: Energy T.I. Group è la grande incognita, poiché da come era entrata in pompa magna (con promessa che grazie a loro i campionati sarebbero stati regolarmente come quelli dell’anno passato, cioè da sesto posto) giammai avrei pensato ci ritrovassimo adesso in questa situazione. Evidentemente qualche problemino ce l’hanno anche loro, se no mica Gaetano Tedeschi avrebbe mollato la presidenza. E il suo ragionamento sui 25 ml in tot anni è il medesimo che ho fatto io.

      In effetti, in caso di vendita, un altro dei problemi concreti potrebbe esser il liquidare Energy T.I. Group dal momento che il loro 10% valutato 5 milioni di euro (di cui, però, non mi risulterebbe versata l’intera somma e apposta avevo chiesto chiarimenti all’AD Giuli ma da due settimane non ha ancora trovato il tempo di rispondere, poiché negli States) è un po’ tanto, e loro mica ci vorranno smenar tanto, avendoli appena iniettati.

      Cordialmente

      Gmajo

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