FALLIMENTO “BARI STYLE”, L’AVVOCATO MALVISI CI SPIEGA COME SI CONSERVA LA CATEGORIA: “BISOGNEREBBE PORTARE IMMEDIATAMENTE I LIBRI IN TRIBUNALE, SE NO NON CI SAREBBE IL TEMPO”

(gmajo) – Tra i tifosi del Parma c’è molta curiosità su come il Bari (o la Bari, come da t shirt sfoggiata anche da Antonio Cassano), pur dichiarato fallito nel corso della passata stagione sportiva, sia riuscito a mantenere la categoria cui era iscritto, la serie B: per saperne di più, sempre a puro spirito divulgativo, StadioTardini.it si è rivolto, per una amichevole consulenza, a Paolo Malvisi, membro dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport AIAS, il quale nei dettagli, come potete leggere sotto, ha ricostruito l’intera vicenda, leggi e regolamenti alla mano. “Alla luce di quanto è accaduto al Bari – ha poi concluso l’avvocato Malvisi ritengo che anche per il Parma l’unica strada percorribile sia quella della immediata produzione al Tribunale di Parma, sezione fallimentare, da parte del presidente Ghirardi, di tutte le scritture contabili, bilanci e quant’altro. Nel giro di poche settimane si potrebbe arrivare ad una rapida soluzione della vicenda, che consenta al club di mantenere la serie A (risultati sul campo permettendo): viceversa se non ci fosse questa consegna volontaria da parte del legale rappresentante e attuale maggiore azionista, ritengo non ci sarebbero i tempi tecnici, per aspettare l’iter normale con dichiarazione di fallimento a seguito di presentazione di una eventuale istanza da parte di un creditore. Però il deposito delle scritture contabili dovrebbe avvenire il più presto possibile, anche se capisco che ci possano essere resistenze da parte dei legali rappresentanti, poiché a Bari, dopo la sentenza dichiarativa del fallimento il locale Tribunale ha trasmesso tutti gli atti alla Procura, che ha aperto un fascicolo. Al momento risulta esserci un’indagine in corso, ma nessun indagato, anche se sarei pronto a scommettere che presto qualcuno potrà esser iscritto all’apposito registro per il reato di bancarotta fraudolenta”.

L’avvocato Paolo Malvisi, dunque, ci ha fornito dunque questo antipasto, prodromico all’approfondimento di Calcio & Calcio Più di stasera (Teleducato ore 21) sullo stesso tema: il conduttore Michele Angella, infatti, si collegherà in diretta telefonica con il giornalista Michele Paldera della Redazione Sportiva di TeleNorba, che ha seguito nei dettagli la vicenda del fallimento del Bari. Ospiti in studio il Saltimbanco Enrico Boni, il tifoso di Curva Nord ed opinionista dell’emittente Geremia Negri e il sottoscritto.

Paolo Malvisi (*) – Mi è stato chiesto dal Direttore Majo una breve nota al fine di illustrare quanto accaduto all’Associazione Sportiva Bari S.p. A. (A.S. Bari S.p.A.), in particolare in riferimento alla sentenza dichiarativa di fallimento della stessa e ai relativi quanto conseguenti risvolti pratici. Orbene, intanto va rammentato come l’assemblea degli azionisti dell’A.S. Bari S.p.A. aveva sancito ufficialmente l’impossibilità di quella proprietà (famiglia Matarrese) di ripianare le perdite e fornire nuove finanze. L’allora Amministratore Unico Franco Vinella riferiva, in particolare, all’assemblea in ordine all’irreversibile crisi e, preso atto di quanto riferito dal socio di maggioranza (Matarrese) circa appunto l’impossibilità di ripianare il debito, evidenziava come non ricorressero i presupposti per accedere ad una procedura alternativa di risoluzione dell’indebitamento.

Lo stesso amministratore unico portò quindi i libri in Tribunale e la sezione fallimentare del Tribunale di Bari emetteva sentenza dichiarativa di fallimento dell’A.S. Bari S.p.A. a campionato in corso.

Venne favorita la tutela del campionato in corso; furono nominati due curatori fallimentari a cui toccò gestire il c.d. “esercizio provvisorio” e, con l’ausilio di alcuni consulenti, venne valutato il titolo sportivo e il patrimonio tecnico. Venne poi fissata una base d’asta al fine di consentire ai nuovi acquirenti di rilevare il Bari Calcio  ed iscriverlo al campionato successivo. Asta che, come noto, fu vinta da Gianluca Paparesta: la cordata che faceva capo all’ex arbitro vinse la terza asta al Tribunale fallimentare, aggiudicandosi il club con 4.800.000 euro alla tredicesima battuta. La nuova società si è chiamata Football Club Bari 1908.

Va necessariamente, tuttavia, precisato che:

1) La FIGC è l’associazione delle società e delle associazioni sportive che perseguono il fine di praticare il gioco del calcio in Italia; ai sensi dell’art. 7 dello Statuo federale le società che svolgono l’attività del gioco del calcio in Italia si avvalgono di calciatori, tesserati della FIGC, e si uniscono in associazioni – chiamate Leghe – cui la FIGC demanda il compito di organizzare l’attività agonistica mediante i campionati delle diverse categorie.

2) Le norme interne che regolamentano la FIGC prendono il nome di N.O.I.F. – Norme Organizzative Interne Federali -; in particolare, per quel che è qui di interesse, in ipotesi di fallimento di una società di calcio, l’art. 16 n. 6 delle predette N.O.I.F. prevede che: il presidente federale delibera la revoca dell’affiliazione della società in caso di dichiarazione e/o accertamento giudiziale dello stato d’insolvenza. Gli effetti della revoca, qualora la dichiarazione e/o l’accertamento giudiziale dello stato d’insolvenza siano intervenuti nel corso del Campionato e comunque prima della scadenza fissata per la presentazione della domanda di iscrizione al campionato di competenza successivo, decorrono da tale data solo nel caso in cui l’esercizio dell’impresa prosegua. Nell’ipotesi in cui, ai sensi dell’art. 52 comma 5, il titolo sportivo della società in stato d’insolvenza venga attribuito ad altra società prima della scadenza del termine fissato per la presentazione della domanda di iscrizione al Campionato successivo, gli effetti della revoca decorrono dalla data di assegnazione del titolo”.

Conseguentemente, nella fattispecie riguardante l’A.S. Bari S.p. A., essendo intervenuta la sentenza dichiarativa del fallimento, appunto, “nel corso del campionato ed essendo stato autorizzato l’esercizio provvisorio dell’azienda ex art. 104 Legge Fallimentare, sussistendone ovviamente i presupposti, gli effetti della revoca dell’affiliazione della società A.S: Bari S.p.A. alla FIGC sono decorsi dalla data di scadenza fissata per presentazione della domanda di iscrizione al campionato successivo (nella specie, giugno 2014).

In questo contesto, il riconoscimento da parte della FIGC delle condizioni tecniche sportive che consentono, concorrendo gli altri requisiti delle norme federali, la partecipazione di una società ad un determinato campionato, prende il nome di c.d.titolo sportivo”. Il “titolo sportivo”, quindi – mi sia concesso il termine -, è una sorta di riconoscimento del “merito sportivo” acquisito sul campo all’esito del campionato e in nessun caso può essere oggetto di valutazione economica o di cessione” (cfr. art. 52, comma 2, N.O.I.F.); ne discende che, in nessun caso, una società sportiva (sia essa fallita o in bonis) potrà autonomamente cedere ad altra società il proprio “titolo sportivo” né valutare ed iscrivere lo stesso tra gli assets attivi del bilancio.

Poiché si è precisato che gli effetti della revoca dell’affiliazione (intervenuta col fallimento) in ipotesi di prosecuzione dell’attività d’impresa decorrono dal termine fissato per l’iscrizione al campionato successivo, appare evidente che, in caso di inerzia, alla scadenza del predetto termine il “titolo sportivo” – medio tempore congelato – verrebbe definitivamente meno.

Stando così le cose, le N.O.I.F. hanno previsto una sorta di salvaguardia che disciplina le condizioni necessarie affinché il titolo sportivo di una società dichiarata fallita non vada disperso ma possa essere riattribuito ad altra società che ne faccia richiesta prima che decorra il termine evidenziato.

Per quel che concerne proprio il fallimento dell’A.S. Bari S.p.A., nel predetto contesto normativo, gli organi della procedura fallimentare hanno proceduto alla valutazione del ramo d’azienda sportiva dell’A.S. Bari S.p.A. onde consentire l’esperimento di una procedura competitiva per la cessione del medesimo nei termini previsti dalla normativa federale che risultino compatibili con l’eventuale “conservazione” del titolo sportivo. Infatti, la società che si è poi aggiudicata il ramo d’azienda della A.S. Bari S.p.A., all’esito dell’esperita procedura competitiva (come sopra riferito, Gianluca Paparesta, con la sua “cordata”, ha vinto la terza asta, aggiudicandosi il club con 4.800.000 euro alla tredicesima battuta. La nuova società si è chiamata Football Club Bari 1908), è stata ritenuta in possesso dei requisiti previsti dall’art. 52 delle N.O.I.F. e ha potuto richiedere alla FIGC l’attribuzione del “titolo sportivo” della fallita A.S. Bari S.p.A.; così la società aggiudicataria, appunto F.C. Bari 1908, ha potuto mantenere i medesimi diritti discendenti dalla anzianità di affiliazione della società fallita, ivi compreso il diritto di partecipazione al campionato di calcio conquistato al termine di quella stagione. Paolo Malvisi (*)

(*) membro dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport AIAS

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

53 pensieri riguardo “FALLIMENTO “BARI STYLE”, L’AVVOCATO MALVISI CI SPIEGA COME SI CONSERVA LA CATEGORIA: “BISOGNEREBBE PORTARE IMMEDIATAMENTE I LIBRI IN TRIBUNALE, SE NO NON CI SAREBBE IL TEMPO”

  • 27 Novembre 2014 in 19:48
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    constato che stai venendo dalla parte del bagno rilassante

    • 27 Novembre 2014 in 19:54
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      Constati male. Perché resto convinto che sarebbe pur sempre un bagno di sangue. Non solo: l’avvocato Malvisi ha indicato molto bene per quale motivo è abbastanza difficile che spontaneamente Ghirardi porti i libri in Tribunale…

      • 27 Novembre 2014 in 20:19
        Permalink

        chiedi a malvisi cosa e’ un concordato prevenivo a termine e poi fatti spiegare come finisce di solito

        • 27 Novembre 2014 in 20:20
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          preventivo….

  • 27 Novembre 2014 in 19:53
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    Sbaglio o ha fatto la stessa cosa l’Ascoli? E che nome si sceglie stavolta?

    • 27 Novembre 2014 in 19:55
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      Sì, esatto. Anche l’Ascoli seguì la stessa identica procedura.

      La Parmense 2, la vendetta…

      Semplicemente io lo chiamerei Parma Calcio…

      Ma dubito che la via, pur essendo la più consigliabile, possa essere intrapresa…

      Cordialmente

      Gmajo

      • 27 Novembre 2014 in 21:42
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        ne verrà fuori un Parma 1913 o una roba così

        • 27 Novembre 2014 in 23:55
          Permalink

          Io sono mica così convinto che la situazione si risolva con questo sistema. Giusto parlarne e approfondire, però…

  • 27 Novembre 2014 in 20:20
    Permalink

    Debbo altresì aggiungere che, secondo altre fonti qualificate, la procedura seguita dal Bari non sarebbe applicabile al Parma, in quanto, su richiamo dei revisori, la controllante Eventi Sportivi ha garantito davanti all’Assemblea, ed è stato più volte verbalizzato, il proprio “impegno a supportare patrimonialmente e finanziariamente il Parma F.C. negli adempimenti fino a tutto il 31.12.2014”, per la “continuità aziendale”.
    http://www.stadiotardini.it/2014/11/tommaso-ghirardi-e-quellimpegno-garantito-a-supportare-patrimonialmente-e-finanziariamente-il-parma-f-c-negli-adempimenti-fino-a-tutto-il-31-12-2014.html
    Questo significa che le scadenze del 15 febbraio, relative a stipendi ed Irpef fino a dicembre, sono di fatto garantite dall’attuale controllante, per cui, salvo forti rischi penali, la procedura seguita dal Bari non sarebbe percorribile.
    Ovviamente cercheremo di approfondire ulteriormente la tematica, ospitando ulteriori pareri.
    Gabriele Majo

  • 27 Novembre 2014 in 20:20
    Permalink

    Figuriamoci se i due (non li nomino) portano i libri in tribunale! Sarebbe come ammettere di aver raccontato balle spaziali! Piuttosto ci fanno sparire dal calcio

    • 27 Novembre 2014 in 23:56
      Permalink

      Dipende, prosaicamente, da quelle che potrebbero essere le conseguenze patrimoniali e personali…

  • 27 Novembre 2014 in 20:25
    Permalink

    siamo gia’ spariti

      • 28 Novembre 2014 in 09:19
        Permalink

        spariti perche’ sparuti ….l’essenza di un assioma 🙂

  • 27 Novembre 2014 in 22:10
    Permalink

    La cosa fondamentale se si sceglie questa strada e’ che non venga gestita dagli stessi personaggi che ci hanno portato a fare figure grame tutta estate

    • 27 Novembre 2014 in 23:54
      Permalink

      Se per questa strada intendi il cosiddetto “fallimento pilotato” alla Bari Style, è impossibile che chi ha gestito la società in fallimento possa diventarne il “curatore fallimentare”.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 27 Novembre 2014 in 22:40
    Permalink

    Non siamo assolutamente spariti….. l’Arabia Saudita sta arrivando con la valigetta

    • 28 Novembre 2014 in 09:20
      Permalink

      il nuovo inno del parma sara’ “caravan petrol” di renato carosone

  • 27 Novembre 2014 in 23:12
    Permalink

    La strada percorsa dal Bari la vedo difficilmente percorribile per vari motivi. Le altre due opzioni, investire per cercare di passar di mano a fine anno o fare cassa cedendo tutto il possibile per cercare di limitare i danni derivanti dalla retrocessione, dipenderanno dal distacco dalla zona salvezza a meta Gennaio. Se arriviamo a meta Gennaio, considerando lapenalizzazione, a piu di 8 punti dalla zona salvezza ultimi in classifica penso che sia inutile investire e quindi aumentare gia l’esposizione della societa perche vorrebbe dire fallimento, a quel punto tanto vale cedere e fare piu cassa possibile anche se le quotazioni dei pezzi migliori sono scese ancora. Magari anche in B qualche nuovo compratore si potrebbe forse trovare sicuramente piu facile di vendere in serie d.

    • 27 Novembre 2014 in 23:14
      Permalink

      Sempre che non ci siano dei pazzi che investano ora

      • 27 Novembre 2014 in 23:34
        Permalink

        Tenderei ad escluderlo.

        Ciò non toglie che si possa, invece, programmare una vendita a fine stagione, concordando già i dettagli, se si resta in A (conditio sine qua non per determinati acquirenti).

        Cordialmente

        Gmajo

    • 27 Novembre 2014 in 23:51
      Permalink

      Sulla strada percorsa dal Bari devo cercare di scoprire quanto sia insormontabile l’obiezione mossa all’avv. Malvisi della garantita continuità aziendale della controllante sulla controllata sia per l’aspetto finanziario che patrimoniale fino al 31.12.2014 (dunque con garanzie di pagamento delle obbligatorietà del 15.02.2014). Per quanto ne so pare che la cifra che oscilla – dal punto di vista finanziario – per riuscire a saldare le pendenze è di “appena” 6 (sei in lettere) milioni di euro, che potrebbero essere reperiti attraverso una manovra non convenzionale di finanziamento. E’ chiaro che poi si andrebbe ulteriormente ad aggravare la posizione debitoria.

      La tua osservazione relativa al fatto che investire per cercare poi di poter vendere a fine stagione dipenderà dalla posizione di classifica che si avrà a metà gennaio è pertinente, pur scontrandosi, tuttavia, con una necessaria programmazione, al fine di evitare di ritrovarsi, in coincidenza con le prossime obbligatorietà, di nuovo in ambasce come era accaduto il 17 novembre. Sperando che stavolta l’interlocutore sia più presentabile rispetto a Taci,

      Resto dell’idea che la retrocessione in B, al di là del dramma sportivo (che sarebbe relativo, in virtù del fatto, come direbbe Lapalisse, che è pur sempre meglio della D) possa significare a propria volta un dramma economico che potrebbe essere fatale alla stessa sopravvivenza del club. E non sono così convinto che possa bastare vendere tutto il vendibile e l’invendibile al mercato, dove peraltro chi acquista si potrebbe trovare nella condizione di fare il prezzo prendendo per il collo chi vende.

      Dal punto di vista sportivo è chiaro che la formula Bari sarebbe la migliore ma non penso che, al di là di qualche difficoltà tecnica, ci sia la volontà di chi crede che la società sia sana e stia solo vivendo uno (dei tanti) momenti di temporanea tensione di liquidità, di andare di sua sponte in tribunale a portare i libri. Né credo ci siano, a questa latitudine, tifosi convincenti come quelli di Bari…

      Cordialmente

      Gmajo

      • 28 Novembre 2014 in 00:10
        Permalink

        E meno male che a Parma i tifosi non sono convincenti come quelli di Bari. Nella vita ci son cose e ragioni ben più importanti per le quali val la pena di scendere in piazza ed alzare la voce. E scusate tanto se pensate che abbia scritto una banalità. A fronte di un contesto societario come quello che caratterizza il Parma di questi tempi, è ammirevole che la tifoseria stia comportandosi decisamente meglio di quanto avrebbe fatto il tifoso italiano medio. Ok, forse prima sarebbe stato opportuno porsi e rivolgere qualche domanda più e farsi abbindolare un paio di volte in meno. Ma ora come ora è esattamente quello dei tifosi del Parma l’atteggiamento più auspicabile al cospetto di una società e una squadra di calcio che rischiano di sparire.

        • 28 Novembre 2014 in 00:20
          Permalink

          Specifico che la mia era una annotazione da cronista, non uno sprone a comportamenti non consoni. Anche perché io non ho trovato neppure così civili, come certi altri miei colleghi democristianamente politically correct e sempre proni ai tifosi, le rimostranze di Bergamo o dopo la gara col Sassuolo, pur rendendomi conto che lo stadio non è una chiesa e il calcio uno sport per signorine (semmai per virago…).
          Cordialmente
          Gmajo

          • 28 Novembre 2014 in 01:34
            Permalink

            Non ho scritto né pensato che il tuo commento fosse un istigazione alla violenza. Affatto. Ho voluto solamente rimarcare il buon atteggiamento dei tifosi del Parma in una situazione così drammatica da un punto di vista sportivo. Ok, la Nord non è un covo di santi, però dal momento che tutto è relativo e va contestualizzato, nel nostro panorama calcistico i tifosi del Parma sono un pezzo abbastanza raro.

          • 28 Novembre 2014 in 01:35
            Permalink

            Non intendevo dire che l’avessi insinuato tu: volevo solo prevenire qualche benpensante…

  • 28 Novembre 2014 in 01:01
    Permalink

    Non ci vanno in tribunale, si capisce bene dalla prima parte, che non è uno scherzo. Quindi sperema be

  • 28 Novembre 2014 in 08:25
    Permalink

    Direttore Le chiedo di mettere online l’appello di CRESPO che si trova su you tube. Dalle parole di questo signore in molti dovrebbero imparare, ho ancora la pelle d’oca. Servirebbero un paio di queste persone per riuscire nell’impresa. Saluti.

  • 28 Novembre 2014 in 09:09
    Permalink

    Stiamo studiando con alcuni amici-tifosi(anche di fuori Parma) la possibilità di realizzare una forma di azionariato popolare.
    Spiego la nostra idea.
    Tramite un’associazione senza scopo di lucro,ognuno versa un contributo annuale.
    La prima raccolta fondi serve per acquistare una parte della societa(non la maggioranza,solo una quota); le raccolte degli anni successivi servono per immettere liquidità nella società,una specie di “conferimento soci”(passatemi il termine improprio).
    Essendo soci si ha diritto ad avere un rappresentante in CDA che riferisce all’associazione su “come vengono spesi i soldi”.
    Tutte le cariche dell’associazione non percepiscono compenso,vengono elette in base al principio “una testa,un voto”, ossia ogni socio esprime un voto indipendentemente dalla quota versata.
    I tifosi della Roma lo hanno già fatto,quelli del Torino stanno raccogliendo le “promesse di investimento”.(per restare a società di serie A)
    In Germania esiste una legge in base alla quale una società di calcio non può essere posseduta per più del 49% da uno stesso socio(infatti il 30% del Bayern Monaco è dei tifosi).
    Ad oggi credo che l’ostacolo più grande sia il consistente indebitamento della società.

  • 28 Novembre 2014 in 10:15
    Permalink

    Scusi sig Majo
    A proposito del bari style non capisco 2 aspetti

    Se ghirardi garantisce fino al 31 12 puo farlo e
    Contemoraneamente dire ragazzi dal 1 gennaio
    Non ne ho piu metto in liquidazione la società
    Non venendo meno a quello che ha scritto in sede
    Di bilancio ma di fatto non dando continuita aziendale

    Non mi risponda dicendo che lui spera d continuare
    Ecc ecc perche delle parole del duo ormai
    Non ci si può piu fidare

    Altro aspetto le conseguenze penali in caso di
    Fallimento pilotato
    Guardi che le conseguenze penali c saranno comunque
    In ogni tipo di fallimento quindi che cambia

    Ci vorrebbe che qualcuno di importante istituzionalmente
    Facesse capire a questi 2 d farsi da parte prima possibile per
    Il bene della città

    Infine a me risulta c siano manovre molto sstrne all interno della
    Societa in questi giorni….indaghi majo indaghi…..

    • 28 Novembre 2014 in 11:08
      Permalink

      Grazie.

      Ricordiamo che si tratta di un appello che Hernan lanciò l’11.11.2010 con il Parma ultimo in classifica (allora la crisi era solo tecnica, non ancora gestionale).

      Cordialmente

      Gmajo

  • 28 Novembre 2014 in 11:18
    Permalink

    Esattamente direttore……. Però almeno queste parole per gente come noi che ama il parma, fanno comunque respirare aria di speranza…..
    Grazie.

  • 28 Novembre 2014 in 11:20
    Permalink

    Scusa direttore, se non sbaglio tu scrivi: ci sarebbe qualcuno pronto ad investire nel Parma a fine stagione, se la squadra mantiene la categoria. E proprio per questo si sta cercando con formule non convenzionali di finanziare il Parma da qui a giugno proprio per evitare la retrocessione. Probabilmente o semplificato il tuo ragionamento, ma mi chiedo: se qualcuno davvero intende acquistare la società non farebbe prima ad acquistarla ora, gestendo direttamente il mercato di gennaio (ormai imminente) anziché delegare il salvataggio della categoria ad altri?! Magari delegandolo proprio a chi ha distrutto il Parma calcio?! Non so, forse non colgo un passaggio…

    • 28 Novembre 2014 in 11:36
      Permalink

      Ciao Davide,

      le logiche altrui non posso spiegarle io, specie non avendo altri dettagli che non la loro tassativa esigenza di permanenza in serie A.

      Ma penso che lo scoglio potesse essere (prima del 17 novembre, al di là dell’ “esclusiva” concessa a chi aveva precedentemente firmato un pre-contratto, poi disatteso), appunto, la valutazione del club, che varia tra serie A e serie B. Logicamente ci deve essere un punto di incontro tra chi vende e chi acquista.

      Se uno intervenisse subito, di fatto è come se acquistasse adesso, appunto senza la certezza della categoria. Ergo si può programmare il passaggio di mano, cercare di agevolarlo attraverso qualche manovra di finanziamento non convenzionale e vedere cosa succede.

      Proprio il mercato di gennaio (prima del 17 novembre) mi risulta possa esser stato fonte di divergenze di vedute: posto che in serie A il Parma vale di più rispetto alla B, se il Parma resta in A e il merito è di chi è intervenuto concretamente per fare il mercato di gennaio, il prezzo d’acquisto dovrà essere da Parma in A o da Parma in B?

      Cordialmente

      Gmajo

      • 28 Novembre 2014 in 11:57
        Permalink

        Grazie Gabriele. Quindi se questa forma di finanziamento non convenzionale dovesse andare in porto, possiamo attenderci un mercato di gennaio destinato a rinforzare la squadra? Perchè dal punto di vista sportivo, mi sembra l’unico modo per provare a mantenere la categoria… Così come siamo ora – senza punta e con una difesa colabrodo – mi sembra utopistico pensare alla salvezza…

        • 28 Novembre 2014 in 12:07
          Permalink

          Ci andrei piano: nel senso che, la manovra finanziaria, chiamiamola così, dovrebbe riguardare la copertura parziale dei costi di gestione (inclusi stipendi e irpef) onde evitare ulteriori penalità alle prossime obbligatorietà.
          Viceversa il discorso mercato dovrebbe vertere ancora sui virtosismi e sulle magie leonardiani, anche se il Plenipotenziario mi pare spogliato da compiti amministrativi (ipotizzo che debba rendere conto a Ghirardi o a Schinelli) per concentrarsi su quelli sportivi, al fine di ottenere sul campo la salvezza.
          E’ chiaro che gli aspetti da far combaciare siano parecchi, non semplici e alcuni antitetici tra loro.

          Cordialmente

          Gmajo

  • 28 Novembre 2014 in 11:21
    Permalink

    “ho semplificato con l’h” scusate…

  • 28 Novembre 2014 in 11:39
    Permalink

    grazie marco da questi uomini come hernan si deve ripartire da brividi quel video

  • 28 Novembre 2014 in 12:00
    Permalink

    Esistono ancora uomini d’onore e abbiamo la fortuna di averne uno nella nostra società. Lo ringrazierò sempre per le emozioni che è riuscito a darmi sul campo, ma soprattutto per essersi innamorato come me dei nostri colori e della nostra città. Io con lui farei tranquillamente anche la terza divisione, perchè sono convinto, che sapremmo rinascere…….

  • 28 Novembre 2014 in 12:28
    Permalink

    Dott. Majo, purtroppo gli unici asset di valore sono stati intestati a società esterne, le avevo chiesto di “indagare” sul centro sportivo, ma ancora probabilmente non si vuole affondare il colpo. Sarebbe d’uopo che anche i giornalisti della gdp e gds facessero chiarezza in merito, visto che sono assidui frequentatori di questo sito. Molti tifosi non hanno ben capito quali manovre si siano succedute nel corso degli ultimi 12-14 mesi. Purtroppo ritengo che non rimarranno nemmeno i seggiolini dello stadio.

    • 28 Novembre 2014 in 12:34
      Permalink

      Non è che ci sia molto da indagare o da aggiungere in più di quanto già spesso riferito. Il Centro Direzionale non è nella disponibilità della controllata Parma F.C. Spa, ma della controllante Eventi Sportivi, e in più immagino abbia in capo una o più ipoteche a fronte del finanziamento erogato per circa 6,5 ml dal Credito Sportivo. Se a lei risulta qualcosa d’altro, assumendosene ogni responsabilità, ci riferisca pure. Oppure può scrivermi in privato: gabrielemajo@email.it

      Cordialmente

      Gmajo

  • 28 Novembre 2014 in 12:42
    Permalink

    E se Ghirardi avesse gia’ venduto (con accordo segreto) ?

    Il problema della liquidità – con parte dei soldi in tasca – già risolto sarebbe e sul campo si dispurebbe la lotta per la A oppure per la B !

    Altro che procedure concorsuali.

    • 28 Novembre 2014 in 12:51
      Permalink

      L’ipotesi al momento mi appare piuttosto improbabile. Come ho riferito ieri sera a Calcio & Calcio c’è una ipotesi, peraltro ancora piuttosto remota, di possibile accordo a fine stagione, previo mantenimento della categoria, ma con qualche aiuto finanziario non convenzionale che consentirebbe di superare le secche. Ovviamente, però, se la missione permanenza in A non andasse a buon fine ci si ritroverebbe con un ulteriore pendenza sul groppone…

    • 28 Novembre 2014 in 13:17
      Permalink

      mi dig che a perma a ghe dla bruta genta bombe’

        • 28 Novembre 2014 in 13:38
          Permalink

          brutta nell’animo,quindi spero di no

          🙂

  • 28 Novembre 2014 in 13:05
    Permalink

    Dr. Majo: la mia “insinuazione” deriva proprio dalla sua considerazione espressa ieri sera in TV, cercando di cogliere in termini concreti quello che Lei definisce aiuto “non convenzionale”.

    Mo probabilmente ho sbagliato. Grazie Direttore per la Sua consueta puntualità.

    • 28 Novembre 2014 in 13:11
      Permalink

      Diciamo che l’errore potrebbe risiedere nelle date.

      Nel senso che secondo me la società non è stata venduta, però potrebbero esseri manovre in atto prodromiche ad un un successivo passaggio di proprietà ove la missione della permanenza in A – che ai possibili acquirenti interessa tassativamente – venga raggiunta. E l’aiuto non convenzionale consisterebbe in una manovra di finanziamento che consentirebbe all’attuale gestione (che però si indebiterebbe ulteriormente) di superare finanziariamente le secche e superare agevolmente la prossima “obbligatorietà” (15 febbraio), potendosi finalmente concentrare sull’aspetto sportivo, cercando ci centrare l’impresa. Chiamiamolo l’ennesimo rilancio…

      Grazie a lei per l’intervento

      Cordialmente

      Gmajo

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