IL COLUMNIST / LETTERA AL PRESIDENTE CHE VERRA’

Luca Russo (www.ilcolumnist,net) “Ci sono principi, emiri e sudditi: sembra un film, e invece è la cessione del Parma calcio”. Mi perdoneranno (spero) i colleghi di Fox Sports, autori del virgolettato in questione col quale reclamizzano a gran voce lo spettacolo offerto dai campionati che trasmettono sulle proprie reti, ma vista la caratura e dato il rango, per la verità non sempre nobiliare, degli aspiranti al trono adesso occupato da Tommaso Ghirardi, non potevo resistere alla tentazione di adattarlo al momento che stiamo vivendo. Lo confesso: in relazione alla cessione della società crociata, io continuo a capirci davvero molto poco. In prima battuta sembrava che dovessimo finire tra le mani del giovane petroliere albanese Rezart Taci, ipotesi dapprima sfumata, ma che avrebbe potuto riprendere corpo, anche se ieri, in esclusiva, a Michele Angella di Calcio & Calcio che lo aveva interpellato il portavoce dell’imprenditore ha smentito ogni interesse, parlando di speculazioni e di trattativa mai avviata; poi è arrivata la volta della cordata qatariota, che vive a propria volta di alti e bassi, anche se ha conquistato il favore del nostro direttore Gabriele Majo, che di solito è poco propenso a concedere fiducia; di Moratti ci han raccontato che è tecnicamente (ad oggi, essendo in possesso del 29,5% delle quote dell’Internazionale, non potrebbe rilevare quelle di un altro club della massima serie) ed emotivamente (lui che è più interista del più sfegatato degli interisti difficilmente sposerebbe una causa di colore diverso dal nerazzurro) impossibile che possa nutrire un qualche interesse nei riguardi del club emiliano; Zanetti, meglio conosciuto come mister Segafredo, a dispetto dell’opera di persuasione portata avanti da Luca Baraldi e dopo aver incassato la cocente delusione dovuta alla mancata acquisizione del pacchetto azionario del Bologna (che gli è stato soffiato da Joe Tacopina), dubitiamo che abbia voglia di addentrarsi in un’altra chilometrica ed estenuante trattativa. E allora il Parma resta a bagnomaria, con un presente che, considerata la pessima situazione di classifica in cui versa, grida vendetta ed un futuro i cui contorni son perfino meno nitidi di Milano quando è autunno e c’è nebbia. Ecco, posto che la cessione è solo questione di tempo e che prima o poi andrà in porto, io non so ancora tracciare l’identikit di colui che avrà l’onore e l’onere di amministrare la squadra per cui faccio il tifo. Ma so esattamente come vorrei che la gestisse. Vorrei che il presidente che verrà non azzardasse passi più lunghi delle proprie gambe; vorrei che non si lasciasse tentare dalle sirene del “devo vincere, costi quel che costi!” e preferisse, invece, la filosofia del low cost, e cioè del “competere, sì, ma in modo sostenibile”; vorrei che trasformasse l’attuale monte ingaggi (20,5 milioni di euro, il quindicesimo della Serie A secondo una recente inchiesta de La Gazzetta dello Sport) in una collinetta invece che in una montagna, orientandolo ai parametri dell’Empoli (11 milioni, in tal senso la più virtuosa della massima divisione) piuttosto che a quelli del Sassuolo (28 milioni); vorrei che facesse del vivaio un serbatoio al servizio della nostra prima squadra e non di quella di altri club; vorrei che fosse giusto nei riguardi della stampa, senza privilegiare questa o quella testata e astenendosi dall’operare l’inutile divisione in giornalisti amici e giornalisti nemici, e sincero nei confronti della tifoseria, alla quale dovrebbe risparmiare false promesse e illusioni a buon mercato; vorrei, per dirla in altre parole, che cambiasse tutte le ragioni che hanno indotto l’attuale management a commettere degli errori. Caro presidente che verrà, quando il calcio aveva ancora un che di romantico, il Tardini lo si è riempito a suon di promozioni, di successi e trionfi a livello nazionale e di coppe europee; oggi, col pallone monopolizzato dal business e stravolto, rispetto al passato, dal prevalere delle logiche di mercato sui sentimenti, è complicato replicare i numeri e le presenze di allora, ma un modo per avvicinarvisi c’è, ed è questo: proporre qualcosa di diverso da ciò che si è visto finora. E cioè: un Parma nel quale i tifosi riprendano a identificarsi; un Parma che sia in grado non dico di vincere, ma perlomeno di competere e farci divertire spendendo meno di quanto può permettersi; un Parma che, insomma, non sempre si è visto nel corso delle ultime annate. “Si può cambiare solo sé stessi. Sembra poco, ma se ci riuscissimo, faremmo la rivoluzione”, recita Vasco Rossi in uno dei suoi brani. Faccia sua questa frase, signor presidente, e ci costruisca attorno il Parma che verrà. Luca Russo (www.ilcolumnist,net)

22 pensieri riguardo “IL COLUMNIST / LETTERA AL PRESIDENTE CHE VERRA’

  • 14 Novembre 2014 in 08:14
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    pienamente d’accordo ma ormai i destini delle società di calcio sono sempre più legati alle logiche del guadagno, e gli esempi di empoli ecc..vanno bene ma ormai quando ci sono giocatori del vivaio che promettono bene, trattenerli è difficile e vanno al priomo offerente,in più initalia non si riesce a costruire uno!! che sia uno stadio di propietà per via di leggi assurde e non ci sono entrate … un club come l inter ha difficoltà a costruirne uno suo per intoppi burocratici e problemi creati ad arte dal comune ,figuriamoci uno come il nostro…..chiunque verrà al posto del ghiro,dovrà promettere stagioni da metà classifica…ovvero salvezze tranquille come quelle di due anni fa con Donadoni…che tanto venne criticata da noi tifosi perché da febbraio li accusammo di aver tirato i remi in barca ..ma non rischiammo mai di retrocedere in quella stagione….se piace dovrà essere cosi

    • 14 Novembre 2014 in 10:49
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      Se la squadra riuscisse a proporre un gioco non dico spettacolare, ma divertente ed avvincente, credo che il nostro pubblico si acconterebbe anche di stagioni da metà classifica, che poi coi tempi che corrono, e cioè con le grandi che a turno steccano un’annata, non è detto che non possano trasformarsi in stagioni da piazzamento europeo.

      Come scrivevo nell’articolo, ai tempi di Tanzi il Tardini lo si è riempito a suon di successi; oggi, dopo il ridimensionamento dovuto al crac Parmalat e i noti sviluppi della gestione Ghirardi, anche per effetto del dominio, sia a livello nazionale che internazionale, dei soliti noti, per una realtà come il Parma è difficile replicare i successi di allora. Ma l’Ennio si può riempirlo lo stesso offrendo al pubblico un Parma che gli faccia pensare che “vale la pena spendere qualche decina di euro per andare a guardare dal vivo questa squadra”.

  • 14 Novembre 2014 in 12:33
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    Io da tifoso desidero il meglio dalla mia squadra.. Quindi cio’ che vorrei e mi augurerei è che fosse un presidente con dei soldi a comprarci! Certo sarà difficile e nel caso mi accontenterei…ma il mio motto sarà sempre “meglio un giorno da leoni che cento da pecora”

    Saluti

    • 14 Novembre 2014 in 12:55
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      Ok, ma per vivere quel giorno da leoni poi rischi comunque di dover viverne cento da pecora…quindi, non sarebbe meglio viverne cento da gazzella, che ogni tanto riesce a sottrarsi alle fauci del leone, sposando la linea dell’equilibrio piuttosto che quella degli eccessi?

    • 14 Novembre 2014 in 13:16
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      e’ appunto assecondando quel tipo di mentalità che oggi ci si ritrova in questa situazione. Si è sacrificata la gestione virtuosa sull’altare della sfrenata ambizione e dei risultati sportivi. Un anno da leoni (peraltro vanificato dalla nota buccia di banana, di cui ogni giorno che passa se ne possono meglio comprendere i contorni) per poi rischiare di trovarci senza categoria, etc. etc. Io, dunque, dissento: mi sta bene inseguire le ambizioni, ma con cognisiò…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 14 Novembre 2014 in 13:33
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    magari meno cannelle….e meno stampa asserivita( gdp semplicemente vergognosa), siti a supporto che sono all alba di un idea,e pagine facebook da propaganda coreana…magari può non sembrare ma hanno fatto la loro parte in tutto questo, preparando il terreno alle cannelle di leonardi,.e in più nessuna figura che intrattenga rapporti con la tifoseria tanto per 100 away non mi sembra il caso di dargli troppa importanza glie le lascino pure ,la gestione societaria dovrà essere trasparente e improntata al rispetto di media,tifosi.

  • 14 Novembre 2014 in 14:24
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    Io sarei contento di fare 20 anni ad altissimo livello e poi fallire con una marea di debiti.

    • 14 Novembre 2014 in 14:26
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      Abbiamo già dato. Forse, con questa testa qui, meritiamo di fare la fine di altri nostri vicini di casa, che manco hanno fatto 20 anni di altissimo livello.

      • 14 Novembre 2014 in 15:06
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        il problema consiste nel fatto che le manie da “grandeur” ormai sono nei geni dei tifosi parmigiani soprattuto le nuove leve che il parma lo hanno visto solo in serie A..ma è capibile,bisognerà vedere se chi succederà a Ghirardi metterà subito le cose in chiaro,ovvero mantenere la categoria ed una vera politica improntata su giovani e scouting di livello ….a quel punto la palla ai tifosi o capirla …o capirla

    • 14 Novembre 2014 in 14:58
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      Non mi va di essere scontroso, ma a questo punto potrebbe anche cambiare squadre e mettersi a tifare per una grande di Italia o Europa, se è quello il tipo di calcio a cui ambisce.

      • 14 Novembre 2014 in 15:42
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        Bravo, non è una questione generazionale ma di mentalità.
        Son stufo di sentir dire io son tifoso perchè andavo in serie C o in quarta serie, si va dove il parma gioca.
        Aggiungo all’elenco dei desideri anche meno tifosi baristi e ausiliari e piu tifosi disinteressati

        • 14 Novembre 2014 in 20:05
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          Ma il mio è un commento ironico. Quale tifoso vuole il fallimento della sua squadra del cuore? Se vogliamo autofinanziarci o cose simile il migliore modello da seguire è l’Atletic Bilbao, quindi io godrei un Parma fatto solo da ragazzi della provincia di Parma e con cuore crociato… Però vorrei dire anche un altra cosa, secondo voi un emiro compra una squadra di calcio per vivacchiare in serie a? ovviamente io dubito anche dell’esistenza degli sceicchi interessati al Parma…

          • 14 Novembre 2014 in 20:07
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            Vai tranquillo che c’è. Quel che manca sono le condizioni di chiudere.
            Cordialmente
            Gmajo

  • 14 Novembre 2014 in 17:58
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    la cosa fondamentale e’ avere sempre una dignita’ di altissimo livello,poi ho goduto la vittoria a trieste con gol di bonci tanto come la vittoria in uefa col la rubentus

  • 14 Novembre 2014 in 18:16
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    Comunque nulla mi toglie dalla testa il fatto che ci sia ben altro sotto! Ok, l anno scorso si è voluto fare le cose un po’ piu’ in grande…ma non giustifica secondo me, se vera, la situazione attuale! Se abbiamo potuto permetterci un certo contesto, lo scorso anno, è perchè presumo e confido lo si potesse fare…senza sperare quando o come si sarebbero tappati certi buchi….. Mah, rimango perplesso! :/

    • 15 Novembre 2014 in 11:29
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      ma va arriva il qatar o no paolo fammi sapere

      • 15 Novembre 2014 in 11:38
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        Paolo, porta pazienza. In questo momento non serve star qui a formulare ipotesi. C’è solo da aspettare.

  • 14 Novembre 2014 in 18:31
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    Fosse vero la figura di Leonardi si ridimensionerebbe notevolmente… Lo abbiamo sempre portato su un piedistallo! Possibile??? Vedremo…..

  • 14 Novembre 2014 in 18:36
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    Contro chi vuole tagliare i barbisi a Manfredini (ke è un grande tifoso da una vita – poki bali), per protesta chiedo di poter tagliare la barba alla Rosi.
    KE QUI SE SIETE DEGLI SPECULATTONI, MI NO.

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