Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

39 pensieri riguardo “IL MERCATOLOGO / IL DECLINO DI UNA CITTA’ E LA FINE DI UN’EPOCA

  • 30 Novembre 2014 in 19:07
    Permalink

    Ufficiale serie b…solo un mercato.buono puo salvarci ma grano nn ce ne

  • 30 Novembre 2014 in 19:10
    Permalink

    facciamo anche 25 cosi’ solo per la cronaca,per il resto condivido,ricordo anche che a parma c’era una squadra di pallavolo ………

  • 30 Novembre 2014 in 19:12
    Permalink

    Non e possibile continuare a nascondere i fatti: i tanzi spendevano molto più di quanto il.Parma potesse permettersi e per stare in a, ogni presidente del.Parma dovrà per forza sempre spendere finché ne avrà, altrimenti la dimensione di Parma e la lega pro

    • 30 Novembre 2014 in 19:22
      Permalink

      Infatti, da questo punto di vista, trovo immeritate certe critiche a Ghirardi e Leonardi, i quali si sono appunto lasciati prendere la mano nel tentativo di imitare in piccolo “il lattaio”, peraltro senza raggiungerne neppure lontanamente gli stessi risultati (certi record fini a sé stessi sono inutili) e sacrificando per questo una gestione più sana. Ma i tifosi che gli chiedevano sempre di più, adesso non è che possono venire qui ad offenderli, avendo commesso, di fatto, lo stesso peccato…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 30 Novembre 2014 in 19:46
    Permalink

    majo ti sei sottoposto ad un total recall ?

  • 30 Novembre 2014 in 20:25
    Permalink

    Però majo adesso dare la colpa ai tifosi è ridicola, ovvio che il tifoso vuole arrivare sesto e non quattordicesimo, i professionisti che dovrebbero assicurare la continuità aziendale sono altri…

    • 30 Novembre 2014 in 23:14
      Permalink

      Io non do la colpa ai tifosi, pero’ se prima idolatravate Ghirardi che vi ha fatto fare cinque stagioni dalla parte sn della classifica rovinandosi facendo il passo piu’ lungo della gamba, ora e’ assurdo il linciaggio.

  • 30 Novembre 2014 in 20:34
    Permalink

    Articolo e commenti che una volta tanto condivido quasi del tutto.

  • 30 Novembre 2014 in 21:16
    Permalink

    Poi sono arrivati gli extracomunitari che anno portato delinquenza droga prostituzione e i politici corrotti

    Parma non ti riconosco più

  • 30 Novembre 2014 in 21:20
    Permalink

    Caro majo il lattaio come lo chiami tu ci ha fatto vivere momenti indimenticabili 8 trofei tra italiani e internazionali ce ne fossero di tanzi pensa a quel ciccione slirato che sta affossando il parma

    • 30 Novembre 2014 in 21:34
      Permalink

      Vorrei soltanto ricordati che il ciccione sliraro ti ha fatto stare per cinque anni tra le prime 10 del campionato italiano e che il lattaio ci avrà anche fatto vincere dei trofei ma è stato anche autore (o meglio, uno degli autori) del più grande crack internazionale con migliaia e migliaia di risparmiatori truffati. Quindi non mi pare il caso di farne l’apologia

  • 30 Novembre 2014 in 22:04
    Permalink

    Ciarrapico geronzi farina gaucci l ex presidente della cirio ecc non penso che abbiano pagato come a pagato tanzi il calcio in serie a e sporco lo seguo da 40 anni nel dubbio i potenti vincono mi ricorda la storia di corona e i delinquenti che scorrazzano liberi per reati ben peggiori 2 pesi 2 misure

  • 30 Novembre 2014 in 22:06
    Permalink

    DI PULITO IN ITALIA NN Cè NIENTE….ONORE AI NOSTRI TROFEI…… Sportivamente molto più meritevoli e sensazionali di altri……… GHIRARDI V A T T E N E, il campionato è finito,hai distrutto una società…mentito…distrutto dei tifosi innamorati dei proprii colori….Ti prego ascoltaci…ci fai schifo…..V A T T E N E….

  • 30 Novembre 2014 in 22:07
    Permalink

    I record non sono stati fine a se stessi visto che il parma l’ europa sul campo l’aveva ottenuta

    • 30 Novembre 2014 in 22:23
      Permalink

      Beh quello delle sette partite al primo anno non servì a nulla…

  • 30 Novembre 2014 in 22:13
    Permalink

    Per chi vuole bene a Parma..al Parma…all’onestà sportiva…organizziamo un corteo dal tardini a carpenedolo…..GHIRARDI RESTA AL TUO PAESELLO…per sempre !!!!!!!!!!!!!!!!!

  • 30 Novembre 2014 in 22:51
    Permalink

    Chi veramente retrocede sono pubblico e città, è sempre così ma per il de profundis si può aspettare ancora un po.
    Questo articolo, su cui c è poco altro da eccepire, mi da lo spunto per dire che in generale non comprendo quale utilità o ragione ci sia per fare 6 mesi di funerale

  • 30 Novembre 2014 in 22:54
    Permalink

    Majo scusi ma non mi sembra che Udine Chievo Verona empoli Atalanta non possano stare in serie a. Cosa avrebbe speso di tanto folle ghirardi??? A me non risulta….. Comunque andremo in lega pro ma verrete tutti giornalisti e giornalai….. Qui la gestione c’entra poco siamo scarsi e tutto va male…

    • 30 Novembre 2014 in 23:06
      Permalink

      Commento decisamente poco logico. Anzi stupido, scusi se glielo dico.
      Intanto ha infilato una accozzaglia di squadre diversissime tra loro e da noi.
      E poi se il parma non avesse fatto spese folli probilmente non si troverebbe nella situazione economica in cui versa.
      Sulla squadra scarsa non mi trovo d’accordo poiche’ pur non essendo eccelsa e’ sufficientemente attrezzata per salvarsi.
      E comunque se anche fosse scarsa mica l’ho allestita io. E neanche altri giornalisti.
      E lasci in pace i giornalai, tifoide

  • 30 Novembre 2014 in 22:59
    Permalink

    E comunque quanti lattai ci sono in Italia.. La dignità di una città in questo momento è’ ai limiti storici…. Avrà un Po’ di colpe il bamboccio viziato che non capisce di calcio, o la colpa è’ dei tifosi che erano abituati male e alle grandi soddisfazioni date dal grande ghirardi??? Majo per favore….

    • 30 Novembre 2014 in 23:09
      Permalink

      Io non do del grande a ghirardi, ma sono contrario ai linciaggi. Specie da parte chi prima lo idolatrava.

  • 1 Dicembre 2014 in 00:30
    Permalink

    Ma più che aver fatto delle spese folli i soldi secondo me sono spariti, andando nelle tasche di qualcuno. Secondo me Ghirardi e Leonardi si son mangiati un bel po di soldi. I tifosi lo idolatravano perché si fidavano di lui. Adesso viene odiato perché ha tradito la fiducia di una città intera. Sveglia

    • 1 Dicembre 2014 in 00:42
      Permalink

      A quest’ora più che svegliarmi preferirei assopirmi.
      E poi si svegli lei lasciando perdere gl i stupidi sospetti populistici. Si legga i bilanci e vedrà come era logico, facendo il passo più lungo della gamba indebitarsi a dismisura.
      L’errore, semmai, è stato quello di raccontare canelle anziché ammettere le difficoltà. Ma lasciamo perdere altre accuse strampalate.
      Saluti gmajo

      • 3 Dicembre 2014 in 01:59
        Permalink

        Caro Majo, il mio sveglia non era rivolto a te direttamente ma bensi a tutti noi che amiamo il Parma calcio. Seconda cosa, la mia era solo una supposizione che Ghirardi e Leonardi ci abbiano mangiato dentro, come sissuol dire. Supposizioni che purtroppo hanno trovato un riscontro da persone che lavorano all’interno del Parma calcio o da sponsor di mia conoscenza personale. Questi due personaggi hanno rovinato il Parma e Parma. Ovunque andiamo ci facciamo ridere dietro, la luce in fondo al tunnel è sempre più lontana. Con il Parma nel sangue, Nicola Pezzani

        • 3 Dicembre 2014 in 07:44
          Permalink

          Caro nicola, l’esempio da lei fatto l’ho censurato perché i dipendenti e gli sponsor da lei menzionati potrebbero anche averle detto una castroneria e anche se lei si è firmato correttamente con nome e cognome potrebbe essersi inventato la cosa tirando a mano presunti sponsor o dipendenti. Che poi passi per i dipendenti che magari vedono coi loro occhi, ma gli sponsor che ne sanno? Vede, scrivere su uno spazio commenti di un sito non è come fare due chiacchiere al bar, e la diffamazione a mezzo stampa è un reato punibile ai sensi del codice penale. Saluti. Gmajo

          • 3 Dicembre 2014 in 10:50
            Permalink

            Sono sponsor molto vicini alla famiglia Ghirardi e dunque a conoscenza di molte cose, così come sono molto vicine a me i dipendenti che mi raccontano queste cose. La storia degli stipendi io la sapevo già da tempo, è ora tutti ne avete avuto la conferma. Evidentemente io e te non andiamo molto d’accordo caro amico Majo..

          • 3 Dicembre 2014 in 11:07
            Permalink

            Il problema è che entrambi dobbiamo andare d’accordo col codice penale. Di querele non ho bisogno anche perché le spese legali non me le paga lei ne’ gli sponsor.
            Se mi porta le prove provate ha lo spazio a disposizione, ma i si dice non bastano.
            Sugli stipendi, comunque, fino a prova contraria, il parma sino al 17 novembre aveva sempre onorato i propri impegni in riferimento ai tesserati federali. E per quanto concerne i fornitori noi ci siamo attenuti ai documenti ufficiali certificando, unici a parma, che si erano incrementati del 130% negli ultimi quattro anni sino al 30 06 2013. Così come la storia tep, di cui come al solito a parma si bisbigliava e basta, ho tirato fuori io la storia con l’intervista all’ing. Piazza. Cosi come la storia del cuoco, anche se minuz era stato molto politically correct senza buttare il prete nella merda. Con questo voglio dire che io sono abituato a tener la schiena dritta senza fare sconti, ma solo a fronte di certezze provate e non bisbigli di chi non ha il coraggio di metterci la faccia.
            Saluti
            Gmajo

  • 1 Dicembre 2014 in 08:53
    Permalink

    Ottimo articolo, a parte tutti i commenti OT che non c’entrano una cippa con quanto scritto dal Mercatologo.
    Secondo me, la fine dello sport parmigiano ad alti livelli avvenne tra il 1998 e il 2000 con l’acquisizione della cassaforte dell’Unione Parmense degli Industriali, la Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, da parte di Banca Intesa.
    Cariparma era il main sponsor di pallavolo, basket, rugby, baseball, ecc. Da qual momento, niente piu’ sponsorizzazioni, niente piu’ linee di credito privilegiate, e buonanotte al secchio.
    Gabriele mi puo’ correggere o, perche’ no, vista la sua pluridecennale esperienza, analizzare in maniera piu’ approfondita quanto scritto dal Mercatologo.

    • 1 Dicembre 2014 in 09:51
      Permalink

      L’analisi del mercatologo mi pare ben strutturata già di suo e la condivido. Ottimo il tuo addendum sulla questione cassa di risparmio. Forse bisognerebbe allargare il discorso, nel caso specifico del parma, anche alle problematiche di banca monte parma…
      Cordialmente
      Gmajo

  • 1 Dicembre 2014 in 09:30
    Permalink

    Gentile Majo, era da un po che non scrivevo e leggendo l’articolo del Mercatologo non posso che sottolineare la banalità e la causa comune del declino sportivo di Parma il crack Parmalat.
    Il Mercatologo anziché sottolineare come sia baseball, calcio e pallavolo ,squadre che hanno tenuto altissimo il nome di parma in europa e nel mondo, sono diventate grandi grazie ai capitali che la Parmalat ha speso, dilettando i suoi concittadini, cosa che invece i Barilla,i pizzarotti,gli Amadei i Bormioli…etc si sono ben guardati di fare, e chiaramente finito Tanzi finito tutto.
    Per quanto riguarda una squadra di Calcio non contano i il numero di cittadini che la squadra rappresenta,contano solo i soldi che si spendono, tutte le altre sono storie inventate dai giornalisti italiani per giustificare uno strapotere e favoritismi ricevuti dalle così dette big. Per fare un esempio la squadra più tifata nel mondo è il Manchester United e Manchester fa 500’000abitanti, e ora ha due squadre che giocano per vincere il campionato e la coppa Campioni, la tradizione di entrambe le squadre non mi sembra molto diversa dal Parma.
    Il palmares del Parma parla di 23 anni di serie A con 14 qualificazioni a coppe europee consecutive, con fior di campioni passati di qua,ma non perché la squadra sia prestigiosa di per se ma è il proprietario che la rende tale con gli €, perché se l’inter non spende potete ben vedere che anche loro diventano del livello nostro, il nome e la maglia nel 2014 sono una cosa per romantici,ora è solo business Come PSG,Zenit,Chelsea hanno dimostrato.
    Il Parma per rialzarsi ha bisogno di investire in stadio infrastrutture pubblicità ed ampliare i propri confini, uno stadio in centro storico così mal ridotto è anacronistico, oggi giorno servono altre cose una struttura deve essere polivalente con parcheggio capiente, e tribune confortevoli non strutture in “tubi innocenti”.

  • 1 Dicembre 2014 in 10:03
    Permalink

    Ecco, tra l’analisi del Mercatologo, mia e quella di Federico c’e’ un po’ di confusione per quanto avvenne in quegli anni (e di conseguenza ai giorni nostri). Per me fu Cariparma, per Federico Parmalat, per il Mercatologo l’UPI…

    P.S.: Noto anche una certa similitudine tra l’attuale situazione di Parmacotto (investimenti sbagliati ed esagerati: negozi negli Stati Uniti, ristoranti in Italia, stabilimento produttivo) e quella del Parma F.C. (ingaggi, Collecchiello, ecc.) che fotografa quasi perfettamente lo stato dell’economia locale.

  • 1 Dicembre 2014 in 10:14
    Permalink

    D’accordissimo con Majo…forse è la logica italiana, ed, in particolare, del tifo calcistico…ma sicuramente fa specie il linciaggio mediatico di Ghirardi, dopo anni in cui (retrocessione a parte) ci ha fatto nuovamente respirare l’aria del calcio che conta. Altrettanto certo, è che ciascuno di noi avrebbe volentieri rinunciato (almeno spero) a quell’aria, se avessimo saputo che il prezzo da pagare sarebbe stato questo. Ma chiedo a Majo, da umile tifoso, dove secondo lui è stato quello sperpero di denaro: nell’acquisto e negli stipendi da pagare a milioni di giocatori senza senso (Tony Calvo e compagnia cantante)? O in quello di personaggi di calibro, che in molti casi sono stati pubblicizzati come “grandi affari” dal punto di vista economico? Grazie

    • 1 Dicembre 2014 in 10:22
      Permalink

      Direi buona la seconda. Ma è limitativo credere che tutto derivi dall’annata del centenario, in cui la Grandeur è parsa più evidente che in altri casi: diciamo che nell’insieme la supposta politica di gestione virtuosa è sempre stata sacrificata sull’altare dei risultati sportivi. Non volendo, per indole, leggere malafede nelle azioni altrui, preferisco sempre parlare di errori piuttosto che leggere – come populisticamente fanno altri – cose peggiori. E tra gli errori ci possono stare anche i calciatori non indovinati, anche se correttezza vorrebbe che si ricordassero quelli azzeccati.

      Sul discorso di Ghirardi, pur essendo stato da lui bollato come suo nemico e dunque nemico del Parma, non ho difficoltà a difenderlo dai suoi ex amici, cioè quelli che lo osannavano, e che ora si sentono traditi. L’errore suo e di Leonardi, come argomentavo anche prima, è stato quello di tenere nascosto la verità a chi, magari, lo avrebbe saputo capire.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 1 Dicembre 2014 in 14:33
    Permalink

    Egr. Direttore , prima di tutto vorrei complimentarmi con lei per il blog su cui non mi soffermo da tempo ormai e che ho ritrovato e trovato migliorato graficamente e notevolmente alto a livello di contenuti .
    Vorrei lasciare il mio commento riguardo a quello che lei scrive in questo post : è vero la nostra città purtroppo negli ultimi vent’anni ha perso posizioni nel ranking delle città italiane dove invece nei primi anni 90 godeva di una posizione di prestigio. E questa situazione si rispoecchia senza ombra di dubbio anche sul nostro Parma Calcio : dalle prime posizioni della classifica all’ultima in cui ora stagnamo senza possibilità di risalita … se non ridotta al lumicino.
    Mi trova d’accordo , Direttore, sul fatto che tanti tifosi di questa nostra squadra stiano ora trasformando il presidente Ghirardi , quello che all’inizio era visto come “il Ghiro” grazie al quale Parma non avrebbe dovuto rinunciare al calcio di vertice , nello “straniero” nel “bresciano che ci ha rovinato tutto” e non vado oltre .
    E’ indiscutibilmente vero che Ghirardi , e di conseguenza Leonardi dato il ferreo sodalizio che li e ci ha legati a loro come città , ha fatto degli errori enormi negli ultimi anni a cominciare dalla cattiva gestione delle tantissime comproprietà grazie a cui si sarebbe dovuto ricavare tanto ma che alla fine si è rivelata per la maggior parte solo, appunto, un buco nell’acqua; sicuramente non ci si dovevano accollare giocatori con stipendi troppo alti per le tasche della società; e per finire col colpo di scena con cui il Presidente usciva dal mondo del calcio lo scorso maggio schifato dal sistema, per poi scoprire che l’esito degli accertamenti fiscali effettuato dagli organi competenti era clamorosamente corretto. E’ altrettanto vero che se quello che ora è il “nemico” non avesse rilevato il Parma dopo il crak Tanzi , probabilmente non avremmo avuto più la squadra ad alti livelli, e mai dopo tanti anni avremmo centrato (anche se poi il sogno è finito subito) la qualificazione europea. In questi anni in cui ci siamo tolti soddisfazioni per quanto potevamo, ovviamente, io ho sempre sentito la maggior parte dei signori che ora fischia Ghirardi e lo prende a male parole, avere parole di rispetto e ho sempre sentito applausi quando andava sotto la curva o addirittura qualche volta in curva . Ecco il mio pensiero è questo: non dico che Ghirardi non ha sbagliato sarebbe un’affermazione poco credibile, ma non trovo corretto il comportamento di queste persone che finchè la barca va veleggiano con lei gongolandosi , ora che la stessa barca affonda non riconoscono il fatto di averci fatto tanti viaggi!!
    Direttore scusi il mio lunghissimo post e Le rinnovo i complimenti.

    • 1 Dicembre 2014 in 19:21
      Permalink

      Salve simona, grazie per i complimenti, specie quelli sui contenuti.
      Vedo che ha particolarmente apprezzato, ad esempio, quelli contenuti nel presente articolo, che però non è opera mia, bensì del mercatologo, per cui, in questo caso, il bravo va rivolto a lui.
      È farina del mio sacco, invece, la difesa di Tommaso Ghirardi dall’ingiusto, o dal non completamente giusto linciaggio che sta subendo per mano dei suoi ex estimatori irriconoscenti. Posto che non lo reputo un avventuriero, indubbiamente di errori ne ha commessi parecchi, cominciando dal non saper giudicare le persone che lo attorniano per finire all’eccessiva ambizione causa di una grandeur che ora stiamo pagando con gli interessi. Lo sbaglio più grande che poteva fare nei confronti dei parmigiani era quello di non essere sincero con loro ammettendo le difficoltà.
      Cordialmente
      Gmajo

  • 1 Dicembre 2014 in 14:55
    Permalink

    per la cronaca , oggi siamo scivolati al 19° posto nella classifica delle migliori città per qualità della vita ( le altre emiliane sono tutte davanti con eccezione di rimini e piacenza) e siamo 95° su 107 per ordine pubblico

  • 1 Dicembre 2014 in 15:37
    Permalink

    Un ulteriore spunto…come la vedete la sponsorizzazione Emirates al Milan per complessivi 100 milioni di euro?

    • 1 Dicembre 2014 in 16:21
      Permalink

      Decisamente meglio di quella di energy t.i. Group per 25 milioni in dieci anni al parma…

    • 1 Dicembre 2014 in 23:55
      Permalink

      20 milioni all’anno per 5 anni…a me non pare una gran cifra per quelle che dovrebbero essere le ambizioni del Milan. E’ vero che con 20 milioni un quasi campione o un campione in erba dovresti riuscire a comprarlo, ma il vero problema è riuscire a pagargli sempre lo stipendio…insomma, se confrontiamo la sponsorizzazione strappata dal Milan con quella, tanto per fare un esempio, strappata dal Manchester Utd, si capisce perché il nostro stia diventando un campionato di periferia nel panorama calcistico europeo…

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI