IMBORGIA A P24: “A PARMA NON CI SONO CONTESTAZIONI: SOLO UN MODO MOLTO EDUCATO DI MANIFESTARE IL PROPRIO DISSENSO. E’ LEONARDI AD OCCUPARSI DEGLI ASPETTI ECONOMICI DEL CLUB”

image(gmajo) – L’ex responsabile area mercato del Parma F.C. Antonino Imborgia, dimessosi undici mesi fa rinunziando ad un ingaggio da 250 mila euro all’anno, è stato intervistato ieri da Chiara Sirna di Palermo24.net: palermitano di nascita, ed ex calciatore rosanero, infatti, è stato scelto come personaggio ideale per inquadrare Palermo-Parma. Ad Imborgia la collega siciliana ha subito domandato di questa “situazione difficile per  i gialloblù, sia dal punto di vista finanziario che sul campo” e delle conseguenti “contestazioni del Tardini”. Imborgia, che durante il suo soggiorno parmigiano, sia pure tenuto molto in sordina, ha conosciuto ed apprezzato i tifosi locali, ci ha subito tenuto a chiarire come quelle di Parma non possano essere considerata contestazioni, così come tristemente sono conosciute nel mondo del calcio: “I risultati e la contestazione sono lo specchio della classifica. C’è poco da dire quando una squadra su 12 partite porta a casa 2 vittorie e 10 sconfitte. Non ci può essere felicità da parte dei propri tifosi, è normale che ci sia contestazione. Poi attenzione, le contestazioni di Parma non possono essere definite tali, c’è semplicemente un modo molto educato di manifestare il proprio dissenso, uno striscione e qualche fischio a fine gara, ma tutto finisce lì. Non ci sono frangenti in cui il giocatore non può uscire di casa, oppure si crea una condizione di pericolo fisico, come può essere da altre parti”. Riferendosi in particolare alla situazione di classifica ducale, Imborgia ha scelto l’aggettivo “inaspettato”: “Tornando all’emergenza gialloblù l’unico termine che posso usare è “inaspettato”. Nei 3 anni in cui sono stato a Parma c’era l’esigenza di fare mercato e anche quella di vendere giocatori, perché bisognava portare equilibrio nel bilancio, ma non si è mai presentata una situazione del genere. Evidentemente qualcosa è successo, spero che trovino il modo di rimettere tutto a posto”. In questo passaggio l’affabile Ninì è stato piuttosto politically correct con il suo ultimo club: se poco meno di un anno fa aveva deciso di lasciare la compagnia immagino fosse stato perché probabilmente si stava rendendo conto di quello che stava accadendo, dal momento che, come giustamente ha osservato ieri a Gene Gnocchi a Palla in Tribuna, certe situazioni non capitano all’improvviso: e uno navigato come lui (basta leggere il curriculum e fare caso quando si sono interrotti i suoi rapporti di lavoro) poteva avere fiutato l’aria. E credo che non sia casuale che in un successivo passaggio Imborgia abbia ricordato come la gestione economica della società fosse nelle mani di Pietro Leonardi, suo diretto superiore nella scala gerarchica: “Io sono stato lì 3 anni (i primi due, curiosamente, inquadrato solo come  ‘consulente’, benché respirasse molto l’aria del campo e fungesse da equilibratore tra le diverse branchie, nda), mi occupavo della parte tecnica e del mercato, mi rapportavo con Leonardi, in quanto era la persona di riferimento della società, per quanto riguarda gli aspetti economici. Sicuramente non navigavamo nell’oro. Ma in questo momento non credo che nessuno abbia la possibilità monetaria”. A questo proposito Imborgia ha sottolineato come il Palermo abbia saputo adattarsi ai tempi, modificando la propria politica gestionale: “Il Palermo, per esempio, dopo la retrocessione di due anni fa ha vissuto, e probabilmente ancora vive, momenti di tensione economica. Anche le strategie rosanero hanno intrapreso un cambio di passo, sia nei rinnovi che nelle varie situazioni che riguardano i giocatori”. Tematica che giovedì sera, durante Calcio & Calcio Più, il conduttore Michele Angella aveva analizzato in collegamento telefonico con il giornalista Danilo Ciulla del Giornale di Sicilia, il quale aveva affermato: “Dobbiamo rivalutare la strategia del presidente Zamparini di abbassare radicalmente il monte ingaggi e di vendere dopo uno o due anni i pezzi pregiati, una strategia molto criticata qui, ma che ci consente di essere in salute dal punto di vista finanziario”. Angella, dopo aver ricordato gli ultimi grandi nomi valorizzati dal Palermo, ha chiosato: “Cavani, Kjaer, Pastore, Ilicic, Hernandez e ora Dybala… il Palermo riesce sempre a pescare grandi talenti per poi rivenderli a prezzi stellari, non che non investa nell’acquisire i loro cartellini, ma poi le plusvalenze sono grandiose. Il Parma, a parte Paletta, in Sudamerica ha sempre toppato e anche su Paletta bisogna dire che non siamo stati capaci di rivenderlo a cifre adeguate ed ora se dovesse partire ci dovremmo accontentare di pochi soldi. E’ vero, abbiamo preso Sansone a zero, ma poi mica lo abbiamo rivenduto al Psg…”. A proposito dell’ultimo prodotto valorizzato dai rosanero, Dybala, Imborgia ha rassicurato i lettori di Palermo24.net che temono possa già esser lasciato andare durante il mercato di gennaio: “Non credo che questo avverrà. I grandi imprenditori, non guadagnano più come una volta. Io penso che Zamparini farà ciò che è giusto. Ma non credo che venderà Dybala a Gennaio, a meno che non arrivi una mega offerta di quelle irrinunciabili, come quella di Pastore dal PSG, a quel punto lì tutto diventa giustificato e giustificabile. Io credo che Zamparini sia una proprietà solida e che stia agendo con equilibrio, spende i soldi con molta più razionalità”. Non possiamo dire altrettanto, con i chiari di luna che stanno emergendo, per il Parma, laddove si è spesso fatto il passo più lungo della gamba (specie nell’annata Centenaria), con un abuso della politica del credito. Ma torniamo alla chiacchierata di Imborgia con Sirna di P24, inquadrando la partita che tra poche ore si giocherà al Barbera, preceduta dal ritiro romano dei donandoniani, che tanto ha fatto discutere i tifosi crociati e i media (specie quelli che tengono tanto alla parmigianità): “Credo – è opinione di Antonino Imborgia – che il ritiro sia stato fatto per cercare di ritrovare le fila di tutta quanta la situazione. Per quanto riguarda la classifica, sicuramente all’inizio del campionato era inimmaginabile che il Parma si potesse trovare in questa circostanza tecnica. Certo, la trasferta di Palermo credo che non arrivi con i migliori auspici. Ho visto l’incontro a Genova e ha fatto una buona partita. Giocare contro il Genoa in questo momento non è facile. Gasperini ha molti giocatori, ha la possibilità di cambiare modulo di gioco, ha tanta qualità. Il Palermo ha una buona squadra, ha tantissima qualità davanti. Dietro e in mezzo è in linea con molte squadre di serie A”. Imborgia ha poi parlato dell’allenatore rosanero: “Iachini lo conosco bene, è stato, quando facevo l’agente, un mio calciatore prima alla Fiorentina e poi a Palermo. È un ragazzo tenace, una persona seria e un instancabile lavoratore, ha sempre sacrificato molto per il suo lavoro. Lo conosco benissimo, è uno di quelli che si sveglia la notte per pensare a come può migliorarsi. Peppe è un valore aggiunto dal punto di vista della serietà e della professionalità, ma si vede sul campo che la squadra lavora e che l’allenatore gli passa dei concetti che non sono solo dal punto di vista del gioco, perché quelli si possono studiare anche sui libri a Coverciano. C’è una cosa che è riuscito a far passare, e che non tutti gli allenatori riescono a fare, ossia il concetto della maglia, dell’attaccamento, del sacrificio e della passione per il proprio lavoro. Sono tutte cose che Iachini ha nel suo bagaglio, le aveva da giocatore e le insegna da allenatore. Questo secondo me è il frutto vero del Palermo. Sicuramente l’ambiente rispetto ad un po’ di anni fa è molto cresciuto, oggi c’è un clima meno schizofrenico. Ricordo quando ero giocatore e mi sono avvicinato alla prima squadra, anche se ci sono stato solo 4 mesi e l’annata era un po’ complicata da Bellis a Veneranda, un paio di volte sono uscito scortato dalla polizia. Adesso per fortuna queste cose non succedono più e quindi questo equilibrio porta vantaggio in primis ai giocatori che tirano fuori un rendimento migliore”. Come spesso capita quando si interpella un doppio ex, il pronostico viene incanalato verso un salomonico pareggio. E non fa eccezione quello di Imborgia: “Un pronostico è difficile, perché sono rimasto rosanero nel cuore, quindi non è facile. D’altra parte dopo 3 anni a Parma non mi sento di dire niente. Il pareggio sarebbe un buon risultato, più per il Palermo, ma non dimentichiamo che i gialloblù hanno un signore che si chiama Cassano, che non ha nessuno in Serie A.”

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “IMBORGIA A P24: “A PARMA NON CI SONO CONTESTAZIONI: SOLO UN MODO MOLTO EDUCATO DI MANIFESTARE IL PROPRIO DISSENSO. E’ LEONARDI AD OCCUPARSI DEGLI ASPETTI ECONOMICI DEL CLUB”

  • 30 Novembre 2014 in 10:26
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    Adesso, però, sostenere, anche poco esplicitamente, che il Parma debba farsi insegnare da Zamparini come si gestisce in modo virtuoso una società di calcio, è un po come dire che Napoli dovrebbe prendere lezioni di gestione della viabilità urbana…che ne so…da Tunisi o Algeri. Siam messi male, e su questo non ci piove, ma non deve essere il Palermo il modello a cui ispirarsi in futuro.

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