L’ANTIPASTO, di Alessandro Dondi: PARMA-EMPOLI

(Alessandro Dondi) – 7-0 non è solo il punteggio hockeistico con il quale il Parma è stato vergognosamente sconfitto dalla Juventus oramai due settimane orsono, ma anche lo score a vantaggio dei crociati nei precedenti casalinghi contro l’Empoli. Un confronto sulla carta senza storia, con i toscani sempre battuti al Tardini nelle sfide di serie A e capaci di andare in rete in una sola occasione, con Saudati nella sfida di fine  campionato 2006/07 quando il Parma di Ranieri riuscì a festeggiare una miracolosa salvezza. Ma, come si sa, l’attualità è ben distante dai dolci ricordi, e i crociati arrivano a questo match con le ossa rotte sia dal punto di vista fisico – alla già lunga lista degli indisponibili si è aggiunto anche Ghezzal – che dal punto di vista morale, umiliati dalla Juventus e con una società sull’orlo del precipizio. La speranza è quella che i senatori, Lucarelli su tutti, sappiano veramente caricarsi il gruppo sulle spalle, per gettare il cuore oltre l’ostacolo e raccogliere domenica tre punti che, ora come ora, stante il probabile futuro fardello delle penalizzazioni, sono assolutamente necessari per poter ancora tenere accesa la fiammellina della speranza. Difficile in un contesto come questo concentrarsi sulle chiavi tecniche della gara, che vedrà opposta al Parma una formazione fatta di giocatori giovani (Rugani, Verdi …) e meno giovani (Valdifiori, Maccarone…) che esprime un calcio vivace e godibile. Tra gli uomini guidati dall’ex bancario Maurizio Sarri, debuttante in serie A, che scenderanno in campo domenica forti del successo maturato nell’ultimo turno contro la Lazio e di ben quattro punti di vantaggio sugli uomini di Donadoni, troverà spazio Mario Rui, a lungo in orbita Parma e mai tornato alla base.

Un Parma che domenica rischia di presentarsi al via privo di Antonio Mirante, allenatosi a parte in questi giorni, e con l’incognita di chi affiancherà Cassano, anche se la penuria di attaccanti a disposizione lascia presagire un impiego dal 1’ di Belfodil, all’ennesima prova d’appello dopo un inizio di stagione decisamente disastroso. Per il resto possibile la conferma degli uomini scesi in campo a Torino, nella speranza che le motivazioni e l’impegno possano essere decisamente diversi. Come detto l’attuale congiuntura non lascia presagire nulla di buono ed in questo nemmeno la cabala è d’aiuto, giacché l’ultima vittoria dell’Empoli al Tardini data 25 novembre 1984 quando la formazione toscana battè per 1-0 i crociati, anche allora intrappolati nei bassifondi della classifica (allora era serie B) e duramente contestati dalla tifoseria. Certo, domenica è più probabile che ad essere contestati saranno Presidente ed Amministratore Delegato, con il primo già ampiamente – per lo meno a parole sui forum e social network –scaricato da una piazza che fino ad ora lo aveva amato quasi incondizionatamente. Difficile prevedere cosa possa accadere, le voci parlano di un Ghirardi pronto a disertare il Tardini, ma deciso a provare ad imprimere una sterzata alla gestione amministrativa della società. Ma facciamo un passo per volta, ora bisogna concentrarsi sulla gara in programma, che vedrà i crociati affrontare una squadra sulla carta tecnicamente inferiore, ma che riesce a fare dell’ordine e della coesione, oltre che della vivacità, la propria arma di forza, tale da consentirgli di battere la Lazio e pareggiare col Milan, senza dimenticare le fatiche fatte da Juve e Roma per arrivare alla vittoria. Uomo avvisato mezzo salvato: domenica, o si scende in campo con carattere, oppure si rischia di prendere l’ennesima “imbarcata”. Alessandro Dondi

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

14 pensieri riguardo “L’ANTIPASTO, di Alessandro Dondi: PARMA-EMPOLI

  • 20 Novembre 2014 in 10:14
    Permalink

    Mi scusi direttore, ma è necessaria la foto di Dondi che mangia? Mi riesce difficile navigare il sito, soprattutto di prima mattina mi causa grossi problemi di stomaco. Sembra un fotogramma del film “Brutti, sporchi e cattivi” di Ettore Scola.

    Non capisco tutta questa smania di apparire quando non si è propriamente foto/videogenici. Mah. Usi la Maggiulli come standard, che è meglio. Ora la saluto, dato che quel piatto unto e color marrone unito al faccione di Dondi mi ha causato una forte acidità. ArrivederLa direttore Gabriele.

    • 20 Novembre 2014 in 11:15
      Permalink

      Buongiorno Beppe Aronica, sempre che sia il suo vero nome
      Ha ragione, sono brutto e poco fotogenico, sporco in quanto sono ben 5 giorni che non faccio la doccia,ma Sa di questi tempi debbo risparmiare sulle bollette, oltre che di indole assai cattiva. Pertanto non mi preoccupa affatto di averle guastato i meccanismi gastrici. E sono anche smanioso di apparire al punto da esporre al pubblico ludibrio il mio orrendo faccione, debbo anche io realizzarmi in qualche modo, anche noi brutti abbiamo un’anima.
      Non mi scoraggia affatto la sua invettiva, che per maleducazione non è affatto seconda alla mia bruttezza.

      • 20 Novembre 2014 in 11:54
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        Cmq, Alessandro, sempre nel lecito, checché se ne dica, bisognerebbe avere un po’ meno la pelle sottile quando ci si espone al giudizio dei lettori…

        • 20 Novembre 2014 in 13:11
          Permalink

          Non è questione di pelle sottile, qui si tratta di essere maleducati e calcare su tasti che rientrano nella sfera fisica e personale, non sono critiche di un lettore sul mio pezzo bensì voluti attacchi alla persona.

          • 20 Novembre 2014 in 14:40
            Permalink

            Alessandro, ribadisco: quando ci si mostra come personaggi pubblici (e se scrivi su stadiotardini.it o stai dietro al desk a Teleducato lo sei, o lo diventi) si è fatto oggetto di critiche intelligenti o di mormorii stupidi, incluse le prese in giro per l’aspetto fisico (cosa dovrebbe dire Ghirardi, ad esempio, di quello che si sente dire in questi giorni dai tifosi incazzati, o di quello che si sentiva dire dai tifosi del Toro quest’estate, che, nell’invettiva, non mi pare prendano esempio dai fatti, bensì dall’aspetto fisico del medesimo…). In questi casi bisogna essere superiori, e, avere la forza di scherzarci su. Io, notoriamente, sono dotato di una certa canappia, che da ragazzino mi penalizzava nei rapporti con le ragazzine attratte, probabilmente, più da altri miei coetanei più presentabili: ebbene, io del mio naso vado orgoglioso e l’ho reso protagonista di questo sito, facendolo diventare il marchio di fabbrica. E se uno mi dice brutto nasone di merda non mi offendo: tanto l’argomento si commenta da sé.
            Quindi io la prenderei un po’ più dolcemente, perché non si capisce per quale motivo Beppe Aronica dovrebbe attaccarti sul piano personale.
            Cordialmente
            Gmajo

    • 20 Novembre 2014 in 12:31
      Permalink

      Il nostro Alessandro ha avuto la pelle troppo sottile, e già glielo ho rimarcato, però anche lei mi pare abbia uno stomacuccio un po’ leggero, eh…
      e poi non è mica sempre domenica. Non posso dispensare la Maggiulli tutti i giorni. Peraltro dovrei vederla più tardi e gliela saluterò…

      E dire che, sinora, non avevo messo neppure l’antipasto, con la foto del Mullah e del suo tovagliolo, tra le cinque in evidenza nella slide. Cosa che farò più tardi, pensando anche a lei… Tanto verso l’ora di pranzo è diverso che a colazione.

      Comunque contro l’acidità digestivo Antonetto. Per i bruciori di stomaco Maalox. Per i casi un po’ più complessi gastro-protettori come Lansox 30, e infine Lucen 40. Se non basta faccia una buona gastroscopia.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 20 Novembre 2014 in 10:19
    Permalink

    Proporrei uno striscione da parte della curva tipo:
    “ABBIAMO SOLO VOI” O “SIETE RIMASTI SOLO VOI” da esporre domenica all’entrata delle squadre in campo. Dobbiamo far unire le 2 cose : i tifosi ed i giocatori. Solo così possiamo ancora sperare in qualcosa…. cosa non so. Ma quando a tavola rimane solo un tozzo di pane… lo si divide sperando che all’ indomani arrivi anche qualche patata.

    • 20 Novembre 2014 in 12:24
      Permalink

      Idea molto romantica, ma va nella direzione di quella retorica già proposta da Francesco Nani di Repubblica del patto sportivo tifosi-squadra. Io, razionalmente, a queste cose non ci credo. E miracoli, simili a quelli così ben descritti da Squarcia nel suo best seller sul Parma 2003-2004 di Prandelli, temo siano irripetibili. Ma sarei ben lieto di esser smentito. Comunque, al di là di improbabili patti, ritengo che sarebbe sufficiente che ognuno facesse il suo, i calciatori giocare con coscienza e da professionisti, i tifosi tifare, senza patti con gli italiani alla Berlusconi Style da Vespa. E comunque una simbiosi di quel tipo non nasce con un patto iniziale precostituito, ma sgorga spontaneo come l’ “alchimia”, sorella nobile della amalgama, quella che Massimino voleva acquistare al mercato…

      Cordialmente
      Gmajo

    • 20 Novembre 2014 in 15:39
      Permalink

      Concordo cn Parmaletale.
      Cmq… se a tavola è restato solo tocco di pane duro, forse è xkè Dondi l’ha usato tutto x cattare su lo bsonto nel piatto bsonto-arabo di cui è ghiotto. Xkè lui divide da buoni fratelli ma musulemani, quindi solo cn loro.
      il mio striscione cmq sarà:
      GHIRO ADOTTAMI! O ASSUMIMI. VEDI TU

  • 20 Novembre 2014 in 12:14
    Permalink

    Fate un bel striscione con scritto: VOGLIAMO GLI SCEICCHI e una bella bandiera del Qatar 🙂

  • 20 Novembre 2014 in 18:04
    Permalink

    Beppe Aronica ….con tut al casè ca ghè pral Perma ghevot etor da fer che guarder in t’a l piat ed Dondi ? E ofendor tra l’etor !!!
    Lunga vita Al mullah Dondi.
    Se voleva essere un pezzo satirico e spiritoso…. allora ritiro tutto.

    • 20 Novembre 2014 in 18:06
      Permalink

      Dondi l’ha presa male, io mi ci avrei fatto su una risata. Ma sai com’è: siccome sta facendo una ferrea dieta, che gli fa saltare il dolce…

I commenti sono chiusi.

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