MANCATA LICENZA UEFA, RISCHIO PENALIZZAZIONE E (DISIN)INFORMAZIONE, intervento di Gabriele Majo

(gmajo) – Uno scambio di commenti, nell’apposito spazio di StadioTardini.it, con il lettore Gianfranco è stato all’origine di alcune mie riflessioni su come gli organi di informazione abbiano spesso disinformato anziché informato i tifosi crociati, contribuendo a far formare loro una opinione sbagliata sui tristi accadimenti della scorsa estate, con il dilagare di alcuni luoghi comuni o errati convincimenti a mio modo di vedere piuttosto distanti dalla verità putativa dei fatti. Riflessioni che vorrei elevare al rango di articolo, per non lasciarle disperse nel solo contenitori di commenti. Spero che coloro che si sentiranno coinvolti nel discorso, anziché fare il mescolino ed adombrarsi (operazione abituale a qualche collega dalla pelle sottile) traggano lo sprone per cercare di onorare meglio la nostra amata professione in altre occasioni.

Io, per quanto concerne la triste vicenda della esclusione del Parma da E.L., ritengo ci sia stata, da parte di taluni giornalisti, come minimo, una abissale ignoranza, se non peggio: mi riferisco a coloro che hanno deliberatamente e acriticamente fatto mala informazione, facendo credere ai tifosi, ad esempio, che quello della mancata Licenza Uefa fosse un falso problema, che facilmente avremmo ottenuto la Licenza nei vari gradi di giudizio che ci sono stati (in base a quali convinzioni lo sapevano solo loro), che i vari tribunali si sarebbero lavati le mani, non giudicando entrando nel merito, ma dichiarandosi incompetenti (quando bastava leggere le sentenze per vedere come i giudici avessero respinto le istanze del Parma); che comunque bastava una multa, quando è notorio che se in una gara d’appalto o in un concorso se non hai i requisiti semplicemente non ti ammettono, ma non è che ti danno delle multe, o non è che ti fanno passare lo stesso pagando una multa, e, con buona pace di Leonardi, come ben spiegato, ad esempio sul dispositivo dell’alta Corte del Coni, la Licenza Uefa è a tutti gli effetti considerato come un concorso; che il Parma potrebbe pagare due volte per lo stesso reato e altre varie amenità…

Io, sugli sviluppi che seguiranno il deferimento, non ho convinzioni o certezze da veicolare ai miei lettori, poiché i pareri che ho raccolto dagli esperti in materia non sempre collimano tra di loro. Per cui ho diversi dubbi: ad esempio perché il Parma dovrebbe subire la penalizzazione di un singolo punto quando i capi di imputazione sono tre, e per gli articoli NOIF e CGS richiamati nel deferimento, per ognuno di questi si rischia minimo (minimo, e non “massimo” come dice Leonardi) un punto di penalizzazione? E’ chiaro che in sede di giudizio il Tribunale Disciplinare può respingere in toto le richieste della Procura o unificare, come se fosse un unico “reato” i tre contestati, e quindi l’evenienza che possa esserci la penalizzazione superiore a un punto mi pare abbastanza palese.

Delle ammende o delle inibizioni a Ghirardi e Leonardi penso che chiunque di noi possa impiparsene: il problema più grave è laddove nei deferimenti si ritiene la società Parma F.C. avere la responsabilità diretta ed oggettiva, per cui, appunto, ballano uno o più punti di penalizzazione.

Sul discorso che la pena deve essere afflittiva si è espresso un avvocato intervistato la scorsa settimana da Radio Parma: tale principio è contenuto nell’articolo 18 CGS, che però non risulta essere tra quelli menzionati nel deferimento. Ma se Leonardi sostiene che il punto di penalizzazione può essere tolto alla classifica della passata stagione una ragione c’è: e cioè che il mancato pagamento dell’Irpef è relativo alle mensilità di ottobre e novembre 2013, e dunque la penalizzazione, a rigore di quanto scritto nell’art 10 comma 3 CGS deve esser scontata nel campionato di riferimento. Tra l’altro risulterebbe che il Parma abbia poi pagato e pare prima dell’esame della seconda commissione, quindi prima della data fatidica del 16 maggio: se il pagamento non fosse mai avvenuto, o dopo, avremmo la matematica certezza che quel punto, se comminato, verrebbe scontato in questa stagione. C’è da dire, però, che a differenza di quanto accade di solito questa contestazione è stata mossa al Parma dopo la vicenda della E.L. e non prima come avrebbe dovuto avvenire se ci fossero stati controlli più efficaci. E il regolamento con relative sanzioni dovrebbe avere la sua efficacia per controlli fatti nei tempi giusti, non in ritardo come in questo caso (la Procura si è mossa dopo segnalazione della Coviscoc, cioè dopo i controlli per la Licenza Uefa: ma erano controlli che dovevano essere fatti prima. Di qui il non sense di una punizione che potrebbe andare a cambiare l’esito della passata stagione.

Io, caro Gianfranco, ho sfruttato il suo assist per esprimermi su un punto che mi sta molto a cuore – e lo dico da giornalista che tiene al comportamento corretto di chi appartiene alla categoria – e cioè la mala-informazione che da questa estate accompagna le tristi vicende legate alla dolorosa esclusione del Parma F.C. dalla partecipazione alla Europa League. Mala-informazione che può avere le origini più disparate, dalla semplice ignoranza (ma prima di scrivere avremmo il dovere di informarci e non attingere ad una fonte che ci può sembrare limpida, quando, invece, è limacciosa) per sfociare nel più bieco servilismo che confina con la malafede.

Ho cercato, nel precedente commento, di ricordare alcune delle rassicurazioni e/o affermazioni che hanno trovato albergo sugli organi di informazione la scorsa estate, che, se non si avesse avuto lo spirito del tifoso anziché quello del giornalista, o l’accondiscendenza benevola verso i vertici societari, si sarebbero dovute evitare, nel rispetto della nostra missione professionale e soprattutto dei fruitori della medesima, alias i lettori, gli ascoltatori, insomma i tifosi.

Ho avuto più volte modo di stigmatizzare l’intervento televisivo di Corrado Di Taranto, inviato dal club a Calcio & Calcio, per rassicurare i tifosi dopo la mancata concessione in primo grado della Licenza Uefa: operazione, quella di rassicurare i tifosi, che ai vertici societari del club di Collecchio sta evidentemente più a cuore rispetto a quella che io non cesserò mai di auspicare di essere più trasparenti, aperti e veritieri verso chi, anche in modo commovente, ripone in loro una enorme fiducia. In quella occasione il D.O. del Parma aveva avuto l’ardire di asserire che la Gazzetta dello Sport aveva riportato una notizia sconclusionata e una bufala, che sarebbero stati costretti a smentire: abbiamo ben visto dopo chi è che ha raccontato canelle. Peccato che poche ore dopo, sul quotidiano cittadino più diffuso e qualificato (lasciamo perdere anche il fatto che sia l’unico) albergasse, per nulla chiosato e anche nella titolazione, il convincimento di Pietro Leonardi che quello della Licenza Uefa fosse un falso problema. Infatti si è visto… Probabilmente lo scopo di tranquillizzare sul breve i tifosi lo si è raggiunto: ma in Europa League il Parma non ci avrebbe più giocato. Lasciamo perdere, poi, come la “teoria del complotto” avesse avuto ampia e articolata diffusione anche al di fuori dai nostri confini, con una sorta di solidarietà pelosa a Ghirardi solo perché si era scagliato contro qualcuno che magari stava sulle scatole a qualche opinionista nazionale, che del Parma, in realtà, se ne impipa, ma che ha potuto attaccare grazie a questa occasione.

Un celebre direttore, che ama cinguettare, ha a propria volta ampiamente contribuito ad instillare nelle menti dei tifosi un concetto sbagliatissimo: quello per cui sarebbe bastata una multa. Fin che queste cose le asserisce il popolino è un conto, ma chi firma testate dovrebbe sapere a menadito che l’esclusione del Parma dalla Europa League non era una sanzione, una pena, una punizione o chiamatela come volete (quello, semmai, sarà la penalizzazione che potrebbe essere comminata dopo il deferimento, nel caso in cui il Tribunale Disciplinare dovesse confermare le richieste che formulerà la Procura Federale), bensì il naturale epilogo o conseguenza di quello che avviene per i comuni mortali nei concorsi o per le comuni aziende nelle gare d’appalto, quando manca un requisito tassativo richiesto e cioè l’esclusione. La multa, insomma, non c’entra un tubo di niente. E non lo dice solo il povero inascoltato vostro Grillo Parlante, bastava che il pluri-direttore di cui sopra leggesse il dispositivo dell’Alta Corte del Coni (a mio modo di vedere, tra i documenti che ho potuto analizzare, il più benevolo verso la posizione del Parma, e comunque quello meglio spiegato, e male aveva fatto Ghirardi a criticare Frattini, che al contrario aveva porto un assist micidiale, secondo me non adeguatamente sfruttato dal collegio legale del Parma, che nei tribunali successivamente aditi ha preferito insistere sulle tesi pregresse) in questo significativo passaggio:
“E’, in tale senso, la costante giurisprudenza del Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna, con cui
si è più volte ribadito che la natura decadenziale dei termini per adempiere a prescrizioni
inderogabili (di tipo A) esclude ogni valutazione soggettiva sulle ragioni che hanno indotto la parte
interessata a non rispettare detto termine.
Se ciò avvenisse, dato il “numero chiuso” delle Licenze UEFA, tale rilevanza del dato soggettivo
potrebbe risultare a scapito degli altri aspiranti, che secondo regole di “par condicio” non hanno
violato alcuna prescrizione sostanziale o temporale inderogabile.
3c) Egualmente, non trattandosi di una “sanzione”, il diniego di Licenze UEFA non è soggetto a
valutazione di “proporzionalita” tra il modesto ammontare della somma tardivamente versata e le
assai più consistenti somme che la soc. Parma ha versato per tutti gli altri adempimenti. Il Manuale
non prevede altro che una conseguenza – non sanzione – e cioè l’impossibilità di concedere la
Licenza”.

Quando dico che si tratta di fare opera di divulgazione, mi riferisco a questo: cioè dire le cose come stanno, non contribuire ad alimentare beceri luoghi comuni, non ultimo quello che non ci sia stato alcun tribunale che abbia dato torto al Parma! Lasciamo perdere il fatto che lo sostenga Leonardi, che è parte in causa: ma i giornalisti avrebbero il preciso dovere di documentarsi e non riferire tesi campate per aria solo per accondiscendere la società amica o per la quale si fa il tifo. Se uno passa in rassegna tutti i dispositivi vedrà che non è affatto vero che i tribunali si sono dichiarati tutti incompetenti. Si sono dichiarati incompetenti, magari, per parte dei contenuti dei ricorsi, ma non nella totalità, giacché il verbo “respingere” lo troviamo in tutti i dispositivi. E allora perché veicolare ai tifosi, i quali al contrario di noi non sono tenuti a documentarsi e a leggere bene le cose, il falso convincimento che tutti i giudici si siano dichiarati incompetenti, giocando, tra l’altro, sull’equivoco naturale che scaturisce da quel lessema, cioè che non siano in grado di decidere? E’ chiaro che, se ad esempio, a un tribunale dello sport chiedi dei danni questo ti risponda che non gli compete, così come è palese che se chiedi a un tribunale amministrativo il titolo sportivo questo ti risponda che non c’entra nulla. Ma nel “merito” che gli compete ogni singola corte si è espressa, eccome, altro che lavarsi le mani… Anche se, come rimarcato con grande onestà intellettuale dall’avvocato Malvisi, che non mi pare proprio un “leonardiano”, ci sono stati, in alcune sentenze, dei non sense di natura giuridica che a propria volta lo hanno spinto a parlare di atteggiamenti pilateschi, allorquando il Consiglio di Stato, ad esempio. aveva indicato come tribunale competente il TAS per il fatto che l’Uefa è un organo sovranazionale: peccato, però, che a giudicare il Parma fossero stati solo organi della giustizia sportiva italiana (le due commissioni federali e l’Alta Corte del CONI) .

Per quello che sarà l’eventuale penalizzazione (in questo campionato? Nel prossimo? Un punto solo? più punti?) mi rimangono dei dubbi, pur avendo cercato, a mia volta, di costruirmi una opinione al 360°, in quanto i pareri sentiti, sia pure qualificativi ed autorevoli, non mi hanno trasmesso certezze, al contrario di quelle di Assioma, cui è bastato sentire l’avvocato intervenuto a Palla in Tribuna. E’ chiaro che il principio da lui ricordato che la pena deve essere afflittiva ha una sua logica, tuttavia, nel deferimento, la Procura non ha fatto riferimento a quell’articolo del CGS (Codice Giustizia Sportiva) che è il 18, bensì a un combinato disposto tra le violazioni all’articolo 10 CGS e 85 NOIF: ed è proprio leggendo questi articoli che si evince come se l’infrazione è stata commessa, come in questo caso, per il mancato pagamento Irpef di ottobre e novembre 2013 l’eventuale punto di penalizzazione previsto (come minimo e non come massimo) debba esser scontato nel campionato 2013-2014, anche se la cosa non ha senso. Ma non ha senso, neppure, che per accorgersi di questa presunta violazione sia stato necessario l’esame per la Licenza Uefa e non quelli ordinari precedenti cui di solito si applica l’articolo 10 CGS e che aveva più volte spinto Ghirardi e Leonardi a dire che non ci avevano dato punti di penalizzazione, come a dire che la condotta in un primo momento fosse stata ritenuta corretta.

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

17 pensieri riguardo “MANCATA LICENZA UEFA, RISCHIO PENALIZZAZIONE E (DISIN)INFORMAZIONE, intervento di Gabriele Majo

  • 6 Novembre 2014 in 11:56
    Permalink

    Comunque se non ricordo male il problema sollevato da Leonardi sta a monte, ovvero nel convincimento che l’Irpef sono tutt’ora convinti che non la dovevano pagare in quando non erano stipendi ma incentivi all’esodo o qualcosa del genere se non ricordo male. Poi della pena inflitta ok, ne abbiamo parlato e riparlato, ma il parere a mio avviso sarebbe a monte. Almeno per come l’ho capito io

    • 6 Novembre 2014 in 12:09
      Permalink

      La materia è indubbiamente complessa: per questo, al fine di fare opera di divulgazione, abbiamo cercato di esporre pareri di qualificati professionisti anziché propalare facili populismi.

      Sulla questione prestiti/incentivi all’esodo mi pare che il Parma abbia fatto un po’ di confusione: e penso che proprio le diverse interpretazioni date al proprio operare possano essere all’origine dei provvedimenti degli organi di giustizia sportiva.

      Se si trattava di prestiti, come sostenuto in alcune occasioni, l’Irpef non avrebbe dovuto essere versata: ma, onestamente, chi mai può credere che Ghirardi presti a dei calciatori dei soldi? Mi pare che la cosa sia un po’ inusuale, abbastanza campata per aria… Si tratta di incentivi all’esodo? Mi pare abbastanza chiaro che la regolamentazione degli stessi preveda il versamento irpef seguente ad ogni pagamento di emolumenti ai giocatori esodati. Insomma: la sensazione che io mi sono fatto è che il Parma, scivolato su una buccia di banana, abbia poi cercato in un qualche modo di pezzarla. E poi non sono affatto convinto, come lo è Leonardi, che gli incentivi all’esodo siano contratti da non depositare in Lega, poiché si tratterebbe di transazioni: ma sono comunque transazioni che discendono da un contratto. E se concordi determinate cifre entro una certa data, ma inizi a pagare prima, di pari passo devi versare l’Irpef. L’esiguità della cifra, poi, non c’entra niente, giuridicamente parlando. Il collegio legale del Parma, poi, secondo me si è ostinato su determinate linee (magari per legare l’asino dove vuole il padrone), senza sfruttare adeguatamente certi assist derivanti dalle sentenze, prima di tutte quelle dell’alta Corte. L’unica via di uscita, a mio avviso, poteva essere dettata dal fatto che il Manuale della Licenza Uefa da una parte prevede che se c’è un contenzioso in atto con lo stato per il pagamento di somme puoi anche non versarle perché c’è aperto, appunto, un contenzioso, ma dall’altra non te lo fanno aprire, per via delle date irrevocabili poste: ecco perché il Manuale era ritenuto ingiusto. Ma su questo punto non mi pare che il Parma si sia fatto sentire, preferendo inseguire altre strade…

      Cordialmente

      Gmajo

  • 6 Novembre 2014 in 12:28
    Permalink

    Caro Majo, come ho già scritto in precedenza, Lei è sempre stato l’UNICO giornalista a scrivere la verità dei fatti, e non a riportare pari pari le canelle mostruose spacciate per mesi a ripetizione dagli organi societari del Parma calcio, come invece hanno fatto e continuano a fare altri, che vanno chiamati col loro nome: GIORNALAI.
    La cosa triste è che G & L continuano su quella strada, anziché finalmente ammettere la verità: e cioè che hanno fatto un errore contabile in buona fede che purtroppo è stato pagato a carissimo prezzo sia economico che sportivo, ed è alla base del difficilissimo momento attuale.
    Continuando così a prendere in giro tifosi e città, anziché chieder scusa.

    • 6 Novembre 2014 in 12:35
      Permalink

      Lasciamo perdere giornalai (categoria rispettabilissima) e giornalisti…

      Sul chiedere scusa ai tifosi Leonardi, direi giustamente, attende l’ultimo verdetto che si sa mai possa essere a favore del club crociato. Io, fossi stato in loro, avrei cercato di seguire le strade normali (come hanno fatto tutti coloro che la Licenza Uefa l’hanno ricevuta in prima istanza) anziché inerpicarmi in strade più complesse. Su alcuni punti (anche se io direi che trattasi di ricostruzione “ex post” dopo la scivolata sulla buccia di banana) il Parma può anche avere ragione, come sancito dalla stessa Alta Corte Coni, anche se non mi pare che l’assist sia stato sfruttato adeguatamente.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 6 Novembre 2014 in 13:11
    Permalink

    La situazione è veramente complessa.
    Se io ho un dipendente che mi chiede un anticipo sullo stipendio, gli faccio un bonifico dell’importo che mi ha chiesto e quando emetto la busta paga pago l’irpef sull’anticipo e sul conguaglio.
    Io non so come siano stati stipulati questi incentivi all’esodo ed entro quando andavano pagati ai giocatori.
    Sta di fatto che per la FIGC erano stipendi, per il Parma erano anticipazioni.
    E la materia del contendere è qui.
    Concordo con lei sul fatto che il manuale UEFA è scritto proprio male.
    Se ho un contenzioso aperto con l’agenzia delle entrate, posso avere la licenza anche non pagando; ma se non pago, non posso più aprire un contenzioso perché i termini sono già scaduti.
    E questo è grottesco, perché si può rilasciare la licenza ad una società che non paga, mentre si può negarla ad una società che paga in ritardo.
    Se perdo il contenzioso, cosa può fare la FIGC? Mi revoca la licenza “ex post”? E l’EUFA? Mi dice “guarda, sei in semifinale, ma non puoi giocarla perché hai perso il contenzioso”?
    Un altro aspetto: ma servono 8 mesi per fare una contestazione di questo tipo?
    Se la contestazione arriva subito, mi devono penalizzare nel campionato di riferimento. Ma se il deferimento avviene in ritardo,perchè io dovrei essere penalizzato in una stagione sportiva diversa da quella di competenza?
    La penalizzazione da cosa dipende?
    Dal tempo dell’illecito o dai tempi della giustizia?
    Io non ci capisco più una mazza

    • 6 Novembre 2014 in 14:17
      Permalink

      Pur asserendo di non capirci una mazza, caro Alessandro, mi pare che lei abbia centrato diverse argomentazioni pertinenti, che mostrano come la colpa di una certa situazione non sia tutta da una parte, quella del Parma. Appunto per questo io, fossi stato in Leonardi, a suo tempo avrei evitato di cadere nelle polemiche, nei populismi, nei complottismi, nei j’accuse, cercando di meglio inquadrare quelli che potevano essere gli appigli cui attaccarsi.

      Forse per il discorso penalizzazioni in campionato (che a questo punto sono quelle che contano di più, tralasciando lo spreco di aver gettato alle ortiche gli effetti di un miracolo sportivo ottenuto sul campo) è ancora in tempo, visto che le incongruenze federali (pure da lei identificate) non sono poche.

      Parto dal presupposto che gli organi federali avrebbero dovuto eccepire sulla condotta, ritenuta irregolare, del Parma in sede di prime verifiche della Deloitte ai fini degli effetti sul campionato e non attivare la Procura Federale solo dopo l’esame più approfondito ai fini della assegnazione della Licenza Uefa. A suo tempo sia Ghirardi che Leonardi, poi tardivamente “accontentati” con il recente deferimento, si erano dichiarati in regola non essendo stati sanzionati con penalizzazioni in campionato: non avevano torto, giacché, l’articolo 10 del CGS che prevede penalizzazioni per chi non paga gli stipendi e i contributi Irpef indica date precise per l’applicazione delle sanzioni: e se sono stati ritenuti irregolari i versamenti Irpef dei mesi di ottobre e novembre le sanzioni avrebbero dovute essere applicate nel passato campionato e non oggi, vieppiù che i versamenti, sia pure ritenuti non dovuti, pare siano stati effettuati dal Parma F.C., stando alle dichiarazioni rilasciate, dopo il verdetto negativo della prima Commissione e prima di quello della Seconda. Se il Parma non avesse pagato entro il 16 maggio, allora la sanzione sarebbe stata senz’altro applicabile alla presente stagione, sempre in ossequio a quanto prevede il Codice di Giustizia Sportiva. Dunque il Parma ha ragione a lamentarsi se gli effetti di quella condotta ritenuta irregolare nei mesi di ottobre e novembre dell’anno scorso dovesse avere i suoi effetti nell’attuale campionato per una inefficienza, diciamo così degli organismi di controllo.
      Il discorso del contenzioso con lo Stato per tasse ritenute non dovute, è il “monstre giuridico” di questa situazione come ben sintetizzato da Alessandro: anche se, a mio modo di vedere, l’assist dell’Alta Corte del Coni è stato sfruttato sino lì.
      Infine ha ragione Leonardi a lamentarsi per la data della comunicazione della Covisoc alla Procura Federale per aapertura deferimento cioè il 30 luglio!

      Cordialmente
      Gmajo

      • 6 Novembre 2014 in 14:20
        Permalink

        Domanda stupida ma una spiegazione sul ritardato deferimento potrebbe essere sul fatto che si contesta al Parma la produzione di documentazione non veritiera? Cioè il Parma ha presentato documentazione che a una successiva indagine si è scoperta non corrispondente alla realtà? Parlo da ignorante, of course…

        • 6 Novembre 2014 in 14:50
          Permalink

          Non penso, poiché comunque la documentazione ritenuta non veridica, stando a quanto scritto sul deferimento, sarebbe del 17 febbraio scorso…

  • 6 Novembre 2014 in 13:54
    Permalink

    Penso che sulla questione si sia detto tutto e il contrario di tutto…
    Per me buona parte della confusione è stata creata dal duo Ghirardi/Leonardi… Sono riusciti a creare una cortina di fumo tale che hanno oscurato le poche ragioni che potevano avere…
    Adesso si è aggiunta la questione degli eventuali punti di penalizzazione, con considerazioni da parte di Leonardi un po’ spericolate… Non perchè abbia ragione o meno, ma perchè a questo punto rischia di fare ulteriore figure del cavolo e forse un atteggiamento cauto e silenzioso sarebbe stato utile alla causa crociata…
    Sulla confusione tra licenza uefa e fiscalità italiana, temo sia un effetto dovuto da una parte dalla centralità che la Uefa vuole avere su tutti gli aspetti del mondo pallonaro europeo, dall’altra l’impossibilità di avere una fiscalità univoca in tutta europa sul professionismo sportivo.
    In effetti alcuni adempimenti sono in Italia eludibili fino all’ultimo, mentre se si vuole andare in Europa bisogna saldare ben prima per essere a posto. In questo la Uefa è dura, per evitare che squadre senza requisiti usino le falle del loro sistema politico/fiscale (in certi paesi più che compiacente) per risultare a posto e partecipare alle coppe… Tutto questo ovviamente cozza coi i paesi che danno agevolazioni fiscali enormi allo sport (vedi la Spagna) oppure cercano di fare una cassa enorme con lo sport stesso (la legge del 75% in Francia)…

  • 6 Novembre 2014 in 15:08
    Permalink

    quando ci sara’ la sentenza

    • 6 Novembre 2014 in 15:22
      Permalink

      Una data precisa non si conosce ancora. Ma secondo l’avvocato Malvisi non si dovrebbe andare troppo per le lunghe…

  • 6 Novembre 2014 in 15:31
    Permalink

    secondo me è assurdo ke ce l’abbiano cn noi xkè Ghirardi e buono e presta i soldi ai giocatori poveri. O forse lei Majo preferiva un presidente egoista e pellagrama ke quando vede un giocatore povero ke chiede limosna si gira dall’altra parte o ke quando un giocatore povero ti vuole lavare il vetro al sEmafEro poi non gli da neanche una monetina piccola? Se lei Majo ci ha il cuore come una PREDA il nostro presidente no. E io ne vado fieNo. E secondo me si dovrebbero vergognare le persone ke lo hanno fatto soffrire, ke una volta io l’ho visto piangere. E quando l’ho visto piangere, è stato peggio di quando Ridg di Biutiful ha mollato sua moglie per andare cn quella sgualdrina di Bruc ke secondo me nn gli ha mai voluto veramente bene.
    Ke poi Ghirardi e Leonardi, anke se avevano ragione, si sono sempre detti disposti a pagare una multa. Cm quando lei passa cn il rosso al sEmafEro. Ke la multa non era dovuta, ma loro l’avrebbero anke pagata così, tanto x evitare discussioni, cm quando dici SI SI, e invece pensi NO NO. E poi invece è arrivato il Kairo a parlare con i Vopi e allora si è incasinato tutto.
    A conferma ke abbiamo ragione nessun tribunale ci ha detto AVETE SBAGLIATO. Hanno scritto tante cose….. il comma, il cavillo, l’articolo, tutte cose incomprensibili ke non vale neppure la pena leggere…. ma se lei mi trova testualmente la frase “AVETE SBAGLIATO”, proprio scritta così le darò ragione, altrimenti non potrà che convenire ke NON HANNO DECISO NIENTE e ke ancora oggi nn sappiamo perkè AVETE fatto questo complotto x tenerci fuori dalla Evropa Lik.
    Convinto ke è tutta una bufala, le dico ke riderà bene ki riderà ultimo, e noi ci faremo delle gran ridute al Tribunale Evropeo dei DRITTI dell’Uomo dove nn potranno ke chiederci scusa, con la coda (nn Massimo, sia kiaro) tra le gambe. E lei allora, il Kairo e Garg-Angella vedrete finalmente Ghirardi come il Papa Buono, ke se nn ci fosse lui adesso kissà dove saremmo.
    Per il discorso penalizzazioni invece direi di pagare una multa. O una cena in pizzeria, che sarebbe una cosa + amichevole. Xkè l’amicizia è un valore importante e bisogna esserci amicizia tra di noi. Se no dopo nn lamentatevi della virulenza negli stadi.

  • 6 Novembre 2014 in 15:32
    Permalink

    speriamo di avere abbastanza punti

  • 6 Novembre 2014 in 16:17
    Permalink

    OttIme domande, aggiungo brevemente che sono fatti: 1. Il.Parma ha sbagliato nel non.pagare le ritenute entro.il.31 di marzo, 2. I controllori della covisoc hanno sbagliato la tempistica degli accertamenti, dal momento che la.contestazione avrebbe dovuto esser effettuata entro il 31 marzo. 3. Il regolamento x licenza uefa non contempla il punto 2. Detto cio, e.evidente che il.mancato accertamento ha provocato un danno al parma e fa bene,secondo me, la societa a chiedere un risarcimento. O mi sbaglio?

  • 6 Novembre 2014 in 16:49
    Permalink

    Propongo Marcello in studio a Calcio&Calcio al posto di Boni…fa molto più ridere

    • 6 Novembre 2014 in 17:02
      Permalink

      Avevamo provato a scritturarlo, purtroppo, però, ha declinato la profferta. Primo perché è un venale e voleva farci pagare una multa per averlo, secondo perché ha paura che poi un gruppo ultrà lo proponga per esser premiato al sant’ilario…

  • 6 Novembre 2014 in 21:39
    Permalink

    Direttore,sono contento di aver centrato i “problemi” di questa vicenda. Io le sentenze me le sono lette(non pensavo che la mia laurea in giurisprudenza potesse tornarmi utile in un caso come questo…) e in una di queste(credo quella del Coni), si prospettava una lesione del diritto di difesa, cosa che in effetti vi è stata,dato che non vi è modo di riparare all’errore,visto che quando è stato contestato i termini erano già scaduti.
    La società per me ha toppato in modo clamoroso a livello comunicativo(cosa che capita spesso purtroppo).
    Senza aizzare le folle,bastava spiegare in modo chiaro cos’era successo,senza cercare complotti o nemici.
    Bastava dire”c’è stato questo problema,noi pensiamo di aver ragione e porteremo avanti le nostre ragioni”.

I commenti sono chiusi.

Questo sito web utilizza i cookie di terze parti come ad es. Google Analytics per migliorare e personalizzare la vostra esperienza di navigazione e anche a fini statistici. Continuando ad utilizzare il sito accettate l'utilizzo dei cookie. Nel caso non desideriate l'utilizzo dei cookie potrete effettuare l'opt-out uscendo dal sito o seguendo le istruzioni nella pagina delle informazioni. PIU' INFORMAZIONI...

COOKIE, PRIVACY, TERMINI E CONDIZIONI D'UTILIZZO
Relativi ai domini/siti Stadiotardini.it, Stadiotardini.com, GabrieleMajo.com e Parmacalcio.com di proprietà di Gabriele Majo

>> LA PRESENTE PAGINA NON CONTIENE COOKIE O CODICE DI TRACKING <<

COOKIE
I cookie sono piccoli frammenti di testo archiviati sul suo browser attraverso il sito web che visita. I siti web utilizzano i cookie per memorizzare informazioni sulla sua navigazione, sulle sue preferenze o per gestire l'accesso ad aree a lei riservate.
I gestori dei siti web e i soggetti che attraverso i medesimi siti li installano possono accedere esclusivamente ai cookie che hanno archiviato sul suo browser. Qui può trovare maggiori informazioni sui cookie: http://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
Cookie tecnici che non richiedono consenso
Gabriele Majo, nel corso della sua navigazione sulle pagine dei siti internet del Gruppo, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel browser di navigazione alcuni c.d. cookie, ovvero informazioni che ci consentono di memorizzare alcuni dati utili a: riconoscere che attraverso il suo browser sono già stati visitati i Siti del Gruppo, e registrare e ricordare qualsiasi preferenza che possa essere stata impostata durante la navigazione su tali siti.
Per esempio, Gabriele Majo potrebbe salvare le sue informazioni di accesso, in modo che non debba effettuare la procedura di accesso ogni volta che accede al sito o siti del gruppo collegati; analizzare i Siti del Gruppo e il loro utilizzo e per migliorarne i servizi; memorizzare la sua scelta relativa al consenso all'installazione di cookie di profilazione. L’utilizzo da parte di Gabriele Majo di tali cookie ed i trattamenti ad essi correlati – per sé e/o per le altre società del Gruppo - sono necessari per consentire alle società del Gruppo di renderle disponibili i contenuti pubblicati sui nostri siti in modo efficace e di facile consultazione.
L’utilizzo di tali cookie e lo svolgimento dei trattamenti ad essi connessi, non richiede, ai sensi della disciplina vigente, il suo consenso.

Gabriele Majo, inoltre, installerà sul suo dispositivo e, in particolare, nel suo browser o lascerà installare a terzi alcuni cookie che ci sono necessari per acquisire o far acquisire a nostri partner informazioni statistiche in forma anonima e aggregata relative alla sua navigazione sulle pagine dei siti del Gruppo.
Si tratta, in particolare, dei cookie relativi ai seguenti servizi di analisi statistica per i quali forniamo maggiori informazioni anche per la disattivazione:
Google Analytics
https://support.google.com/analytics/answer/2763052?hl=it
Youtube
Anche per l’utilizzo di tali cookie e per i trattamenti di dati personali ad esso connessi non è necessario, in forza di quanto previsto dalla disciplina vigente in materia di privacy, il suo consenso. Cookie per cui è richiesto il consenso Qualora, inoltre, lei presti il relativo consenso attraverso una delle modalità semplificate descritte nell’informativa breve che le è stata presentata al momento del suo primo accesso su un sito del nostro Gruppo o seguendo le istruzioni che seguono, Gabriele Majo potrà installare e/o lasciar installare a società terze ulteriori cookie, c.d. di profilazione, che hanno lo scopo di aiutare Gabriele Majo – nel suo interesse e/o in quello di altre società del Gruppo - e/o aiutare le società terze qui di seguito elencate a raccogliere informazioni sui suoi interessi ed abitudini così da proporle comunicazioni commerciali, per quanto possibile, di suo interesse o, comunque, coerenti con i suoi interessi.
Come le è già stato fatto presente attraverso l’informativa breve che le è stata proposta all’atto del suo primo approdo su uno dei siti del nostro Gruppo, attraverso le modalità ivi riportate può prestare un consenso unico a che Gabriele Majo e le società terze installino sul suo dispositivo i predetti cookie e pongano in essere i conseguenti trattamenti di profilazione o negare tale consenso a Gabriele Majo ed ogni altra società non utilizzando i servizi dei siti del gruppo.

L'accesso alle pagine dei siti web realizzati e mantenuti da Gabriele Majo (di cui fanno parte i siti indicati sopra) implica per l'utente l'accettazione dell'utilizzo dell'uso dei cookie e delle seguenti condizioni secondo la vigente normativa sulla privacy. In caso l'utente non accetti l'utilizzo dei cookie da parte di Gabriele Majo potrà effettuare l'opt-out abbandonando le pagine dei nostri siti.

Copyright
La documentazione, le immagini, i marchi e quant'altro pubblicato e riprodotto su questo sito è di proprietà della, oppure concesso da terze parti in uso alla Gabriele Majo, così come alle aziende che hanno concesso in licenza software e materiale grafico e multimediale e ne è vietata la riproduzione al pubblico.

Responsabilità di Gabriele Majo
Nessuna responsabilità viene assunta in relazione sia al contenuto di quanto pubblicato su questo sito ed all'uso che terzi ne potranno fare, sia per le eventuali contaminazioni derivanti dall'accesso, dall'interconnessione, dallo scarico di materiale e programmi informatici da questo sito.
Pertanto Gabriele Majo , non sarà tenuta per qualsiasi titolo a rispondere in ordine a danni, perdite, pregiudizi di alcun genere che terzi potranno subire a causa del contatto intervenuto con questo sito, oppure a seguito dell'uso di quanto nello stesso pubblicato così come dei software impiegati.
Le eventuali informazioni comunicate spontaneamente da parte di soggetti terzi al sito potranno essere liberamente usate da Gabriele Majo

Trattamento dei dati personali
L'accesso ad alcune sezioni del sito e/o eventuali richieste di informazioni o di servizi da parte degli utenti del sito potranno essere subordinati all'inserimento di dati personali il cui trattamento da parte di Gabriele Majo (di seguito “Gabriele Majo”), quale Titolare del trattamento, avverrà nel rispetto del D.Lgs. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali” (di seguito il “Codice”) .

La presente informativa ha lo scopo di consentire agli utenti di conoscere, anche prima di accedere alle varie sezioni del sito e di conferire i propri dati, in che modo Gabriele Majo tratta i dati personali degli utenti e sarà comunque necessario che l’utente ne prenda visione prima che egli conferisca propri dati personali compilando gli appositi spazi nelle varie sezioni del sito.

Finalità del trattamento
Secondo le esigenze di volta in volta manifestate dall’utente che accede alle varie sezioni del sito, le finalità del trattamento dei dati personali conferiti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on-line potranno essere le seguenti:

a) consentire la registrazione sul sito, che è necessaria per l’accesso a particolari sezioni del sito stesso e per erogare e gestire i vari servizi offerti;
< b) previo consenso dell’utente e fino alla revoca dello stesso, effettuare attività di marketing (quali, in via meramente esemplificativa ma non esaustiva, invio di materiale promozionale e pubblicitario, svolgimento di connesse analisi sugli utenti registrati, che consentano a Gabriele Majo di migliorare i servizi e prodotti offerti alla propria clientela); e ciò anche a mezzo di e.mail, fax, mms e sms, previo specifico consenso e fino alla revoca dello stesso;
c) inviare newsletter per ricevere aggiornamenti su tutte le novità del sito, ricette, menu, consigli del nutrizionista, e tante altre notizie sui servizi Gabriele Majo (sezione “Abbonati alla newsletter” del sito);
d) rispondere alle richieste degli utenti in relazione a prodotti e servizi Gabriele Majo, alla pubblicità, ovvero al sito (sezione “Contattaci” del sito).

La registrazione degli utenti sul sito non è richiesta per la prestazione di alcuni servizi offerti da Gabriele Majo (ad es., quelli di cui ai precedenti paragrafi c) e d)). Tuttavia, al fine di evadere le eventuali richieste degli utenti riguardanti tali servizi e ordini, essi saranno invitati a conferire dati personali, che saranno trattati per le sole relative finalità e per il tempo strettamente necessario al completamento delle suddette operazioni.
Modalità del trattamento
I dati personali saranno trattati in forma prevalentemente automatizzata, con logiche strettamente correlate alle predette finalità.

Natura del conferimento dei dati personali degli utenti
Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

CHIUDI