OKAKA E CASSANO BERNACCA

foto 3 (7)(Alessandro Dondi) – E’ proprio destino che in un’annata decisamente disgraziata a brillare non siano gli attuali crociati bensì un nutrito manipolo di ex, del quale fa parte a pieno titolo Stefano Okaka, autore di uno straordinario inizio di stagione, consacrato dalla recente convocazione in nazionale. L’attaccante della Sampdoria è il soggetto di una maxi intervista pubblicata oggi sulle colonne della  Gazzetta dello Sport nella quale, in ben due pagine piene, l’inviato Andrea Elefante propone un vero e proprio gioco a carte scoperte. Un Okaka che in campo si trasforma, quasi fosse una sorta di Mister Hyde che diviene Dottor Jekyll, fuori un “bamboccione” e dentro al campo un leone, “una bestia che non guarda in faccia nessuno, con gli occhi che dicono solo una cosa, sempre, ti devo battere e basta”. Verrebbe da dire gli occhi della tigre, facendo nostra imageun’espressione cara al supertifoso Paolo Conti, quegli stessi occhi che oggi i giocatori crociati non hanno ancora mostrato e che lo stesso Okaka non sembrava avere ai tempi della sua esperienza a Parma quando, per sua stessa ammissione, l’unico a “credere in lui e a proteggerlo” era Antonio Cassano, uno che “ha il peso per farlo”. foto 1 (11)Un FantAntonio dipinto come un “meteorologo” che, in tempi di siccità, aveva ampiamente previsto quel diluvio di goal e di prestazioni convincenti scese forti quest’anno sul terreno di Marassi ad opera di Okaka, una sorta di Bernacca del calcio moderno o, se preferite, di Cassandra che anzitempo ha vaticinato sul diluvio di disgrazie, sportive e finanziarie, che quest’anno sta martoriando il povero Parma. I crociati stanno vivendo uno dei momenti più bui della propria storia, così come Okaka ammette di avere vissuto a Parma uno dei momenti più bui della propria carriera, fortemente voluto da Leonardi e Donadoni che poi lo mandano a Spezia “inspiegabilmente, che vuol dire anche senza spiegazioni”. Un anno in prestito a maturare prima del ritorno nel ducato, dove lo fanno allenare sempre da solo, senza spiegargli mai nulla”. Ma per foto 2 (10)uno strano gioco del destino è proprio Donadoni – reo di “averlo trascurato ed inspiegabilmente isolato” –  la chiave di volta per la carriera dell’attaccante blucerchiato, un Donadoni che lo stesso Okaka desidera “ringraziare” appunto perché altrimenti non sarebbe mai arrivato alla Sampdoria e quindi non sarebbe mai esploso. Un destino beffardo quello di tanti ex crociati, in ombra dalle nostre parti e brillanti altrove, e dire che FantAntonio lo aveva previsto, da amico e navigato frequentatore della galassia pallonara aveva anzitempo intravisto in lui quelle nuvole cariche di pioggia che ora scende scrosciante su Marassi e sul Tardini, con la sola differenza che dalle nostre parti si rischia tutti di essere travolti da un vero e proprio crollo, mentre in casa Samp le pioggie rinverdiscono l’erba per i giorni di sole. E chissà che l’amico Stefano non spinga Mihajlovic a rivedere le proprie convinzioni sul Discolo di Bari Vecchia… Mai dire mai… Alessandro Dondi

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

14 pensieri riguardo “OKAKA E CASSANO BERNACCA

  • 29 Novembre 2014 in 15:44
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    Non avete riportato la parte più penosa dell’articolo, ovvero dove dice che è stato penalizzato perché è nero. a Parma discriminiamo, tutti razzisti qui. infatti biabiany, acquah, coly, thuram, asprilla, mboma, … li abbiamo tutti bruciati vivi. soprattutto donadoni con i primi 2, non li ha mai messi in campo e quelle poche volte gli faceva buu buu dalla panchina. ma lascia lì di fare il bambino su là!!! Tutti razzisti a Parma! E poi siamo sicuri che non gli abbiano mai spiegato nulla? O forse è lui che non ce la fa a capire?

    • 29 Novembre 2014 in 17:40
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      Caro Luca,
      Se legge con attenzione l’incipit dell’articolo, che peraltro si riferisce alle ultimissime dichiarazioni rilasciate da Okaka al giornalista al momento dei saluti, potrà notare che l’attaccante della Samp afferma:”fossi stato bianco sarei stato considerato più di quello che sono, un nero deve sempre dare qualcosa in più”. Nello specifico ho volutamente tralasciato di riportare questo passaggio in quanto non funzionale per nulla al contesto del mio modesto articoletto, e peraltro sono dichiarazioni che aprono un fronte vasto sul quale credo non ci sia motivo di entrare, a meno di non voler fare dell’inutile populismo. Anzi, fossi stato nel giornalista GdS queste dichiarazioni, peraltro avulse dal contesto in cui sono state pronunciate, non le avrei riportate in quanto rischiano di far prendere una deriva populistica e di banalizzazione al tema del razzismo nello calcio. D’altra parte però mi corre l’obbligo di sottolinearle un passaggio, o meglio, di invitarla ad una ricostruzione maggiormente attenta e fedele giacché, a meno che io non abbia preso un abbaglio colossale, cosa sempre possibile dal momento che mi trovo fuori casa e impossibilitato a rileggere la GdS,- nel caso mi scuso- non mi pare proprio che Okaka nell’intervista abbia mai fatto alcun collegamento tra la propria buia esperienza parmigiana e motivazioni di “colore”. Mi consenta dunque di dirle, sempre nel lecito checché se ne dica, che trovo la sua ricostruzione un tantinello capziosa, anche se comprendo che si trattasse di un sarcasmo leggermente generalizzato.

  • 29 Novembre 2014 in 16:10
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    Okaka è uno degli attaccanti più scarsi che io abbia visto calcare i prati del tardini in maglia crociata, il fatto che sia stato chiamato in nazionale la dice tutta sullo stato comatoso del nostro calcio

    • 29 Novembre 2014 in 18:48
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      quoto al 100% 🙂
      anzi mettiamoci anche l’altro attaccante passato da Parma… un certo pellè…

  • 29 Novembre 2014 in 17:08
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    Ricordo che si giocava proprio a Genova… E contro l’Albania in amichevole…

  • 29 Novembre 2014 in 17:21
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    Che uno ritenga Okaka forte o scarso non importa, il dato di fatto è che basta mettere i calciatori nelle condizioni a loro ottimali e faranno bene. Okaka e Pellè a Parma non sono stati valorizzato, altrove sì.
    Una nota a margine su un giocatore di proprietà del Parma: anche oggi Bajza ha commesso un paio di papere ed è stato sostituito.

    • 29 Novembre 2014 in 20:46
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      Ne abbiamo visti anche di peggio di centravanti calcare il prato del Tardini tipo Amauri….penso che imbarcarlo al Toro sia stata la miglior operazione di mercato dell’ultimo decennio….

      • 29 Novembre 2014 in 20:57
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        Simone B. oppure Andrea Schianchi? 😛

  • 29 Novembre 2014 in 17:48
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    Io continuo a credere, mi consenta Daniele, che tutto il calcio italiano, dai dirigenti ai tifosi, dovrebbe fare prima di tutto un bagno di umiltà, smetterla cioè di essere tranciante nei giudizi sui calciatori ancora prima che questi scendano in campo. Le faccio un esempio: in quante circostanze lei ha visto Okaka giocare col Parma? Soprattutto, in quali circostanze e con quale continuità? Lo steso discorso vale per Pellé si intende…ma é mai possibile che siano tutti dei bidoni salvo poi cambiare squadra e dimostrare il loro valore? Lungi da me affermare che Okaka sia un fenomeno, ma che possa essere un buon giocatore no,eh? Sempre e comunque la protervia del tifoso deve averla vinta, costa troppo ammettere di essersi sbagliati. Il calcio italiano vive un momento di crisi, non ha campioni in casa e si affida a buoni giocatori come Pellé e Okaka, che ora sono utili alla causa, ripeto sono dei buoni giocatori e non dei campioni, in questo non credo che a Conte sia un visionario e con lui nemmeno Mihajlovic. Francamente, con tutto il rispetto, maggiore miopia fin qui la ha dimostrata un altro tecnico che noi ben conosciamo: Benalouane ad esempio? Ah no vero, un altro brocco dell’orto!

    • 29 Novembre 2014 in 19:59
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      “Okaka è uno degli attaccanti più scarsi che io abbia visto calcare i prati del tardini in maglia crociata” è soltanto un dato di fatto oppure hanno fatto bene a Parma? se prendiamo in considerazione il periodo dal 1990 (primo anno di serie a” ) ad oggi credo che pochi altri attaccanti siano stati peggio di okaka e pellè

  • 29 Novembre 2014 in 20:53
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    “Un nero deve dare sempre qualcosa in più”. Il festival della banalità. Riportando il discorso su binari prettamente tecnici: se è vero che un giocatore non si giudica da un calcio di rigore (cit.), è altrettanto vero che non lo si dovrebbe giudicare nemmeno da una (sola) buona stagione. Okaka non era un bidone prima, non è un fenomeno adesso. È, molto più semplicemente, un giocatore discreto che a Genova ha trovato una squadra ed un contesto che gli permettono di esprimere il suo potenziale (che io considero, per l’appunto, discreto).

  • 29 Novembre 2014 in 21:17
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    Okaka e Pellè due delle peggiori scarpe viste al Tardini. Ma almeno avevano la voglia di sfondare, e alla fin fine hanno avuto ragione loro. Certo che quando sei a Parma e ti vedi scavalcare da un brocco napoletano come Palladino (questo scarso si, nella voglia soprattutto) il morale ti va sotto i tacchi

  • 29 Novembre 2014 in 21:46
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    Pelle giocava spesso dopo se al pubblico dal palato fine del tardini non piaceva è stato ceduto….okaka ha avuto poche occasioni e non ha mai sfigurato….siamo sempre il pubblico che applaudiva AMAURI quando faceva delle rovesciate a centrocampo….comunque a Torino sono molto contenti di lui….che rasa d’un pac….

  • 29 Novembre 2014 in 21:58
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    Okaka è stato il più giovane marcatore della storia del Torneo di Viareggio, è stato il più giovane giocatore italiano a disputare una partita nelle coppe europee, è il più giovane marcatore della storia della coppa Italia, ha debuttato in A a 16 anni e 125 giorni e dopo 9 mesi ha fatto il primo gol in A.
    Che ha dei mezzi è innegabile, ma credo che il suo limite sia che rendo o rendeva solo se indiscutibile, se deve competere con gli altri non ha il carattere per reggere.

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