PERCHE’ IERI NON HO CHIESTO A LEONARDI “DOVE SONO FINITI I SOLDI?” di Gabriele Majo, direttore di StadioTardini.it

(gmajo) – Ieri, dopo aver infestato lo spazio commenti di StadioTardini.it per alcuni giorni, il lettore Maximo – certamente un leonardiano di ferro, al punto da aver fatto venire il sospetto ad altri utenti che si trattasse persino di Pietro Leonardi in persona, da tanto era al corrente di fatti anche riservati (tipo che Imborgia a Collecchio scaldasse la seggiola e che non gli fosse consentito l’ingresso negli spogliatoi, peraltro ricostruzione che a noi non risulta veritiera) – ha deciso di salutare la nostra community e lo ha fatto, come nel suo stile, attaccando il sottoscritto, già bersaglio di insinuazioni calunniose e oltremodo false nei giorni precedenti. Al fine di evitare stucchevoli polemiche, avevo smesso di replicargli, non perché mi mancassero gli argomenti, per carità, ma per non essere io stesso ad alimentare masochisticamente l’antipatico fenomeno. Maximo, tuttavia, come qualche mese addietro aveva già fatto Settore Crociato, mi ha accusato di non avere coraggio di porre domande a Pietro Leonardi quando me lo trovo di fronte, salvo poi muovere critiche sul sito. Ecco cosa ieri aveva postato in proposito:

Ho appena finito di ascoltare la conferenza stampa di Leonardi e devo dire…Caro direttore questo sarà  il mio ultimo messaggio all’interno di questo blog, ma come mi aspettavo da lei un attacco diretto a Leonardi e poi si è messo in coda con due domande da ipocrita? Secondo il mio avviso lei parla parla parla all’interno di questo blog e poi le palle da tirar fuori per fare il mestiere che vanta di saper fare (giornalista), non le tira fuori. Fa’ domandine di poco conto e non si è degnato di tirar una domanda che tutto il popolo voleva chiedere…. “dove sono finiti i soldi”….e che fa’ lei ? Due domandine che anche il più incapace dei giornalisti sapeva fare…. che delusione …. e per fortuna poi che dice ad altri bau bau micio micio… poi quando ha la possibilità di attaccare e dire tutto quello che pensa e che scrive in questo blog… e non parlo solo di articoli ma anche di messaggi, ed ha la fortuna di dirlo in faccia… che fa’ ? Si nasconde dietro il blog e comincia nuovamente ad attaccare”.

A parte che non mi pare proprio ieri di aver attaccato Pietro Leonardi, ma solo di aver rimarcato l’aspetto che maggiormente mi aveva colpito e cioè che aveva voluto (per sua scelta) parlare solo da direttore sportivo e non da amministratore delegato (rinunziando a rispondere ai quesiti – che pure gli erano stati posti – di natura economico-finanziaria).

Il motivo per cui ieri non mi sono fatto portavoce della populistica domanda (che peraltro ritengo essere una insinuazione) “dove avete messo i soldi?” lo avevo spiegato in anticipo, intervenendo in mattinata nello spazio commenti di StadioTardini.it dialogando con un lettore. Risposta poi rieditata in serata da Marcello: “Piantiamola lì con le cazzate alla Boni del tipo chi è scappato con la cassa? Per il semplice fatto che la casa non c’è mai stata. E dentro la cassa ci sono i soldi. Soldi che in cassa non ci sono mai stati, come è ben chiaro quando le cifre e le osservazioni dei revisori sulle possibili tensioni di liquidità sempre manifestatesi.
Le analisi non si fanno guardando solo il calciomercato.
E col malloppo non è sparito nessuno. Sono spariti, ma non con il malloppo”.

A mia difesa, diciamo così, (ma anche dei colleghi, e ancora una volta sottolineo come domande articolate sulla questione societaria siano state poste da Piovani, Gallerani e Intorcia) sarebbe poi intervenuto anche il lettore Andrea M., il quale mi avrebbe offerto il modo di poter replicare diffusamente. E il mio lungo commento di risposta postato stamani h deciso, ora di elevarlo di rango, valorizzandolo, impaginandolo come articolo.

L’intervento di Andrea M:

“Ma come la menate con ste domande. Ma secondo voi se anche qualcuno gli avesse chiesto: ma come si è arrivati a questo punto? O ancora dove sono finiti i soldi? Cosa pensate che avrebbe risposto? Cosa volevate una confessione o un’ammissione di colpe? Dai non siete cosi ingenui da sapere che non avrebbe detto niente già non l’ha fatto con domande di questo genere pensate un po’! Sara solo il tempo e la storia a rispondere per loro e alcune cose non si sapranno mai nel dettaglio”.

La mia risposta:

“Ringrazio Andrea che sul tema delle domande non poste all’Ad mi pare più lucido o meno fazioso e prevenuto rispetto a tanti altri lettori che lo hanno preceduto, soprattutto al meschino soggetto, sedicente Alain Delon, dal nick-name Maximo.
Questi, andato a scuola dal suo mito 
Pietro Leonardi, vorrebbe che durante i question time scorresse il sangue nelle arene, con duelli rusticani fondati sugli insani muro contro muro che hanno a lungo contraddistinto i rapporti tra la dirigenza crociata e i media dissidenti. Debbo riconoscere, però, e la cosa mi fa un immenso piacere, che a furia di dai e dai il Plenipotenziario ha finalmente iniziato, da qualche tempo, a relazionarsi da persona civile, certo non rinunziando alle sue celebri supercazzole o al menare il can per l’aia evadendo le risposte, ma almeno lasciando nel cassetto ubris o tracotanza. Atteggiamento indubbiamente propositivo e lodevole al cospetto del quale, talora, mi sono trovato ad essere un po’ meno severo nei giudizi rispetto a quando faceva l’arrogante.
Già iersera Marcello ha copia incollato un mio precedente commento in cui spiegavo
il perché non mi cimento in quesiti stupidi da indignados del tipo “dove sono finiti i soldi?” per il semplice fatto che secondo me non c’erano neppure prima, e si è forse un po’ troppo abusato del credito. Quel fare il passo più lungo della gamba, quell’essere esageratamente ambiziosi che ha fatto si che il foro si smagliasse sempre di più.
Maximo, ieri, reputava le mie domande deludenti: in ciò, oltre a tradire tutta la sua arroganza, astio e prevenzione nei miei riguardi, palesava anche scarsa lungimiranza e capacità di lettura analitica e razionale delle situazioni, cosa peraltro tipica di chi procede col paraocchi e divide il mondo in buoni e cattivi. Aiuterò lui e gli altri lettori spiegando che se uno interviene al minuto quindici di una conferenza di circa 28’, cioè oltre la metà, gran parte degli argomenti da sviscerare erano stati toccati o almeno sfiorati prima. Che il  Plenipotenziario ieri si fosse spogliato dei suoi panni di Ad per parlare solo da ds  l’ho evidenziato anche nella titolazione del presente servizio. A me non è piaciuta la linea di nascondere le problematiche di natura economico-finanziaria sull’altare della tranquillità che dovrebbe condurre a migliori risultati sportivi (dai quali, convengo, possa derivare una miracolosa scampata morte del club), ma se l’oratore, nonostante le domande dei colleghi (già ho sottolineato nell’articolo che, prima di me, un paio di questioni toste avevano provato a buttarle li sia Piovani che Gallerani e a seguire Intorcia di Repubblica) ha preferito rispettare lo schema che si era preparato non è che gli potessi sparare.
Le mie non erano, comunque, due domandine senza coglioni come le contrabbanda Maximo, al quale, comunque, offrirò alla prima occasione un Franciacorta al Bar Gianni, in quanto hanno lo stesso cercato di fare emergere, al di là della reticenza leonardiana al riguardo, qualche aspetto legato alla bandita questione economico-finanziaria.
La prima, poi da lui deviata sul calciomercato, verteva sulla impossibilità di riuscire a fare coesistere, stante l’attuale proprietà, la necessità di potenziare la squadra, conditio sine qua non per mantenere la categoria,
con l’esigenza impellente di far cassa col player trading, cioè cedendo i pezzi migliori, dal momento che, come ho spesso ribadito, è difficile avere la botte piena e la moglie ubriaca e l’erba voglio non cresce più nel giardino del re (Ghirardi) che ormai è nudo.
La seconda, invece, anche se da lui elusa, verteva sulle differenze sostanziali tra la temporanea (a detta del Ghiro) crisi di liquidità del 17 novembre con quella, ad esempio, di un anno fa che avrebbe poi portato alla famosa esternazione alla Feltrinelli sul diman non c’é certezza. E le differenze sono, come spesso ho scritto su stadiotardini.it, che stavolta è stato gettato il prete nella merda dando in pasto ai giornali la situazione di crisi con i dettagli ad essa correlata e l’acclarato fatto che alle obbligatorietà non si è riusciti a far fronte completamente,
Tutte cose che chi è in palese malafede perché schierato come un partigiano (
Maximo) non può certo capire, perché ragiona solo col vediamo chi ce lo ha più duro. Già ci aveva pensato Settore Crociato diversi mesi fa a tentare di farmi passare per pavido poiché non farei domande a Leonardi quando me lo trovo davanti: il fatto gli è che preferisco condurre la partita secondo il mio stile e lo sterile muro contro muro lo lascio ad altri. Poi c’è chi si meraviglia perché chioso sul sito, ma le pubbliche conferenze stampa mica debbono essere un ring tra Leonardi e il sottoscritto. Pensare così significa avere una visione distorta della realtà. Ed è logico che le mie logorroiche riflessioni le offra su questo quotidiano on line o in tv.
Grazie per avermi dato l’opportunità di approfondire il tema.
Cordialmente
Gmajo”

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MAJO: “LEONARDI HA PARLATO PIU’ DA DIRETTORE SPORTIVO CHE DA AMMINISTRATORE DELEGATO” – Il video della conferenza stampa del Plenipotenziario, upload by COMeSER technology

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

25 pensieri riguardo “PERCHE’ IERI NON HO CHIESTO A LEONARDI “DOVE SONO FINITI I SOLDI?” di Gabriele Majo, direttore di StadioTardini.it

  • 25 Novembre 2014 in 18:16
    Permalink

    Io avrei chiesto come mai il Parma gioca senza una punta di ruolo visto che in serie B ce ne se sono tante e almeno una in più (per fare fronte ad eventuali infortuni) potevamo prenderla

  • 25 Novembre 2014 in 18:32
    Permalink

    ….che dire…..stima profonda!! Avanti così Majo, sperando di poter assistere ad una evoluzione positiva di questa assurda situazione.

  • 25 Novembre 2014 in 19:29
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    Messaggi come quelli di Maximo sono uno dei prodotti peggiori del Leonardismo: l’aver diviso il mondo gialloblù in buoni (quelli per cui l’ad ha sempre ragione) e cattivi ( quelli che non se le bevono proprio tutte e che preferiscono ragionare con la propria testa). Il Leonardismo ha attecchito grazie anche ad una propaganda via web degna della Pravda brezneviana e grazie ai comizi nei Parma Club dove magari qualche sprovveduto ha scambiato una pacca sulla spalla e un cazzeggio in area fumatori con un atto di stima e una investitura per l’esercito dei soldati della Verità (quella dell’Ad naturalmente). Ancora qualche mese e di Leonardi ce ne libereremo, purtroppo non ci libereremo degli effetti del suo governo e dei danni culturali commessi ( beh via culturali… diciamo di mentalità)

  • 25 Novembre 2014 in 19:44
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    una domanda a maximo la vorrei porre io.

    siccome che al naso non ho l’osso (e simone lo sa)

    quest’estate l’ AD ha quasi indetto una conferenza stampa per difendere paletta dalle critiche dei giornalisti dopo la partita persa dall’italia, perche’ a suo dire “se me toccano i miei giocatori me incazzo” ,e dopo due giorni se ne viene fuori Moggi ,riportato da tutti i quotidiani nazionali,con delle dichiarazioni su paletta a livello di querela , non mi pare aver sentito il signore in questione lamentarsi o mi sbaglio ? cos’e’, se ubi major minor non se incazzat ?

    paias

  • 25 Novembre 2014 in 20:41
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    Assio,
    Ma secondo te il Leo l’anno prox rimane a spasso???
    Il Leo come dirigente non si discute…ha dovuto proteggere pubblicamente il suo datore di lavoro…e l’ha presa nel culo…ma lui la squadra c’è la già for the next season…
    Domenica senza ACQUAH si vince te lo dico adesso segnatelo da qualche parte così lunedì ti ricordi!!!!!

    • 25 Novembre 2014 in 20:53
      Permalink

      francamente me ne infischio……via col venticello de roma

  • 25 Novembre 2014 in 20:41
    Permalink

    Non avevano pagato tutto il dovuto neppure l anno scorso, magari per errore in quel caso.
    A chi ti dice che non fai le domande rispondi di imparare a leggere gli striscioni perché domenica, se non son stato io a fraintendere, non si invocava la vendita ma si faceva presente che del magico duo non se ne può più.

  • 25 Novembre 2014 in 20:57
    Permalink

    Direttore, come promessole Domenica ecco che intervengo scrivendole quello che vorrei avere il piacere di chiedere a Leonardi: “perchè non ha ritirato la squadra e sputtanato le altre squadre dopo che il tar non ci ha riammesso in Europa?”
    No, non sono pazzo.
    Gli chiederei questo perchè Leonardi, in qualità di Amministratore Delegato del Parma F.C., durante la cena sociale dell’Associazione Parma Club Petitot disse a me e altre tre persone che se il Tar non ci avesse riammesso lui avrebbe ritirato la squadra e sputtanato le altre squadre che avevano problemi finanziari peggiori dei nostri e che però nessuno ha mai toccato.

  • 25 Novembre 2014 in 21:07
    Permalink

    http://www.parmaquotidiano.info/2014/11/25/e-fallito-il-mobilificio-malvisi/
    solidarietà all’avv. Malvisi.
    Poi dopo dite ke Majo nn porta sfiga, no no. Ieri in trasmissione cn Majo, oggi chiuso il mobilificio.
    W RADIO BASE E LA BIONDA SGALLONATA KE NN PARLAVA MAI.
    ABBASSO MAJO.

    • 26 Novembre 2014 in 07:19
      Permalink

      Ma va a paja Marcello c’le ora…difatti è colpa di Majo se le aziende chiudono e non di mala gestione o di Renzi & Co. e chi vota per lui! Ma per piacere (scusate se sono andato fuori tema!) Sta ben!

      • 26 Novembre 2014 in 09:38
        Permalink

        È bene tener presente che i paradossi ironici di marcello tendono a perculare (verbo stupendo inventato da kitaviv) non certo me, ma i miei detrattori che si avvalgono di comiche argomentazioni…
        Cmq grazie
        Gmajo

        • 26 Novembre 2014 in 09:56
          Permalink

          Allora chiedo scusa a Marcello se non sono stato cosi “illuminato” da capire il suo tono ironico. Pardon!
          Purtroppo ho la mente annebbiata come il cielo sopra Parma, dalla rabbia dato il bellissimo momento che sta passando il nostro Parma!

    • 26 Novembre 2014 in 09:46
      Permalink

      pensa se come AD ci fosse stata la signorina bionda che sgallonava, sai che domande le faceva il majo ?

  • 25 Novembre 2014 in 21:14
    Permalink

    Leonardi non ha detto 3 o 4 volte “di questo ha già parlato il presidente” per non essere pleonastico, l’ha fatto perchè sa che i problemi reali saranno a febbraio e non ora, in febbraio non ci si potrà più nascondere.

    • 26 Novembre 2014 in 20:47
      Permalink

      Salve,

      intanto mi piacerebbe conoscere di più del progetto http://www.sitoweb.ml perché sono venuto a vederlo ma mi pare al momento solo una pagina di prova.

      Per quanto concerne la sua osservazione, io credo, come ho già scritto, che Leonardi si stia circoscrivendo un ruolo più legato alla sfera sportiva e lontano dai conti, di cui potrebbe occuparsi direttamente Ghirardi col cda (prima di tutti Schinelli). La mission è salvare il salvabile (se no ce ne verrebbe una gamba). Secondo quanto mi risulta si starebbe tentando una particolare via di finanziamento per garantire la stagione, con la squadra che sul campo mantenga la serie A. Impresa che se andasse in porto potrebbe esser poi coronata da una cessione di cui si potrebbero buttar giù le basi fin da adesso per poi fare il closing a giugno, se tutto sarà andato bene. Se tutto sarà andato male il Parma si sarebbe ulteriormente indebitato, e con la retrocessione tutto si complicherebbe assi con le conseguenze che mi pare siano abbastanza chiare a tutti.

      Cordialmente

      gmajo

  • 25 Novembre 2014 in 22:04
    Permalink

    Confermando quello che ho postato ieri volevo aggiungere due cose, oltre a non rispondere Leonardi avrebbe avuto l’assit per attaccare sviando ancor di piu l’argomento con la sua solita tiritera che cosi si vuole solo il male del Parma a additando i giornalisti come i cattivi di turno e ancora si sarebbe scatenata una diatriba dialettica che non avrebbe comunque portato a nulla. Per quello che ho potuto capire dai suoi articoli e commenti lei direttore non e’ un giornalista nello stile Cruciani ( per citare il conduttore della zanzara) che fa del battibecco il modo di intervistare che trovo stucchevole e antipatico oltre che inutile perche cosi facendo si vrea solo confusione come vediamo anche in molti confronti politici, lei preferisce, almeno con alcuni personaggi, ascoltare e poi analizzare le risposte. e dopi averle verificate con dei dati oggettivi riportarle facendo notare le eventuali incongruenze. Sicuramente il suo e’ uno stile giornalistico non una mancanza di coraggio perche poi i suoi commenti li espone e senza nascondersi come molta gente fra cui ilfamigerato maximo. Per quanto riguarda quest’ultimo da come scrive e dai suoi post non credo proprio che sia Leonardi ma credo che sia un suo collega magari da lei attaccato e con la scusa di difendere il Leo cerca di metterla in cattiva luce. Si nota infatti molto astio nei suoi confronti e poi sa troppe cose del Parma per essere un semplice tifoso se poi ci mettiamo che allo stadio si trova a due metri da lei e che le stringera la mano in sala stampa credo proprio sia cosi.

  • 26 Novembre 2014 in 08:51
    Permalink

    Majo cosa ne pensa del ritiro di Roma? Non riesco veramente a trovare una logica a questo provvedimento? A Parma forse hanno troppa pressione?Non mi risulta….Si allenano sempre a porte chiuse poi….che senso ha?Mi illumini!

    • 26 Novembre 2014 in 10:30
      Permalink

      Una battuta: forse costa meno che cacciare l’allenatore… Ma una società in spending review può permettersi costi aggiuntivi?

  • 26 Novembre 2014 in 10:56
    Permalink

    Ma possibile che sti giocatori non riescano a trovare una motivazione che faccia scattare ( oltre alla possibile perdita dello stipendio ) la molla per tirar fuori i coglioni e giocare ogni partita alla morte ?
    Prendendone alcuni a caso le motivazioni le avrebbero…
    Mirante: da 4° portiere ai mondiali all’ultima pippa del campionato.
    Santacroce: Da giocatore da lega pro a ultimo treno per una carriera che doveva essere dorata.
    Rispoli: Dimostrare di essere un giocatore che in serie A ci può stare.
    Lucarelli: finire la carriera con una vergogna simile e prevedere le spernacchiate una volta tornato a Livorno (anche da fratello che finora era l’unico della famiglia a far retrocedere il Parma).
    Cassano: a 33 anni stesso discorso per Lucarelli.
    Galloppa: essere ancora un giocatore di calcio.
    Mariga: idem
    Lodi: 2 anni da giocatore di subbuteo
    Belfodil: ma sono davvero diventato così brocco ?
    Palladino: lasema ster.
    Pozzi: visto che mi pagano(? )almeno che faccia vedere che faccia ho.
    Insomma: tra il serio ed il faceto tutti quanti avrebbero motivo di dare tutto. Sempre che non la si voglia far pagare a chi da tempo ti sta prendendo per i culo e ti racconta che Hitler da bambino era un boyscout !!! A quel punto allora alzo le mani…. e mi adeguo.

  • 26 Novembre 2014 in 10:59
    Permalink

    Appunto, quello che mi chiedevo pure io….vedo che non sono l’unico a capirci poco….

  • 26 Novembre 2014 in 13:54
    Permalink

    Majo le do un suggerimento, ma credo che lei il naso l’abbia già infilato a suo tempo… a Udine, come ricordano finanziariamente le gestioni di Leonardi? E a Reggio Emilia? E ad Empoli?
    Non si deve buttar la croce addosso a nessuno, ma dato che qui il Parma rischia di non giocare il derby con la Reggiana perché ripartirà dai Dilettanti (Nei Dilettanti con Cassano, che figata!) io inizierei a indagare.

    • 26 Novembre 2014 in 14:05
      Permalink

      A Udine Leonardi non aveva in mano la gestione finanziaria…

      Cordialmente

      Gmajo

    • 26 Novembre 2014 in 14:36
      Permalink

      Non sono i dilettanti perche’ perdi due categoria e incontri la Regia. Sai i vecchi derby?

I commenti sono chiusi.

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Il conferimento dei dati personali è facoltativo, ma esso è in parte necessario (cioè per quei dati le cui caselle sono contraddistinte da un asterisco) affinché Gabriele Majo possa soddisfare le esigenze dell’utente nell’ambito delle funzionalità del sito. Il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali contrassegnati da un asterisco, in quanto necessari per l'esecuzione della prestazione richiesta, non rende possibile tale esecuzione; mentre il mancato, parziale o inesatto conferimento dei dati personali facoltativi non necessari non comporta alcuna conseguenza.
Categorie di dati personali oggetto di trattamento
Oltre ai dati personali conferiti direttamente dagli utenti (quali nome, cognome, indirizzo postale, di posta elettronica, ecc.), in fase di connessione al sito, i sistemi informatici e le procedure software preposte al funzionamento del sito stesso acquisiscono indirettamente alcuni dati personali la cui trasmissione è implicita nell’uso dei protocolli di comunicazione di Internet.
Tali dati vengono trattati al solo fine di effettuare indagini statistiche anonime.

Categorie di soggetti che potranno venire a conoscenza dei dati personali degli utenti
I dati personali potranno essere portati a conoscenza di dipendenti o collaboratori che, operando sotto la diretta autorità di quest’ultimo, sono nominati responsabili o incaricati del trattamento ai sensi degli artt. 29 e 30 del Codice e che riceveranno al riguardo adeguate istruzioni operative; lo stesso avverrà – a cura dei Responsabili nominati dal Titolare - nei confronti dei dipendenti o collaboratori dei Responsabili.

Ambito di comunicazione o diffusione dei dati personali degli utenti
I dati personali forniti direttamente dagli utenti mediante la compilazione dei moduli on line non saranno comunicati a terzi o diffusi, salvo il caso di inserimento nel sito di nomi di vincitori di eventuali concorsi od operazioni a premio promossi da Gabriele Majo tramite il sito.

Titolare e Responsabili del trattamento
Titolare del trattamento è Gabriele Majo

Responsabili del trattamento sono:
1) Il Sig. Gabriele Majo, titolare del sito
Fornitori di servizi:
Gabriele Majo si avvale di aziende specializzate per quanto riguarda la gestione dei propri server, la connettività, la realizzazione e gestione di software stand alone e web. Gli addetti alla gestione dei suddetti servizi potrebbero entrare in contatto con dispositivi contenenti i dati memorizzati sui nostri server:
1) Gruppo Pegaso di Rodia Maria Teresa, via Abbeveratoia 27a, 43126 Parma, per quanto concerne l’amministrazione e la gestione del sito, e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
2) Euromaster di Roberto Cirianni, Via Agostino Valiero 12, Roma (Rm), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso.
3) OVH Srl Via Trieste, 25 - 20097, San Donato Milanese (MI), per quanto concerne la fornitura e la gestione della connettività internet e la gestione dei server sui quali è ospitato il sito stesso o porzioni di sito.

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