venerdì, Maggio 24, 2024
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UN UOMO IN DUE MAGLIE (CON INTERVISTA) / GIANLUCA TRIUZZI TRA PALERMO E PARMA

(Luca Savarese) – Questa settimana abbiamo scambiato quattro chiacchiere telefoniche con uno che a Parma è transitato una sola stagione, ma che stagione, 1996-97, quella dove il Parma, nella sua storia centenaria, è arrivato, in Italia, al punto più alto, il secondo posto, conquistato con 63 punti, quando la Juve vinse il titolo con 65. C’era Ancelotti in panca, c’era Hernan Crespo al suo primo anno in Italia, e c’era anche un diciottenne proveniente dal Taranto, Gianluca Triuzzi, nato a Taranto il 9 settembre del image1978 e che, in prima squadra, si gustò quei momenti, brevi, ma che ancora ricorda. Punta estrosa, propensa all’assist (a Taranto Riganò deve ringraziare lui se segnava tanto). Dopo l’Emilia ecco la Sicilia col Palermo in C1, dove arriveranno 37 presenze e 10 gol, intervallati dalla sfortunata parentesi a Napoli. Poi Monza, Spezia, ancora Taranto, Pescara, Lanciano Grottaglie e Fragnano.

Da piccolo sognavi di fare il calciatore?

“Certo lo sognavo, l’ho sempre sognato e poi devo dire che il sogno l’ho realizzato”.

Poi, diciottenne, arrivi da Taranto a Parma dove collezioni due presenze, entrambe contro l’Udinese, nel Parma 1996-97, che si classificò a due sole lunghezze dalla Juventus campione d’Italia. Due presenze in un Parma stellare forse sono meglio di dieci in un Parma mediocre?

“Sicuramente, io già mi allenavo con quei mostri sacri, per me è stato davvero un  un sogno, mi hanno insegnato tanto, poi fare anche l’esordio, con quell’allenatore che poi negli anni è diventato il numero uno, non vale doppio, vale cento volte”.

Intuivi che Ancelotti sarebbe diventato un grandissimo allenatore?

“Si: si sentiva che era portato, si vedeva per come parlava con i suoi ragazzi, non lo chiamavamo mister, ma Carletto, poi aveva smesso da pochi anni di giocare”.

Quella è sino ad oggi l’annata dove in A il Parma, in Italia, ha fatto meglio di sempre. Cosa si respirava in quel gruppo, hai qualche aneddoto?

“Io ho fatto il ritiro con la prima squadra, poi quando serviva andavo anche in primavera, ho tanti bei momenti dentro, per esempio mi faceva divertire un sacco Gigi Buffon, numero uno non solo tra i pali, ma anche in quanto a creare allegria”.

Era più forte Crespo o Chiesa?

“Ma, sono paragoni che non si possono fare! Hernan era più una prima punta classica, Chiesa giocava andando spesso a sinistra e a destra, da seconda punta. Erano diversi”.

Venendo alla tua esperienza col Palermo, che venne subito dopo Parma, che sensazioni hai provato a giocare e segnare in maglia rosanero in un periodo in cui lo stadio veniva ancora chiamato la Favorita?

“Mi sono trovato benissimo, al punto che poi tornai, grande piazza, pubblico spettacolare, ho bei ricordi anche della gente”.

Invece per quanto riguarda il presente, ti aspettavi i rosanero così brillanti ed i gialloblù così deludenti?

“Veramente mi aspettavo un Parma brillante, visto lo strepitoso campionato dello scorso anno. Il Palermo, sulle ali dell’entusiasmo della promozione, era più prevedibile avesse questo tipo d’inizio. Mi spiace molto per il Parma, non essere andati in Europa ha inciso in negativo e li ha demoralizzati. Comunque il campionato è ancora lungo, Donadoni è un bravo allenatore”

Domenica pomeriggio, quindi,Gianluca Triuzzi per chi farà il tifo?

“E’ una bella domanda.Sono sempre stato per il bel gioco, non tifo né per il Parma né per il Palermo, ma per il bel calcio, anche se per il Parma soprattutto domenica serviranno punti”.

Come giudichi il calcio italiano di oggi? Qualche pregio, se c’è, e i suoi difetti.

“Pregi ce ne sono pochi, difetti tantissimi. Per fare giocare un ragazzino o deve essere un fenomeno o non lo fanno giocare, in Italia è così, nei settori giovanili non rischiano e vogliono solo vincere:a livello internazionale,così,non stiamo crescendo per niente e si vede; bisogna dare una svolta a questo calcio, e poi troppi stranieri, un italiano magari alcune volte è anche più bravo, ma si ha quasi paura a credere in lui”.

Grazie Gianluca

“Grazie a voi”.

LE PRECEDENTI PUNTATE DI UN UOMO IN DUE MAGLIE, di Luca Savarese

1. MASSIMO AGOSTINI TRA CESENA E PARMA (30.08.2014)

2. FEDERICO GIUNTI TRA PARMA E MILAN (13.09.2014)

3. MATTEO BRIGHI TRA CHIEVO VERONA E PARMA (20.09.2014)

4. FABIO SIMPLICIO TRA PARMA E ROMA (24.09.2014)

5. SALVATORE MATRECANO TRA UDINESE E PARMA (27.09.2014)

6. VALERIANO FIORIN TRA PARMA E GENOA (04.10.2014)

7. ROBERTO BORDIN TRA ATALANTA E PARMA (18.10.2014)

8. MARCO GIANDEBIAGGI (CON INTERVISTA) TRA PARMA E SASSUOLO (25.10.2014)

9. RAFFAELE LONGO TRA TORINO E PARMA (29.10.2014)

10. ADRIANO LEITE RIBEIRO TRA PARMA E INTER (01.11.2014)

11. MARCO MARCHIONNI TRA JUVENTUS E PARMA (08.11.2014)

12. DAVIDE MATTEINI (CON INTERVISTA) TRA PARMA ED EMPOLI (22.11.2014)

 

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

Un pensiero su “UN UOMO IN DUE MAGLIE (CON INTERVISTA) / GIANLUCA TRIUZZI TRA PALERMO E PARMA

  • Emozione Calcio

    In un marasma mediatico, dove molto spesso anche le testate più seguite, a ben guardare, propongono un cumulo di nozioni tranguguiate, qui Savarese mette in mostra le vere qualità del giornalista che sa fare cronaca e approfondimento.
    Una vera emozione per chi vive il calcio con passione.

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