UN UOMO IN DUE MAGLIE (e in tanti rimpianti…) / ADRIANO LEITE RIBEIRO TRA PARMA E INTER

(Luca Savarese) – Le Havre non è solo famosa per il suo porto, nell’Alta Normandia, di fronte alla Gran Bretagna, dove, tra l’altro, è ambientato il film del 2011, Miracolo a Le Havre, ma rischia di passare anche alla storia, soprattutto calcistica, come la nuova destinazione di quello che a Roma chiamavano Imperatore: Adriano. Si, perché il brasiliano, nato a il 17 febbraio del 1982, a trentadue anni, ripartirà probabilmente da Le Havre, dalla Ligue-2, la serie cadetta francese ( per tesserare il brasiliano, è necessario che il club transalpino passi nelle prossime settimane all’imprenditore Maillol, grande estimatore del giocatore) per provare a reinserirsi nel mondo del calcio giocato, uscendo magari definitivamente dai troppi tunnel che gli alcolici a dismisura hanno recato alla sua salute, avvelenando e sgonfiando (o gonfiando) oltre modo il suo fisico, quel fisico che prima con la maglia dell’Inter, poi con la maglia del Parma e poi ancora con quella nerazzurra, ha impreziosito di partite e di momenti unici. Riavvolgiamo la pellicola.

imageAdriano si presenta alle attenzioni dei media con una bomba, per accenderla sceglie il tempio più prestigioso: lo stadio Santiago Bernabeu di Madrid, ed un giorno di festa, la sera del 14 agosto del 2001, vigilia di ferragosto, quando, con una punizione che ben presto diventeranno le punizioni di Adriano, batte i blancos. Non c’è ancora, all’epoca, youtube, ma il filmato fa ugualmente il giro del mondo. E’ nata una stella e gioca nell’Inter. Il imageCorsera l’indomani scrisse così: Forse è stata un’allucinazione, ma ieri sera, al 39’ della ripresa, ci è parso che nell’Inter giocasse Ronaldo. Non era lui, ma uno che, se possibile, in otto minuti ha fatto vedere di poter essere addirittura superiore. Si chiama Adriano Leite Ribeiro, ha 19 anni, e da solo ha fatto vincere l’Inter contro il Real Madrid”. No, non fu un’allucinazione, ma non fu nemmeno una realtà stabile, in grado di spodestare il vero ed unico fenomeno, Luis Nazario de Lima, Ronaldo. L’esordio in A, ça va sans dire, contro il Parma, sul prato dell’Ennio. 9 settembre 2001 (ad undici anni esatti dall’esordio assoluto dei crociati adriano-parmanella massima serie al cospetto della Signora). Rileva al 72’ uno dei marcatori di quel pirotecnico 2 a 2, Nicola Ventola. A gennaio va a Firenze, ma non evita la retrocessione dei viola. Il Parma si fa sotto e coglie l’attimo, Adriano va a costituire una coppia gol sontuosa e ben attrezzata con il rumeno Adrian Mutu. E’ il Parma del primo anno in panchina di Cesare Prandelli. Adriano ed Adrian Mutu si divertiranno e faranno divertire: alla fine diranno 33, come i loro gol: 18 quelli del rumeno, spesso imbeccato dal brasiliano e 15 quelli del brasiliano, che avava Mutu come ispiratore personale. Proprio il 10 maggio 2003, la loro intesa mostrerà tutta la sua bellezza, in una gara contro l’Inter, che nell’anno della mia maturità classica, riuscii ad organizzare bene per viverla intensamente e di sabato, saltai l’ultima ora di italiano, per riuscire ad andare presso l’hotel milanese dove alloggiava quel Parma, ed il giorno dopo, ero al primo arancio a godermi la coppia Adriano-Mutu. Inter in vantaggio con Kallon? Niente problema ci pensano loro due. Adriano mette in mezzo, Mutu mette dentro. Mutu saluta tutti e vola al Chelsea, Adriano resta. Il suo infortunio contro il Brescia il 2 novembre 2004 (data emblematica…) al Rigamonti, lo toglie dai campi, dopo qualcosa come 8 gol nelle prime 8 gare,  però è anche l’assist del destino ad Alberto Gilardino. Intanto, a gennaio, la punta brasiliana fa ritorno all’Inter, dove contribuisce nel raggiungimento del quarto posto dei nerazzurri a danno del Parma, con cui un anno dopo essere stato protagonista, ora la trafigge con una punizione delle sue. In nerazzurro, prima dell’avvento di Ibra, poi di Milito ed Eto’o, era il  puntero  che più esaltava la fantasia del popolo dei bauscia, che se lo godono fino al 2008. Qui, inizia la brusca discesa dell’imperatore (significativa la vignetta a lato tratta da MondoPallone.it), nel giro di pochi anni spodestato dai suoi poteri e incoronato da altre forze, quelli incontrollabili, dei suoi eccessi. San Paolo, un fugace ritorno in nerazzurro, poi le 5 tristi presenze con la Roma, dunque altre brevi partite con il Corinthians, il ritorno al suo primo amore chiamato Flamengo senza mai ridiscendere in campo, fino alle ultime 4 cartucce con la maglia dell’Atletico ParanaenseCon il Parma, il suo bottino fu di tutto rispetto: le presenze furono 37 ed i gol 23, dal primo contro l’Udinese all’ultimo contro il Modena, in mezzo varie perle, come nel derby contro il Piacenza, come la doppietta in casa del Toro, come il colpo di tacco al Milan al Tardini, il 7 aprile del 2003, che mi fece urlare di gioia in un pub a Milano, con energumeni milanisti che mi bruciarono con lo sguardo, quando non c’era ancora Sky e non avendo Streaming, andavo a vedere le gare del Parma a tal  Luna Rossa Pub in via Desenzano a Milano. Ricordo ancora la corsa, assieme al fido Alessandro Patruno che feci fuori dal locale, liberatoria, per celebrare il colpo di tacco di Adriano che aveva battuto un diavolo che un mesetto e poco più in là, avrebbe vinto a Manchester ai rigori la Champions tutta italiana contro la Juve. Allora coraggio Adriano, se decidi di tornare a giocare a calcio, questa volta per te stesso e per la gioia dei tuoi tifosi, fallo seriamente. Lo stadio del Le Havre si chiama Ocèane, e chissà che in quell’oceano, non si possano vedere gocce di un nuovo Adriano. Luca Savarese

LE PRECEDENTI PUNTATE DI UN UOMO IN DUE MAGLIE, di Luca Savarese

1. MASSIMO AGOSTINI TRA CESENA E PARMA (30.08.2014)

2. FEDERICO GIUNTI TRA PARMA E MILAN (13.09.2014)

3. MATTEO BRIGHI TRA CHIEVO VERONA E PARMA (20.09.2014)

4. FABIO SIMPLICIO TRA PARMA E ROMA (24.09.2014)

5. SALVATORE MATRECANO TRA UDINESE E PARMA (27.09.2014)

6. VALERIANO FIORIN TRA PARMA E GENOA (04.10.2014)

7. ROBERTO BORDIN TRA ATALANTA E PARMA (18.10.2014)

8. MARCO GIANDEBIAGGI (CON INTERVISTA) TRA PARMA E SASSUOLO (25.10.2014)

9. RAFFAELE LONGO TRA TORINO E PARMA (29.10.2014)

CLICCA QUI PER LEGGERE LE PUNTATE DI  UN UOMO IN DUE  MAGLIE  DELLA STAGIONE 2013-14

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

One thought on “UN UOMO IN DUE MAGLIE (e in tanti rimpianti…) / ADRIANO LEITE RIBEIRO TRA PARMA E INTER

  • 1 Novembre 2014 in 12:15
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    Adriano: per quanto mi riguarda, uno dei più grandi passati dalle parti di Parma. Se avesse avuto un’altra testa, e non quella che si ritrova, forse a quest’ora sarebbe considerato un top player a tutti gli effetti.

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