AMARCORD di Alessandro Dondi / STEFANO PIOLI IL DIFENSORE GOLEADOR CHE FIRMO’ LA PROMOZIONE DEL PARMA IN B CON LA SANREMESE

(Alessandro Dondi) – Il nostro appuntamento di questa settimana non poteva che essere dedicato a lui, a Stefano Pioli, parmigiano classe 1965, secondo di tre fratelli, uno più vecchio di due anni – Leonardo – e uno – Danilo – più giovane di quattro. Stefano si è avvicinato al calcio quasi per caso, giocando nel cortile di casa quando la madre ha deciso di iscriverlo alla Coop Nordemilia, stessa maglia che vestirà più tardi il fratello Danilo. Stefano si mostra elemento duttile e versatile fin da giovanissimo, un giocatore che può fare lo stopper o il laterale, “persino il libero” dicono i suoi estimatori dell’epoca. A scoprirlo e lanciarlo tra i grandi è Bruno Mora che, da poco subentrato in SCAN_20141204_204822892panchina a Pantera Danova, lo schiera titolare in un’amara domenica di fine febbraio del 1983 quando il Parma viene sconfitto a Carrara per 3-1. Quel giorno la Carrarese si impone sui ducali grazie ad una doppietta di Antonio “Tonino” Di Carlo, centrocampista romano che di lì a qualche stagione vestirà anche la casacca gialloblù. Da quella domenica in avanti per Stefano Pioli si faranno sempre più frequenti le apparizioni in campo – alla fine colleziona ben dieci gettoni di presenza – e da una stagione all’altra brucia le tappe. SCAN_20141204_204822892 - CopiaNell’estate del 1983 approda sulla panchina del Parma Marino Perani, ma le premesse iniziali non sono certo delle migliori giacché il presidente Ceresini, come riportato a caratteri cubitali anche sulla prima pagina della Gazzetta di Parma, dichiara “Non posso più fare pazzie, mi sono già impegnato per tre miliardi e non posso andare oltre”, mentre Sogliano incalza: “Tutti i giocatori sono in vendita: dobbiamo risanare il bilancio e ringiovanire l’organico”. In questo contesto si assiste comunque ad un rafforzamento della sponsorizzazione da parte del Consorzio del Prosciutto di Parma, accompagnato anche dall’ingresso nei quadri societari di alcuni dei “prosciuttai”, sul cui altare Ernesto Ceresini – su intuizione del direttore Sogliano sacrifica la storica maglia crociata, rimpiazzata da una nuova casacca più moderna, quella maglia bianca con le maniche a sottili righe gialloblù – che durerà peraltro fino al 1992 in grado di valorizzare maggiormente il logo dello sponsor. L’inizio in campionato è brillante, cinque vittorie consecutive nelle prime cinque gare convincono la dirigenza ad un ulteriore sforzo economico per portare a Parma l’attaccante Tiziano Ascagni. Un elemento di esperienza che va ad unirsi ad un gruppo estremamente promettente e molto giovane: i vari Murelli, Davin, Salsano, Pin, Farsoni, Di Pietropaolo e lo stesso Pioli non arrivano come età media ai 20 anni. E’ dunque l’anno della linea verde (e sarebbe forse il caso che qualche attuale dirigente studiasse la storia e ne traesse i dovuti spunti). Dopo le cinque vittorie inizia per gli uomini di Perani un periodo buio, in cui comunque Stefano Pioli è titolare inamovibile, tra l’altro sempre presente in campo dal 1’ sino alla gara di Modena del 4 marzo 1984. Al termine della stagione colleziona ben trentadue presenze condite da un solo goal, ma di quelli destinati a restare impressi nella memoria di ogni tifoso del Parma: è l’ultima di campionato, il Parma è di scena a Sanremo, dove si gioca la promozione in serie B, l’atmosfera – intesa quella meteorologica – è da tregenda, il campo è un acquitrino, gli spalti del piccolo stadio sanremese ad Arma di Taggia sono gremiti di tifosi venuti da Parma con tutti i mezzi disponibili, auto, pullman e persino aerei privati. Per i 5.000 tifosi gialloblù sarà una festa, il giovane Stefano Pioli al 23’ sigla il goal della vittoria, che riporta il Parma tra i cadetti. Un ragazzo normale, appena diciottenne, con la testa sulle spalle, che frequenta l’Istituto Sanvitale e gira la città in sella alla sua Legnano, ha appena contribuito ad un impresa sportiva. Il giovanotto dai capelli riccioluti e vaporosi è già pronto al grande salto: a chiamarlo è la Juventus del SCAN_20141204_205217396 - Copiapresidente Boniperti, pronta a sborsare un miliardo di lire per assicurarsi le prestazioni del promettente golden boy parmigiano. Il ragazzo incontra Trapattoni per la prima volta ad una festa dello Juventus Club e le prime parole del mister bianconero sono per i capelli “li devi tagliare, perché ti cadono sulla fronte e così rischi di non vedere bene il pallone quando arriva”. Stefano non si fa intimorire dalla nuova avventura e non sembra sentire il peso della quotazione che gli è stata attribuita, “per me sono soltanto numeri, nel calcio adesso circolano queste cifre, ma non mi lascio condizionare” dichiara in un intervista. La gloriosa e vincente Juventus è il coronamento di un sogno, la grande occasione da SCAN_20141204_204950353non lasciarsi sfuggire, vissuta dal giovane Pioli con il consueto equilibrio che lo contraddistingue, senza lasciar spazio alle facili illusioni: “sono consapevole che andando alla Juventus dovrò fare tanta panchina, ma ad ogni chiamata di Trapattoni mi farò trovare pronto”. Non è facile per un ragazzo così giovane lasciare la propria città, l’affetto dei suoi genitori e soprattutto il clima famigliare della società, ma la sana ambizione di Pioli è l’antidoto migliore per scacciare la nostalgia di casa. Il fascino della Vecchia Signora è ammaliante, non capita a tutti, a diciott’anni specialmente, di approdare alla Juventus e lui ci è riuscito. A Torino esordisce il 22 agosto del 1984, si gioca Juventus-Palermo di Coppa Italia, gara che terminerà sul punteggio di 6-0. Nella sua prima stagione bianconera – in totale saranno tre – vince la Coppa dei Campioni. “È un tipo sveglio, dal gran fisico, ha confermato una certa sicurezza ed offre già un buon affidamento” dice di lui il Trap. L’anno successivo i bianconeri si aggiudicano lo Scudetto, la Supercoppa Europea e l’Intercontinentale. Complessivamente Stefano veste la maglia della Juventus in 57 occasioni , prima di passare al Verona con cui colleziona 42 presenze in due stagioni. Dopo Verona è la volta di Firenze: in viola rimane per ben sei anni, collezionando 189 presenze complessive, condite da una rete e da una promozione in serie A. L’episodio più sfortunato della sua carriera lo vive il 6 novembre del 1994 quando, nella sfida casalinga con il Bari, colpito fortuitamente da un avversario subisce un arresto cardio-respiratorio che lo costringerà ad un ricovero nel reparto di neurochirurgia del CTO di Firenze, da cui sarà comunque dimesso senza gravi conseguenze. Il prosieguo della sua carriera, oramai in una fase discendente, si snoderà tra Padova, Pistoia e Fiorenzuola, per poi concludersi a Colorno, dove disputa la sua ultima stagione al fianco del fratello Leonardo. Ma Stefano non abbandona il mondo del calcio ed inizia subito la carriera di allenatore, dapprima al Bologna come tecnico di Allievi Nazionali e Primavera, poi al Chievo, sempre alla guida della Primavera. La prima occasione come allenatore dei grandi gliela offre la Salernitana, con cui conquista una salvezza in serie B, per poi approdare a Modena, dove resterà per due stagioni collezionando una salvezza ed un’eliminazione alle semifinali dei play off promozione ad opera del Mantova. Nel 2006, ben ventidue anni dopo, fa ritorno al Parma, questa volta come allenatore della prima squadra, chiamato dall’Amministrazione Straordinaria di Bondi a condurre la formazione crociata alla salvezza, impresa peraltro assai difficile viste le deficienze della rosa a disposizione, e andare avanti in Coppa Uefa (nella foto a lato è con il nostro direttore Gabriele Majo, a quei tempi capo ufficio stampa e comunicazione della società ducale, durante una conferenza stampa internazionale). Il girone di andata non è certo soddisfacente, la squadra arranca nei bassifondi, ma Pioli non demorde ed anche grazie all’arrivo di Giuseppe Rossi, riportato a casa in prestito dal suo mentore Gabriele Zamagna, sembra trovare il bandolo della matassa, vincendo in casa contro il Torino. Nel frattempo la società passa di mano, ad acquistarla è un giovane imprenditore bresciano, Tommaso Ghirardi da Carpenedolo, che fin da subito vuole incidere nelle scelte tecniche. A Pioli non basta la vittoria casalinga sulla Fiorentina, l’11 febbraio 2007 il Parma perde 0-3 all’Olimpico contro la Roma e Ghirardi, fermamente deciso ad imprimere una Pioli all Parmasvolta, gli dà il benservito e chiama Claudio Ranieri, allenatore di Pioli ai tempi della Viola, che compirà il miracolo. L’anno successivo subentra sulla panchina del Grosseto, ultimo in serie B con 0 punti, con cui conquista la salvezza. Nella stagione 2008/09 guida il Piacenza ad una tranquilla salvezza e la stagione successiva è sulla panchina del Sassuolo, con cui centra un eccellente quarto posto che gli vale i play-off, poi persi in semifinale contro il Torino. Poi è la volta del Chievo, anche qui salvezza anticipata e quarta migliore difesa del campionato che gli vale la chiamata di Zamparini, il quale però lo esonera anzitempo prima dell’inizio del torneo. Il 4 ottobre del 2011 subentra a Bisoli sulla panchina del Bologna, con cui in due stagione centra un nono ed un dodicesimo posto, il resto è storia dei nostri giorni: prima l’esonero per far posto a Ballardini e questa estate la chiamata della Lazio. Ben tornato Stefano e complimenti per la tua carriera: oggi, però, non giocarci un brutto scherzo… Alessandro Dondi

LE PRECEDENTI PUNTATE DI AMARCORD DI ALESSANDRO DONDI

1. CARLO ANDREA BOCCHIALINI, PARMIGIANO DI NASCITA E PRODOTTO DELLA CANTERA GIALLOBLU’ CROCIATA (04.07.2014)

2. I TORTI DI CASA NOSTRA: PARMA-BARI 3-0, LA NEBBIA E L’ARBITRO PEZZELLA… (11.07.2014)

3. L’INDIGESTO BISCOTTO DI PARMA-VERONA 1974/75 (18.07.2014)

4. HARRY BARBIERI: LA DURA VITA DA “TIFOSO STRAJE” NEGLI ANNI 60 E QUEL LAZIO-PARMA 0-1 CON GOL DELL’INFORTUNATO CORRADI SU RILANCIO DEL PORTIERE RECCHIA (25.07.2014)

5. GISO TOSCANI, UNA VITA DI SACRIFICIO E DEDIZIONE FORGIATA DALLA GUERRA (01.08.2014)

6. LE INDELEBILI ORME DI ARRIGO SACCHI (08.08.2014)

7. I DIFFICILI ANNI ’60: QUEI DERBY COL SAN SECONDO, LA PARMENSE E LA VITTORIA DI VAREDO… (15.08.2014)

7 bis. AMARCORD (STRAORDINARIO): 18 AGOSTO 1987, QUANDO IL PARMA DI ZEMAN BATTE’ IL REAL MADRID (18.08.2014)

8. QUANDO COSTACURTA AZZOPPO’ IMPALLOMENI… (22.08.2014)

8 bis. SOTIRIS NINIS E’ GIA UN AMARCORD… (23.08.2014)

9. IL PORTIERE POLIGLOTTA ANDREA GUATELLI, CRESCIUTO NEL VIVAIO CROCIATO, SOGNA DI POTER TORNARE A VESTIRE LA MAGLIA DEL PARMA (29.08.2014)

9.bis AMARCORD STRAORDINARIO (E A RICHIESTA): A PROPOSITO DI ARLIA, ECCO A VOI MARLIA… (31.08.2014)

10. VITALI, VITALI, PER SEMPRE VITALI… (05.09.2014)

11. LA FUGACE MA SIGNIFICATIVA ESPERIENZA GIALLOBLU’ DI SUPERPIPPO INZAGHI (12.09.2014)

12. MICHELE UVA E LA RIVOLUZIONE DEL DOPO SCALA (19.09.2014

13. SILVANO FLABOREA, MAESTRO DEL TALENT SCOUTING E TUTOR DI GEDEONE CARMIGNANI (26.09.2014)

14. QUEL GOL LAMPO DI SORCE CHE NEL ’91 FRUTTO’ LA VITTORIA DEL PARMA DI SCALA SUL GENOA DI BAGNOLI (03.10.2014)

14.bis  AMARCORD STRAORDINARIO / CRESPO RITROVA CHIESA (DA AVVERSARIO) E LA SUA PRIMAVERA, FINALMENTE, PUO’ BRINDARE AL PRIMO SUCCESSO (04.10.2014

15. MARCO GIANDEBIAGGI, UN TALENTO DI CASA PARMA (10.10.2014)

16. QUELLA CENA A COVERCIANO TRA CERESINI, MOGGI E SOGLIANO, CON RICKY CHE CON UNA STRETTA DI MANO ACCETTO’ PARMA DECLASSANDOSI DI DUE CATEGORIE (17.10.2014)

16.bis AMARCORD STRAORDINARIO – FULVIO CERESINI A STADIOTARDINI.IT: “QUANDO I PROSCIUTTAI SI FECERO RESTITUIRE CON GLI INTERESSI I SOLDI RACCOLTI DA SOGLIANO PER POTENZIARE LA SQUADRA” (22.10.2014)

17. LA CHAMPIONS LEAGUE AL TARDINI, CRESPO ALLA RONALDO E QUEL SUO GOL IN SEMI-ROVESCIATA AL BORUSSIA DI SCALA, PER ZITTIRE I LOGGIONISTI DEL TARDINI… (24.10.2014)

18. GIANFRANCO, IL PARMA 1972-73 E L’INCOMPIUTA DEL CENTENARIO: SERVE UN MUSEO PERMANENTE, CHI NON CONOSCE IL PROPRIO PASSATO NON HA FUTURO (31.10.2014)

19. PIPPO MARCHIORO, ALLENATORE DELLA PRIMA PROMOZIONE IN A DELLA REGGIANA, PRIMA AVEVA GIOCATO E SEGNATO CON IL PARMA… (07.11.2014)

20. PROSCIUTTO DI PARMA (14.11.2014)

21. EMILIANO RUFO VERGA, DALLA GINOCCHIA FRAGILI COME QUELLE DI ROBY BAGGIO, E’ UNO DEI QUATTRO CHE RIUSCI’ A SEGNARE CON LA MAGLIA VERDE DEL PARMA 88-89 (22.11.2014)

22. WALTER BIANCHI, UNO DEI FEDELISSIMI DI ARRIGO SACCHI, CHE AL MILAN ESORDI’ NELLO STESSO GIORNO DI GULLIT E VAN BASTEN (29.11.2014)

22.bis AMARCORD STRAORDINARIO / BELFODIL, SCRITTA OFFENSIVA SUL MURO DI CINTA DI COLLECCHIO, ORA CANCELLATA: PER LA PROPRIETA’ TRANSITIVA “IL MEDICINALE” E’ UN CARRARINO? (03.12.2014)

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

9 pensieri riguardo “AMARCORD di Alessandro Dondi / STEFANO PIOLI IL DIFENSORE GOLEADOR CHE FIRMO’ LA PROMOZIONE DEL PARMA IN B CON LA SANREMESE

  • 7 Dicembre 2014 in 07:49
    Permalink

    Avevo 11 anni nel 1988, era un epoca in cui a quell’età ti facevano entrare da solo allo stadio anche se 10000 laziali avevano sfondato i cancelli ed avevano occupato tutto lostadio a parte la nord, una loro vittoria significava promozione così vennero anche senza biglietto, io vado nei distinti come al solito ma i miei vicini erano diversi, nessun parmigiano che io ricordi a parte me era in quel settore, forse qualcuno ma era strapieno di laziali che lo avevano occupato, ero per la prima volta nella mia ancor breve vita totalmente immerso in una popolazione a me aliena e per di più erano in vantaggio di una rete dal quinto minuto ed io bruciavo con intorno questi qua festanti, Di Nicola pareggia in rovesciata da centro area, io mezzo incosciente e mezzo cosciente che non avrebbero picchiato un bambino ho esultato ed i laziali già pronti a festeggiare la serie A delusi che mi guardavano compatendomi. Quando qualcuno segna in rovesciata e vengono mostrati ormai in automatico servizi televisi che fanno vedere vari campioni che fanno quel gesto, a me non può venire in mente che questa, in questo video di youtube la potete apprezzare verso la fine https://www.youtube.com/watch?v=uWxlLGF2GMI

    • 7 Dicembre 2014 in 09:25
      Permalink

      me la ricordo bene,anche se a noi non ce ne fregava niente ho goduto assai

  • 7 Dicembre 2014 in 09:11
    Permalink

    sotto l’acqua ci ha portato in b allora,sotto l’acqua ci riporta in b oggi

    • 7 Dicembre 2014 in 11:24
      Permalink

      Non so se lì a reggio stia piovendo, ma fino a pochi secondi fa qui splendeva il sole

      • 7 Dicembre 2014 in 18:17
        Permalink

        FORZA SAVONA !

  • 7 Dicembre 2014 in 09:14
    Permalink

    Assio a tsi na bela cornacia…..

  • 7 Dicembre 2014 in 09:28
    Permalink

    ti rispondo coi tuoi volatili,il problema e’ che in campo abbiamo dei nadari e sugli spalti degli oconi,vedi che sei in bella compagnia

  • 7 Dicembre 2014 in 11:31
    Permalink

    E giochiamo contro delle acquile…
    Comunque se conosco bene Osso oggi è la volta buona che punta su tutto su Belfodil…
    Dai che il dj la sblocca subito come contro l’Inter e ci spiana la strada….

    • 7 Dicembre 2014 in 18:18
      Permalink

      simo ritieniti esonerato ALLELUIA ALLELUIA 🙂

I commenti sono chiusi.

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