BELFODIL, SCRITTA OFFENSIVA SUL MURO DI CINTA DI COLLECCHIO, ORA CANCELLATA: PER LA PROPRIETA’ TRANSITIVA “IL MEDICINALE” E’ UN CARRARINO?

IMG-20141203-WA0000(Alessandro Dondi) – Nella notte di domenica una mano anonima ha tracciato con vernice blu quasi indelebile sul granito all’esterno del Centro Sportivo di Collecchio la scritta “Belfodil, cane bastardo” (gesto che noi di StadioTardini.it assolutamente stigmatizziamo). A chi mai apparterrà tale mano anonima? Forse ad un tifoso arrabbiato per il comportamento del franco algerino, reo di avere lanciato la maglia nel settore dei supporters avversari – come denunziato dai Boys sul proprio sito internet – invece che ai propri tifosi, che si erano sciroppati 1.000 e rotti chilometri, ed erano stati accolti in un modo non proprio amicale dai siculi, con una aggressione con tanto di lancio di bombe carta, come raccontato dalla Gazzetta di Parma, ma non ancora dagli interessati? Chissà, magari apparterrà a un rampante cinquantenne, ammiratore di Massimo Barbuti e nostalgico degli anni ottanta? I più giovani si chiederanno, parafrasando Mughini, che c’azzeccano gli anni 80 e Barbuti con Belfodil ? Come dar loro torto, giacché viene da chiedersi come sia possibile pensare che chi ha vergato l’elegante epitaffio sulle mura di Collecchio possa essere anche solo lontanamente un ammiratore del grande centravanti che abbatté la ramata. Paragonare Barbuti a un giocatore che, come ha sottolineato Simone Burani (leader dei Danè e capo delegazione del CCPC nella trasferta in Sicilia), è meglio che “vada via da Parma prima possibile perché non ha rispetto per i tifosi”, appare quantomeno mefistofelico.

8283_pr-carrarese6Tuttavia, come direbbe Enrico Boni, mi vedo costretto, in perfetta sintonia con la linea editoriale del Direttore, a propinarvi uno dei miei pistolotti (una sorta di Amarcord Straordinario), pertanto calma e gesso, seduti alla scrivania e affrontate con me un viaggio nel passato: torniamo indietro con la memoria alla stagione 1982/83, quando il Parma milita in serie C, allenato da pantera Danova e sotto la sapiente guida di Riccardo Sogliano per quanto concerne la gestione sportiva. Ci si prepara ad affrontare un campionato lungo e difficile barbuti esultanzacon una squadra profondamente ringiovanita grazie agli innesti di Salsano, Davin, Pioli, Caruso, Farsoni e Albinelli, ma anche decisamente rinforzata dagli arrivi degli esperti Barbuti e Mariani. Sarà l’anno dell’arrivo a Parma di Gedeone Carmignani, ad affiancare come allenatore in seconda, prima Danova, e poi il subentrante Bruno Mora. Il cammino del Parma nelle prime giornate è oltremodo positivo tanto che dopo barbuti ramata 4quattro gare i crociati hanno sei punti, frutto delle vittorie contro Brescia e Spal , 1-0 al Tardini grazie a Cannata su rigore contro le rondinelle, e 0-2 a Ferrara grazie alle reti di Barbuti e Mariani. Il 17 ottobre 1982 è in programma uno scontro al vertice, al Tardini arriva la Carrarese, l’impianto di Viale Partigiani è gremito di sostenitori che cantano e incitano i propri beniamini, con tante coreografie segnate da colorati fumogeni. Al 10’ il Parma passa in vantaggio con il giovane Fausto Salsano ma dopo soli cinque minuti gli ospiti, barbuti ramata 3allenati da Corrado Orrico, pervengono al pareggio. Ma i crociati sono vivi e padroni del gioco, tanto che dopo nemmeno tre minuti mettono di nuovo fuori la freccia, portandosi in vantaggio con Massimo Barbuti, già indiscusso leader ed autentico beniamino dei supporter parmigiani. Non si tratta di un goal come tutti gli altri, bensì di una rete destinata ad entrare nel cuore degli appassionati di fede crociata e non tanto per la realizzazione in sé, quanto per la celebre esultanza del centravanti toscano, passata alla storia barbuti ramata 1per l’arrampicata sulla “ramata” che separala curva dal campo di gioco, recinzione che poi crollerà rischiando di travolgere l’esuberante Barbuti. Siamo di fronte ad una foto simbolo di un’epoca, una delle tante bizzarre ma coinvolgenti esultanze di uno dei più grandi attaccanti ad avere vestito la maglia del Parma. Lo scatto che ha immortalato questa scena mette in evidenza anche uno striscione affisso dai supporter crociati per dare il benvenuto agli ospiti: “Carrarini cani bastardi”.

imageEcco forse spiegate le gesta dell’anonimo emulatore delle vicende di Don Camillo nel film “Don Camillo, monsignore ma non troppo” – famoso per l’episodio in cui Don Camillo, con l’aiuto del marito mette un sacco in testa alla compagna Gisella Marasca, la lega, le leva le mutande e le dipinge le terga di rosso col minio lasciandola poi in un bosco – si tratta certamente di un appassionato della nostra rubrica Amarcord, che ringrazio per l’interessante spunto…

20141203_185547Nella serata odierna il nostro direttore Gabriele Majo – avvisato dal lettore Parmaletale (lo stesso che gli avrebbe poi mandato pure la documentazione fotografica) tramite lo spazio commenti di StadioTardini.it della scritta – è prontamente accorso sul luogo del misfatto per immortalare il raffinato murales, ma ha dovuto costatare, come dimostrano le immagini da lui scattate verso le 19, che l’anonima iscrizione era già stata rimossa (che sia per quello che i giovani rampanti 20141203_185422che hanno seguito oggi gli allenamenti a Collecchio non ne hanno fatto il minimo accenno nei loro interessanti reportage di campo, del resto come il veterano Piovani ieri?) e non fa più bella (bella?!?) mostra di sé all’ingresso del Centro Sportivo. L’opera di pulizia del graffito, sempre a proposito di Amarcord, fa rimembrare quella compiuta vent’anni orsono dai curatori del volume celebrativo di Giorgio Gandolfi, dal titolo “Caro Parma”, in cui compare sì la storica istantanea di quel 17 ottobre 2013, ma depurata SCAN_20141203_221215639(Braghettone style) del signorile epitaffio, sostituito da un più democristiano o politicamente corretto “Barbuti segna per noi”. Tra l’altro l’opera di redenzione compiuta all’interno di detto volume, come è possibile notare dall’immagine scannerizzata dal medesimo, è peraltro graficamente di scarsa qualità – mi perdonino autore e curatori – giacché si nota perfettamente, in trasparenza, l’iscrizione originale… Un dubbio, in conclusione, mi sorge spontaneo: per la proprietà transitiva, l’anonimo pittore voleva forse insinuare che Belfodil è un carrarino? Alessandro Dondi

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

15 pensieri riguardo “BELFODIL, SCRITTA OFFENSIVA SUL MURO DI CINTA DI COLLECCHIO, ORA CANCELLATA: PER LA PROPRIETA’ TRANSITIVA “IL MEDICINALE” E’ UN CARRARINO?

  • 3 Dicembre 2014 in 23:52
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    Chissà se ci sono i soldi per cancellarla.. La toglieranno a gennaio

    • 3 Dicembre 2014 in 23:59
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      Gabriele sei disattento.

      E’ perfino scritto nel titolo che è stata cancellata! Con tanto di foto scattata da me stasera a documentarlo all’interno!

      • 4 Dicembre 2014 in 00:21
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        Mi hai preso in castagna 🙂
        Il colpevole però sarà dura che lo trovino 🙂

        • 4 Dicembre 2014 in 00:23
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          Mah…

          Non è che fossero tantissimi in Sicilia…

          E poi basterà alzare un po’ la soglia dell’età: quella reminescenza è traditrice…

      • 4 Dicembre 2014 in 09:23
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        cancellata ? no ramata ! 🙂

  • 4 Dicembre 2014 in 00:27
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    Se lo trovano, spero che sia per dargli una medaglia

    • 4 Dicembre 2014 in 09:33
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      chissa’ magari e’ in nomination per il premio s.ilario…..d’enza

      • 4 Dicembre 2014 in 09:33
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        ARI ARI ARI OH 😀

  • 4 Dicembre 2014 in 02:55
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    Comunque io scoppio di bombe carta domenica allo stadio o nei pressi dello stadio non ne ho sentite.

  • 4 Dicembre 2014 in 02:56
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    I giornali scrivono a loro piacimento, bisogna vedere cosa dicono i Boys

  • 4 Dicembre 2014 in 06:18
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    Per dovere di cronaca,e sopratutto di verita’ storica, si dovrebbe dire che quello striscione( più un lenzuolo a dirla tutta) venne portato dagli ultras dello Spezia , al tempo nostri gemellati , che erano presenti quel giorno. Infatti in basso a destra si nota chiaramente l’ acronimo U S ( ultras Spezia) . Pietoso e non degno di commento il goffo tentativo di Gandolfi & company di falsificare quella immagine, che pur brutta che sia fa sempre parte di un epoca in cui queste cose erano all’ordine del giorno. Ma d’altronde non e’ la prima volta che libri sul Parma calcio riportano foto errate , il caso più eclatante di falso storico si trova in ” tutto il Parma minuto per minuto , finalmente la serie A”, dove la foto di un gol di Osio in Parma-Reggina 88/89 viene spacciata per quella di Parma-Reggiana 89/90. Ancora complimenti.

  • 4 Dicembre 2014 in 14:24
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    se l’han cancellata subito l’avran scritta con calma…e gesso

  • 4 Dicembre 2014 in 14:32
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    E’ un gesto pessimo, se vero, quello di Belfodil, di certo non è un tifoso del Parma ma il professionista del calcio deve saper gestire e comprendere cosa fare in situazioni del genere, certamente la maglia non avrebbe dovuto buttarla dove ha fatto, però…. però Belfodil è un ragazzo giovane che è evidentemente in una situazione più grande di lui in questo momento e va compatito secondo me, però… però se mi immagino uno di 50 anni che ritorna da Palermo e in nottata dopo un volo in aereo si prende la briga di andare a Collecchio e scrivere un’offesa con la bomboletta ad un ragazzino, provo pietà.
    Spero sia stato un ragazzino a farlo.

  • 4 Dicembre 2014 in 14:45
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    Io esprimo tutta la mia solidarietà ai Boys, ke fanno le riffe e hanno S. Ilario, ke Majo nn ha mai vinto niente, neanke al Luna Pork di Sissa.
    1. La scritta è fatta male e si potrebbe leggere: Belfodil cane baCtardo, cm se fosse stata scritta da un nn italiano, magari un arabo con la barba da islamico, tipo Dondi, il mullah-opinionista, ke guarda caso ha scritto proprio questo articolo (è un caso????)
    2. Guarda caso si parla di cani ke io ho letto ke quelli dellI’ISIS li uccidono.
    3. La prima gallina che ha fatto l’uovo, se i topi ballano e il gatto è fuori, canta. E qui ki è ke ha boffato? Majo, ke guarda caso si fa kiamare il Grillo Parlante (ciò il Grillo ke boffa).
    4. Ke se voi ce l’avete con i cani bastardi, xkè ve lo ha detto l’Altolà Komencini, noi ci voliamo bene. Ke noi i cagnolini bastardini li adottiamo da Lilli e il Vanga-bondo e alla Martinella. Ke quindi kiamare così Belfagor potrebbe essere un messaggio di affetto, per far capire ke ha bisogno di essere adottato. E ke poi lo porti al parco a fare i bisogni e gli tiri le cose e lui te le riporta. E così dopo magari ti riporta anke la maglia.
    5. Ke ai cani nn si danno le polpette avvelenose e neanke le porpette bsonto-arabe di Dondi, piene di dolego della Mekka, che poi muoino di polistirolo.
    6. Ke poi a me questa scritta ke sia offensiva mi pare esagerato. xkè Majo esagera sempre, tipo se gli parli in avtogril e lui si sente aggredito. Ke invece magari è proprio lui, senza S. Ilario, ad aggredire ki il S. Ilario ce l’ha per motivi religiosi o d’individia.
    7. Lei Majo fa delle riffe? dei giUochi a premio? e allora nn sia invidioso di ki ha il S. Ilario.
    8. Invece di fare le proprietà trans-itive, andate cn le donne, ke ALMENO nello spazio commenti an sema miga di culà.

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