DALL’OLIO A STADIOTARDINI.IT: “NON CI BASTA LA CONFERENZA DI DOMANI DI GHIRARDI, VOGLIAMO CHIAREZZA E GARANZIE PER LA CITTA’. SAREBBE MEGLIO UN RESET E RIPARTIRE DA ZERO”

VIDEO INTERVISTA DI GABRIELE MAJO

Consigliere Nicola Dall’Olio, è appena terminato il suo intervento in Consiglio Comunale, la sua comunicazione urgente sul tema del Parma Calcio che, mi consenta, finalmente!, è arrivato nell’aula del Consiglio Comunale, perché, in effetti, c’è estrema preoccupazione e le sue parole sono state piuttosto chiare. Ci può svelare come mai avete deciso di occuparvi di questa tematica?

image“La tematica riguarda, ovviamente, tutti i tifosi, ma riguarda tutta la città: il Parma Calcio è un patrimonio della città e il Comune è direttamente interessato. sia per l’immagine e il simbolo che rappresenta il Parma Calcio, ma anche per il fatto che gestisce delle strutture che sono del Comune. Detto questo noi siamo intervenuti perché ci preoccupa molto la situazione che si è venuta a creare, che è una situazione molto incerta, molto opaca: sappiamo che la società ha grosse difficoltà finanziarie, è fortemente indebitata, era stata presa perché di fatto non aveva debiti, ma di fatto aveva della liquidità e adesso si trova in questa situazione, e ci sembra che ci sia una corsa affannosa a trovare un compratore qualsiasi in un percorso veramente poco trasparente, con vicende poco chiare, contraddizioni.

Quindi, quello che noi chiediamo, è che ci sia la massima trasparenza e che per cercare comunque qualsiasi compratore non si dia poi la possibilità a subentrare a capitali di incerta provenienza, società che non si sa nemmeno se esistano, personaggi equivoci, con cui, fra l’altro, sembra confrontarsi anche il nostro Sindaco, che ha fatto delle dichiarazioni molto affrettate: ci domandiamo con chi ha parlato, forse con il presidente a sua insaputa, perché oltretutto è semplicemente un prestanome. Insomma, gli interlocutori bisogna anche saperseli scegliere.

Crediamo che il Comune, la politica e tutta la città debbano pretendere chiarezza dalla società. La Società deve anche assumersi le responsabilità. Il presidente dice, comunque, di avere le spalle finanziarie forti, e allora che intervenga per far fronte alle esigenze anche dell’immediato, e poi se non ci sono possibilità, se non ci sono compratori, noi crediamo si debba anche fare un percorso di chiarezza, che si possa anche azzerare tutto e ripartire da basi diverse, coinvolgendo, però, a questo punto, chi crede nel Parma Calcio, chi crede nella città, imprenditori solidi, possibilmente del territorio, per ripartire anche su basi nuove e fare chiarezza su una gestione che a questo punto i rivela molto opaca”.

Le ha dato ragione persino l’assessore Marani, che ha detto di essere d’accordo con il suo intervento al 99,9%, anche se abbiamo sentito, invece, qualche mugugno dai banchi della maggioranza…

“Sì, l’assessore Marani ci ha dato ragione, ma il Sindaco, in realtà, si è comportato in tutt’altro modo, perché sembrava felicissimo e avessero già raggiunto tutti gli obiettivi e che avessero chiuso e parlato con i nuovi vertici, che vertici non sono. Crediamo che ci voglia molta più attenzione, da parte dell’Amministrazione Comunale, perché non basta, domani, una conferenza stampa da parte del presidente Ghirardi: noi vogliamo una chiarezza e vogliamo soprattutto garanzie per la città. Non ci possiamo permettere che la società del Parma Calcio vada in mani che non si conoscono, anche a capitali di provenienza incerta o dubbia. A questo punto, piuttosto, davvero facciamo un reset, ripartiamo, ma ripartiamo con persone di cui ci si possa fidare, che conosciamo, solide e che stanno nel territorio”.

CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO CON LA COMUNICAZIONE URGENTE DEL CONSIGLIERE DALL’OLIO E LA RISPOSTA DELL’ASSESSORE MARANI

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

51 pensieri riguardo “DALL’OLIO A STADIOTARDINI.IT: “NON CI BASTA LA CONFERENZA DI DOMANI DI GHIRARDI, VOGLIAMO CHIAREZZA E GARANZIE PER LA CITTA’. SAREBBE MEGLIO UN RESET E RIPARTIRE DA ZERO”

  • 18 Dicembre 2014 in 19:28
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    Oh, finalmente qualcuno che la pensa come il sottoscritto. Fallimento e reset uniche soluzioni, ma ad una condizione: e cioè che chi venga abbia la testa sulle spalle. Basta con le gestioni prive di buon senso e logica…basta per davvero. Meglio le categorie inferiori a zero debiti che farsi ridere dietro da tutta Italia.

    • 18 Dicembre 2014 in 19:38
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      Tutto bellissimo, un solo piccolo problema: dalle categorie inferiori a zero debiti c’ė il caso che non vieni più su, vedi reggiana o piacenza o venezia. Per salire dalle serie minori ti servono più soldi che non mantenere una squadra in A alla chievo

      • 18 Dicembre 2014 in 22:50
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        Ah beh certo, poi però esiste il caso della Virtus Entella, che nel 2007 era in Eccellenza e da lì, grazie a una persona seria come Antonio Gozzi, in 7 anni è arrivata in serie B. E vorrei ricordare che Chiavari è una cittadina di 27000 abitanti, mi pare che la situazione di Parma, sia in termini di numero di abitanti che di economia locale, sia molto più rosea rispetto a quella del golfo del Tigullio, che campa di turismo e ha ZERO industrie. Certo Gozzi è un pezzo grosso dell’acciaio, ma è indubbio che abbia raggiunto i risultati attuali anche grazie ad una programmazione oculata e valorizzando giovani di valore, spesso provenienti dal territorio chiavarese o limitrofo (non a caso, giocatori dell’attuale rosa come il portiere Paroni, il difensore Russo e la punta Moreo facevano parte della squadra già ai tempi, non lontani, della C2).
        Concordo al 100% con Dall’Olio: l’unica speranza per il Parma è resettare tutto, al momento non esistono alternative e ritengo non possano esserci, a causa dell’entità dei debiti causati dalla gestione Ghirardi-Leonardi che rappresenta un ostacolo troppo grande per eventuali compratori.
        Una volta dichiarato fallimento, si potrebbe ripartire dalla serie D con imprenditori del territorio (vedi i vari Dallara, Pizzarotti, Chiesi), e iniziare una logica gestionale mirata al contenimento dei costi e al conseguimento di risultati sportivi in linea col budget a disposizione.
        Poi se invece a qualcuno fa piacere che il Parma diventi la barzelletta del calcio italiano, allora continui pure a tifare per i vari malavitosi russo-ciprioti-albanesi, che tutto hanno in mente meno che il bene del Parma Calcio.

    • 18 Dicembre 2014 in 20:23
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      Ti faccio una rapido riassunto dei presidenti di serie A: Agnelli (storia di famiglia…),Pallotta,De Laurentiis (personaggione),Silvio,Pozzo(guardia di finanza spesso in casa udinese…strano),Squinzi,Preziosi,Zamparini,Della Valle,Lotito,Thoir,Campedelli….persone pulite e al di là di ogni legittimo sospetto che fanno SPORT…..il calcio non è nient’altro che lo spaccato sociale.
      Ripartire da categorie inferiori non significa essere puliti o seri ma solo sintomo di aver perso peso politico nello scenario italiano. (Es: Siena….senza MPS guarda a caso)

  • 18 Dicembre 2014 in 19:39
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    Ma dell’olio fino a 7 giorni fa’ dove si trovava in cambogia ??? Adesso ci mettiamo anche la politica, anzi “politica” a parlare di calcio o forse a farsi una meschina pubblicita’ elettorale come si fa’ spesso ?? Ma dai cari “politici” esistono…(ammesso che lo sappiano)….cose piu’ importanti e di priorita’ assoluta da poter contestare ad una giunta comunale…e non cercare di farsi pubblicita’ perche’ parlando di calcio si va’ immediatamente in prima pagina. Caro dell’olio, cerchi di coinvolgere il sindaco per cose piu’ serie. il calcio, il tifoso, la curva, non ha bisogno di politici o di politica.
    P.s. se il dell’olio voleva il bene del parma….allora poteva intervenire quando non e’ stata concessa la licenza uefa…chiedendo alla fgci o al parma una relazione dettagliata delle motivazioni…perche le ricordo che il parma non andando in europa non solo ha fatto una figura pessima il parma calcio, ma anche una figura pessima parma citta’ e un mancato introito economico per la citta’ di parma (introito economico perche’ basti pensare ai varo tifosi stranieri che sarebbero potuti arrivare a parma…quindi…hotel….ristoranti e negozi).

  • 18 Dicembre 2014 in 19:42
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    A voi del parma non ve ne frega nulla lo fate solo per raccogliere voti

  • 18 Dicembre 2014 in 19:45
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    Ma fallite voi !!. Avete dei problemi, siete fanatici del fallimento.
    E’ come essere dei fan della morte, tranquilli tanto arriva lo stesso, ma se si può allontanare lo si fa finchè c’è una minima speranza di salvarsi. Ho amato il Parma dai tempi della C1 in luoghi esotici come Fano o Busto Arsizio, ci posso anche tornare e ci sarò sempre, ma non anelo certo di tornarci.
    Non vi capisco come non capisco i nostalgici dei derby con la Reggiana… chi continua con queste tirate forse non ha ancora capito che il Parma, pur non avendo lil blasone di Inter o Milan, ha una storia ormai completamente differente dalle nostre vicine padane. Sono fallite Napoli e Fiorentina (e Glasgow Rangres in tempi recentissimi) in tempi recenti e quindi può certo capitare anche a noi, ma da qui ad augurarselo c’è una bella differenza.

    Evito commenti su Dall’Olio per non essere bannato

  • 18 Dicembre 2014 in 19:45
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    si poteva restare anche in serie A ed ora probamente in B con dei proprietari seri….

  • 18 Dicembre 2014 in 20:04
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    Di marzio dice che stanno cambiando nomina apposto di doca…sai qualcosa majo??

  • 18 Dicembre 2014 in 20:10
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    Ma qualcuno ha mai pensato di rovistare fra le carte di questi 7 anni (in Tibet) per capire come si è’ prodotto il buco? Come hanno circolato in entrata e in uscita i soldi(quelli veri non quelli virtuali)?
    Rimango dell’idea che se gratti il Pepito troverai il Peppone

    • 19 Dicembre 2014 in 00:05
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      Caro Alfredo, il problema non è il buco in se, per quanto grande sia, giacché per assurdo il Parma è per davvero una delle squadre con meno debiti, il problema è la possibilità di colmarlo. Mi spiego meglio, il buon Moratti ha lasciato l’Inter dopo averci rimesso di tasca propria 870 mln, Garrone ne ha persi più di 200, Genoa e la “virtuosissima” Udinese hanno anche loro “buchi” consistenti ma al momento sono in grado di garantire l’esercizio finanziario. Quindi la catastrofe di quest’anno non sono i debiti ma il fatto che la proprietà non è in grado di garantirne la solvibilità. Credo che la scomparsa del nonno di Ghirardi, il vero finanziatore del nipote abbia accelerato una situazione che sarebbe comunque saltata fuori prima o poi.

  • 18 Dicembre 2014 in 20:27
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    Oh però adesso sembra che i debiti li abbia solo il Parma! tutte le serietà di calcio chi più chi meno sono murate di debiti e certamente per rimanere o tornare nel calcio che conta i debiti li devi fare … Poi però concordo con voi che questi personaggi mettono i brividi …

  • 18 Dicembre 2014 in 21:00
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    Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca…se vi stanno bene personaggi di dubbia provenienza, poi non lamentatevi se tra 7/8 anni siete di nuovo punto e a capo. Non so se l’Empoli abbia dei debiti e, se sì, quanti ne abbia, ma credo sia una società che nel complesso è bene amministrata. Ecco, è questo il modello cui una realtà come la nostra dovrebbe puntare…e non mi pare che l’Empoli, con una gestione virtuosa dopo l’altra, stia languendo nelle serie inferiori da diversi anni…

    Comunque, godetevela voi la partita di questa sera.

    ps non sono un fan del fallimento, sono un fan delle cose fatte per bene e un nemico dei debiti…

    • 19 Dicembre 2014 in 00:33
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      Inutile girarci attorno, qua, mediamente, se fai una società modello Empoli la gente si lamenta perché capita di retrocedere o si gioca male. Non siamo stati capaci di gederci neppure l anno passato, eravamo abituati male
      Secondo me la serietà sta al primo posto ma non bisogna nascondere che la serie A per i tifosi e la città ha un valore enorme, figuriamoci dover ripartire dal basso, nei dilettanti o in lega pro non basta il nome per risalire

    • 19 Dicembre 2014 in 01:04
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      Luca vorrei ricordarti che non più tardi di due anni fa, fu proprio il Parma a garantire all’Empoli l’iscrizione al campionato con l’operazione Saponara, preso in comproprietà e lasciato in Toscana. Certo era ancora vivo nonno Pasotti, mooooolto più prodigo nei confronti del nipote di quanto non sia stata la madre.

      • 19 Dicembre 2014 in 01:12
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        Non diciamo cavolate, fu anzi l’Empoli a fare da banca al Parma, accettando di venderne una metà sulla base di un gentlemen agreement, con soldi che sarebbero stati pagati con tutto comodo ben dopo il Milan e con un prezzo di favore. Quindi, semmai, fu l’Empoli a farci la carità. E con la loro gestione davvero virtuosa, sia pure umile, non ci sono patemi d’animo di iscrizioni.

        Saluti

        Gmajo

  • 18 Dicembre 2014 in 21:06
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    dall’olio secondo me non ha mai messo piede allo stadio…

  • 18 Dicembre 2014 in 21:28
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    Dall’olio è un profittatore

  • 18 Dicembre 2014 in 21:37
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    Direttore siamo già sotto di due goal e le dico la verità non sto male come sempre… Il duo ghirardi e Leonardi mi hanno fatto allontanare l’amore della mia vita…. Bastardi!!!!

  • 18 Dicembre 2014 in 21:46
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    Io penso che un giornalista con un grammo di dignità e un briciolo di rispetto per se stesso diserterebbe l’ennesima farsa in onda domani sugli schermi del Tardini (non punto it). Assistere all’enesimo squallido teatrino di Ghirardi che incolpera’ altri (Korda o il Torino) di avere responsabilità sui disastri compiuti di lui lo assai poco deontologicamente professionale. Sarebbe bellissimo se si presentasse in sala stampa con il suo amico notaio sventolando l’atto di cessione e trovasse la sala vuota. Purtroppo invece temo sarà piena di gente che pendera’ dalle sue labbra.

  • 18 Dicembre 2014 in 21:55
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    Dall’Olio squallido avvoltoio. Pensa a fare opposizione invece di sentenziare. Ripartire dai dilettanti sarebbe una sciagura. Minimo 4-5 anni prima di risalire in serie A. Aspettiamo la conferenza di domani.

  • 18 Dicembre 2014 in 22:11
    Permalink

    Si mobiliti il tifo organizzato domani tutti al tardini alle 18 x sputtanare cicciobello che ci sta prendendo per il culo

    • 18 Dicembre 2014 in 22:19
      Permalink

      Si ma contestazione da mandarlo al suo paesello dimagrito di 90 kg!!!!!

    • 18 Dicembre 2014 in 22:48
      Permalink

      Il modo migliore per farsi prendere per il culo da cicciobrutto è proprio quello di andare domani allo stadio

  • 18 Dicembre 2014 in 22:42
    Permalink

    Sto guardando masterchef e ogni tanto do un occhiata al parma. Fino a poco tempo fa non avrei mai pensato di tradire il mio parma. Questi stronzi hanno rovinato tutto..la squadra è svuotata e I tifosi disinnamorati. Bastardi!

  • 18 Dicembre 2014 in 22:58
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    Non prendiamo gol da 63 minuti. Non male, vero Ghirardi e Leonardi?

    • 18 Dicembre 2014 in 23:38
      Permalink

      Sono a Calcio & Calcio Più e prima al concerto degli ex gialloblù… Mi controlli più che la morosa…

  • 18 Dicembre 2014 in 23:10
    Permalink

    Dall’olio dove sei stato fino ad ora? Nador

  • 18 Dicembre 2014 in 23:48
    Permalink

    figa non mi ricordavo che c era calcio e calcio. mi sintonizzo adesso

  • 18 Dicembre 2014 in 23:58
    Permalink

    Leggo i commenti e devo fare alcune precisazioni. Non frequento lo stadio. Seguo il Parma e il calcio, ma ammetto di essere più appassionato di altri sport: sci, rugby, formula 1. I miei nipoti sono abbonati al Parma come la gran parte dei miei amici. Ma l’attuale vicenda del Parma calcio non riguarda solo gli abbonati e i tifosi. Riguarda tutta la città. E riguarda anche direttamente il Comune di Parma. Chi fa il consigliere comunale, tanto più se all’opposizione, ha il dovere di occuparsi e di intervenire sulle cose che riguardano il Comune e la città. Non c’è bisogno di avere un figlio all’asilo o un parente anziano in casa protetta per occuparsi dei servizi educativi e sociali. E non c’è bisogno di essere stati alluvionati per parlare di piani di protezione civile e casse di espansione. Se un consigliere non interviene sulle questioni che riguardano il Comune e la sua città non fa il suo mestiere. Per quanto riguarda il Parma calcio preferirei anche io che si trovasse un compratore per rimanere in seria A (o più verosimilmente in serie B). Ma questo non deve avvenire a discapito della trasparenza dell’operazione e della tracciabilità dei capitali. Questo non deve servire a coprire una pessima gestione che avrà pure garantito 7 anni a buon livello, ma che ha prodotto più di 60 milioni di debiti dopo avere preso la società con zero debiti e 11 milioni in cassa. Il Parma calcio non può finire in mano a personaggi improbabili e capitali di provenienza dubbia solo per salvare il culo a chi lo ha finanziariamente rovinato. Se le cose stanno così, se non è possibile trovare una cordata di investitori solidi e affidabili, possibilmente del territorio, la mia opinione personale è che si debba resettare tutto, fare luce su debiti e responsabilità, trovare nuovi investitori di Parma con il supporto anche di un azionariato diffuso (ad esempio sotto forma di sottoscrizioni di abbonamenti pluriennali). Si ripartirà dal basso, ma almeno lo si farà in modo pulito, da basi più solide e certe, senza rimetterci l’immagine della società e della città.

    • 19 Dicembre 2014 in 09:53
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      Gentile Dall’Olio, complimenti per averci messo la faccia scrivendo, e complimenti a Majo che ogni giorno regala articoli interessanti.
      Ma veniamo al dunque, io credo che bisogna dividere l’idea dalla realtà adesso le spiego: tutti vorrebbero (condizionale…)avere un patron onesto, mecenate appassionato di sport che voglia condividere con i suoi concittadini gioie sportive, ma mi faccia un esempio in Italia e all’estero di questo? Real,Manchester,Juve,Inter,Milan,Fiorentina Io pensi che se si vuole fare dello sport AGONISTICO ogni società abbia idealmente il dovere di puntare a vincere il più possibile, sinceramente se in Italia si vuole fare calcio servono tanti tanti soldi, e finiamola con discorsi scontati più dell’outlet di Fidenza, più del 70% dei patron hanno avuto processi a carico…Se vogliamo è una triste realtà però è così che funziona.
      Se si vuole fare gli idealisti, il calcio non è lo sport giusto. Con questo non voglio dire di dare in mano il Parma a chicchessia o ad un criminale ma semplicemente constatare che in un mondo del genere chi vi partecipa e si siede ha delle “regole” da rispettare.
      Per piacere, per una volta i politici si mettano realmente a disposizione dei cittadini,senza dichiarazioni vuote e democristiane che suonano tanto bene quanto è pari la loro assenza di utilità, ma utilizzate il famoso “senso pratico” e la “maruga” (testa) in questa situazione; più che parole fate seguire fatti perché per troppo tempo Parma e i Parmigiani sono stati in uno stato di torpore, (dallo stadio con settore disabili fino al buco finanziario…) riprendiamoci e salviamoci la squadra di calcio che è il veicolo d’immagine e di pubblicità maggiore che puoi avere.
      Se Parma è diventata negli anni ’90-00 quello che era ed era conosciuta tanto lo si doveva al Parma AC.

      Ps: Girare il mondo per credere

  • 19 Dicembre 2014 in 00:16
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    Non fa una piega e le va dato atto di essere molto più coraggioso di altri colleghi altrettanto ben remunerati ma si è scordato di replicare a dove eravate negli ultimi 6 mesi. La politica sul Parma si è distinta con interrogazioni parlamentari deliranti (non imputabili a voi) e ora, dopo tanti silenzi e dichiarazioni “superficiali” del sindaco, sentire un discorso come il suo sa molto di presa per il naso

  • 19 Dicembre 2014 in 00:50
    Permalink

    DOVE SONO GLI MPRENDITORI PARMIGIANI

    BARILLA PIZZAROTTI (NON IL SINDACO)

    SE IL PARMA E’ UN BENE COMUNE PERCHE’ TUTTA LA GIUNTA MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE NON TROVANO UNA SOLUZIONE
    A QUELLA CHE GIORNO DOPO GIORNO STA’ DIVENTANDO UNA BARZELLETTA.

    FATTI NON PAROLE

    • 19 Dicembre 2014 in 00:55
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      Non è che possano fare più di tanto, visto che il Parma, comunque resta una società privata; tuttavia, se anziché fare lingua in bocca e giustificare tutto avessero mantenuto un certo rigore sarebbe stato meglio. Ben venga che aprano, finalmente, gli occhi gli amministratori cittadini su una situazione su cui è bene vigilare.

      Cordialmente

      Gmajo

  • 19 Dicembre 2014 in 01:01
    Permalink

    direttore che si sa per domani?

  • 19 Dicembre 2014 in 01:10
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    Caro gabriele stanotte non riesco proprio a dormire ti ho ascoltato in trasmissione ma non pensi che ormai siamo diventati la barzelletta d italia come si fa’ a gestire una societa’ di calcio in quel modo e prendere per i fondelli un intera citta’ e tutti i suoi tifosi per quanto riguarda la partita ormai non mi arrabbio neanche piu’ non ne vale la pena.
    Per quanto riguarda boni, non era lui che qualche mese fa’ santificava ghirardi e leonardi addirittura aveva esibito un finto tatuaggio del presidente in trasmissione un po’ di coerenza no?
    Ha ragione solo quando dice che il tifo organizzato a parma non si mobilita’ mai se questa cosa fosse successa a roma o a napoli questi non uscivano dallo stadio.
    Inutile ascoltare smentite su smentite comunicati farlocchi della societa’ si faccia chiarezza una volta per tutte

    • 19 Dicembre 2014 in 01:17
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      apposta che se io fossi in loro domani non farei proprio niente.

      Non penso che domani possano esser pronti a presentarsi.

      Poi magari mi smentiranno.

  • 19 Dicembre 2014 in 03:54
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    Il Parma e’ lo specchio di un calcio che si deve ancora ridimensionare. Tutte le società (a parte rarissimi casi) sono in perdita e, per importi diversi devono essere ricpitalizzate tutti gli anni. Io non biasimo gli imprenditori locali che non mettono (… Buttano …) via i loro soldi nel calcio. Forse la nostra dimensione non è la serie A e quindi torneremo in una ambito più consono alla nostra città ringraziando per quello che abbiamo vissuto. A meno che’ accettiamo capitali da fuori che arrivano per chissà quale motivo e da chissà chi

  • 19 Dicembre 2014 in 09:19
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    Condivido le parole di Dall’Olio, attenzione però che ripartire da zero vuol dire fallimento e vuole dire che dipendenti, collaboratori e fornitore non prenderebbero un euro di quello che gli spetta e questo per molti di loro immagino sarebbe un grosso problema.

  • 19 Dicembre 2014 in 09:23
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    Incredibile sentire Dall’Olio dire certe castronerie. Ripartire dalla serie D sarebbe una sciagura. Guardiamo i casi di Reggio Emilia, Venezia, ecc. confinate da lustri nelle serie infine (la Regia sarebbe in C2 senza la scandalosa riforma della Lega Pro che ha unito C1 a C2) La certezza di una cordata “sana” e con capitali tracciabili non la si avrebbe nemmeno se a comprare fosse una impresa parmigiana. Lui continua a battere il tasto sulle imprese locali, che non avevano preso in considerazione l’acquisto della squadra nemmeno ai tempi di Bondi, e quindi in serie A e senza debiti, e di una crisi mondiale appena agli albori. Come si può pensare che siano interessati oggi? Solita demagogia di alcuni politici poco pratici. Il male non per forza coincide con cordate estere. Pe ripartire dai Dilettanti c’è sempre tempo. Bisogna far di tutto per mantenere almeno la serie cadetta.

  • 19 Dicembre 2014 in 10:26
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    io vorrei dire basta alla cazzata autolesionista che il parma non è da serie a. che la sua realtà è la serie b. basta! basta! basta! da serie sono coloro che ci hanno rappresentato, la città, la tradizione parma è da serie a e se non lo è parma non vedo come lo possano essere altre 10 squadre attualmente in serie a.

    • 19 Dicembre 2014 in 11:11
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      D’accordo. E l’Empoli, che mi pare amministrato con rigore e buon senso, è la dimostrazione evidente che il suo teorema non è campato per aria. Ciò che però dovremmo capire, e farlo in fretta, è che forse il Parma non può ritornare sui livelli dell’epoca Tanzi. In serie A ci si può stare, con alle spalle una proprietà meno impulsiva di quella attuale, ma per ambire a scudetti e trionfi internazionali, ci servirebbe un magnate russo o uno sceicco. Ecco, ragionevolmente si potrebbe ambire ad un ritorno nelle coppe, ma senza mai trascurare lo stato di salute del bilancio. Poi, si sa, il pallone è rotondo e nel calcio può succedere di tutto, ma in quello di questi anni è francamente difficile poter rivedere una favola come quella dell’Atalanta 1987/1988, giunta in semifinale di Coppa delle Coppe pur essendo una formazione della serie B italiana (ahhhhhhhh, che bello il calcio di una volta). Oggi nel mondo del pallone girano troppi soldi che spesso ne condizionano le dinamiche più di quanto riesca a fare il rettangolo di gioco. Per le favole non c’è più spazio.

        • 19 Dicembre 2014 in 11:37
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          Amore, cerca di venire giù dal pero. Non abbiamo una wild card per l’eternità in A. E ci è già andata troppo bene in altre occasioni. Io spero che si salvi il salvabile, ma togliamoci dalla testa illusioni. Che è meglio.

        • 19 Dicembre 2014 in 11:38
          Permalink

          Beh, questo non è scritto da nessuna parte, se permette. Fiorentina e Napoli son ripartite dalla serie C, e stiam parlando di due realtà che giustamente o meno (secondo me ingiustamente) ‘pesano’ molto di più rispetto al Parma. Perché non dovrebbe ripartire dal basso anche la nostra squadra?

  • 19 Dicembre 2014 in 10:34
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    da zero ci partano quelli che non hanno mai sostenuto VERAMENTE il parma. PARMA NON DEVE RIPARTIRE DA ZERO

  • 19 Dicembre 2014 in 12:28
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    Dall’Olio ha rotto il disco. Pur di intervenire, dall’alto del suo pulpito è disposto a dire qualsiasi cosa. Il reset ? Sarebbe meglio che lo facesse al suo cervello. Non l’ha ancora capito poveretto, nonostente la batosta delle comunali. Sarà per quello che non sorride mai ?

  • 19 Dicembre 2014 in 12:45
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    Ripartire da zero rarebbe un danno economico di proporzioni bibbliche ,( sponsor e diritti tv ) che ti tiri su soltato se hai uno che mette i capitali e investe ! con l’auto sostentamento rimani dove sei in eccellenza a vita !
    E parma non puo permetterselo data l’importanza di immagine che ha la squadra di calcio per la città .
    Il grosso problema di fondo dopo i tanzi e sempre stato il bacino d’utenza via via sempre di piu a ridursi all osso
    Napoli e Fiorentina sono risorte grazie al bacino d’utenza che ha fatto gola ad imprenditori milionari italiani …ma se noi non riempiamo mai lo stadio ….dove vogliamo andare?
    PER QUESTO NO A PARTIRE DAL NULLA .

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