venerdì, Giugno 21, 2024
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DALL’OLIO: “PREOCCUPA LA MANCANZA DI CHIAREZZA E TRASPARENZA SULLA CESSIONE DEL PARMA CALCIO”

Nicola Dall’Olio (*) La conferenza stampa di ieri del Parma Calcio invece di fare chiarezza sulla vicenda della compravendita suscita ulteriori dubbi e perplessità. Preoccupa l’opacità e l’evidente fretta della manovra, l’origine incerta dei capitali e dell’acquirente, il curriculum di affari e gestione societarie di chi si appresta a prendere la guida della società. Secondo le dichiarazioni rilasciate alla stampa dall’avvocato Giordano, futuro presidente fiduciario del Parma fc, la società è passata nelle mani della Dastraso Holding Limited, società russo-cipriota impegnata nel campo dell’estrazione petrolifera i cui proprietari rimangono al momento ignoti e di cui non si trova alcuna traccia in rete, nonostante gli asseriti due miliardi di fatturato, chissà se in euro o in rubli.

Per il resto una serie di mezze dichiarazioni, di non detti, di rimandi, di promesse non verificabili che servono più ad alzare una cortina di fumo che a dare un vero segnale di affidabilità e di trasparenza, come si aspettano i tifosi e tutta la città. Ci saranno gli organismi competenti del calcio (la Covisoc) e quelli giuridico-bancari ad accertare la provenienza e la tracciabilità dei capitali stranieri che dovrebbero arrivare per salvare il Parma dal fallimento. Nel frattempo il Sindaco, in quanto detentore delle strutture, farebbe bene a convocare i sedicenti vertici, vecchi e nuovi, e pretendere chiarezza sul nuovo assetto proprietario e sulle reali capacità ed intenzioni di investimento

Ma è lecito chiedersi se sia meglio una serie A (o molto più verosimilmente una serie B, vista la situazione di classifica e lo stato della squadra) a tutti i costi, con questi presupposti societari, oppure una pulizia assoluta, una nuova società su basi più trasparenti, con una maggiore adesione al tessuto sociale e imprenditoriale di Parma per ripartire con più dignità, più valore sportivo ed umano, più senso di appartenenza alla città. Nicola Dall’Olio (*)

(*) Capogruppo PD Consiglio comunale

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 60 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 a Dicembre 2023 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società. Dal 2010, a conferma di una indiscussa poliedricità, ha iniziato un percorso come attore/figurazione speciale di film e cortometraggi: l'apice l'ha raggiunto con il cammeo (parte parlata) all'interno del pluripremiato film di Giorgio Diritti "Volevo Nascondermi" (con presenza nel trailer ufficiale) e partecipazioni in "Baciato dalla Fortuna", "La Certosa di Parma", "Fai bei sogni" (del regista Marco Bellocchio), "Il Treno dei bambini" di Cristina Comencini, "Postcard from Earth" del regista Darren Aronofsky, "Ferrari" del regista Michael Mann. Apparizioni anche nei cortometraggi nazionali "Tracce", "Variazioni", "L'Assassinio di Davide Menguzzi", "Pausa pranzo di lavoro"; tra i protagonisti (Ispettore Majo) della produzione locale della Mezzani Film "La Spétnèda", e poi nei successivi lavori "ColPo di Genio" e "Franciao".

40 pensieri riguardo “DALL’OLIO: “PREOCCUPA LA MANCANZA DI CHIAREZZA E TRASPARENZA SULLA CESSIONE DEL PARMA CALCIO”

  • Gianfranco

    Credo che le risposte a questi interrogativi arriveranno a breve, visto che nella giornata di mercoledì scorso è stata presentata la prima istanza di fallimento nei confronti del Parma FC da parte di un creditore.

    • Ma lei è il creditore, il suo commercialista, il legale o il cancelliere del tribunale? Allora, capiamoci: fin che si gioca a indovinare chi sta dietro a Giordano è un conto, perché non fa male a nessuno, ma riportare indiscrezioni giudiziarie è un reato, pur fossero vere. E al momento non c’è alcun atto pubblico che lo dimostri. E io non voglio essere complice di reati. Se poi ha le prove provate a disposizione, come sempre

      • Gianfranco

        Premetto che non amo giocare a chi sta dietro a Giordano né tantomeno, mi permetterei di fare insinuazioni su argomenti tanto delicati. Non essendo nemmeno un millantatore quando dico le cose è perché sono sicuro di ciò che affermo (figurarsi quando le scrivo). Per le prove provate, se le interessano, gliele posso fornire lunedì. Saluti

    • Certe cose pese bisogne avere le prove prima di dirle

  • Il PD ha a cuore il fallimento di Parma (vedi regalo mediopadana a Prodi e a Reggio, vedi totale immobilismo quando era al governo della città negli anni 90, vedi politiche regionali volte al declassamento di Parma in favore della Romagna e di altre città da loro amministrate) quindi non mi stupisce che ora Dall’Olio auspichi il fallimento del Parma Calcio. Il problema è che c’è gente che gli dà il voto. Va beh, pazienza, li tolleriamo così come tolleriamo che esistano gli juventini.

    • Non buttiamo la in politica ragazzi; tanto i politici non sanno fare e dire che minchiate.
      Che in consiglio comunale stiano sere in e attenti ai problemi della città’ che sono tanti

    • Eh già, e invece son stati dei benefattori Ubaldi e Vignali che ci han lasciato in eredità un debito di 800 milioni di euro… Dall’Olio ha espresso un timore sacrosanto circa gli scenari che si aprono dalla vendita del Parma a questa cordata romano-albanese, mi sorprende invece l’assoluto silenzio da parte di altri esponenti della minoranza in consiglio comunale: boh, si vede che saran già partiti per le ferie natalizie. Chiudo con un consiglio spassionato: cerchiamo di restare con gli occhi bene aperti su quanto sta accadendo, anche per questo ringrazio il sig. Majo per la linea che sta seguendo

      • Grazie, anche se evitare le dietrologie significa lasciar fuori da questo ragionamento vignali e ubaldi.
        Cordialmente
        Gmajo

  • Arcobaleno78

    Consigliere, ho apprezzato il suo intervento in consiglio comunale, ma apprezzo meno questo. Non sapere a chi appartenga la mia squadra del cuore non mi fa certo piacere e mi auguro che venga mantenuta la promessa fatta dal neopresidente, che ha detto che al più tardi ai primi di marzo la proprietà sarà nota; tuttavia adesso abbiamo un solo modo per valutare i nuovi proprietari, ossia vedere come operano, sia dal punto di vista calcistico (vedi mercato) che amministrativo (vedi scadenze). Se le cose andranno male quel “reset” ci sarà comunque, ma spero che lo si possa evitare e comunque non vedo necessità di accelerarlo, perché a perdere il calcio che conta si fa in un attimo e risalire dai dilettanti è invece operazione molto lunga e faticosa.

  • Ah dimenticavo, se il parma si dovesse salvare, ci vediamo sotto i portici del grano, cosi tra una sigaretta e l’altra (strana forma di coerenza per lei che si dichiara ambientalista e fa di questo un elemento distintivo e un cavallo di battaglia) le faccio rileggere queste sue dichiarazioni e le commentiamo insieme. Glielo dico da tifoso del Parma abbonato da 22 anni a tifoso occasionale (come la maggior parte dei politici, non me ne voglia: anche Vignali andava allo stadio nelle 2 o 3 partite prima delle elezioni per farsi vedere e cercare qualche voto).

    • Nicola Dall'Olio

      Ok speriamo allora di vederci sotto i portici. Quanto al resto e agli altri commenti ha ragione: il reset se dovrà esserci ci sarà. Ma chi si ritrova a fare politica in consiglio comunale (e mi spiace, ma qui i partiti non c’entrano un bel niente) ha il dovere di preoccuparsi che sia rispettata la legalità e fuori dai giri di parole che il Parma non diventi una macchina da riciclaggio. Il Comune è detentore dello stadio. Chiunque affitta qualcosa di sua proprietà vuole e deve sapere chi si mette in casa. Questo faccia il Comune: pretenda chiarezza sulla proprietà. Leggo ora di indiscrezioni su Taci e magnati russi. Che si presentino.

      • Ringrazio il consigliere Dall’Olio, del quale condivido la battaglia di legalità che sta portando avanti, anche se l’espressione “macchina da riciclaggio”, senza adeguate prove per affermarlo, non la posso condividere e accettare.

        L’altra notte ero troppo stanco per ringraziarlo per il precedente commento postato sul forum di stadiotardini.it, ma mi ha fatto davvero piacere vedere il suo propositivo contributo per arricchire il dibattito. Vorrei che il medesimo andasse al di là della pura e semplice ideologia, ma temo che molti si lascino travisare dai preconcetti tipici dei partigiani. Spogliamoci, dunque, dalle simpatie o antipatie per questo o quel partito e riflettiamo sull’allarme lanciato. Poi la soluzione indicata può essere più o meno fattibile e condivisibile: io stesso ho espresso molti dubbi anche sulla possibilità che imprenditori parmigiani prendano in mano il club nelle serie inferiori, sì che l’eventuale fallimento potrebbe addirittura rappresentare la fine se non saltasse fuori qualcuno pronto per ripartire. Si può dibattere, ma lasciando fuori il pd o i cinque stelle, il pci e la dc, per i nostalgici. Riflettiamo sulle cose. E stigmatizzo altresì chi ha dato dell’avvoltoio a dall’olio perché si sta occupando di questa cosa. io dico solo che sarebbe stato meglio che lui o qualcun altro nella residenza municipale decidesse di aprire prima gli occhi; purtroppo, e in questo caso mi riferisco alla giunta, soprattutto, c’è stato chi si è troppo fidato di chi ha gestito il Parma F.C. fino ad ora, a mio modo di vedere tradendo un po’ il mandato dei votanti. In più mi piacerebbe che si esprimesse anche ghiretti, perché è assordante il silenzio su questo tema di un ex assessore allo sport che ha avuto modo di conoscere da vicino le beghe in essere con Ghirardi e che ora siete sui banchi della minoranza.
        Cordialmente
        Gmajo

  • ildiavoloincorpo

    Doveroso l’interessamento della politica e soprattutto di chi ha a cuore la legalità. Domanda: ma il sindaco dorme? Continua credere alle favole di Leonardi?

  • se ci si mette anche il PD andiamo in fallimento sicuramente

  • Volevo scrivere un commento, ma ho appena letto quello di Luca che esprime alla perfezione il mio pensiero

  • Simone B.

    Dall’olio vai al giglio…o meglio al Mapei stadium, non avete neanche più lo stadio….

  • Dallo’olio e’ un avvoltoio che usa il cadavere del parma per far politica,se fosse stato al governo della citta’ il parna fc non gli sarebbe passato per l’anticamera del cervello come negli ultimi 40 anni della sua vita

  • piuttosto tenete marcato Pizzarotti che mi sa che gli han tirato la polpetta avvelenata.La sua inesperienza potrebbe costargli cara

  • Il direttore ha ragione al 100 per cento prima di scrivere certe cise bisogna chiarire chi si è o chi si rappresenta altrimenti si parla di nulla

  • vecchia guardia

    Dall olio ci hai rotto i coglioni pensa alla citta e agli italiani che sono invasi da campi rom ed extracomunitari delinquenti che voi mantenete coi cittadini che sono massacrati dalle tasse
    aspettiamo il prossimo indulto e le altre vostre cazzate per rendere questo paese una colonia dell islam
    buffoni vergognatevi

    • Pur condividendo, dai lasciamo stare la politica

  • Dall’Olio vacci tu in serie D invece di sparare cazzate cercali tu i così detti imprenditori parmigiani che investono nel Parma.Ma per favore ancora a pensare che la gente creda a queste cazzate. Vergognati!

  • Federico

    È bello che parla uno mai visto al Tardini (sue dichiarazioni) , uno che non ha mai gestito società sportive….non ha esperienza ne tanto meno conoscenza tecnica per potersi esporre ed opinare in questa maniera.
    Majo mi sorprendo di lei che in un sito sportivo da spazio a discorsi populisti, sopraggiunti “leggermente ” in ritardo…

    • StadioTardini.it è uno spazio aperto a tutte le opinioni interessanti sulla materia Parma e dintorni.

      E peraltro, senza nascondermi, io sono d’accordo con le preoccupazioni espresse – esercitando il proprio dovere di consigliere comunale – da Dall’Olio in materia di trasparenza (io predico glasnost per il Parma da anni, non sono un parvenu, anche se oggi sono tanti a riempirsi la bocca con queste parole, magari gli stessi che mi davano del nemico del Parma e facevano a lingua in bocca col Ghiro e col Leo). Sono meno d’accordo sulla ripartenza dalla D. Idealmente la cosa migliore sarebbe il cosiddetto “fallimento pilotato”, posto che non credo ai nababbi che starebbero dietro la holding cipriota rappresentata da Giordano. pronto a genuflettermi sui ceci se ci sarà davvero kerimov. Sarà una dolce sofferenza. ma temo che non mi sbuccerò le ginocchia…

      cordialmente

      Gmajo

  • vecchia guardia

    Faccia il politico e non parli di calcio che è meglio visto che non ne sa

    • Dai augusto, non fare l’ignorante. Chi parla di calcio senza sapere cos’è è semmai il sindaco che si è distinto per certe perle di saggezza che è meglio rimuovere: Dall’Olio ha lanciato una situazione di allarme sociale condivisibile, indipendentemente dalla ideologia che non deve c’entrarci nulla.

  • vecchia guardia

    Marino il cecato e company

  • NORORIUS

    Bravo direttore !

    Parole sante: i ciarlatani cercano sempre di buttarla in politica.
    A volte solo per farsi notare e basta.

    • Io ritengo sia corretto riportare i fatti salienti e le varie opinioni, sia che io le condivida, sia che io non le condivida. E in ogni caso col diritto di parola. Però come non mi piace che ci sia gente prevenuta nei miei confronti per patenti date a capocchia, così vorrei che le parole di Dall’Olio (peraltro condivise al 99,9% da Marani della Giunta in Consiglio) non venissero giudicate per la sua appartenenza politica, ma per i contenuti. Purtroppo, invece, c’è sempre il muro contro muro. Cerchiamo di non esser superficiali e di superare, magari, gli steccati. grazie.

      Gmajo

  • Nicola Dall'Olio

    Ringrazio Gabriele per lo spazio che mi ha dato. I miei interventi sono a titolo di consigliere comunale e i partiti in questa faccenda non c’entrano nulla. Tutti devono pretendere chiarezza e legalità. E il Comune di Parma più di altri visto che è proprietario dello stafio. E che i suoi amministratori rappresentano la città. Tutta.

    • Ci stavamo scrivendo in contemporanea, e contemporaneamente stavamo pensando la stessa cosa: al bando l’ideologia

  • mi immagino come sara’ preoccupato,guardi che il parma fc e’ un azienda con sede legale a Limassol ,non sapevo che fosse tifoso di quella squadra,la prossima volta magari questa sua osservazione apartitica la faccia un mese prima che il 17 novembre ne son successse di ogni,tempi di reazione alla donadoni ? 🙂

  • Ugo Mazzoni

    Se Dall’Olio è convinto che siano denari sporchi quelli che porterebbe la nuova proprietà ne porti le prove. È così difficile attendere le prime mosse che farà prima di creare allarmismi tipici da discussioni da bar? Gli imprenditori parmigiani non ne vogliono sapere del Parma FC bisogna farsene una ragione purtroppo.

    • Scusami Ugo (e ti rispondo qui, ma vale anche per i tuoi precedenti commenti che non avevo fatto in tempo a “chiosare”), ma questi non sono allarmismi da bar. Anzi, mi stupisco che ci sia gente intelligente come te che possa fare simili osservazioni. Io capisco lo sviscerato amore per una squadra di calcio, amore per il quale c’è chi ancora lascia l’aureola di santo dietro il viso smagrito del povero Calisto, però non solo è legittimo, ma è doveroso che un consigliere comunale intervenga in casi come questi dove la trasparenza è lontana.
      E anche egoisticamente parlando tenendo a cuore solo la squadra di calcio, lasciando perdere le questioni sociali (comunque di pertinenza di un consigliere comunale che ha fatto bene ad intervenire, ed anzi avrebbe dovuto farlo ancor prima), non è abbassando lo sguardo della vigilanza che si fa il bene del Parma. Purtroppo, visto che prima a vigilare ero solo io e pochi altri, c’è chi ha fatto quel che ha fatto (se no non saremmo in queste condizioni): vogliamo insistere. Appunto un giudizio sarà espresso quando verrà fatto qualcosa, ma nessuno mi metterà mai il bavaglio per impedirmi di dire quel che penso, e per me le premesse che ci sono, fino a questo punto, non sono confortanti, per mancanza di chiarezza e trasparenza e per i legittimi dubbi che sorgono su una operazione che non ha alcun senso razionale. Quindi lasciamo lavorare, ma che lavorino, diciamo così, in libertà vigilata.
      E cerchiamo di essere una popolazione sana e civile che apprezzi i “rompicoglioni” e non li metta al bando, condizione fondamentale, per chi si trova in certe posizioni per farsi i propri porci comodi.

      Cordialmente

      Gmajo

  • Ugo Mazzoni

    Io non voglio mettere il bavaglio a nessuno Gabriele di questo puoi essere sicuro. Mi dispiace però constatare un estremo scetticismo in merito ad un modo di operare (quello dei nuovi proprietari) senza attenderne almeno i primi passi. Può essere che chi sostiene che si tratti di capitali poco puliti in futuro abbia ragione. Per Ghirardi ci avevi visto bene ma non farei di un filo d’erba un fascio.

    • io non faccio di tutta l’erba un fascio, ma a tutti riserbo lo stesso trattamento. io non ho mai parlato di capitali poco puliti, ho solo rimarcato che non mi piace la scarsa trasparenza dell’operazione e continuo ad insistere. Se Dall’Olio si è spinto più in là, lo ha fatto lui, e io ho anche preso le distanze, poiché i sospetti non mi piacciono. Ma che si debba dare fiducia a chiunque, pur dinnanzi a situazione che fanno dubitare grandemente non me lo si può chiedere.

  • Se l’obiettivo di Dall’Olio era guadagnare consenso e voti direi che c’è riuscito. Bau!
    Comunque se andremo in serie B speriamo di arrivare in finale di coppa Italia. Finale di coppa Italia contro una squadra di serie b: le ricorda niente questa metafora? Nascondetevi, perdenti!

    P.S. meglio il parma in serie D perché il comune che è proprietario dello stadio ecc ecc… Ma secondo lei se il parma fosse in serie D giocherebbe al Tardini? Ha mai visto una squadra di serie D giocare in uno stadio da 28.000 spettatori? Ricordo che dopo il caso Raciti ci fu uno speciale Domenica In dove parlavano della violenza negli stadi: Costanzo, Iva Zanicchi, Platinette, e qualcuno del grande fratello. Leggendo le sue opinioni ho sentito gli stessi brividi di allora…

    • Ma piantiamola lì con il ragionamento del consenso e dei voti. Lo sai quando si va ad elezioni? Tra due anni e mezzo, se non sbaglio. Secondo te da qua ad allora sai quante interpellanze, interrogazioni, mozioni e comunicazione presenterà Dall’Olio? E sai quante di queste possono essere impopolari. Basterebbe piantarla lì con i pensieri dietrologici e con le ideologie, per cercare di pensare al bene comune.
      Potrà essere discutibile, semmai, l’idea della D sana, e su questo ci si può ragionare, ma attaccare stupidamente con questi luoghi comuni (ad esempio mi ricordo che certe menti eccelse della Curva lo dicevano anche a Pallini quando allo stadio distribuiva le Bandiere Crociate, cosa che lui finanziava di tasca sua perché è un maniaco della Crociata, però gli si doveva dire che serviva per i voti, quando poi in Curva a raccogliere voti i primi erano certi caporioni…).
      E poi il Tardini non ha una capienza di 28.000 e in D giocherebbe comunque lì perché è lo stadio del Comune di Parma. E gli ospiti dello speciale di Domenica in sul caso Raciti non c’entra una beneamata mazza (o benedetta mazza) con il sacrosanto e doveroso monito di Dall’Olio.
      Saluti
      Gmajo

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