UN UOMO IN DUE MAGLIE (CON INTERVISTA) / FABIO VIGNAROLI TRA PARMA E LAZIO

(Luca Savarese) – In questi giorni abbiamo sentito al telefono Fabio Vignaroli, nato a Finale Ligure il 7 giugno del 1976, a Parma nel 2005, alla Lazio nella stagione 2007-2008, che gentilmente non solo ci ha parlato diffusamente della sua carriera, ma ci ha offerto anche una chiave di lettura del calcio, diversa da molte scontate interpretazioni.

7, 7, 26, 6, 2, 2: non stiamo dando i numeri, ma ripercorrendo quelli dei tuoi centri nelle varie stagioni. A quale gol sei più affezionato…

“Sui numeri è un po’ difficile… Nel mio curriculum vedo spesso scritto attaccante, ma poi di fatto non ho mai giocato attaccante tranne che qualche volta, in qualche occasione, ho rivestito molti ruoli, sono stato un giocatore multiuso. Son sempre stato un giocatore che ha prediletto il gioco della squadra, non il gol in sé, non sono mai legato ad un gol ma a dei ricordi ed alle sensazioni vissuti nei momenti belli, una vittoria, un risultato importante, molto più emozionanti di un gol”.

La tua carriera sta proseguendo a Malta?…

“Io sono stato a Malta fino ad adesso, poi vista l’età ed i molti gli infortuni, ho avuto tre infortuni alle ginocchia, e vista anche la poca professionalità che ho riscontrato là – sarà che con l’età uno è portato a non accettare molte cose – ora ho deciso di fermarmi e sto cercando un altro tipo di strada”.

Sei stato uno dei primi, ancora prima di Alessandro Del Piero, ad andare a giocare in Australia…

“Sì. Se non sbaglio prima di me c’era andati solo Nicola Berti e Jardel, mi sono trovato benissimo, professionalmente e poi c’erano poche pressioni, il livello della vita era molto alto, per il lavoro di calciatori eravamo dei privilegiati; poi mi son rotto tibia e crociato, avrei dovuto rinnovare per tre anni, ma con un infortunio brutto, già ero anziano allora, quindi fui costretto a smettere quell’esperienza”.

Stagione 2001-2002, fai 20 gol in B con la Salernitana. E’ stata la stagione che ti ha lanciato?

“E’ un po’ strano: è stato l’anno in cui è arrivato Zeman, ho fatto più gol giocando da punta centrale, a parte che è più facile con Zeman per una punta, per me non è stata la mia stagione migliore calcisticamente, ma quella che ha fatto più clamore, anche se io ritengo di aver fatto annate più belle, però siccome nel calcio contano le statistiche ed il clamore, è stata quella che ha fatto più impressione; ma tante volte la gente invece di venire a vedere giocare a calcio vede solo i numeri… Per me si, è stato un bel trampolino di lancio, però, poi a Modena De Biasi mi faceva giocare attaccante e poi è arrivato Malesani e mi faceva giocare davanti alla difesa, in Australia ero regista basso, è anche soggettivo il calcio”.

Nel gennaio 2003, Modena-Atalanta, esordio in A, cosa si prova?

“Un coronamento ai sacrifici che si fanno, però, sai, queste son frasi fatte che puoi dire quando arrivi e che alcuni che non arrivano non possono dire, anche se fanno tanti sacrifici, anche se hanno più qualità di te… Il messaggio che oggi bisogna mandare è per me questo: il brutto è che alcuni se non arrivano mollano: per me il calcio è uguale dappertutto, l’emozione di fare un gol è la stessa, è come quando lo fai in piazza, è quello che c’è intorno che cambia, il calcio non passa mai, il messaggio che passa è quello del contorno e non del calcio in sé,si sta rovinando un po’  l’essenza del calcio: a me piaceva giocare anche per gli altri, oggi 40 giocatori in una squadra, 40 procuratori, sono poche, poi, le società che fanno cose buone così, io ho sempre prediletto la parte sportiva, come fai a creare un’armonia così? Se non arrivano subito  i giovani smettono: c’è anche chi smette dopo dieci giorni: non deve essere cos!”. 

“Mi sono dilungato?”

Figurati, hai detto cose importanti e non scontate…

“Sembra che il calciatore sia il padrone del mondo, magari se non c’è la gente, uno non è nemmeno apprezzato: da calciatore bisogna tenere conto di tutti questi aspetti e del messaggio che dai”

Venendo, invece, alla tua esperienza in maglia gialloblù-Parma, stagione 2005, sei stato un po’ anche il jolly di Gedeone Carmignani che anche in Coppa Uefa, ti utilizzava spesso…

“Sono arrivato quell’anno lì, c’erano tante difficoltà, sono arrivato a gennaio, sarei dovuto arrivare d’estate, a Modena non volevano farmi andare subito. Ci furono grandissime difficoltà, siamo arrivati in semifinale di coppa Uefa, e ci siamo salvati con lo spareggio a Bologna, un’annata particolare, stranissima; poi mi erano state promesse delle cose, non vennero mantenute e scelsi di andare via”.

Poi Bologna e Bari prima di approdare alla Lazio?

“Sono stati anni strani, per via indiretta il polverone di Calciopoli mi coinvolse, non credevo più tanto al calcio, ho avuto poche motivazioni nelle persone, fu un periodo di riflessione, mi sono trovato a Bologna appena retrocessi, poi a Bari dove si alternarono prima Maran e poi Materazzi, una situazione difficile, poi mentre decisi di andare all’estero. La Lazio arrivò quasi per caso, sono arrivato anche perché si ricordavano di me, soprattutto il mister Delio Rossi“.

Formello e l’Olimpico: che sensazioni ti porti dentro?

Non hanno preso Adriano ed hanno preso me, mi scappa da ridere… Fu per me un premio, quello che mi era stato tolto poi l’ho ripreso, mi massacravano all’inizio, erano prevenuti, massacrate per nulla, poi mi sono ritagliato il mio spazio, come esterno, centrocampista, poi ho scelto l’esperienza all’estero, mi fa un po’ ridere che la Lazio mi abbia preso, erano molto esigenti, ma qualche cosa l’ho fatta di buono come mi mostrò poi lo striscione A ridacce Vignaroli… Alla Lazio è giusto che vadano i campioni, i giocatori importanti”

Oggi il Parma piange mentre la Lazio, è attrezzata per l’Europa…

“Il Parma vive un periodo nero, per tante cause insieme, poi sul campo paghi per tutto, dal punto di vista psicologico sei sempre un po’ labile, sei sempre in uno stato di grande pressione. Da fuori vedo questo. La Lazio è attrezzata per l’Europa, è solida le manca però ancora la continuità per poter essere competitiva”.

Domenica pomeriggio per chi farà il tifo Fabio Vignaroli?

“A parte che non si ricorderanno neanche di me, (risatina, nda), non vorrei fare torto a nessuno, spero in un pareggio e che possano raggiungere gli obiettivi che si sono prefissati”.

LE PRECEDENTI PUNTATE DI UN UOMO IN DUE MAGLIE, di Luca Savarese

1. MASSIMO AGOSTINI TRA CESENA E PARMA (30.08.2014)

2. FEDERICO GIUNTI TRA PARMA E MILAN (13.09.2014)

3. MATTEO BRIGHI TRA CHIEVO VERONA E PARMA (20.09.2014)

4. FABIO SIMPLICIO TRA PARMA E ROMA (24.09.2014)

5. SALVATORE MATRECANO TRA UDINESE E PARMA (27.09.2014)

6. VALERIANO FIORIN TRA PARMA E GENOA (04.10.2014)

7. ROBERTO BORDIN TRA ATALANTA E PARMA (18.10.2014)

8. MARCO GIANDEBIAGGI (CON INTERVISTA) TRA PARMA E SASSUOLO (25.10.2014)

9. RAFFAELE LONGO TRA TORINO E PARMA (29.10.2014)

10. ADRIANO LEITE RIBEIRO TRA PARMA E INTER (01.11.2014)

11. MARCO MARCHIONNI TRA JUVENTUS E PARMA (08.11.2014)

12. DAVIDE MATTEINI (CON INTERVISTA) TRA PARMA ED EMPOLI (22.11.2014)

13. GIANLUCA TRIUZZI (CON INTERVISTA) TRA PALERMO E PARMA (28.11.2014)


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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.