AMARCORD di Alessandro Dondi / BENEVELLI, IL PORTIERE CHE SUBENTRO’ IN AREZZO-PARMA DELL’11.01.1976, LA GARA PASSATA ALLA STORIA PER LA PRIMA RADIOCRONACA PRIVATA INTEGRALE

(Alessandro Dondi) – Come promesso nella scorsa puntata – quella dedicata a Franco Paleari proseguiamo il nostro viaggio all’indietro nel tempo, ai mitici anni settanta, quando – siamo precisamente nel 1974 – la società crociata si appresta ad affrontare il secondo campionato di serie B consecutivo, dopo essere letteralmente risorta dalle ceneri della serie D. In quell’annata l’allenatore è il confermato Giorgio Sereni – di lì a poco protagonista dell’ “indigesto biscotto di Parma-Verona”   e la squadra scende in campo con: Bertoni, Mantovani, Ferrari, Andreuzza, Benedetto, Daolio, Barone, Corbellini, Volpi, Colonnelli e Bonci. A fare da riserva al portiere titolare Luciano Bertoni c’è un giovane, appena diciannovenne, nativo di Reggio Emilia: Mirko Benevelli. Non è facile per un ragazzo così giovane SCAN_20150121_200635910guadagnarsi subito i galloni da titolare, specie in una stagione che per il Parma si rivela decisamente disgraziata, e Mirko fa il suo esordio “soltanto” alla 22^ giornata: si gioca Spal-Parma, i ferraresi passano in vantaggio in chiusura di primo tempo e Benevelli subentra a Bertoni ad inizio ripresa, mantenendo la porta inviolata. Quella è per lui l’unica presenza in un campionato deludente, che vede il Parma – scontato un -3 di penalizzazione – piazzarsi all’ultimo posto con 30 punti e retrocedere mestamente in serie C. Ma Mirko è giovane, avrà tempo di rifarsi, chissà magari SCAN_20150121_200731766già nel nuovo Parma che Gigi Del Grosso affida a Giovanni Meregalli, nel tentativo di risalire prontamente tra i cadetti. Le gerarchie ad inizio anno vedono sempre saldamente in pole position Bertoni, atleta di livello, genio e sregolatezza, ma anche portiere di estrema affidabilità.  E’ proprio lui, protagonista di tante battaglie, a tradire le aspettative, complice forse la non più giovanissima età inizia ad accusare un vistoso calo: l’11 gennaio 1976 si gioca Arezzo-Parma (partita storica per quanto riguarda la radiofonia privata italiana, giacché in quella occasione Gian Carlo Ceci confezionò la prima radiocronaca diretta integrale come ricordò in un Amarcord speciale il nostro direttore Gabriele Majo, clicca qui per rileggerlo, pubblicato a gennaio 2011, per ricordare il 35° anniversario), ed al 36′ i padroni di casa passano in vantaggio sfruttando un errore in uscita proprio di Bertoni, che all’intervallo verrà sostituito proprio da Benevelli. Ed ecco che per Mirko si spalancano le porte dell’undici titolare, che peraltro aveva già “assaggiato” tra ottobre e novembre collezionando 8 Benevelli nowpresenze al posto del titolare infortunato. Di lì alla fine del campionato è lui il titolare indiscusso, la lunga avventura crociata di Bertoni è giunta al capolinea: pensate che nell’ultima gara di campionato, con il Parma secondo e che matematicamente non ha più speranze di agganciare il primo posto valido per la promozione in B, l’allenatore Meregalli schiera addirittura il terzo portiere Antonino Gabban, non concedendo di fatto nemmeno un ultima passerella al mitico Luciano. La stagione successiva il Parma riparte con una nuova proprietà – l’imprenditore BenevelliErnesto Ceresini rileva la società – ed un nuovo allenatore, Tito Corsi. Le notizie di Radio Mercato non paiono positive per il portiere crociato, la società del presidente Ceresini acquista dalla Spal l’estremo difensore Zecchina, il quale è al vertice delle gerarchie di mister Corsi. Tempo otto giornate ed un infortunio costringe ai box il nuovo portiere crociato, che viene prontamente rilevato dalla riserva Benevelli, il quale gli cederà di nuovo il posto dopo tredici giornate. Per Benevelli ci sarà spazio nelle ultime cinque giornate, complice l’esonero di Corsi dopo lo 0-2 interno contro il Grosseto e l’avvento in panchina di Bruno Mora, egli ritrova una maglia da titolare.
La sua ultima apparizione in maglia crociata è datata 12 giugno 1977, quando il Parma – secondo ma Benevelli Atalantaampiamente staccato dalla vetta – esce sconfitto dal Tardini per 1-2 ad opera della Massese. Terminata l’avventura con la maglia del Parma, per lui è la volta del debutto in massima serie, con la maglia del Foggia, che vestirà per ben quattro  stagioni e 89 presenze, segnate da due retrocessioni, prima in serie B e successivamente in C1. Seguiranno le esperienze all’Atalanta, due promozioni dalla C1 alla A, tra il 1981 ed il 1985 – con 116 presenze – e al Padova, dove resta benevelli padovaper quattro anni disputando 159 gare tra serie B e serie C1. A fargli compagnia nell’avventura in Veneto c’è anche un’altra illustre gloria del centenario gialloblù, ovvero Cornelio Donati. Sul finire di carriera veste anche la maglia del Mantova (serie C1), del Suzzara (serie C2) e della Bagnolese ( serie D). Terminata la carriera agonistica intraprende quella di allenatore dei portieri e di allenatore in seconda nel Mantova, con il quale a tutt’ora collabora. Alessandro Dondi

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “AMARCORD di Alessandro Dondi / BENEVELLI, IL PORTIERE CHE SUBENTRO’ IN AREZZO-PARMA DELL’11.01.1976, LA GARA PASSATA ALLA STORIA PER LA PRIMA RADIOCRONACA PRIVATA INTEGRALE

  • 30 Gennaio 2015 in 10:55
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    I miei più sinceri complimenti al dottor Dondi per la sua rubrica AMARCORD, con la quale puntualmente riesce a coinvolgere i lettori in un appassionante percorso di ricerca delle radici, infondendo passione ed amore attraverso uno stile Ha uno stile originale ed entusiasmante, mai noioso e, nel leggerlo, ci si diverte imparando. Ci ha proprio colpito. Sa, in un marasma mediatico fatto di innumerevoli proposte on line, è facile dire sempre le stesse cose trite e ritrite, usare le stesse espressioni dette e ridette, ed anche le testate più seguite, a ben guardare, sono quelle dove il lavoro di approfondimento lascia spesso il tempo che trova, a vantaggio di un cumulo di informazioni trangugiate e mal presentate. I suoi autori, Savarese, Dondi, Russo ma anche Lei, Direttore, oltre al prof. Malvisi ed al mercatologo, percorrono con coraggio un’altra direzione, e questo sentiero alternativo cattura, anche per la delicatezza, con il quale viene tracciato. Di nuovo le esprimo la più sincera ammirazione, da parte mia e da parte del comitato scientifico che ho l’onore di rappresentare.

    Ossequi

    Anna Fanerani

  • 30 Gennaio 2015 in 13:27
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    Dottoressa Fanerani, mi permetta di ringraziarla per l’apprezzamento, del tutto immeritato peraltro. I complimenti di professionisti del suo lignaggio fanno indubbiamente piacere, tuttavia resto coi piedi per terra, consapevole della mia dimensione di appassionato e giornalista dilettante.

    Ah, p.s.: non mi chiami dottore la prego, la laurea ce l’ho ma non sono amante dei fronzoli. Alessandro va benissimo,

    La saluto cordialmente,

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