CARMINA PARMA / LA MALEDIZIONE DELL’ALTRO RODRIGUEZ. VARELA IN 90’ MEGLIO DI PALLADINO IN QUATTRO ANNI

(Luca Savarese) – Incubo peggiore non poteva essere costruito nemmeno da Dario Argento: Rodriguez segna alla prima giornata al Parma al ed esattamente diciannove giornate dopo torna a segnare, ancora al Parma. Due gol pesanti come il grattacielo di Cesenatico. La sua squadra, il Cesena, aveva ottenuto la prima vittoria proprio con il suo gol. La sua squadra, ottiene la sua seconda vittoria grazie ad un altro suo gol. In mezzo, dentro, scorre impetuosa la tristezza di questo Parma inspiegabile ed irritante, tremendo come l’urlo di Munch, devastante come chi lo scorso anno era poeta ed ora è malato d’afasia, grave come uno sparo che adesso ha quasi ucciso. In un pomeriggio soleggiato, con due nuovi acquisti, con il nuovo (?) presidente accomodato in tribuna, si doveva entrare in campo per ottenere la posta piena e possibilmente in poco tempo, si doveva andare in vantaggio per primi, non si doveva concedere agli avversari iniziative e ripartenze. Si è fatto il contrario: così i cesenati prendono fiducia, si esaltano e si sentono il Marsiglia degli anni novanta, con Pulzetti (lo vidi fuori dal Manuzzi nella partita d’andata il 31 agosto sera, in borghese, quasi un tifoso aggiunto…) che diventa un Zidane ex abrupto ed inventa un destro alla Gigi Meroni; un gol simile, ma con una parabola più alta lo aveva tirato fuori SLIDE CARMINA PARMA CESENAdal cilindro la  Farfalla granata  contro l’Inter negli anni sessanta. Dal quel gol, da quando la palla è entrata dentro, oscuri presagi hanno assalito l’ambiente e gli atleti (questa parola vale anche per chi non corre più?) ed il soleggiato pomeriggio del Tardini è presto diventato la sceneggiatura non di un videogioco, non di un film, ma di un’orribile realtà. La montagna di errori fatti quest’anno è esplosa tutta nel gol di Pulzetti, le incomprensioni, messe come i panni sporchi sotto al tappeto, sono emerse in questo inizio infausto, non da Parma, non da Parma che deve rispondere sul campo a tanti, troppi perché. Ho avuto l’impressione che contro i cesenati si sia approcciato male perché il primo gol nella porta crociata non lo aveva in realtà fatto Pulzetti, ma Cassano Antonio, mettendo in giro quel  J’accuse alla società prima di Parma-Cesena, che ecco prima di una partita così delicata, andava evitato, e che ha destabilizzato la già poca ed approssimativa concentrazione. Ha pesato nel morale, perché non si è riusciti a sbranare il Cesena prima che sbranasse noi. Donadoni poi, tenendolo in panchina per la prima parte di gara, ha come mostrato di non aver chiarito bene la questione. Ed allora in un paese di ciechi, chi ha un occhio solo, il Cesena, o meglio chi è più fresco mentalmente, meno preso da beghe extracalcistiche, poi alla fine arriva a cogliere l’intera posta. La Dea Eupalla, ha dato una grossa mano al Parma, una scialuppa mentre Gobbi e soci rischiavano l’apnea in profonde acque, l’autogol di Cascione, manna vera, segnale di aiuto celeste. Nella gara, era però in corso un’altra ed alta, sottilissima, battaglia: quella tra alcuni spiriti che volevano aiutare il Parma (alias il gol da cineteca di Cascione…) ed un drappello di spiritelli maligni che hanno annebbiato la vista del signor Tagliavento di Terni, di professione parrucchiere, che probabilmente dovrebbe fare un ampio sconto ai suoi clienti nei prossimi giorni per scusarsi per non aver concesso, al Parma, un rigore netto per un fallo su Rispoli ad un passo dall’essere, per la seconda volta, l’eroe per un giorno, dopo il gol-qualificazione che ha eliminato il Cagliari in Coppa Italia. Non è bene e non è tempo ora di aggrapparsi, alla De Laurentiis, agli errori arbitrali, ma c’è da constatare che un effetto domino così devastante, massacrante ed umiliante da una stagione all’altra, sembra una maledizione. Il maleficio però ha avuto durante queste 20 puntate del campionato diverse occasioni di riscatto, appuntamenti imperdibili per poter essere barricadieri e, se non cambiare il corso della storia, almeno mettere le cose un pochino a proprio favore, per tentare si aggiustare la parabola del vento contrario, e farle prendere confidenza con un lieve vento in poppa, ma niente di niente, decisamente sprecati piccoli bonus che le pieghe delle partite offrivano, inattese wild cards  come per esempio aver avuto le due ultime sfide in casa ; chi è causa del suo mal, pianga sé stesso. Cassano che s’immola alla fine ad alcuni tifosi sotto la nord, recupera quell’autogol che il suo avvocato aveva procurato con quella epistola. Ascolta i tifosi, quasi li placa, allora un po’ di umanità è rimasta in questo piano inclinato. Ciò che umanamente non si riesce a comprendere è questa specie di paradosso: in 90 minuti Varela di Amada ha dimostrato di essere più pericoloso di Palladino da Napoli in quattro anni. E’ naturale che per permettere alle squadre della cadetteria di venir su, qualche squadra della A scenda, è una legge evidente del campionato, prima ne scendevano quattro, ora tre. Mi ricordo l’Atalanta di Delio Rossi andar giù con dignità nel 2005, ho in mente il Lecce di Cosmi finire un campionato che la matematica condannò alla B, ma con la bisaccia della lotta vuota, perché l’avevano messa tutta in campo, serbo nel cuore il Parma di Carmignani del 2005 che lottava, che dava tutto, questo non da niente, questo par morto. Insomma ci sono, se proprio si deve intraprendere una catabasi, vari modi per farlo, andarci così, è da onta, roba da andare a prendere amanti del Parma locali e straje e metterli in campo: magari il gol di Pulzetti, non lo avrebbero preso, magari ne avrebbero fatti due loro, anziché il Cesena. Luca Savarese

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 58 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

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